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Libertiamo con Fini e con Futuro e Libertà? Per essere ciò che siamo, liberali

Libertiamo con Fini? Della Vedova nel gruppo parlamentare Futuro e Libertà? Noi sappiamo che una parte del nostro “piccolo mondo liberale” – i lettori, gli autori ed i sostenitori di Libertiamo – è scettica nei confronti di questa scelta. Il rispetto che bisogna avere per le opinioni altrui, e soprattutto per le opinioni di chi ci è più vicino, impone che si spendano un po’ di parole sulle ragioni per cui – da liberali – abbiamo aderito all’iniziativa politico-parlamentare di Gianfranco Fini. A ciò che Benedetto Della Vedova ha scritto ieri e Carmelo Palma l’altroieri, provo ad aggiungere qualche considerazione, partendo dal fondo della storia, da uno stralcio del documento dell’Ufficio di Presidenza del PdL di giovedì sera

l’On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori.

Insomma, nel maggiore partito di centrodestra ritenere che sia opportuno ridurre i tempi per l’acquisizione del diritto alla cittadinanza italiana, magari per chi in Italia è nato, e concedere il voto alle elezioni amministrative a tutti i residenti, sostanzialmente sulla base della taxation e non della cittadinanza, è ufficialmente considerato censurabile. Non “minoritario” e nemmeno politicamente “inopportuno”, ma addirittura tanto confliggente con il programma del PdL da rappresentare una causa di incompatibilità politica tra chi ha queste idee e il PdL.

Voltandoci alle nostre spalle, e ripercorrendo gli ultimi diciotto o ventiquattro mesi della vita politica del centrodestra, scorgiamo vive e irrisolte le fratture tra questo PdL e la nostra idea di libertà, di paese e di politica: le strumentalizzazioni sul caso Englaro e sul testamento biologico; una narrazione della congiuntura economica ispirata al principio del “tutto bene, stiamo messi meglio degli altri”, slogan di copertura per l’immobilismo e strategia di sopravvivenza quotidiana (niente riforme, solo maquillage a scopo sondaggi); la promiscuità con certi satrapi illiberali del mondo – da Putin a Gheddafi passando per Lukashenko – lontana parente di una pur legittima realpolitik e sicuramente estranea all’atlantismo che aveva ispirato il governo Berlusconi 2001-2006; il “subappalto” all’esterno di alcuni temi cruciali per la vita della società (alla Lega Nord il federalismo fiscale, il contrasto dell’immigrazione clandestina e le politiche per la sicurezza urbana, alla Conferenza Episcopale la bioetica e i diritti civili); la logica dell’emergenza elevata a metodo di governo; la sensazione di occupazione politica del Tg1, così diversa dal rapporto che Berlusconi aveva saputo avere in passato con l’informazione e così simile a quella che l’antiberlusconismo andava dipingendo in passato; un pilastro delle nostre idee – il garantismo – usato come giustificazione dell’impunità dei potenti, e mai opposto, invece, al giustizialismo praticato nei confronti dei pezzenti (leggasi reato di clandestinità et similia).

Su questi temi, in questo arco di tempo, Libertiamo ha incrociato – non casualmente – Gianfranco Fini e la sua piccola ma ricca e problematica galassia culturale.

Saremo a lungo grati a Silvio Berlusconi per aver sdoganato in Italia la “rivoluzione liberale”, ma sedici anni per un cambiamento sempre annunciato, spesso elettoralmente “ricapitalizzato” e mai praticato hanno fiaccato prima le speranze e poi i nervi della costituency delle nostre idee. Che Berlusconi abbia deluso le aspettative liberali è un rospo che abbiamo inghiottito da un po’: quante volte ce lo siamo detti, in fondo? Per far degli esempi, chi tra noi non ha reagito con un misto di rammarico e scetticismo all’ultimo rilancio sulla modifica dell’articolo 41 della Costituzione, e così nelle ripetute promesse di taglio dell’Irap o di altre imposte? Quanta distanza c’è tra “La paura e la speranza” tremontiana e il programma economico di Martino del 1994 o finanche la riforma (anch’essa tremontiana) dell’Irpef del 2003?

Ed ecco che la domanda di molti è: “E con Fini tutto ciò sarà diverso?”. Se lo scetticismo è sempre comprensibile e legittimo, lo è meno il riflesso di chi giudica un leader e la sua iniziativa sulla base del “dna politico” e non sui dati di realtà e attualità. E’ sbagliato, a giudizio di chi scrive, “decodificare” Fini non per il suo presente politico, ma per il suo passato ormai sufficientemente remoto. Tanto più che questo passato, incomprensibilmente, per Fini sarebbe una condanna, e per altri – a partire dal Cavaliere – un’assoluzione. Noi abbiamo la pretesa di dire che Fini ha in mente il partito che avevamo creduto (o forse sperato) di poter creare, un partito aperto, moderno e plurale che guardi alle migliori esperienze di centrodestra europee ed americane. Non il “partito liberale” – per fortuna o purtroppo, ma questo è un altro discorso – ma un grande partito per la società aperta, in cui le nostre idee possano fattivamente contribuire alla costruzione di una seria e moderna piattaforma programmatica rivolta alla maggioranza degli elettori.

PS. Libertiamo sarà sempre se stessa (e per rincarare la dose in testa alla finestra del browser ora leggete: Libertiamo.it – Idee per una politica liberale, liberista e libertaria). Rompicoglioni eravamo e rompicoglioni restiamo.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

65 Responses to “Libertiamo con Fini e con Futuro e Libertà? Per essere ciò che siamo, liberali”

  1. F. scrive:

    Come avete potuto credere per 16 anni al sig. Berlusconi Silvio? Un signore che nella sua carriera, a partire da quella imprenditoriale, ha sempre cercato il monopolio a tutti i costi? L’unica libera conocorrenza che lui concepisce e concepiva era ed è quella tra le sue aziende

  2. @ Piercamillo
    E rompiballe, caro e bravo Piercamillo, bisogna essere se si vuole ambire a far di sé medesimi il sale di una qualsivoglia pietanza.
    I grilli parlanti sono inascoltati nel subito, rispettati e seguiti nel poi, spesso quando è troppo tardi.
    Va da se però che non credo che un liberale – se è vero come è sacrosantamente vero che nulla ha da spartire coi Bossi e coi Tremonti e con tutti gli altri socialisti i quali, via Berlusconi, ci stanno sgovernando – possa farsi compagno di squadra e di cammino di chi, al solo fine di accaparramento di pacchetti di voti campani, monti su un bordello epocale.
    Ne tantomeno un liberale può permettersi il lusso di operare, direttamente od indirettamente, a ché quel poco di innovato regredisca verso la brodaglia puteolente che, per comodo, chiamiamo prima repubblica e che davvero, il saldarsi degli interessi di tutte le rendite di posizione consolidatesi negli anni repubblicani a danno del cittadino, del suo benessere, dei suoi diritti ed anche dei suoi essenziali doveri vada a ricomporre un quadro di assalto alla diligenza sistemico e onnivoro quale quello che ha generato l’immane valanga di debito pubblico allargato che strangola Italia e generazioni che verranno.
    Certo le vicende ignobili del balletto province si province no, del ministro sì ministro no, dei 67 eroi padani delle quote latte le cui multe paghiamo al loro posto, grazie all’ineffabile Bossi, tutti noi sessanta milioni, del presidente del consiglio che se ne va in una istituzione similuniversitaria ad affermare che mai e poi mai verrà abolito il valore legale del titolo di studio (con ciò che filosoficamente e strutturalmente ed operativamente ne discende, cioé l’organizzazione attuale dello stato)farebbe cadere alla dea indiana tutte e cento le sue mitologiche braccia.
    Da ciò ad imitare una bassa operazione di scissionismo alla migliore maniera della prassi della sinistra, specie marxista, ve ne corre e molto.
    Forse, mi viene fatto di pensare, se il Berlusconi non avesse avuto fra i piedi, in casa e fuori, miriadi di specialisti nel remare contro ad interesse di pochi e danno dei più, forse il Berlusconi del ’94 questo Paese, insieme con i Martino e pochi altri lo avrebbe potuto e voluto e saputo davvero cambiare.
    Cosa ne resta ora? L’impressione è quella di un vecchio leone aggredito da ogni dove da miriadi di fameliche formiche rosse che reagisce come può a soli fini di conservare la sua ghirba.
    Chi Ti scrive, caro ed ottimo Piercamillo, il futuro per lo più lo ha dietro le spalle e più passa il tempo meno futuro vede non per sé ma per le persone che come Te hanno voglia, capacità e preparazione per ben fare. Ricordati sempre la grande lezione che ci viene da un passato luminosissimo, ricorda cosa i greci scolpirono sul frontone del tempio di Zeus e su quello del tempio di Apollo. Ricorda la lectio romana su fas/jus e coniugale con le opportunità che un mondo quale quello che avete di fronte offre per dinamicità e velocità di sperimentazione di forme sempre nuove e diverse.
    Sarà bello potervi vedere all’opera.

  3. Fabio Pazzini scrive:

    Comprendo quello che dici sulle convergenze con Fini, che oggi ha un approccio laico ai temi dei diritti civili, ma non è un liberale, in particolare riguardo ai temi economici. Però in un sistema che tende alle grandi aggregazioni è necessario cercdare di unirsi con chi si è compatibili.
    Cosa che mi risulta di difficile comprensione è invece la permanenza in maggioranza e nel governo; la giustificazione “abbiamo comunque ricevuto un mandato dagli elettori” mi sembra un po’ ipocrita e opportunistica.
    Non sarebbe il caso di uscire da una colaizione con cui non si ha più nulla in comune dal punto di vista politico, essendo così più chiari con l’elettorato?

