MilanoSìMuove, cinque referendum per la qualità della vita e dell’ambiente

– Si è aperta a Milano la raccolta delle firme per cinque referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita.
Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna ed europea, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell’energia e del verde. Il percorso di trasformazione urbana che era stato inizialmente avviato con la giunta Moratti si è arenato a causa della miopia dei partiti e dei veti degli interessi particolari.

Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all’anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato.

Per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il modello di sviluppo della propria città, un gruppo trasversale di cittadini, con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella scienza e nella ricerca, nell’ambiente e nel sociale, ha promosso i referendum, nella convinzione che ci si debba impegnare in prima persona per trasformare Milano in un luogo più sano e vivibile.

Al nucleo dei promotori hanno partecipato con me il radicale Marco Cappato e il consigliere comunale verde Enrico Fedrighini, ma il sostegno all’iniziativa va dal deputato del PD Pietro Ichino al deputato del PdL Benedetto Della Vedova. L’elenco completo dei sostenitori (insieme al testo completo dei quesiti e all’indicazione dei luoghi dove firmare) è disponibile al sito di MilanoSìMuove e comprende un nutrito numero di personaggi che, ispirandosi al metodo liberale, “pensano con la propria testa”.

La sottoscrizione dei quesiti da parte di almeno 15.000 milanesi (l’1,5% degli iscritti alle liste elettorali, secondo il regolamento del Comune) entro il 6 novembre 2010 comporterà la chiamata al voto di tutti i residenti per esprimersi sui quesiti. Se almeno il 30% degli elettori andranno a votare ed il SI’ prevarrà, le richieste assumeranno il valore di un preciso indirizzo agli organi comunali. Ma sarà soprattutto la mobilitazione civica di questi mesi che potrà dare il segnale forte per una svolta.

Ecco la sintesi dei cinque quesiti che nel loro complesso rappresentano una vera e propria rivoluzione urbana.

1. Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro
Dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti, completando due nuove linee metropolitane, pedonalizzando il centro storico, realizzando 300 km di piste ciclabili, proteggendo e potenziando le linee di trasporto pubblico il bike sharing, il car sharing, i minibus di quartiere, estendendo la regolamentazione della sosta, regolamentando il trasporto merci, incentivando la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall’estensione di ecopass a tutte gli autoveicoli.

2. Raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo
Raddoppiare gli alberi e le aree verdi, riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del territorio.

3. Conservare il futuro parco dell’area EXPO
Lasciare alla città come eredità dell’EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.

4. Risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas serra
Dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici, richiedendo standard di alta efficienza energetica per la costruzione di nuovi edifici e la “rottamazione” di quelli vecchi privi di valore storico, eliminando il gasolio per il riscaldamento ed incentivando il teleriscaldamento e le energie rinnovabili, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e il risparmio generato dalla riduzione dei consumi energetici.

5. Ripristinare la Darsena e studiare la riapertura del sistema dei Navigli milanesi
Far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile,il paesaggio urbano e il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.


Autore: Edoardo Croci

Milanese, 48 anni, economista, docente presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università Bocconi, dove è direttore di ricerca allo IEFE, il centro di economia e politica dell’energia e dell’ambiente. E’ stato assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano e presidente dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Lombardia.

2 Responses to “MilanoSìMuove, cinque referendum per la qualità della vita e dell’ambiente”

  1. Claudio scrive:

    Interessante, belle parole per dei referendum soltanto consultivi, potrei pure invitare qualche amico residente in città a firmare, ma mi pare che ci sia troppo entusiasmo. Faccio alcune considerazioni per il prof. Croci.

    Ref. 1:

    a) ci sono i soldi per le linee della metropolitana? Vedendo gli ultimi anni sembra di no.
    b) Croci da assessore ha limitato il bike sharing al centro storico. E non s’è mai capito perché.
    c) Quanto ci si impiega ad attraversare Miilano in bicicletta, con o senza piste ciclabili? Un sacco di tempo. Meglio autobus a ripetizione come a Londra.
    d) estendere la sosta regolamentata: che senso ha far pagare 80 cent / h la sosta in strade periferiche semideserte, come sta per accadere tra qualche mese?
    e) a Milano circolano poche auto vecchie, forse quelle che circolano sono di gente che, se gli dai 1000 euro per la rottamazione, non può comunque permettersi 10mila euro per un’auto nuova.
    f) Milano diventerebbe una città in cui si paga sempre: ogni volta che si prende un’auto per l’Ecopass e la sosta, ogni volta che si prende la bicicletta per il bike sharing, eccetera. Milano è già la città più cara d’Italia. Gentrification subdola? Bravo!

    Ref. 4:

    a) sentiamo dire da dieci anni che la colpa dell’inquinamento è soprattutto il riscaldamento con metodi vetusti. Allora perché disincentivare l’uso delle automobili con Ecopass senza mai, dico mai intervenire sul riscaldamento mentre si è assessori, ma farlo dopo con un referendum solo consultivo? Prima c’erano degli interessi da difendere? Scusate, ma il dubbio è spontaneo!
    b) “rottamazione” di edifici vecchi privi di valore storico? Primo, il valore storico ce l’hanno anche le case popolari degli anni ’30, che si studiano sui manuali d’architettura. Secondo, già immagino le ruspe al lavoro in mezza Milano: e poi? Quartieri monoreddito come CityLife al loro posto? Un’altra gentrification subdola?

  2. Lucia scrive:

    Scusa Claudio, cos’ha la gentrification di così perverso?

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