E se stasera, e sottilineo se…

– Se stasera scatterà, come molti dicono, l’ora X e si darà fuoco alle polveri del partito contro il co-fondatore e i suoi amici, Berlusconi avrà deciso di suicidare il PdL dopo averne verificato la tenuta su due dei provvedimenti più delicati della legislatura: la manovra finanziaria, alla Camera, e la riforma dell’Università al Senato. Non sappiamo cosa succederebbe dopo. Speriamo, sinceramente, che qualcosa succeda prima, per scongiurare un esito che si ritiene scontato, ma che nessuno, usando il senso comune, potrebbe giudicare ragionevole.

L’invito del Presidente della Camera ad evitare una “mattanza” che non avrebbe né vincitori né vinti, andrebbe raccolto e perlomeno ascoltato. Non solo perché è giusto, ma perché è vero. Peraltro, se Berlusconi decidesse di licenziare Fini e i finiani, dichiarerebbe il fallimento dell’esperienza politica del PdL. Non del suo rapporto con Fini, non della convivenza tra una destra “normale” e una “speciale”. A fallire sarebbe proprio il berlusconismo, che da fortunata eccezione dimostrerebbe di non potere farsi regola, continuando invece a designare una fedeltà prima alla figura e poi, semmai, alla memoria del fondatore, al di fuori di ogni normalità non diciamo democratica, ma banalmente politica.

Berlusconi ha molte ragioni per ritenere insopportabile che gli si contenda il “suo” partito, ma ne ha di più (e di più politicamente solide) per accettare che la storia post-berlusconiana del centro-destra italiano inizi con lui non solo in vita, ma ancora saldamente in sella, e che si concluda con vincitori e vinti che non rispettano le sue consegne dinastiche. La parabola finiana potrà essere giudicata banalmente conformistica e non sufficientemente fedele all’originale berlusconiano, ma ha una sua forza obiettiva e un suo riscontro apprezzabile nelle evoluzioni del liberal-conservatorismo continentale. Non può essere espulsa come un’imbarazzante eresia “fascio-comunista”. Forse non basterà per conquistare la leadership post-berlusconiana, ma questo dovrebbe deciderlo il mercato (non il regolatore) e gli elettori (non i probiviri). O no?

Il governo è saldo, il partito non è. E stasera potrebbe nuovamente far coincidere il berlusconismo con la vicenda biografica del fondatore, come pensa il plenipotenziario Verdini, che ragiona come se Berlusconi fosse Padre Pio, e lui il priore di San Giovanni Rotondo. Come a dire: sul partito avevamo scherzato.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

32 Responses to “E se stasera, e sottilineo se…”

  1. Parnaso scrive:

    Io spero che berlusconi schiacci (politicamente) Fini come in insetto, perchè fino a quando c’è lui io , mia sorella, e i miei genitori non voteremo più pdl. Dopo avere fatto il duce in an si lamenta che ha qualcun altro sopra di lui. Fini è uno che sta mettendo il freno a mano ad un’auto che era partita bene. Meglio che cada lui piuttosto che il governo e berlusconi.

  2. Maurizio scrive:

    Volere comandare in un partito (e governo) avendo a disposizione una sparuta minoranza come Fini non solo è arbitrario ma va anche contro ogni logica democratica.
    Un minimo di buon senso vorrebbe che o si riesce a sfiduciare l’attuale leader oppure si fanno le valigie verso altri lidi.
    Quanto detto vale anche per l’on Della Vedova.