  4. Chiara scrive:

    La vostra a mio parere è una scelta pessima. Nel momento in cui è davvero possibile fare le riforme, tra cui federalismo e giustizia, vi tirate fuori, e lo fate da mesi. In un governo che oggettivamente ha cominciato a cambiare le cose, dall’Università alla spesa pubblica, al federalismo.
    Se poi mi volete dare a intendere che Fini è un liberale, forse potete farlo credere a chi non ha seguito la storia della destra negli anni.
    Fini ha da sempre gestito il suo partito (dall’MSI ad AN) come cosa sua. Non ha mai accettato opinioni discordanti e ha epurato dai ruoli tutte le persone che osavano dire qualcosa. Forse non vi ricordate o non volete che noi ci ricordiamo, di Gasparri e Matteoli e l’epurazione che fece dalla sera alla mattina perché un giornalista aveva ascoltato qualche battuta fatta in privato. Cosa avrebbe fatto Fini dopo mesi di attacchi simili a quelli fatti da voi e i vostri colleghi finiani? Vi assicuro che non ho ancora incontrato un elettore PDL che non avrebbe buttato fuori prima, molto prima, Fini dal partito.
    Lasciamo perdere poi le giravolte di programma di Fini. Un mese prima approva la Bossi-Fini legando il lavoro alla permanenza e un mese dopo vuole abolire lo ius sanguinis, esattamente il contrario, aprendo le porte ad una permanenza indiscriminata sul territorio (che non è un continente come gli USA). Bella coerenza.

    La mia opinione è che lo facciate per altri motivi che non siano la libertà…diciamo che le poltrone e l’ambizione sono il motivo più ovvio e credetemi, non ho ancora incontrato una persona dal vivo che sia con voi. Solo da conoscenti di centro-sinistra arrivano lodi. Questo potrebbe fare pensare a persone elette con voti di elettori del centro-destra.

    Una cosa. Fini e la destra sarebbero stati distrutti senza Berlusconi. Questo lo sanno tutte le persone che hanno un minimo di memoria storica. Il vostro atteggiamento in tutta questa questione è pessimo, irriconoscente e poco rispettoso dei vostri elettori, o almeno del 99% dei vostri ex-elettori.

  5. Filiberto Melia scrive:

    D’accordo con Chiara. Vorrei sentire il mio amico Marco (Taradash) in proposito … Credo che approverei solo alcune delle dichiarazioni di Della Vedova ma credo, anche se non ” figlio di lui ” non voglia passare per il “Bruto” At salut!!

  6. Antonio scrive:

    Per Benedetto,
    non credo che principi solidi e irrinunciabili che hanno sempre mosso le idee di Fini come lo statalismo e il meridionalismo (inteso come soldi al sud) possano mai coincidere con il liberalismo a cui noi (inteso come sostenitori di Libertiamo) ci ispiriamo. Quindi caro Benedetto pensaci bene ancora una volta prima di lanciarti in questa avventura senza Futuro e con poca Libertà. Con questo nn voglio dire che stare sotto l’egemonia di Berlusconi sia meglio, ma certamente è una scelta più coerente. Se hai qualche riflessione più articolata rispondimi pure tramite mail.
    Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensa Antonio (Martino) di tutto questo.
    Ciao, buon lavoro e grazie.

  7. Gulliver Nemo scrive:

    Caro Piercamillo, essendo anch’io un rompiballe, di solito ci intendiamo. Ti ringrazio per le parole di chiarimento che hai sentito la necessita’ di scrivere per quei pochi liberali scettici, fra i quali mi iscrivo. Nonostante il tuo onorevole sforzo esplicatorio, continuo purtroppo a non a capire le ragioni di un abbraccio (per me sbagliato) fra Libertiamo e Fini. Da cio’ che leggo, l’unica convergenza con il (volubile) pensiero finiano sembrerebbero i cosiddetti “temi etici”, che essendo per loro natura “trasversali”, non accomunano necessariamente tutte le anime liberali…anzi, personalmente, sono gli unici che mi differenziano ed allontanano dal partito radicale. Sinceramente non capisco perche’ un liberale, (liberista e, moderatamente, libertario) anche se deluso dalle promesse mancate di Berlusconi, dovrebbe unirsi a dei liberali dell’ultim’ora, statalisti e giustizialisti, per continuare ad essere liberale, come tu dici. Probabilmente ci sono delle altre ragioni di opportunita’ politica che mi sfuggono, ma devo comunque rimarcare che molti ex radicali o ex P.L.I. hanno, per molti anni e ancora oggi, trovato casa nel partito del tanto vituperato Sig. B., mentre in Alleanza Nazionale non era mai approdato nessuno. Non voglio guardare solo al passato, ma avrei preferito che per il futuro restaste un movimento autonomo, piuttosto che sposarvi con avanzi della “Prima Repubblica”. Con immutata simpatia e stima, Guglielmo.

  8. Budde scrive:

    Le due cose che mi fanno ampiamente e grossolanamente ridere sono:

    le persone che credevano che Berlusconi poteva fare la “rivoluzione liberale”

    e

    le persone che ancora credono che Berlusconi possa fare la “rivoluzione liberale”.

    Qualcuno pernsava veramente che un imprenditore che ha il monopolio o rendite di posizione su un settore ( mettiamo a caso il mercato televisivo per esempio o quello pubblicitario o ancora quello assicurativo ) , avendo la possibilità di legiferare , operi in maniera liberista ; cioè faccia entrare più competitor possibili nei sopra citati settori ?
    Ma dov’è mai successa una cosa simile ? In quale luogo sperduto del pianeta terra un imprenditore antepone l’interesse generale a quello privato ?

    Queste sono cose che uno studente del primo anno di economia sa perfettamente.

  9. creonte scrive:

    ah ah!
    invece con Tremonti e difendendo le multe dei cobas per il latte staremo in un mondo migliore???

    Oggi il “meridionalismo” è decisamente il male minore; e Granata, Briguglio e Bocchino ce lo stanno dimostrando, gente che ha speso la propria vita per estirpare ogni mafia, da quelle con la coppola a quelle dei colletti bianchi.

    Inutile parlare di liberalismo economico, se non PRIMA c’è un vero stato di diritto e la libertà in (bio)etica: la libertà parte dalla persona per POI allargarsi alle attività produttive. Questo è vero in generale a ancor di più in Italia oggi.

    non accetto critiche da chi:
    come Fitto ha messo il vero alla Bortone facendoci perdere in Puglia
    da Tajani o chi per lui che ha messo il veto alle liste regionali di Roma su un aennino (che i voti ce li aveva!) facendoci perdere la lista del PDL!
    da chi non mette un ministro per le attività produttive in 3 mesi, però arriva il terzo sul federalismo.

    Qui non si tratta di avere voti o meno, ma di non esser complici di gente con cui non si può concludere un progetto politico

    ps io non provengo da AN, sono un radicale di FI.

  10. MrY scrive:

    Berlusconi è socialista/statalista e si fa i caxxi suoi? Vero. Dal che non discende necessariamente, a rigor di logica, che Fini sia meglio. E infatti non lo è: abbastanza facile, per dire, prendere gli applausi dei liberali criticando l’odiato Tremonti; salvo poi scoprire che – e i suddetti liberali fanno finta di nulla – Fini non lo sopporta oggi, come non lo sopportava due legislature fa, semplicemente perché vuole continuare a dare soldi pubblici ai giornali, al sud, alla cultura come allora volle darli al pubblico impiego. E a proposito delle epurazioni, di Stalin e di tutte queste belle amenità: ditemi quale partito autenticamente liberale e democratico avrebbe accettato per sempre una minoranza interna che minacciasse la scissione (che Fini ha messo sul tavolo già ad aprile) se non fosse stata ascoltata oltre i propri numeri. Quale avrebbe sopportato che, pretendendo Fini un coordinatore finiano che, sempre in base ai maledetti numeri, non gli spetta, arrivasse l’ottimo prestigiatore Bocchino a annunciare, non si sa se minacciando o millantando, che tanto Verdini si sarebbe dovuto dimettere una volta che fossero uscite le intercettazioni su di lui. E quale partito avrebbe tollerato, dopo aver approvato un provvedimento all’unanimità (anche i finiani, e si parla del ddl intercettazioni, brutto o bello che fosse) nella sede proposta, che il nuovo leader dei liberali lo sconfessasse ordinando ai suoi di non votarlo. Forse tutto ciò sarebbe stato ampiamente permesso, come utile dialettica politica e nel nome del liberalismo, nell’An di Fini. Ma fatemi il piacere: cercare di spiegare alla gente, spiegando tutt’altro, che o Fini comanda o si fa il “Vietnam” e semmai – lo vedremo domani – un governo con il Pd e l’Udc per reintrodurre la proporzionale e vendicarsi finalmente di Berlusconi.

  11. Luigi scrive:

    Chiara,
    le poltrone le avevano più comode e sicure stando fermi, zitti e ubbidendo al padrone come han fatto i vari Gasparri e C.
    Ma sembra che i ns. amici di Libertiamo non per questo stanno in politica.
    Apprezzabile invece il coraggio di mirare ad un obiettivo politico mettendo invece in gioco le poltrone, cosa che Berlusconi non ha mai fatto.
    Ricordiamo che B. scappò anche davanti a Cofferati rinunciando a riformare l’art.18. Ottenuta la poltrona Berlusconi non mai fatto niente di memorabile per l’Italia per non rischiarla o per “menefrego”: o qualcuno ricorda qualcosa di grande?
    Le cose che gli interessavano davvero le ha fatte approvare, ma non interessavano l’Italia!

