Quando il PD, non sapendo cos’altro fare, discute di religione

– Discutere di religione è trendy, è chic. A volte può essere radical-chic. Piccola parentesi pubblicitaria: lettura obbligata per chi si propone di resistere al conformismo perbenista elevato a sistema è il recente libro di Massimiliano Parente “La casta dei radical chic”.
Dicevamo, vuoi mettere? Perché mai interessarsi agli stress test che danno alcune banche italiane con il fiato corto o ai conti pubblici in perenne affanno? Perché mai incalzare Tremonti o Berlusconi che da quindici anni promettono liberalizzazioni ed invece continuano, se va bene, a conservare l’esistente? No, al PD piace la metafisica.
Così, dopo le gustosissime discussioni sulla compatibilità tra iscrizione al PD ed affiliazione alla massoneria, cui si è posto fine con un altrettanto prelibato non senso pari solo alla questione, si riesuma il perenne dibattito sull’identità del partito e sulla collocazione dei cattolici.

La tenzone ha avuto inizio con un intervento di Chiara Geloni (direttrice di You Dem) che liquida come “vecchia tattica da animali politici” quella dei popolari del PD che a suo dire  non perdono occasione per sottolineare la loro differenza cattolica.  Scrive Geloni: “(…) si passa parola, si comincia a martellare, se ne fa una questione identitaria di importanza decisiva. Il successo è assicurato con poca spesa: se chi comanda reagisce, posso dire che ho vinto. Se tutto tace, posso continuare a fare la vittima, con più visibilità”, invece secondo la direttrice quella che ex democristiani ed ex comunisti dovrebbero condividere è una lunga storia comune di oltre 150 anni.

Piccolo inciso, detto onestamente non è che siano molto interessanti i dilemmi di natura teologica interni al PD, ma la Geloni ci perdonerà se le facciamo notare che far rientrare nella storia che dovrebbero condividere ex comunisti ed ex democristiani anche Don Sturzo forse è un po’ eccessivo. Avremmo potuto capire un La Pira, ma Sturzo no. Una citazione a caso del prete di Caltagirone: “Il privato impiega il denaro assai meglio dello stato; la produttività dell’impresa privata è superiore a quella dell’impresa pubblica. Per una politica di maggior impiego di mano d’opera è obbligo dello stato non solo non ostacolare l’investimento privato, ma anche favorirlo”. Altro che modifica dell’art. 41. della Costituzione! Sturzo è si patrimonio di tutti, ma di certo pare difficile accostarlo agli ex comunisti.

La piccata replica di Castagnetti alla Geloni ripropone invece la solita querelle “una parte della sinistra che sta dentro il Pd non ha del tutto elaborato e ha anzi cercato di sostituire con una nuova ideologia, quella laicista che, a mio avviso, ha qualche responsabilità nell’avere ridotto l’appeal del partito verso i ceti popolari che si sono trovati in tal modo spiazzati e spaesati”, ma giustamente parla di una ricostruzione storica di natura “acrobatica” da parte della direttrice di You Dem. A questi due intereventi sono poi seguiti un intervento di Claudio Losurdo ed uno interessantissimo di Stefano Ceccanti (cui Losurdo ha replicato).

Come se non bastasse, mentre Italianieuropei pubblica sul suo ultimo numero tutta una serie di contributi sulla religione Francesco Cundari, d’alemiano di stretta osservanza, intervenendo nuovamente su Leftwing non esita a parlare di “confusione di idee e delle coscienze”, di una sinistra “ancora smarrita nelle nebbie ideologiche dei ruggenti anni Novanta ad egemonia liberista” invocando “la luce di un pensiero e di una esperienza autenticamente cristiani”.

Insomma le menti del PD si spremono per la metafisica. E così si va stancamente avanti, come dal primo giorno. Cattolici si, cattolici no, cattolici dentro, cattolici fuori. Il dibattito non è rock. E’ lento. Certo non è che il PDL in molte sue espressioni se la passi meglio, anzi. L’anarchia etica teorizzata scientificamente da Giuliano Ferrara a volte funziona, altre raggiunge punte di confessionismo scendilettista.
Il juke-box estivo del PD sembra però regalarci il solito tormentone:  “poche idee, ma confuse”.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

2 Responses to “Quando il PD, non sapendo cos’altro fare, discute di religione”

  1. Margherita scrive:

    Complimenti!! la penso più o meno come te sul punto. Questo “dibattito non è rock. E’ lento” purtroppo. E, proprio per questo, onore a Don Luigi Sturzo!Un grande uomo!!

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