  3. bagnascus scrive:

    Se si cerca di ragionare con pacatezza vanno fatte alcune doverose osservazioni:
    primo il partito monarchico carismatico senza correnti non ha molto senso in un a democrazia occidentale quindi che ci sia in un partito un a maggioranza e una opposizione (con delle primarie) non deve scandalizzare anzi il compito di Berlusconi dovrebbe essere quello di costituire un partito che sia anche un lascito pe r il futuro.
    Detto questo il comportamento di Fini e dei suoi finora non è stato improntato alla correttezza di quella che dovrebbe essere una pur legittima opposizione interna sia ll’inizio proponendo temi col solo scopo di mettere in diffiocltà il PDL sia dopo maramaldeggiando sulla questione etica.
    Spiace solo che BDV ,politico di elevata statura e verso il quale nutro grande stima,abbia deciso di scegliere di diventare “finano” probabilmente per favorir una giusta modernizzazione del PDL ma in realtà puntando su una persona che agisce solo per personale opportunismo

  4. Urca ragazzi…..
    è così difficile pensare che Fini abbia altri convincimenti e pretenda di esprimerli senza esser schiacciato come una fastidiosissima zecca?
    Ho la sensazione che Berlusconi non sia sereno, non ami certi passaggi che saran noiosi ma necessari in democrazia, che non possa affermare che è disposto ” anche ” a concedere un congresso, che non sappia cosa significhi mantenere gli impegni presi con gli elettori ( 15 anni son tanti per osare riproporre la rivoluzione liberale! )
    Io penso a quei clandestini rispediti a Gheddafy, che magari avevan diritto all’asilo politico, penso a tutte le corbellerie dette da Roccella, Sacconi, Quagliariello & C. all’epoca della vicenda Englaro e a come è stato trattato suo padre….
    Mi dispiacque vedere solo Benedetto osare opporsi alla iniqua legge, solo davanti a Palazzo Chigi, e forse quella solitudine è paradigmatica delle fatiche che ci aspettano per voler anche solo esprimere le nostre convinzioni.
    Io non sò se Fini sia liberale, ma mi vado convincendo che non lo sia Berlusconi per cui provo a fidarmi di un politico che ha un tot di idee che condivido contro un laeder che considera l’Italia come un’azienda e parla di popolo come se pensasse plebe!

    E poi io mi fido delle analisi di Benedetto!

  5. Lorenzo Fiorito scrive:

    Bisogna capire l’idea che Berlusconi ha di sè come leader e del PDL come partito. E’ evidente che lui non crede a un soggetto politico strutturato in senso tradizionale: il suo partito ideale consiste in una piramide con un vertice (che per definizione è uno solo, lui) e una base (la più larga possibile) degli elettori; in mezzo ha lasciato un terreno incolto, un vuoto di rappresentanza territoriale e di cultura politica, occupato da chi si trova al posto giusto al momento giusto, in genere (non sempre, in verità) da figuranti che si attribuiscono tra loro ruoli, privilegi e prebende.
    Questo è lo schema, e ha funzionato, visto che gli elettori l’hanno apprezzato in varie riprese, avendo tutto ciò chiarissimo. Ecco perché la sinistra perde sempre, perché si ostina a spiegare agli italiani qualcosa che gli italiani hanno capito benissimo, e nonostante (o proprio per) questo preferiscono Berlusconi a Vendola e Di Pietro (e meno male).
    Ed ecco perché Berlusconi non teme di andare alle elezioni: per ripartire all’attacco, cosa che gli riesce meglio in campagna elettorale, e per liberarsi di Fini, che con i suoi ditini alzati e i sermoni istituzionalmente corretti sembra la caricatura di quel tal Bertinotti che naufragò nel 2008; e sembra un secolo, salute a noi.

  6. Carlo Ruggeri scrive:

    Assisterò con interesse ai primi esperimenti di fusione tra il centralismo democratico leninista e il populismo peronista. Certo, inconsapevolemente dettato dalla più assoluta disconoscenza delle più elementari regole constituzionali e democratiche, ma non per questo meno affascinante.
    Del resto, spesso alcuni modelli sociali nascono più per caso o sulle ceneri d’impellenti necessità. Di certo Berlusconi naviga a vista.