  12. Chiara scrive:

    Luigi…le poltrone vere arriveranno per Fini e compagni ora. Chi aveva mai sentito parlare seriamente di Bocchino e Granata? Fini aveva perso il potere che ha sempre avuto da anni e questo va a cercare. Ci sta fregando a tutti.
    Io posso capire la voglia di cambiamento ma il problema è anche, oltre a tutto ciò che ho già fatto presente più sopra, che il cambiamento non si fa da soli o male accompagnati.
    E vorreste spiegarmi come il cambiamento si fa con Fini, Casini, Di Pietro e Bersani?
    Perché è chiaro che altre scelte non ce ne stanno.
    Fini è uno statalista ed un meridionalista nel peggiore dei termini. Sostiene i settori più assistenzialisti d’Italia, a partire dagli impiegati statali, per finire agli aiuti indiscriminati al sud. Oltre ad essere sempre stato, come già detto, ma penso che molti lo sappiano, un despota all’interno di tutti i partiti in cui ha militato. Chi non sa la storia di MSI e AN si informi.

    Dunque vorrei capire perché dovrebbe cambiare. La risposta è che non è cambiato e non cambierà, ma semplicemente vuole il potere che ha sempre avuto, di fare e disfare. Non si cambia in 1 anno dopo 30 anni di militanza politica, andiamo.

    Dunque che si fa, con Casini, Fini, Bersani, Di Pietro?
    Sono liberali? Bersani viene dritto dal PC emiliano. Fini dall’MSI, Casini dalla DC con la sua abitudine di spartire il potere. Di Pietro è il peggio con il suo uso politico della giustizia, manettaro indiscriminato, contro ogni garanzia. Con lui avremmo il paese alla merce di un magistrato, e sappiamo bene che i magistrati raramente vanno a sinistra, la evitano bene, come chi viene dalle regioni rosse sa bene. Grande scuola di liberalismo tra l’altro, le regioni di sinistra…

    Dunque, dove andate, dove andiamo??? Tutti a seguire Fini con la sua mania di potere? Credete che sia meglio di Berlusconi? Non vi fate fregare per favore, chiedete quante volte ha cambiato idea Fini e quante volte ha epurato chi non la pensava come lui…questo sarà un gruppo di libertà? Non credo. E se anche fosse? Dove collocarsi? A destra credo, spero, perché a sinistra proprio con quella gente saremmo messi bene. Ce la vedo la riforma dell’istruzione e della giustizia con il PD e Di Pietro! Perché dovrebbero farla, sono i loro bacini elettorali.
    La Gelmini almeno ha cominciato e anche bene. La spesa sociale, per quanto Tremonti possa non essere il massimo liberale, è stata ridotta. E dobbiamo considerare il periodo di crisi. Il federalismo può essere attuato in questa legislatura e i liberali possono contribuire e che fanno???? Fanno saltare il governo! O peggio si accasano con chi queste riforme neanche le vuole vedere da lontano. Per di più tradendo il mandato elettorale su cui c’era scritto, se non erro, Berlusconi presidente. Ma la democrazia non viene dal popolo? Ma di che parliamo allora?

    A proposito di Granata e Bocchino…Granata ha attaccato un governo che ha arrestato 9 tra i più pericolosi ricercati per mafia e circa 30 tra i primi 100. In due anni. Maroni è un grandissimo ministro dell’interno, quindi di cosa parla Granata, di cosa parliamo noi, quando si parla di lotta alla mafia? Non si dovrebbe parlare di questo? Dei fatti?
    E Granata e Bocchino liberali? Ma la sapete la loro storia? Granata era un rautiano, ala SOCIALE dell’MSI.
    Ribadisco la mia pessima opinione e per quel che vale di tutti i miei conoscenti, fra cui tutti quelli di AN (io non lo sono mai stata), gente che ha a casa tutti i libri di Fini, per rendere l’idea, ma tutti entusiasti delle riforme che sembravano partite.
    Dovreste combattere dentro il partito per fare le riforme, non bloccarle fermando il governo. State facendo uno sbaglio, il problema è che lo pagheranno tutti i liberali. Farete un altro partitino e l’unico risultato sarà che avrete bloccato tutto ancora una volta. Arrivate a fine legislatura sostenendo il governo e allora, forse, avreste il diritto di dire che non funzionava. Non ora, dopo due anni, alle soglie dell’approvazione del federalismo e dopo avere fatto egrege cose nell’università e nella lotta alla mafia, per dirne alcune di cose, e nel tenere un po’ a galla l’Italia durante la peggiore crisi dal 29.
    Mi chiedo chi ci guadagna in tutto questo. Intanto, è una grossa delusione.
    Scusate per questo il post lungo.

  13. bagnascus scrive:

    Lo dico con molto rispetto: fa comunque impressione vedere i radicali provenienti da un partito radicale,liberisti e libertari assieme ai Granata e agli eredi di Mussolini.. Si può essere dì’accordo nelle critiche a Berlusconi ma di qui a diventare finiani il passo è lungo..

  14. Chiara ha ragione, Fini ci porta tra le braccia di Bersani Di Pietro e Casini in un momento difficile,da liberale non posso condividere la vs.scelta. Mi piacerebbe conoscere l’opinione dell’on. Martino.

  15. creonte scrive:

    anche Paolo Borsellino era MSI, e all’epoca. Ma mi pare qui che molta gente ragione per schemetti ideologici che non porteranno da nessuno parte.

    TUTTE e dico TUTTE di dichiarazioni di Fini degli ultimi 5 anni (e forse anche di più) sono aderenti al liberalismo. Se guardiamo invece agli altri esponenti ne troviamo ben poche, anche da persone con un passato socialista o addirittura radicale. E fra uno che certe dichiarazioni le fa e chi NEPPURE a parole ci risece, va di certo preferito il primo.

    Ad aver bloccato le riforme è Berlusconi, che per due anni ha cercato di aggirare la giustizia (senza neppure esserci riuscito)

    che voleva fare il pdl?
    protezione civile in mano al premier, non ci sono riusciti, tempo perso
    legge sulle intercettazioni, non ci sono riusciti, tempo perso.

    non serve a nulla il federalismo, se manca il CONTROLLO, che -volenti o nolenti- è la magistratura ad averla.

    quanti soldi avrebbe perso la collettività se avessimo tolto le intercettazioni???

  16. Cristian Cattalini scrive:

    Piercamillo,
    l’analisi che fai sull’esperienza dei 16 anni di Berlusconi è del tutto condivisibile. Personalmente ho seguito pari pari il percorso che hai descritto. Prima grande entusiasmo e poi grande delusione. Ultimamente poi la situazione è persino imbarazzante.

    Ricordo il giudizio di Montanelli quando Berlusconi scese in campo, all’epoca non gli credetti, con gli occhi di oggi considero Montanelli un profeta.

    Fu un errore credere in Berlusconi? Sì, oggi è possibile dirlo.

    Diciamo che la sperimentazione sul campo del modello Berlusconi in politica ha portato a risultati mediocri, in quanto a libertà semmai ne abbiamo tutti un po’ di meno (anche se non tenderei a cadere in allarmismi ingiustificati ed isterici).

    C’è una scusa tuttavia che ci ha portato a perseverare nell’errore e la scusa è la qualità della sinistra italiana che, se vogliamo, è anche peggio di Berlusconi. I difetti della sinistra sono tanti quanti anche se diversi da quelli di Berlusconi. L’ultimo governo Prodi fu un’esperienza deprimente, credo, per il Paese.

    A quanti credono ancora nel PDL faccio gli auguri e spero di essere smentito dai fatti. A chi dice che proprio oggi che il PDL si appresta a fare le riforme…azz direi…azz andiamoci piano. Di riforme in 16 anni ricordiamo quella del divieto delle sigarette nei bar, ottima dirà qualcuno, ma un po’ poco a mio parere per mantenere quel minimo di entusiasmo necessario alla speranza.

  17. Bagnascus invece vorrei sapere cosa ci fanno i liberali e i radicali insieme a ex socialisti, ex comunisti, ciellini, democristiani….

  18. MrY scrive:

    “TUTTE e dico TUTTE di dichiarazioni di Fini degli ultimi 5 anni (e forse anche di più) sono aderenti al liberalismo”. Creonte, licenzia chi ti fa la rassegna stampa…

  19. Gabriele81 scrive:

    Conosco l’autore dell’articolo dai tempi dell’Università e ricordo le sue riflessioni sulle elezioni del 2001, sul Berlusconi scardinatore e dissacratore del sistema cattocomunista-bolso-burocratico. Leggo oggi l’articolo di Falasca e lo considero una prova del fallimento di Berlusconi. A me frega proprio del passato di Fini, anche mio padre era fascista e oggi è un moderato come pochi. Siete troppo rigidi voi che accusate Fini di ogni nefandezza e di non essere liberale. Parlate come se Berlusconi e i suoi soprattutto fossero puliti e liberali. Ma dove? La verità è che oggi Fini almeno vuol far politica mentre Berlusconi amministra solo il potere di oggi e contrasta il tempo che passa.
    Mi fido di Piercamillo e di Della Vedova, stanno rischiando e vanno sostenuti

  20. Andrea B scrive:

    Concordo totalmente con l’ articolo quando parla di tutti i rospi che il governo Berlusconi ha fatto andare noi a parecchi di noi.

    Ho invece molti dubbi che la strada di noi delusi possa passare per Fini … personaggio di cui ammiro certamente le aperture degli ultimi anni sui temi etici, nonchè il coraggio dimostrato nel mettersi a parlare di politica davanti alla tavola bella imbandita del potere berlusconiano, tavola a cui avrebbe potuto invece tranquillamente sedersi, ma che in ogni caso continua a trovarmi diffidente.
    Sarà il passato politico, sarà la critica al federalismo, ammantata di meridionalismo assistenzialista e non di una “sana” e liberale paura che federalismo significhi moltiplicazione di centri di controllo del cittadino, sarà la mancanza di una chiara e netta apertura su temi economici a noi cari … ecco tutto questo mi rende diffidente.

