Fondi comunitari, ciò che Tremonti non dice

– Ho letto con il consueto piacere l’articolo di Piercamillo Falasca sulla gestione dei fondi comunitari, che ha trovato origine nella spiacevole (per usare un garbato eufemismo) frase del Ministro Tremonti sui “cialtroni” del Sud che non spendono tali fondi.
Lungi da me voler offrire giustificazioni a chicchessia; ritengo però per amore di verità, che debbano essere effettuate alcune puntualizzazioni in punto di mero diritto.

L’art. 6 quinquies della L. 203/08(la “ c.d.manovra leggera” dei bei momenti appena successivi all’insediamento del Governo), al c.1, prevede l’istituzione di un fondo per il finanziamento, in via prioritaria, di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale, ivi comprese le reti di telecomunicazione e quelle energetiche, il quale e’ alimentato con gli stanziamenti nazionali (Fondo Aree Sottoutilizzate) assegnati per l’attuazione del Quadro Strategico Nazionale per il periodo 2007-2013 in favore di programmi di interesse strategico nazionale (PAN), di progetti speciali e di riserve premiali, fatte salve le risorse che, alla data del 31 maggio 2008, siano state vincolate all’attuazione di programmi già esaminati dal CIPE o destinate al finanziamento del meccanismo premiale disciplinato dalla delibera CIPE 3 agosto 2007, n. 82; Il c.3 della medesima norma, impone – sotto forma di principio fondamentale – la concentrazione da parte delle Regioni delle risorse del QSN su infrastrutture di interesse strategico regionale in sede di predisposizione dei programmi finanziati dal FAS, e di ridefinizione dei programmi finanziati dai Fondi strutturali comunitari.

Il Quadro Strategico Nazionale(QSN) 2007 2013, cui si riferisce la norma appena citata, è stato approvato con decisione della Commissione Europea n° 3339 del 13.7.07, ed i relativi POR sono stati ritualmente approvati.
Sulla base dell’art. 6 quinquies, sono stati pertanto de finanziati, in ordine alla parte statale di finanziamento, Programmi di Interesse Strategico Nazionale quali l’Istruzione, l’Ambiente, la Sicurezza, l’Inclusione Sociale, le Risorse naturali, le Reti ed i Servizi per la Mobilità, l’Internazionalizzazione, per complessivi 9.451,440 milioni di euro; è stato inoltre definanziato il Progetto Speciale relativo alla Salute nelle Regioni del Mezzogiorno, per una somma pari a 1.550 milioni di euro; infine, è stata definanziata la Riserva di Programmazione per 7.923,346 milioni di euro .
Ciò che risulta particolarmente necessario, al fine di poter fare una serena valutazione sulla frase del Ministro, è conoscere i principi che regolano l’utilizzazione dei Fondi Strutturali, e cioè i principi di addizionalità e complementarietà.

Il principio di addizionalità (v., in particolare, l’art. 15 del Reg. CE 1083/06) stabilisce che, per assicurare un reale impatto economico, i contributi dei Fondi Comunitari non sostituiscono le spese a finalità strutturale pubbliche o assimilabili dello Stato membro. Di norma, il livello di tali spese è pari almeno all’importo delle spese medie annue, in termini reali, sostenute nel corso del periodo di programmazione precedente.

Parallelamente, la normativa comunitaria pone il principio di complementarietà: l’art. 9 del già citato Reg. CE 1083/06 espressamente prevede al p. 1 che “i Fondi intervengono a complemento delle azioni nazionali, comprese le azioni a livello regionale e locale, integrandovi le priorità comunitarie; sanzione per il mancato rispetto di tali principi è la possibile rettifica finanziaria per le Regioni dell’Obiettivo Convergenza.
L’art. 27, punto 4 iii)  del Reg. 1083/06 impone che, al momento della redazione del QSN lo Stato, per la Regioni inserite nell’Obiettivo “Convergenza”, fornisca le informazioni necessarie per la verifica ex ante del rispetto del principio di addizionalità di cui all’articolo 15 del medesimo Regolamento.

Nella Relazione sulla verifica ex ante dell’addizionalità nelle Regioni dell’obiettivo  “Convergenza” per il periodo 2007–2013 {COM(2009) 112 def} del marzo 2009 si legge che per ogni euro di cofinanziamento comunitario sono previsti 7,6 euro di spesa nazionale; ed infatti, (p. 10) gli investimenti pubblici medi, pressi in esame per la verifica ex ante, sono pari al 6,87% quanto a fondi “nazionali”( 20.612,55) ed allo 0,90% considerando complessivamente i fondi strutturali (2.714): risulta quindi evidente lo sbilanciamento verso i fondi statali del complesso finanziario valutato ex ante.
Anche a livello interno, la Corte dei Conti, Sezione di Controllo per gli Affari Comunitari ed Internazionali, ha più volte ribadito tale punto.

Di particolare interesse è l’ultima relazione al Parlamento,  approvata con la Delibera n° 2/09: in essa, tra l’altro, si fa espresso riferimento al principio di addizionalità “così come formalmente recepito nel QSN 2007-2013”.
La Commissione Europea, nel marzo 2009 (quindi, successivamente all’adozione della norma statale menzionata),  ha approvato la surrichiamata Relazione sulla verifica ex ante dell’addizionalità nelle Regioni dell’obiettivo  “Convergenza” per il periodo 2007–2013: in tale relazione la positiva valutazione è data sulla base dei dati finanziari contenuti nel QSN più volte citato(ivi compreso – p. 6 – il complessivo impegno finanziario statale), dati alterati – invece – dalla norma impugnata.

Pare quindi evidente che lo Stato abbia fornito alla Commissione una “fotografia” non più rispondente al vero; è inoltre di palmare evidenza che spendere i soli fondi comunitari, a seguito del definanziamento operato dal Legislatore statale, violi i principi comunitari sopra richiamati, esponendo le Regioni a dove restituire i fondi comunitari impropriamente utilizzati.
A mio avviso, non vi è chi non possa, (volendo) vedere, la paradossalità della tesi tremontiana: lo Stato toglie alle Regioni il finanziamento statale, e poi pretende che le stesse impegnino i soli fondi comunitari, esponendosi alla rettifica ed alla possibile revoca.
Non credo sia necessario aggiungere altro.


Autore: Giuseppe Naimo

Nato a Locri nel 1965, Avvocato cassazionista dal 2003, è in servizio dal 2001 presso l’Avvocatura della Regione Calabria. Ha collaborato alla redazione del “Manuale di Diritto Amministrativo”, di R.GAROFOLI – G.FERRARI, edito da Neldiritto editore, 2008. Pubblica articoli su alcune delle più importanti riviste giuridiche on line italiane (Lexitalia; Federalismi; Nel Diritto.it; Diritto dei Servizi Pubblici).

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