  7. Luca Di Risio scrive:

    Qualcuno mi spiega cosa è intercorso nella fine testa di Fini per cambiare così repentinamente valutazione sul Pdl? Perché dal giudicarlo una comica finale a ritenersi orgogliosamente il Co-fondatore di esso ce ne passa, soprattutto se, durante questo periodo di conversione non ha perso occasione di prenderne le distanze, fin dall’avvento della legislatura. Va bene che Fini ci ha abituato a manicheismi totalizzanti, ma qualche volta occorre dare un briciolo di spiegazione che non sia la mera opportunità politica personale. La realtà è che Fini non è il cofondatore di un bel niente, è entrato nel Pdl (creato dall’istinto bruto berlusconiano per fronteggiare la scelta di Veltroni di portare il Pd alle elezioni da solo) così come si sale sul carro del vincitore, fenomeno del resto tipico in Italia. Il suo ex partito, di cui era padre padrone forse più di quanto berlusconi lo sia ora del Pdl, imbalsamato peraltro su uno stantio 10% da un quindicennio e senza nessuna prospettiva o sbocco politico, si tuffò in massa nella creazione berlusconiana e a lui, futuro co-fondatore, non rimase altro che far buon viso a cattivo gioco, pena l’irrilevanza politica, e non solo per la legge elettorale vigente.
    Irrilevanza politica a cui, del resto, è destinato ancora oggi, ed è questo il motivo di tanto agitarsi. Il suo scopo è chiaro: logorare il governo e Berlusconi dall’interno, visto che la storia di questi quindici anni dimostra che è impossibile farlo dall’esterno. E quale sarebbe il motivo si obietterà? Semplice, la successione. Fini sa benissimo che se Berlusconi uscirà di scena naturalmente, senza troppi conflitti lui di sicuro non sarà il suo successore e allora si gioca tutto in questo modo. E’ un sottrarsi al suo destino di secondo la sua attività da presidente della camera. Ma la storia ci ha dimostrato più volte quanto possono essere nefaste le conseguenze dei tentativi di un secondo di diventare primo quando le capacità, ahimè, non lo sopportano. Fini sta dimostrando di essere un politico strategicamente mediocre, la sua forza è sempre stata la coerenza e il chiaro eloquio, abbandonando questi rimane un semplice democristianello col paravento chic. E non mi si venga a dire delle sue posizioni politiche, di una destra moderna, laica e bla bla… Ragazzi siamo in Italia, mica in Inghilterra. Fini, Bocchino, Granata & soci sono ex neofascisti, mica dai tories. E ancora, come si fa a non vedere che tutte le posizioni politiche di Fini sono strumentali? Ha cambiato parere su i cardini di tutta la sua carriera politica, così, d’emblée. E vi pare casuale? Certo che no: erano semplicemente gli argomenti per differenziarsi dalla Lega, alleato di Berlusconi, e tatticamente parlando l’unico modo per quindi fare l’opposizione interna e avere visibilità. Con tutto ciò, occorre purtroppo precisare visto che ci troviamo in Italia, non si vuole dire di essere ecumenicamente d’accordo alla politica del governo, o seguace e asservito al padrone Berlusconi. So che è molto comodo dare del servo a chi la pensa diversamente, e soprattutto a chi dice la verità, ma mi spiace per voi non è così. Sono un semplice disoccupato. E’ solamente la realtà italiana, soprattutto della politica con la p minuscola.