    Sono solo un vostro assiduo lettore, ma sinceramente avrei aspettato ancora un po’ prima di buttare “Libertiamo” nell’ abbraccio di Futuro e Libertà…

  21. bill scrive:

    Io condivido la stanchezza dovuta ad una rivoluzione liberale che non arriva. Noto che personaggi come Antonio Martino siano finiti ai margini. Vedo che il PdL è pieno di statalisti.
    Ma vedo pure che 1) Fini ed i suoi sono apertamente, al di là di certe dichiarazioni di circostanza, contrari al federalismo. Nessuno mi può convincere del contrario, dato che la loro azione politica tende, da sempre, a boicottarlo. Per me è un gravissimo errore.
    2) Non credo affatto che persone che affermano che un esponente politico oggetto di una indagine giudiziaria debba dimettersi dai propri incarichi abbiano una cultura liberale. Questa è una, e scusate se esagero, scemenza colossale che ci si può aspettare da qualche mozzaorecchi giacobino, niente di meglio e niente di più.
    3)Di sicuro non si fonda un simil-partito sui temi etici.
    4) In tutti i paesi del mondo la cittadinanza agli stranieri che lì si stabiliscono non la si dà un tot al chilo: si può discutere dei tempi e dei modi, e non è comunque una urgenza cruciale in questo momento. E in ogni caso non si va via da un partito per questo: sarebbe semplicemente ridicolo.
    5) Questo rassembramento non ha un collante di nessun tipo, e mette insieme persone con storie e culture non solo diverse, ma direi impermeabili. Basta andare a leggere i commenti dei frequentatori di Generazione Italia per vedere che grande tasso liberale ci sia da quelle parti. Non vedo Benedetto cosa abbia da dire con quella gente.

  22. Ilja scrive:

    Penso che parlare di liberalismi sia marginale: il punto e nel metodo politico e nella forma-sostanza del partito e qui sposo volentieri la linea di Benedetto per la destra moderna PPE, per un partito aperto e plurale, la necessità di sganciarsi dalla egemonia politica ecc della Lega portata avanti da Fini.
    Probabilmente il nemico esterno fornirà un ottimo alibi al governo e la destra “buona” di Fini permetterà di mantenere/incrementare il peso politico della coalizione di Cdx, arginando il Centro rinato.
    Lo Stallo di Berlusca continua, pesante. Salvo miracoli inattesi.
    L’unica buona nuova e il “gemellaggio” Farefuturo-Libertiamo, magari con ApI (e Radicali?) potrebbero trovare il peso necessario per portare la politica sui temi diversi

  23. GST scrive:

    Bravo Pierca.

  24. Giordano Masini scrive:

    Certo Bill, non si va via da un partito per questo. A meno che per questo non si venga cacciati.

  25. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    CONVIDO LE RIFLESSIONI DI PIERCAMILLO, DI BENEDETTO DELLA VEDOVA E DI ADRIANO TESO. CONDIVIDO LE CRITICHE IN MATERIA ECONOMICA CHE IL PROFESSOR MARTINO HA RIVOLTO AL QUARTO GOVERNO BERLUSCONI. HO SEMPRE CONDIVISO LE PUNTUALI ANALISI DI PHASTIDIO E GLI SCHIOCCHI DELLA SUA FRUSTA LIBERALE. DA LIBERALE RITENGO CHE NON FOSSE PIU ACCETTABILE DA TEMPO IL CLIMA PROVOCATORIO E REPRESSIVO ALL’INTERNO DEL PDL E L’ASSENZA IMPOSTA DI DIBATTITO CULTURALE. IL DIBATTITO CULTURALE E POLITICO ESSENDO INSOPPRIMIBILE HA CONTINUATO A SVOLGERSI IN ALTRE SEDI E SPIACE DIRLO AL CARO BILL CHE E’ POCO INFORMATO. IN QUELLE OCCASIONI SI E’ MISURATO IL GRADO DI AFFINITA’ TRA LE COMPONENTI DI FUTURO E LIBERTA’ E LO SI E’ GIUDICATO DI SPESSORE TALE DA CONSENTIRE UN FORTE AVVICINAMENTO. TRAMITE NE E’ STATA AD ESEMPIO LA FONDAZIONE FARE FUTURO. IN QUESTO LIBERTIAMO HA MANTENUTO LA SUA FISIONOMIA SQUISITMENTE LIBERALE ( E IL PROFESSOR MARTINO SONO SICURO LO SA). IMMAGINO CHE IL PROFESSOR MARTINO ABBIA TROVATO DI SUO GRADIMENTO LO SPAZIO DI LIBERTIAMO. NON E’ QUESTIONE DA BANALIZZARE QUI LA COLLOCAZIONE FUTURA DEL TRE VOLTE MINISTRO.
    HO IL MASSIMO RISPETTO DELL’ON PROF MARTINO, SUFFICIENTE COMQ LA CONOSCENZA DELLA PERSONA PER ACCETTARE QUALSIASI SCELTA VOGLIA FARE.
    AVENDO LETTO LE ULTIME DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE BERLUSCONI SONO PARZIALMENTE SOLLEVATO. CONDIVIDO CHE CI SIA UNA LUNGA ESTATE DI LAVORO PER DEFINIRE IL LAVORO DA FARE NEL FUTURO PER IL PAESE. CONFIDO CHE IL PRESIDENTE BERLUSCONI SIA PIU SERENO ORA CHE SI SONO SCIOLTI ALCUNI NODI: IL NODO PRINCIPALE ERA QUELLO DI UN NON PARTITO CATTOLICO INTOLLERANTE NEL QUALE VIGE UN CERTO STATUTO CHE NON CONSENTIVA ESPRESSIONE AL PERSIERO LIBERALE E DI DESTRA LAICA CHE HANNO POSSIBILITA’ ORA DI RAPPPRESENTARE UNA FETTA IMPORTANTE DELL’ELETTORATO. IL RESTO è DEFINIZIONE STRATEGICA DI UNA ALLEANZA CHE E’ GIà NEI FATTI E CHE POTEVA ESSERE DISTRUTTA SOLO DA UN CIECO FURORE CHE CON LA POLITICA NON AVEVA A CHE SPARTIRE NULLA MA CHE HA CREATO MOLTO IMBARAZZO AI SOSTENITORI DEL PDL.

  26. gianpaolo@liberista scrive:

    Scusate una cosa : ma se Sergio D’Elia viene nomitato come parlamentare, viene difeso pur essendo stato in carcere, mentre se Berlusconi sta in parlamento bisogna impedirgli di governare?Questo è quello che vuole il liberale Fini! Tra Fini e Berlusconi, alle prox elezioni sono tentato di farmi un week-end di vacanza x disertare le urne! è proprio vero : Tutti liberali,nessun liberale!!!
    Buon lavoro a tutti

  27. ZulieOfficial scrive:

    Ovviamente non posso ke condividere la scelta di Libertiamo, ke ho sempre sostenuto.

    E x tutti quelli ke parlano a vanvera di tradimento, ecc. ricordo ke gli amici Riformatori Liberali sono, nel mare dell’ignavia, i salmoni della coerenza… ;)

  28. bill scrive:

    Anch’io stimo Antonio Martino, e condivido le critiche che porta alla politica del governo.
    Quello di cui seriamente mi permetto di dubitare è che lo stesso Martino abbia questo feeling con Fini, piuttosto che con personaggi come Granata.
    Direi anche di non prenderci in giro: Fini e i suoi da tempo immemorabile contestavano qualsiasi mossa del governo e della maggioranza. E’ mai possibile, mi chiedo, che il PdL abbia dei regolamenti interni che non prevedono spazi di discussione? E se così è, dov’era Fini quando questi regolamenti venivano stilati?
    In compenso gli ammiccamenti con certa magistratura, le “bombe atomiche” (e il solo dare credito a certe scemenze..), e per finire la richiesta veramente demenziale sul ritiro delle cariche a chi si ritrovi oggetto di indagine giudiziaria (e vedo che questa sciocchezza viene regolarmente ignorata nei commenti..), me li sono sognati? O sono “poco informato”?
    E quello che leggo in un articolo sul sito di GI, ovvero che giammai il ribaltone, ma che appena possibile bisogna accordarsi con altre forze “democratiche” per fare un accordo di transizione, che cos’è se non un giochetto di palazzo per beffare ancora una volta gli elettori? Ma gurda che caso, si vuole fare un bel pateracchio con sinistra, manettari vari e partitonzoli centristi..e poi ci slamenta se si viene allontanati? Massù..
    Comunque, non è mica vietato cambiare alleanze e programmi, ma almeno si sottoponga questa entusiasmante ipotesi all’elettorato: farlo con manovrette di palazzo e con imboscate in parlamento sarebbe una cosa semplicemente vergognosa.
    Così come non è bello pensare che gli italiani siano una massa di minus habens, che debbano essere governati da quattro burocrati eletti per fare tutt’altro, riuniti in un bel governo tecnico votato e voluto solo dal palazzo.

