Cedolare secca ottima misura, bene Governo quando rispetta programma

– Pare finalmente che sia la volta buona per la cedolare secca sulle locazioni. E, stando alle dichiarazioni di Roberto Calderoli in uscita dal Consiglio dei Ministri, l’aliquota sui contratti standard sarà al 20 per cento (e non al 25 per cento, come risultava dalla prima bozza circolata).
Nonostante la contestuale eliminazione delle attuali deduzioni sulla base imponibile, per gran parte dei contribuenti italiani il provvedimento permetterà una riduzione della pressione fiscale. L’effetto più importante sarà il “raffreddamento” del livello dei prezzi del mercato, a vantaggio degli inquilini. Con la cedolare secca entreranno nel mercato tanti immobili oggi non locati proprio a causa di una tassazione eccessiva, che scoraggia i proprietari dal correre il “rischio” della locazione. E una maggiore offerta rappresenterà un buon incentivo alla mobilità e un ottimo disincentivo al consumo di territorio.
Appena il testo della misura sarà disponibile, valuteremo i dettagli, anche tenendo conto dell’effetto che la cedolare produrrà sulla finanza pubblica locale. Ma la prima sensazione è positiva.
Quando il Governo abbassa le tasse e attua i provvedimenti focali del suo programma elettorale, c’è da applaudire.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

3 Responses to “Cedolare secca ottima misura, bene Governo quando rispetta programma”

  1. Marco scrive:

    E’ una misura che incide positivamente solo per chi ha (e dichiara) redditi elevati.
    Nel primo scaglione occorre valutare caso per caso, stante la differente base imponibile (e il regime delle spese detraibili per chi ha solo redditi da fabbricati)

    C’è poi da valutare l’impatto con i contratti a canone calmierato.

    Sull’emersione del nero la nota positiva sono gli aumenti della sanzioni pecuniarie. Ma la sanzione maggiore resta quella che già regola i contratti non registrati ovvero la nullità dell’atto.

    Insomma, bisogna valutare caso per caso e in particolare se saranno previsti sconti per i conduttori

    Certo non può accogliersi positivamente la cancellazione del principio di progressività fiscale, sancito tra l’altro dalla Cotituzione. A rigore si doveva operare nell’alveo della progressività alleggerendo le aliquote esistenti e quindi nella prospettiva di una organica riforma fiscale

  2. claudio scrive:

    Per Marco:
    la nota positiva, sull’emersione del nero, è che sarà molto più probabile che si emerga dal nero.
    Cioè più contratti scritti e registrati (con garanzie anche per gli inquilini) e più tasse pagate dai proprietari che prima non le pagavano.
    L’altra nota positiva è, come dice Falasca, che parecchi proprietari di appartamenti ora sfitti, li affitteranno.
    Dici poco!

  3. Marco scrive:

    Sulle case sfitte si poteva comunque utilizzare una leva fiscale ovvero l’ICI. Poi bisogna anche capire perchè la casa è tenuta a disposizione (durata dei contratti troppo eccessiva, rischio morosità, ragioni di mercato etc)
    Sul nero occorre chiarire che una verifica circa la regolarità del contratto è di estrema semplicità, specie per gli enti locali
    Bisogna semplicemente raccordare i criteri di controllo tra questi e l’AGE (dall’anagrafe, al catasto, ai registri immobiliari: e quindi alla posizione fiscale del contribuente: telematicamente semplicissimo)

    Si è scelta la via propagandisticamente più semplice in spregio del principio costituzionale di progressività delle imposte sul reddito (l’altra anomalia delle rendite finanziarie è almeno sorretta da esigenze pratiche abbastanza intuibili, con il pastrocchio della doppia opzione (credo unico nei vari sistemi fiscali)

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