  8. sarcastyxìcon scrive:

    Fini e i finioti vanno cacciati dal PDL
    nn fanno dialettica interna ma solo tradimenti.
    sono peggio del contadinotto molisamo.
    sarcastycon

  9. Vito Foschi scrive:

    Facendo una battuta: non si può essere bravi politici solo perché si è alti e ci si presenta bene, ma bisogna dimostrarlo. Fini di errori ne ha commesso tanti dalle elezioni del 1996 alle ultime mosse. Purtroppo non c’è più la vecchia volpe Tatarella a guidarlo. Fini ha mostrato solo una smodata ambizione senza nessuna qualità a sostenerla. Questo è il problema. Speravo che la fusione di An nel Pdl avrebbe permesso una strutturazione del partito, ma così non è stato e la colpa è stata anche di Fini che ha pensato solo al suo potere personale distruggendo chi gli faceva ombra. Perché la Polibortone è fuori dal Pdl? O la vicenda della Mussolini?
    Insomma Fini la poteva fare la sua corrente, nessuno gliela avrebbe impedita, ma lui ha lavorato solo per lo sfascio.
    E l’ultima mossa? Il tentantivo di riconcilazione che è un’ammissione di impotenza. Questa mossa conferma che il governo ha una maggioranza. Alla fine tutto si risolve in una pagliacciata, in un “…abbiamo scherzato…”. E questo sarebbe un politico serio?
    Spero che l’On. Della Vedova lasci perdere Fini e rimanga nel Pdl.

  10. penso che se la stessa energia con cui questi “liberali” ( ho la buona fede di pensare che chi commenta su questo blog sia liberale) criticano Fini, fosse stata usata negli ultimi 15 anni, verso il corporativismo di Berlusconi e la sua avversione al libero mercato e alla concorrenza, il colbertismo di Tremonti, il catto-socialismo di questo governo e la corruzione dei suoi componenti , forse avremmo avuto una vera e propria rivoluzione liberale.
    @ Parnaso : se te, tua sorella e i tuoi genitori non votano piu’ PDL….tanti ca**i
    qui c’e’ in ballo una nazione k si sta annichilendo….non 4 voti

  11. Luca Di Risio scrive:

    Perché ti risulta che Fini l’abbia fatto in questi ultimi quindici anni? A me risulta che Fini in questi quindici anni sia passato dall’elogiare Mussolini come miglior statista del secolo, all’autodefinirsi fascista del 2000, a negare la possibilità d’insegnamento agli omosessuali, al difendere Berlusconi dall’offensiva giudiziaria, per poi, d’emblée, passare all’esatto opposto: fascismo male assoluto, a favore dei diritti degli omosessuali, fino a far intendere che Berlusconi è il maggior male del paese, colluso con la mafia, ciarlatano, in conflitto d’interesse e che si dovrebbe dimettere; sì perché sono proprio queste le parole che ha usato: «Chi è indagato dovrebbe dimettersi!». E Berlusconi lo è, da sedici anni, non da ieri, se non se ne fosse accorto prima. Ora invece nega, e fa appunto il democristiano, senza averne peraltro le capacità. E’ proprio questo che fa rabbia, questo dire e poi negare (rimproverato giustamente allo stesso Berlusconi), questo lanciare il sasso e nascondere la mano, questo tatticismo da due soldi a sminuire e annullare tutti quei contenuti condivisibili ed auspicabili, e a far capire, a noi poveri disillusi realisti che le sue sono solo chiacchiere, altre chiacchiere che vanno semplicemente a sommarsi. Cosa c’entra tutto questo con la critica a Berlusconi, che sarà comunque la si veda un capitolo della nostra storietta nazionale non comprendo, o meglio lo comprendo benissimo: il problema principale è che appunto tutto si vede in funzione di Berlusconi. Tutto ciò che nuoce a Berlusconi è ben accetto da certi. Perché seppur vere le affermazioni a proposito del corporativismo, del colbertismo, si vuol insinuare che Berlusconi in Italia è l’unico che porta avanti queste politiche? Che sia lui l’iniziatore? Che c’è qualcuno meno corporativista di lui sulla scena politica italiana? Fini vi risulta più liberale, meno corporativista di Berlusconi? Ricordo che nel dicembre del 1994 il governo Berlusconi cadeva perché voleva riformare le pensioni. A quei tempi Fini mi risulta alle prese con l’apologia del Benito nazionale. Sono passati 16 anni, non 150. Certo tutto quello s’è attenuato, perfino arrestato e regredito, a taluni hanno intrapreso dei percorsi politici auspicati in un’ottica liberale e moderata, chissà forse anche per via di certe alleanze.