  29. Vittorio Moretti scrive:

    La mia prima preoccupazione, come De Cesaris ha scritto, è che questa sia stata una bassa operazione di scissionismo in perfetto stile marxista. Non è stato un bell’esempio di Politica, per come i liberali la intendono. E quindi diffido a priori di chi organizza un’operazione di questo genere, anche con indiscutibili ragioni. Inutile fare le vittime e gridare allo stalinismo di Berlusconi, avete ottenuto ciò che volevate, ed è stato tutto perfettamente pianificato a tavolino.
    La seconda preoccupazione è data dai vostri compagni di viaggio, su cui molti altri hanno più autorevolmente di me dibattuto in precedenza (e vorrei aggiungere, Barbareschi. Si leggono sui quotidiani in questi giorni sue dichiarazioni oggettivamente imbarazzanti). Dei circa 43 tra deputati e senatori di Fli la maggioranza è rappresentata da ex statalisti e ancora oggi giustizialisti convinti. Good luck, come si suol dire.
    La terza e più viva preoccupazione è sul futuro di Libertiamo. Da qualche tempo sta montando in questo sito un’aria pregiudizievolemente antiberlusconiana e giustizialista, in perfetto stile PD. Del resto ciò che scrive Falasca potrebbe essere sottoscritto da ogni elettore del PD (non che questo sia un male, naturalmente). Quando si parla poi di occupazione politica del Tg1, beh, viene da pensare Falasca in che mondo viva.
    Non credo quindi che rimarrete rompicoglioni, ma diventerete i portavoce del vostro nuovo capo tribù, il quale vi riserverà nuove garanzie di visibilità. E questo a me infonde un’immensa tristezza, credetemi.
    Il mio giudizio è che stiate facendo un errore straordinario. Non porterà a nulla politicamente se non alla conservazione (o all’incremento) di alcune poltrone. Da parte mia continuerò a seguirvi, ma non avrete il mio voto (perchè la politica la fanno anche gli elettori, pare ve ne siate dimenticati). Andrò a cercarmi i liberali ed i libertari da un’altra parte, come ho sempre fatto, ove ve ne siano.

  30. Maralai scrive:

    Caro Falasca, la prova del nove per Libertiamo e di Futuro e Libertà arriva con la richiesta dei forcaioli dipietristi sulla sfiducia al sottosegretario Caliendo e poi sul governo Berlusconi. Io non credo che persone civili, deputati o senatori che hanno ottenuto il credito degli italiani per governare il Paese, perchè garantisti, perchè consapevoli che l’art. 27 della cost. sulla presunzione d’innocenza PER TUTTI E SEMPRE, è un valore da difendere senza se e senza ma ed anche da sbandierare senza vergogna; quindi possano scivolare sul terreno illiberale e giustizialista per cui l’iscrizione al registro degli indagati di un parlamentare, senza neppure diventare imputato o condannato valga un voto di sfiducia, quindi una condanna politica. Sicchè l’Italia sarebbe consegnata nelle mani dei pubblici ministeri e di tutti coloro che applicherebbero alla lettera la barbarie di una pratica politica per cui fomentando, con esposti che possono essere fasulli ed anonimi le iscrizione al registro degli indagati fare fuori gli concorrenti politici. Fini volendo cogliere risultati politici utili ha sbagliato la metodologia del confronto; anzichè sfidare Berlusconi, candidandosi senza l””incombenza” della terzietà dell’incarico di presidente della camera, a viso aperto su primarie a tutti i livelli, ha mostrato da tempo un astio personale talmente spesso e debordante da averlo portato a rendersi indigesto a larga parte di elettori del Pdl, che in precedenza, a torto o a ragione, lo prevedevano successore di Berlusconi, così come lo riteneva il sottoscritto. Credo comunque che la rottura con Berlusconi sia soltanto momentanea perchè c’è un legame politico che non ammette separazioni irrazionali e tumultuose; questo legame è il programma elettorale. Tutti noi dopo l’incazzatura per le uscite disastrose dei Granata e dei Bocchino o dei Barbareschi avvertiamo un senso di riappacificazione per un confronto sulle cose da fare insieme e sempre in nome del Pdl. Se tuttavia Fini e i “finiani” dovessero aderire al proposito forcaiolo dei Di Pietro segnerebbero un fossato talmente insuperabile da inquadrare Fini alla pari di Di Pietro, quindi da avversare politicamente, “informando” il Popolo Sovrano. Perchè l’incompatibilità non sarebbe allora personale con Berlusconi, ma con l’idealità di Stato che anima ed ha animato il Pdl tutto in contrapposizione ad un’opposizione arretrata, giustizialista, odiosa e ignorante. Noi vogliamo che Fini e i “finiani” non facciano stupidate del genere e dicendo no ai Di Pietro direbbero si a tutti noi che, nonostante tutto, vogliamo evitare una rottura definitiva e riportare Prodi o Franceschini con di Pietro alla guida del Paese.
    Maralai
    (mario nanni)

  31. bagnascus scrive:

    sarebbe quasi preferibile che BDV tornasse nella casa madre radicale piuttosto che apparentarsi con Fini e Granata..certo non lo vedo bene neanche coi ciellini del PDL o alleato dei leghisti..se il sistema politico evolverà in senso proporzionale ( non sara un bene.) questo dovrebbe essere il suo destino..

  32. Chiara scrive:

    Quoto Bill in tutto.
    Un po’ di coerenza per favore. Qui si parla di cose che sono avvenute sotto l’occhio di tutto l’elettorato.

    Fini e i suoi da mesi hanno attuato una politica di opposizione strumentale contro lo stesso programma da loro stilato. Basta pensare all’immigrazione, cavallo di battaglia del Fini fino a 6 mesi prima e poi contestata da lui stesso. basti pensare al fatto che si è rifiutato di fare campagna elettorale per Roma e le regionali con la scusa che era il presidente della Camera e non doveva fare politica, per poi invece farla e pesantemente la politica di questi tempi.

    Generazione Italia si è strutturata da subito sul territorio, tesserando autonomamente. Non c’erano spazi per discutere nel PDL?
    Gli spazi ci sono ma Fini non voleva quello. Fini voleva farsi cacciare perché non vuole essere il numero due di alcunché, vuole essere il numero 1. Ora, sapendo che alle urne verrebbe bocciato, vuole un governo tecnico. E non so, qualcuno di voi, in coerenza, si aspetta che il PDL lo accetti?

    Perché non portate esempi del Fini liberale e del Granata liberale? A parte i temi etici non ce ne sono di questi esempi, ecco perché.
    Granata è un manettaro, che scrive un blog sul sito de “il Fatto quotidiano”, vale a dire gli acerrimi oppositori e accusatori di ogni nefandezza verso Berlusconi e il suo partito e i suoi elettori, di cui egli stesso faceva (fa?), parte.

    Da quando in qua la condanna per essere indagato diventa condanna ed eliminazione dalla vita politica? E’questo che è stato portato avanti per anni dai radicali?
    Bene l’esempio di D’Elia, condannato per banda armata ma candidato dei radicali. In base a quale stravolgimento di pensiero ora altri dovrebbero dimettersi se indagati, come chiesto da Granata, Bocchino, Fini e company? Mi chiedo dove siano andati a finire i valori libertari.
    Non c’è un valore di Granata e Bocchino e Fini coincidente con quello dei liberali. Perché ignorate il fatto che Granata venga dall’MSI ala rautiana? Troppo difficile da digerire e bisogna ignorarlo?

    Ho letto anche che Fini è diventato un liberale…bene, provatelo.
    Non basta dire, abbiamo discusso fra noi e siamo d’accordo. Perché la realtà delle cose la vedono tutti nelle proposte di legge.
    Chiedete di accettare sulla fiducia un qualcosa che non potete spiegare dal punto di vista politico. E quando non si riesce a spiegare qualcosa dal punto di vista politico bisogna chiedersi cosa c’è sotto.
    Personalmente penso che la lotta agli sprechi di Tremonti e il federalismo toglierebbero parecchie sacche di connivenza, e le lobby agitino acque e ricompense. E’davvero una coincidenza volere fare saltare il governo alla vigilia del federalismo? Non credo.

    Linkate dichiarazioni libertarie e liberali che non siano assistenzialismo, lotta per dare più fondi agli statali e alle lobby di Fini e i suoi. A parte i temi bioetici Fini neanche ha mai saputo pronunciare, liberalismo.

    Sul ribaltone poi, perché di questo si tratta, la cosa diviene sempre più inaccettabile. Ricercare una coalizione diversa da quella in cui si è stati eletti, per cui gli elettori hanno dato il voto. Imbrogli da partitocrazia senza rispetto verso gli elettori.
    Che si abbia almeno rispetto per gli elettori e si torni alle urne, non si prenda il potere di soppiatto e con accordi di palazzo. Se ci si sente forti delle proprie posizioni si vada alle urne.

  33. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    CONSIGLIO A TUTTI LA LETTURA DI QUESTO RIASSUNTO DELLA VICENDA:
    http://phastidio.net/2010/07/30/e-andiamo-avanti/

    CONSIGLIO DI LEGGERE PURE:
    http://www.studiliberali.it/uploads/ECONOMIA%20da%2011-09/RIFORME_MERCATO_DEL_LAVORO.pdf

    COME DICEVA THE REST (LA POLEMICA STERILE) IS SILENCE

  34. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    MI E’ RIMASTO NELLE DITA MA SICURAMENTE BILL AVERA’ RICONOSCIUTO LE ULTIME PAROLE DEL PRINCIPE AMLETO

  35. @ chiara
    ” A parte i temi bioetici Fini neanche ha mai saputo pronunciare, liberalismo.”
    Berlusconi invece neanche su quei temi ha mai saputo pronunciare liberalismo….

