– Nella terra di Marconi e di Galileo, finalmente Galan apre alla ricerca sugli Ogm. Ci piace la nettezza laica e pragmatica che ha ispirato il commento del ministro dell’Agricoltura alle misure decise ieri dalla Commissione Europea: “Per quanto riguarda la mia responsabilità – ha dichiarato – ho più volte affermato che nella terra di Galileo e Marconi ostacolare ricerca e sperimentazione sarebbe assurdo. E’ una posizione che respingo dal profondo dell’animo”. Bene, anzi benissimo.

Parole che pesano, una garanzia che il via libera deciso dall’Europa non diventerà l’ennesima guerra di religione anti-ogm nel nostro paese, in uno schema in cui “il progresso è un patto col diavolo, chi lo sostiene un bieco opportunista (magari “capitalista”), il buon senso un’eresia”. (Il rilancio della ricerca biotech per l’agricoltura italiana: una sfida per la crescita e l’innovazione – Le Bozze di Libertiamo, n.1, 17 giugno 2010)

Il ministro ha ragione da vendere, quando sostiene che gli Ogm sono un’opportunità economica perchè “da anni l’agricoltura italiana e’ in crisi. In nove anni i redditi delle aziende sono crollati del 36 per cento”.

Lo scrivevamo anche noi nella “Bozza” di Libertiamo, presentata lo scorso 17 giugno e dedicata alla ricerca ogm in campo aperto: dopo un nefasto decennio di stallo “ideologico”, è opportuno che l’Italia torni ad essere uno dei paesi “di frontiera” nel settore dell’innovazione agro-alimentare.