  12. Maralai scrive:

    gli ex radicali diventati sgarantisti finiani! mi cascano le braccia. siete responsabili anche voi che non avete detto qualcosa che facesse riflettere fini, bocchino, la bongiorno, granata e quello votato anche da me, barbareschi a più miti prese di posizione. che spacchi tutto berlusconi e così di pietro prenderà la guida del paese. siete diventati fotocopia del travaglismo, perchè, diceva fini, “l’orifginale è sempre meglio”. ci avete esposto agli sulti dell’opposizione che si sente, grazie a voi di infierire ancora di più contro di noi GARANTISTI SENZA SE SENZA MA E SEMPRE E CON TUTTI. ed i risultati sono evidenti. viva gli art. 15 e 27 della costituzione, che difendiamo consapevolmente rischiando di essere definiti “collusi”, o di tradire l’etica (l’etica!) finiana. che disgusto!
    Maralai
    (marionanni)

  13. vito kahlun scrive:

    sottoscrivo le tue parole ed i tuoi auspici direttore!

  14. Giancarlo Sacconi scrive:

    Sono d’accordo con tutti i precedenti interventi sulla necessità di liberarsi di Fini a qualunque costo. Se il governo dovesse cadere e Fini dovesse essere il Presidente di transizione, la democrazia che fine farebbe?. Invece per le elezioni anticipate avremmo l’inedita accoppiata Di Pietro-Berlusconi e allora i voti dei finiani varrebbero zero, come mi auguro. Mi dispiace di vedere Libertiamo invischiata con un personaggio-contro come Fini. Non ho ancora sentito una sua uscita che configuri un “pensiero” politico, solo chiacchiere sui grandi temi, ma come affrontarli e risolverli, mai!. Ma dov’è il Della Vedova dei 18 Referendum, che erano un programma di governo, e per cui aderii nel 1994 al Partito Radicale e successivamente lo ho idealmente seguito qualche anno fa? Ma non ci si rende conto che questo è un percorso a ritroso che va verso le il-libertà e le il-legalità pre 1994? Verso un Paese ingessato nelle mani di alcuni PM?
    Volete scoprire la reale portata del “vuoto pneumatico” finiano? Cherchez la femme.

  15. Parnaso scrive:

    @Flavio: volevo portare, con esempio personale, che le liti fanno perdere voti alpdl e ingrossano la lega (i sondaggi danno la lega al 40% in veneto e il pdl neanche al 20%); se l’elettore di centrodestra si stufa del pdl e nonvota a sinistra non farà altro che ingrossare le fila della lega. anche io non volendo votare il pdl fino a quando rimarrà compagno fini, voterò lega in alternativa. Pensi che saremo solo in 4 a ragionare così? Non si lamenta fini che la mancanza di iniziativa politica del pdl favorisce il consenso della lega?

  16. Liberale scrive:

    Finalmente. L’ora delle responsabilità è arrivato. Chi non è disposto a rischiare per le proprie idee….non era così che diceva qualcuno?

  17. Lontana scrive:

    “Se stasera scatterà, come molti dicono, l’ora X e si darà fuoco alle polveri del partito contro il co-fondatore e i suoi amici, Berlusconi avrà deciso di suicidare il PdL …”

    Caro Palma, lei ha rovesciato la frittata..il “suicidio” del PDL é in realtà un tentato omicidio cercato dai finiani su mandato del Gianfranco, solo che, anche a leggere i commenti qui sopra, non é venuto proprio bene e comunque vadano le cose, saremo noi cittadini a pagarne le conseguenze.
    In Italia non é possibile governare, questo é ormai un fatto, e non si possono fare riforme neanche con una maggioranza stabile, per via di tutti gli impedimenti posti sin dall’inizio dai costituenti, se poi ci si aggiunge il fatto che tutti vogliono comandare, anche quando sono dei piccoletti senza idee e coerenza, ci ritroviamo a questo punto. Ogni volta.
    Auguriamoci solo che Berlusconi non si stanchi di tutti questi giochetti e possa portare a termine il mandato, perché non ci sono alternative e si deve fare urgentemente una riforma della giustizia, quella che Fini ha sempre osteggiato…chissà perché..