  36. bill scrive:

    Complimenti per la dotta citazione!
    Premessa: io sono un elettore, niente di meno e niente di più. Non ho tessere, e nemmeno una bandierina da sventolare.
    Non penso di avere gli occhi foderati di prosciutto, e non penso affatto che tutto ciò che il governo fa sia perfetto. Tutt’altro.
    So benissimo quale sia la pressione fiscale in Italia, e mi ricordo di un’intervista a Fini di 10, 15 anni fa in cui diceva che sì, forse era un pò altina..Dopodichè, c’è qualcuno che ha sentito il nostro parlare di fisco? Mi sarò distratto..
    Al contempo, ricordo le belle, entusiasmanti diatribe con Tremonti, l’Elefantino, la meravigliosa idea di non fare campagna elettorale allo scadere della legislatura del precedente governo Berlusconi ( la trovata delle “tre punte”, grande intuizione politica) le “comiche finali” rimangiate in due settimane, la sobrietà ed assoluta democrazia con cui ha guidato l’MSI ed AN, in cui non si celebrava un congresso se non ogni secolo.
    Ma mi chiedo: per cercare di dare una sterzata in senso liberale all’andazzo, gli argomenti quali sarebbero?
    Il no al federalismo, un giustizialismo manettaro nello stile dipietresco, venirci a raccontare che abbiamo una indomita magistratura al servizio dei cittadini..che cosa?
    Quando si parla di leggi ad personam, perchè non ci si è messi a lavorare ad una seria riforma della giustizia? No, solo chiacchierette strumentali, risatine ed ammiccamenti con qualche magistrato su qualche “bomba atomica” (fate pure finta che questo non sia successo, ma ho l’impressione che l’elettorato se lo ricordi benissimo), nessuna proposta seria.
    Invece di rilasciare dichiarazioni quotidiane, oltretutto da una poltrona che manco dovrebbe permetterlo, non era possibile lavorare all’interno del partito in maniera seria? No, si lancia un tesseramento parallelo, si aprono circoli in tutta Italia, si chiede che un indagato non occupi poltrone politiche (ma veh, il Cav è indagato, fortuna che se ne sono accorti..).
    Ora, ognuno è libero di credere a chi e a cosa vuole. Io in questa operazione che consiste solo nel cercare di togliere di mezzo il premier (cosa legittima peraltro, se fatta ricorrendo al voto e non con squallidissimi giochetti di palazzo), accordandosi con l’opposizione (è con quelli che volete giocare a fare i liberali?), beh, vedo solo un gioco di palazzo e nessuna proposta politica.
    D’altronde, si vedrà presto: se ci sarà una qualche imboscata parlamentare, e con la sponda quirinalizia si metterà in piedi un qualche squallidissimo governicchio tecnico, vorrà dire che ho visto bene. Se si arriverà a fine legislatura, magari portando a casa qualche riforma seria grazie anche al contributo del nuovo gruppo, sarò pronto a ricredermi.

  37. Chiara scrive:

    @Flavio,
    L’antiberlusconismo senza fatti non porterà da nessuna parte. Berlusconi volente o nolente fino ad ora ha dato una casa ai liberali, buttati al macero da tangentopoli e mai accolti dalla sinistra. I fatti sono che gli unici provvedimenti contro l’assistenzialismo sono stati fatti dai governi di Berlusconi e gli unici tentativi di vero cambiamento (federalismo, riforma università, )sono stati fatti dal governo Berlusconi. Non è abbastanza? Forse. Ma sicuramente non è mettendosi insieme a degli statalisti assistenzialisti provenienti dal vecchio movimento sociale italiano che le cose si migliorano. Se poi ci si aggiunge anche un possibile governo tecnico con ex-DC e ex-comunisti, auguri a loro e a noi. Se tu vedi Bersani nell’atto di abolire il valore legale del titolo di studio, oppure nell’atto di firmare una legge per la separazione delle carriere, oppure nell’atto di diminuire la spesa pubblica a favore dell’iniziativa privata…beh. Diciamo che io non credo proprio che la sinistra vada contro gli interessi di tutti i suoi bacini elettorali e si metta improvvisamente a fare le leggi che noi non siamo riusciti a fare ancora, ma a cui loro si sono opposti da sempre fermamente.
    Fini poi, mai è stato liberale e questa non è una opinione ma un fatto…la sua storia lo dimostra e il suo presente lo conferma.
    Come è un fatto che Di Pietro e i vari Granata non hanno nessuna idea delle garanzie e del rispetto per la persona di storia liberale. Non parliamo degli ex-PC (attuale PD, Bersani e Fassino e tutto lo stato maggiore vengono dritti dalla lì), penso che siamo tutti abbastanza grandi da ricordare quando non osavano neanche pronunciare “liberalismo”, come si fa con le parolacce.

    Poi se l’antiberlusconismo diventa un valore a cui anche i liberali di libertiamo vogliono accodarsi, bene. Temo però che faranno la fine di tutti gli altri partiti. Tutto ciò che viene detto dai fautori di questa scelta è…si ma Berlusconi. Con i “si ma Berlusconi” la sinistra è venti anni che non muove un sasso nel paese. I programmi, come si suol dire, sono più apprezzati.
    Comunque, ognuno è libero nella sue scelte e per fortuna anche noi nel votare.

  38. Anti-Berlusconismo non ha senso neanche per me ma non si puo’ rimanere a guardare che berlusconiani (xk x me il problema sono loro) e leghisti rovinino l’Italia.
    le cose k hai elencato tu sono tutti riflessi della iniziata e mai continuata rivoluzione liberale, quando ancora Martino contava…
    cmq guardiamo i fatti: laicita’: Fini,pro. Berlusconi, odia i valori cristiani ma vuole uno stato confessionale x ingraziarsi il vaticano/
    Coppie di fatto:Fini,pro. Berlusconi, sts discorso di prima.
    Biotestamento e eutanasia: Fini,si. Berlusconi, strumentalizzo’ perfino la morte di Englaro.
    Immigrazione: Fini ha idee inclusive e integrazioniste. Berlusconi non ha nemmno idee a proposito.
    Legalita’: mi sembra perfino inutile discutere qst punto.
    Liberismo: qui si fa piu’ complicato.
    Fini non ha mai accennato un liberismo puro, ma leggendo il suo libro e sentendo alcune sue ultime dichiarazioni (come quelle sulla concorrenza, sulle liberalizzazioni e privatizzazioni) si direbbe che si sta avvicinando.
    Berlusconi ormai e’ un catto-socialista. Ama il corporativismo,e odia la libera concorrenza. Ha messo a tacere tutti i liberali e si e’ circondato di ex socialisti, ex democristiani, ex comunisti, ex missini ed ex radicali ( Capezzone, Roccella, Quagliariello, Straguadagno….insomma un ricettacolo delle defezioni radicali, BDV escluso)
    Il suo ministro dell’economia e’ uno statalista, ex socialista, dichiaratamente anti-mercato. Senza contare la lega, partito assistenzialista, laburista, illiberista, statalista che metterebbe le mani della politica ovunque.
    Guardiamo in faccia alla realta’, una situazione peggiore non ci potrebbe essere…qst non e’ anti-berlusconismo ma realismo.
    x me Fini e’ il meno-peggio.
    ank se x me il top sarebbe un partito formato da una coalizione del partito radicali, del PLI,dei repubblicani, e dei liberal-democratici.

  39. @ Vittorio Moretti
    Grazie dell’attenzione. Sul fatto che una mente “socialista” (il fascismo fu, è e sarà sempre una eresia della sinistra hegheliana) non può non ricorrere – sempre filosoficamente, si intende – all’arrocco scissionista nel caso in cui la gabbietta ideologica personalizzata nella quale pretende chiudere il mondo si dimostri inefficace (la mente in questione pensa “incompresa”).
    Poi, ancora: “cherchez la femme?” Può darsi. L’età giovanile che vira inesorabile verso l’età che noi non più giovani definiamo consolatoriamente matura, coi suoi strascichi di irrazionalità? Può darsi. L'”invidia penis” nei confronti di Tremonti che fa politiche socialistico-colbertiane ed occupa così tutto il vero spazio ideologico di cui si è capaci e che ci costringe a reinventarci una posticcia e rimasticata conversione sulla via del liberalismo? Può darsi. E chi più ne ha ne metta.
    Sta di fatto che, non certo a caso, da matti gongolano il Bersani – che vede all’improvviso spalancarsi uno spiraglio di futuro – ed il Casini che vede spalancarsi la porta del ritorno in grande stile se non della balena almeno di una orca bianca. Tace Di Pietro. Teme forse che il Nostro vada con maggiore autorevolezza di lui ad occupare il suo spazio? Può darsi.
    Libertiamo giuoca una carta rischiosissima e, perciò stesso, assai interessante da vedere attiva sul tavolo di giuoco.
    Certo, il giuoco in questione, sono sessanta milioni di persone che ogni mattina si debbono costruire la giornata, si auspica positivamente e soddisfacentemente, ed ogni sera tentano di addormentarsi pensando al domani non più come certezza ma come alea, fredda ed ostile alea, specie se giovani od espulsi, quasi sempre irrimediabilmente, dal ciclo della produzione in età non certo da rottamazione.
    In questo giuoco non v’è più spazio per robetta e robaccia tipica del sessantennio repubblicano e prima o poi, quando le tasche saranno veramente vuote di moneta e piene di demagoghi e faccendieri d’ogni ordine e grado, forse anche noi, come i cugini d’oltralpe duecento e passa anni orsono, ci decideremo a fare ciò che dobbiamo.
    Libertiamo fa bene ad esserci in questo che mi appare quale una sorta di snodo strategico. La scommessa è quella – se mal non intendo – di contribuire ad orientare in senso veramente liberale l’azione di un governo nato con tal intento e programma adeguato allo stesso e scivolato progressivamente verso una inconcludente socialistizzazione e localizzazione.
    Ognuno ha poi i compagni di strada che può il convento passare.

  40. Maralai scrive:

    amiche e amici, le cose si stanno complicando e adesso Fini sembra Andreotti; dice e non dice. Dice che su Caliendo ha le idee chiare ma non dice quali sono queste idee. Le idee chiare le abbiano tutti noi che da sempre abbiamo sventolato la bandiera del garantisco come valore da difendere SEMPRE. Mi stupiscono gli amici ex radicali dei Della Vedova che abbracciano lo sgarantismo dei Granata e dei Di Pietro. Mentre gli ex AN in maggioranza hanno abbandonato Fini, gli ex boniniani e pannelliani non si smarcano dai forcaioli. Bella repubblica, quella che vogliono consegnare alle procure le scansioni della politica! Ma stiamo impazzendo? Al mio blog un interessantissimo articolo su Fini di Marcello Veneziani: http://www.maralai.ilcannocchiale.it. Poi, e lo dico agli ex radicali come il sottoscritto cui me lo posso permettere; ma vi sembra politicamente e istituzionalmente corretto che il presidente della camera dica di avere le idee chiare su un deputato in attesa di voto di sfiducia e faccia da capo fazione sollecitando il voto (in un senso o nell’altro)? E poi un’altra in risposta a Fini: sostiene che Berlusconi è illiberale per lo schiaffo a man rovescio contro chi la pensa dentro il Pdl “in modo diverso”. Ma è pensarla in modo diverso affermare come ha fatto Granata che “una parte del governo ostacola le indagini” sull’assassinio di Falcone e Borsellino? Ma è pensarla in modo diverso, come ha fatto Fini di non prendere le distanze ma di difendere ciecamente Granata? Ma è pensarla in modo diverso farsi riprendere nel fuori onda Fini e quel procuratore, in fiduciosa e gioiosa attesa delle “rivelazioni atomiche” di Spatuzza? Ma è pensarla in modo diverso quello di illudere i dipietristi che su Caliendo andranno a braccetto assieme e forse a cose fatte anche in pizzeria?
    Maralai
    (mario nanni)

  41. Piccolapatria scrive:

    #Chiara- 1 agosto# Concordo su tutto il commento e concludo anch’io : “Comunque, ognuno è libero nelle sue scelte e per fortuna anche noi nel votare.”
    Di famiglia liberale, ex radicale, oscura manovala stradaiola e tavolinara per anni e anni.

  42. bill scrive:

    Certo che certe volte la realtà supera la fantasia.
    Perchè le critiche ad una certa politica troppo statalista e quasi socialista del governo io le condivido appieno. E ho notato pure io la trasformazione della Lega dal “partio delle partite IVA” ad una aggregazione laburista.
    Ma se è questo il nocciolo della questione, la soluzione sarebbe la creazione di un altro partito? Un aggregatore di storie oltretutto diversissime fra loro, di aspirazioni altrettanto differenti, e che oltretutto si butta in un giustizialismo becero (che con le istanze liberali non ha nulla a che vedere)?
    Era evidente a tutti che questa legislatura fosse l’ultimo giro per Berlusconi: era adesso il tempo, passati i turni elettorali, in cui avrebbe davvero dovuto lasciare il segno. Penso che questo il Cav, a cui non manca questo tipo di ambizione, lo sapesse benissimo.
    Ed era dunque questo il momento in cui cercare di incidere concretamente sulle riforme che, adesso, si sarebbero potute finalmente fare. Magari, invece che dire sempre niet e fare seguire il nulla, fare uno straccio di proposta concreta e costruttiva..
    Al volo, vorrei ricordare che il precedente governo Berlusconi una riforma costituzionale l’aveva fatta, e che se si è perso il referendum relativo il sig. Fini ha delle responsabilità, e alquanto grandi.
    Niente, silenzio tombale ed assenza totale di proposte, ed al contempo un controcanto quotidiano tutto in politichese contro non solo la maggioranza, ma la stessa persona del premier.
    Riforma costituzionale, federalismo, riforma fiscale, riforma della giustizia? Boh!!! Un moralismo che in bocca a dei politici di lungo corso rischia solo di apparire una barzelletta, una richiesta di poltrone (perchè questa c’è stata a suo tempo, eccome), la speranza di vedere il Cav decapitato da uno Spatuzza qualsiasi. Per fare che? Le coppie di fatto e la cittadinanza breve? E pensate che questo giustifichi mesi di polemiche e di messe di traverso? Ma soprattutto, pensate che una larga fetta di elettori prenda sul serio queste cose, e non le reputi solo dei pretesti?
    E poi parlate di immobilismo? E questi giochetti cosa producono?

  43. Cristian Cattalini scrive:

    Antiberlusconismo? A chi lo ha supportato per 15 anni? Ma fatemi il piacere andate a piangere da un’altra parte.

    Qui si parla di fatti, di tasse, di federalismo, di riduzione della spesa pubblica, di riforma delle pensioni, riforma del mercato del lavoro, riforma della giustizia. Berlusconi ha governato 7 degli ultimi 9 anni e, purtroppo, non ha portato a termine una riforma strutturale! Altro che antiberlusconismo giustizialista, qui di parla di risultati: zero di zero!

    E poi si parla di cultura istituzionale, di regole di un partito, di rispetto delle regole istituzionali. Se all’inizio la mancanza di regole democratiche all’interno di FI poteva essere giustificata dal carattere emergenziale del partito creato in poche settimane, oggi, dopo 16 anni, tutto questo non ha più alcun senso.

  44. Chiara scrive:

    @ Flavio,
    “Fini non ha mai accennato un liberismo puro, ma leggendo il suo libro e sentendo alcune sue ultime dichiarazioni (come quelle sulla concorrenza, sulle liberalizzazioni e privatizzazioni) si direbbe che si sta avvicinando.”

    Guarda…io non ho mai votato Fini, ma ho dei parenti che erano suoi fedeli e i cui libri li hanno letti TUTTI. Ti consiglio di leggerli, non solo l’ultimo. Allora capirai cosa sta succedendo. E non parlo di libri di 10 anni fa eh, anche se ho letto anche quelli…ma molto più recenti.
    Fini cambia bandiera come una foglia al vento. Se credi che rimarrà delle idee del libro ultimo, a mio parere, dopo aver visto più di una trasformazione, ti sbagli. La storia di una persona è importante. Ti dice cosa è stato, fino a 6 mesi prima nel caso di Fini. Ti dice la sua coerenza, o se soltanto salta su al carro che pensa convenirgli. E quindi ti dice se quello che dice lo pensa davvero.

    A parte questo, Fini ha delle posizioni di bioetica laiche, ora. Ma in tutto il resto della sua politica è il contrario del liberalismo. Ora vuole farsi passare per liberalista, ma poi sono le proposte di legge e la lotta politica che conta…e la lotta di Fini è stata sempre a favore di dipendenti statali e ammiccamenti alla magistratura (invece della separazione delle carriere e della riforma della giustizia) più aiuti indiscriminati al Sud, mentre il Sud ha bisogno di tutto fuorché di questo.

    Vero che è giusto muovere qualche critica a Tremonti. Ma il problema vero è che Fini è contro Tremonti, non perché vuole politiche economiche più liberali. Ma perché Tremonti è troppo liberale per lui, e troppo poco assistenzialista. Tiene troppo i cordoni della borsa stretti sulla spesa pubblica. Taglia troppo!
    Quindi vedi, che c’è un problema? Cosa vuoi andare con l’Interista per favorire la Juve? Scusa l’excursus calcistico.

    E poi, quello che è stato fatto nei governi Berlusconi, come dici tu, non è stato fatto per Martino. E’stato fatto anche grazie al contributo di Martino e altri ma grazie soprattutto al fatto che qualcuno, Berlusconi e Forza Italia, partito creato da Berlusconi, gli hanno dato spazio. Questo mentre AN lo osteggiava e osteggiava il liberalismo americano (perché si credeva forse che gli eredi del fascismo fossero pro-liberalismo americano?).

    E la riforma dell’Università ultima (importantissima), la lotta alla mafia, il taglio alla spesa delle regioni, per dirne alcune, non sono state fatte agli albori, ma pochi mesi, giorni fa.

    Fini+Bersani+Di Pietro+UDC…ma che stiamo scherzando a parlarne come di una possibilità per i liberali?
    Il PDL non sarà il massimo ma almeno lì dentro liberalismo non è una parolaccia. E’sempre il valore polare, anche se non si è ancora riusciti a fare tutto, spesso grazie a Casini e Fini nelle scorse legislature, non lo ricordate per caso?
    E che si vuole fare, il governo con Bersani? Un ex giovane comunista, poi Partito Comunista, poi Democratico di sinistra poi Piddino?
    Oppure con Franceschini, ex democristiano, ex margherita?
    Oppure con Casini? Di Pietro? No ditemi una legge liberale di Di Pietro, per favore. Una proposta a favore della riforma universitaria, della separazione delle carriere, dei diritti della persona, dell’iniziativa privata.

    Ripeto, questa sarebbe potuta essere l’ultima legislatura di Berlusconi, il quale sta evidentemente, per chi vuol guardare, facendo di tutto per fare le riforme. Federalismo, giustizia, università, tutto è in ballo.
    E i liberali se ne vanno per andare con la sinistra post(?) comunista e i fascisti rautiani+Fini.
    Bah.

  45. filipporiccio scrive:

    “lì dentro liberalismo non è una parolaccia”
    No, ma comunque non sanno cosa significa. In Italia oggi un liberale non può sostenere alcuna forza politica esistente o futuribile. Molto meglio votare scheda nulla!