  18. Patrizia Franceschi scrive:

    Sono d’accordo con Luca Di Risio. Fini veramente non sa più che cosa pensare. Ogni giorno ha un sermone da divulgare sempre contro il partito che (dice lui)ha contribuito a costruire che però ora non gli piace più, però ci vuole rimanere e non si schioda. Berlusconi ha ragione non se ne può più, Fini ha fatto un patto con gli elettori per fare alcune cose che ora contrasta di continuo. Da ieri (cosa preoccupante) si è calmato e non vuole più distruggere il partito. Si è ravveduto? Io non credo proprio!!

  19. Maurizio scrive:

    Condivido il giudizio di Flavio Ciabattoni sulla vera natura del governo Berlusconi. Ritengo però che Fini, per storia personale, profondi convincimenti, educazione politica, sia ancora peggio.
    Non a caso il suo ex-partito raccoglieva i maggiori successi all’interno di gruppi sociali particolarmente corporativi e/o parassitici. E poi, ed alle urne conta molto anche questo, è veramente difficile trovare un personaggio così antipatico e pieno di sè.

  20. Liberale scrive:

    Spero che non censuriate questo mio intervento. Ci tenevo solo a esternare la mia soddisfazione per il finale dell’affair Fini. Non aggiungo altro dal momento che quasi tutti gli interventi qua dentro sono più che sufficienti ( a volerli leggere ) per far capire il sentiment diffuso non dico tra gli elettori del PDL tout court, ma tra quelli simpatizzanti ( a torto o ragione ) per le istanze Liberali.

    Grazie Amici

  21. Luca Cesana scrive:

    ehi, Carmelo. l’or x si- legge anche l’ora per, l’ora per, L’ORA PER!!!

  22. Adriano Teso scrive:

    Ancora di più in questa occasione sento la necessità di ricordare in premessa quanto ebbi occasione di scrivere tempo fa che “ non sono nè Finiano nè Berlusconiano, ma sono Liberale”.
    A me pare che molti dei giudizi contro Fini siano un pò superficiali. Berlusconi è senz’altro una delle persone più intelligenti che l’Italia abbia conosciuto in questi ultimi 20 anni. Uno che sa giocare bene le proprie carte per raccogliere consensi in nome del liberalismo, per gestire quanto gli sta a cuore. Ma Fini è 40 anni che fa politica, abilmente, e non credo a chi tende a raffigurarlo come uno che “ha rotto” per banali motivi di visibilità. Per quello che è stato dato vedere, Fini ha chiesto più riunioni di partito dove poter discutere e decidere su politiche da lui rappresentate, accettando poi il voto finale ed adeguandosi di conseguenza. Questa non mi pare una posizione criticabile negativamente. Io conosco solo militanti veri che desiderano un partito democratico, con organismi funzionanti e dirigenti e parlamentari non cooptati. Detto questo, lascio ad ognuno trovare la spiegazione sul perchè, se le cose stanno così, i due cofondatori un abbiano trovato una strada di regole e funzionamento comuni.
    Così come non darei Fini per perdente, anzi. Con la “golden share” dei suoi parlamentari, si è messo alla pari con Lega. Avete notato l’intelligente prudenza di Bossi ?
    Cosa dobbiamo fare noi liberali ? Semplicemente ricordare i nostri programmi, che sono quelli che esposti dal PDL, la nostra politica e collaborare con chi dà maggiori garanzie di realizzazione di vicinanza a ciò e, precondizione, di una gestione etica della politica.
    L’amico e Liberale Della Vedova sembra essersi già schierato. Il frammentato mondo dei liberali ancora no. Lo si evince chiaramente anche da questi commenti. Attendiamo che si palesi una Classe Dirigente Liberale e ci presenti adeguate proposte.
    Antonio Martino, è il caso che anche tu ti esprima.