  46. MrY scrive:

    “Qui si parla di fatti, di tasse, di federalismo, di riduzione della spesa pubblica, di riforma delle pensioni, riforma del mercato del lavoro, riforma della giustizia. Berlusconi ha governato 7 degli ultimi 9 anni e, purtroppo, non ha portato a termine una riforma strutturale! Altro che antiberlusconismo giustizialista, qui di parla di risultati: zero di zero!” In questi 7 anni Fini ha semppre governato insieme a lui. E com’è noto – e se del caso basta andarsi a rileggere i giornali del passato – l’ha sempre pungolato e infastidito per dirgli: Silvio! Taglia le tasse! Riforma la giustizia, le pensioni, abbassa la spesa pubblica! (Soprattutto questo, direi) Ecc. In effetti ricordando la battaglia vinta da Fini nel 2004 per far dimettere Tremonti, e il sub governo con Casini, già si vedeva un grande liberale che voleva americanizzare questo Paese e per farlo doveva rimuovere un ministro troppo immobilista e statalista. E doveva dare agli statali l’aumento che volevano, e caso mai abbassare le tasse solo ai redditi più bassi. Col tempo, il liberalismo di Fini è cresciuto: infatti oggi la sua battaglia principale è perchè il federalismo fiscale non sia troppo punitivo col sud quando il federalismo fiscale, e basta leggere Ricolfi per capirlo, se vuol essere una cosa seria deve togliere al sud più trasferimenti possibili. Eccoli i fatti del nuovo liberale, Cristian. Che poi tu abbia deciso di non vederli non ti autorizza a trattare con modi spicci chi si limita a rimarcarli.

  47. bill scrive:

    Intanto, Antonio Martino sul suo blog ha esplicitato il suo pensiero, nel quale mi rispecchio in toto.
    Tutto fuorchè una posizione acritica, ma evidentemente ci sono modi diversi per portare avanti le proprie idee.

  48. Maralai scrive:

    l’ho appresa direttamente dall’interessato a radio radicale: anche giorgio la malfa lascia il pdl e si unisce ai finiani. rimprovera berlusconi di non avere fatto “neppure una delle riforme annunciate”. tra queste indica quella della giustizia. in premessa mi verre da dire che tra le cazzate di berlusconi rientra quella di avere imbarcato nel cdl proprio g. la malfa. per la giustizia abbiamo visto i finiani all’opera. sulle intercettazioni hanno stuprato la riforma al punto che berlusconi per non fare ridere i polli deve ritirare quella legge. va applicato l’art. 15 cost. senza se e senza ma. sulla giustizia abbiamo presenti le posizioni dei finiani con giulia bongiorno; non all’abrogazione dell’obbligatorietà dell’azione penale; non alla separazione di carriere e uffici dei magistrati; non alla parificazione tra accusa e difesa; no alla riforma del csm; no alla responsabilità civile dei magistrati, argomento molto sentito tra i libertiamo finiti nel fruppo finiano. di che riforma parla la malfa? ma come, per quale ragione, speranza, ipotesi, strategia, dramma è stato imbarcato la malfa nel pdl e ora da indirizzi politici anche al gruppo finiano?
    mn

  49. vittorio moretti scrive:

    Questa sera ho seguito l’on. Bocchino su La7 (“in onda”), poi mi sono cancellato dalle newsletter di Libertiamo.
    E’ stata una vera liberazione.

  50. genovese scrive:

    sono d’accordo con bagnascus ..BDV dovrebbe tornare nei radicali ..contro il populismo berlusconiano e lo sttalismo tremontiano cos apuò offrire Fini ‘

  51. bill scrive:

    Sì, andare coi radicali per poi finire in una coalizione di centrosinistra, tipo la meravigliosa esperienza del governo Prodi?
    Ma per favore..

  52. Tudap scrive:

    Passi per Fini, ma tutti gli altri (a partire da Italo Bocchino) per favore no!

  53. Alberto Pirola scrive:

    Ciao Piercamillo, visto che siete vicini a Fini potreste chiedergli se ha ancora dei trilocali a Montecarlo a 300.000 euro… Perchè non fate un bell’articolo qui per spiegare bene la faccenda?…

  54. j1nz0 scrive:

    Io credo che facendo un ragionamento semplicemente opportunistico ne taglieremmo corto con tutte le chiacchiere di natura ideologica. Posto che un progetto politico seriamente liberale che ottenga successo e’ qualcosa di piu’ simile ad un’utopia che alla realta’ in un Paese come l’Italia, l’unica strada percorribile e’ quella della approssimazione. In altre parole, offrire il sostegno a chi offra maggiori probabilita’ di effettuare riforme liberali.

    Ora, la strada della sinistra, cioe’ quella scelta dei radicali, e’ a dir poco surreale. Parliamo in pratica di un partito, il PD, che sostiene l’abominio del reddito minimo garantito ed altre castronerie basate su dissennati incrementi di tassazione, spesa, controlli fiscali, accertamenti, ricchi che piangono… Inutile dire che noi dobbiamo continuare ad opporci in ogni modo a politiche di stampo socialdemocratico, in Italia, come in Europa, come nel resto del mondo.

    Poi c’e’ il PdL, che in Pratica e’ la DC di una volta, ma piu’ conservatore. Sui temi economici segue politiche protezioniste e keynesiane, con qualche illuminazione sporadica qua e la’. Sui temi bioetici la politica e’ dettata da Bagnasco, mentre sulle riforme strutturali propone una serie di cartelli elettorali, come la grande riforma dell’istruzione, che invece di scardinare il sistema pubblico e ricostruirlo ha introdotto il maestro unico.

    Quindi rimane solo Fini, che probabilmente e’ come il PdL, ma laico sui temi etici e meno conservatore su altre questioni… Quindi e’ sempre la solita storia, tra i socialisti, i centristi con gli integralisti cattolici dentro e quelli senza, secondo voi i liberali dove devono stare?

    100 punti a chi dice Terzo Polo o aggregazioni soliste con i radicali, repubblicani e altri gruppi che a malapena tengono aperta la propria sede.

  55. miro scrive:

    In famiglia siamo 5 elettori. Nel 2008 alle elezioni abbiamo trovato sulla scheda un candidato per il PDL di area Fini. Lo abbiamo votato. Perchè ora tradisce il nostro pensiero? Ma Fini mandando a rotoli un governo con tutte le conseguenze economiche che ne derivano non si sente un irresponsabile e un traditore degli elettori? Basta con questi teatrini vecchia maniera. Fini… è la tua fine!

  56. Francesca gagliardi scrive:

    Ho votato il PDL solo perchè Fini ne faceva parte, credevo che berluscuni fosse entrato in politica solo per un breve periodo per poi passare la mano a Fini il quale è un vero politico. Credo che ci siano tante persone come me, quindi concludo dicendo: Fini, siamo con te in “Fututo e libertà”, fai quello che devi per noi, hai la nostra fiducia

  57. maati el hossi scrive:

    dopo tanti anni in Italia finalmente un partito giusto che guarda hai più deboli ,per questo a berlusconi non va giu che l’onorevole fini si sia distaccato da quello che il chiamo il padrone .
    l’unica cosa che posso dire e che appoggio il nuovo partito guidato dall’onerevole fini,la prego di andare avanti e di pensare che nn sarà solo ,grazie

  58. GIACOMO scrive:

    in famiglia saranno 3 voti per le prossime elezinoi per futuro è libertà a condizioni di provare a buttar fuori per sempre corrotti è ladri da questo sistema . SE NO SI RIESCE A FARE QUESTO SARANNO SEMPRE BATTAGLIE PERSE CARO FINI.

  59. rothbard scrive:

    Spero che questo raggruppamento/partito vada in una direzione anti-statalista e veramente libertaria. Altrimenti non lo voterò. Il vero nemico è il collettivismo de-responsabilizzante, che crea debito in modo scellerato, a danno dei giovani che non avranno mai un futuro. Il vero nemico è la sinistra italiana, ormai con una indelebile matrice catto-comunista, con una visione pedagogica dello Stato, visione che porta ad imporre con la forza una morale buonista e ad aggredire l’integrità fisica e patrimoniale dei cittadini.

    Confido in Della Vedova e… diffido di tutti i post-fascisti, i post-comunisti e i post-democristiani.

  60. Carlo scrive:

    sono stato un simpatizzante da 50 anni, Almirante era un uomo poltico
    tu sei il nulla e se ti trovi nella posizione attuale lo devi a Silvio Berlusconi. I miei voti e quelli della mia famiglia non saranno piu tuoi e spero che altri italiani seguano il mio consiglio.Il mio piacere e di fare la fine di Bertinotti.
    tanto ti dovevo

  61. Stefano Petrucci scrive:

    Fini è l’unica via che forse ci consentirà di superare i pirati di Berlusconi, tendenzialmente schivi a qualsiasi cosa non porti loro vantaggio, senza impantanarsi nelle paludi del centro sinistra, dove chiunque può bloccare qualsisi decisione imponendo discussioni interminabli su di un cavillo.
    Buon senso, ecco l’unica via

  62. Lino scrive:

    Cosa dirannno alla luce dei fatti odierni i sparuti sostenitori di Fini (io stesso l’ ho votato + volte)sono molto deluso e schifato del suo comportamento, si è dimostrato proprio un politicante di bassa levatura, penso che questo voltafaccia sia molto dipeso dalla sua nuova giovane compagna………………….
    inqualificabile

  63. erion scrive:

    sono un cittadino extracomunitario sono 11 anni che vivo in italia ammo questo paese con tuto il cuore,lavoro e pago le tasse,direi un cittadino modello.mi chiedo quanto devo aspetare ancora per avere la cittadinanza italiana che tanto mi ha costato.vorrei essere liberoooooooooooooo io e i miei figli che crescono insieme con i cittadini italiani ormai italia e la mia patria non posso piu tornare indietro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  64. Bartolini Alecssio scrive:

    Da vecchio Camerata mi ero illuso… ma le illusioni e i sogni svaniscono con lo spuntar del sole. Tu invece li hai uccisi col Lodo Alfano. Non posso fare altro che dar ragione a B. Santocrile : http://www.gazzettadelsud.it/notiziahp.aspx?artpp=4006p
    Alecssio Bartolini

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  1. […] finiana, ma che la sua Libertiamo si stesse avvicinando a Fini era evidente da parecchi mesi (qui le loro spiegazioni), ragion per cui lasciai il gruppo Facebook con la stessa rapidità con cui mi […]