  23. Jo scrive:

    una considerazione molto semplice.
    Il Pdl era “anche” Fini.
    Se qualcuno cessa, per qualsivoglia motivo, di essere “anche” qualcosa, non cessa per questo di essere sé stesso.
    Se poi Lei nutre invece questa speranza, è un fatto che riguarda Lei, non il Pdl.

  24. Gabbiano scrive:

    Fini (e i suoi fedeli) ha continuato per troppo tempo a giocare a tirare sassate nascondendosi dietro la libertà di epressione…. è inutile esortare al buongoverno sgambettando a giorni alterni chi ha saputo creare un governo di destra moderata. oggi su quello domani su quell’altro…. sino a subdorare pure le voci più becere sui collegamenti con la mafia. no non si fa così. vuol fare il premier? si accomodi a farsi votare… vediamo dove arriva. poi quando si renderà conto della percentuale ad UNA cifra vada di fronte ad uno specchio a dirsi quanto vale “politicamente” . saluti

  25. Filiberto Melia scrive:

    Chi troppo vuole … nulla stringe e da Cicerone si impara che “Ut sementem feceris ita metes … Mieterai a seconda di ciò che avrai seminato

  26. filipporiccio scrive:

    A me sembra solo una lotta di potere da comitato centrale dell’URSS.
    Chiunque vinca, per molto tempo non ci sarà spazio per alcun tipo di istanza liberale nel PdL.

  27. leonardo signorini scrive:

    perchè no..intanto andiamo a vedere cosa succede, e forse Fini è piu’ seguito da quanto non pensi la nomenclatura politica sia della Pdl che anche Pd..o vediamo!!

  28. erasmus scrive:

    dopo il passaggio di BDV al campo finiamo propongo a tutti gli amici del vecchio sito un boicotaggio generale in modo da abbassare drasticamente il numero dei visitatori

  29. Carmelo Palma scrive:

    Ecco, dopo le purghe, il boicottaggio. Bravo, hai capito dove porta il venticello.

  30. Adriano Teso scrive:

    già chi non ha il coraggio di firmare con il proprio nome non dovrebbe essere nè pubblicato, nè tantomeno ascoltato. Qui vorremmo fare politica seria. Povero Erasmus, ha capito tutto lui di liberalismo e di etica

  31. Maralai scrive:

    sbagli erasmus, occorre aumentare i visitatori come noi. a me hanno tagliato da tempo il blog da questo sito, e adesso ho capito meglio il perchè. sono “berlusconiano”; brutta razza. comunque l’epilogo di questa storia irritante ci mette di buon umore. era ora! ***************! Fini sarà l’unico responsabile di avere provocato le elezioni anticipate. di aver boicottato le riforme; di dare l’illusione ottica di un di pietro alla guida del Paese. tocchiamo ferro. sono dolori politici amari, caro Fini! hai fatto un danno incalcolabile.
    Maralai
    (mario nanni)

  32. @Maralai:essere “berlusconiani” non è una colpa, è una scelta. Legittima come altre, immagino.
    Abbiamo deciso di pubblicare il tuo commento, nonostante una frase poco consona al dibattito che ci piace avere su Libertiamo, che noi abbiamo sostituito con una serie di asterischi.
    L’espressione incriminata, tanto per far capire che qui non c’è censura, era “fuori dai coglioni!”.
    Ai frequentatori di questo sito valutare se la riflessioni politica di Maralai fosse impreziosita o molto impoverita da quell’uscita.

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