La Corea libera esulta, quella schiava pagherà caro anche il Mondiale di calcio

– La Corea del Sud passa il primo turno con 4 punti, una vittoria sulla Grecia, una sconfitta onorevole e comprensibile con gli argentini e un pareggio con la Nigeria. Con l’Uruguay agli ottavi sarà partita vera, con i sudamericani favoriti ma non sicuri della vittoria contro la tenacia delle tigri rosse di Corea. Nelle case di Seul e del resto del paese, nelle piazze e sugli spalti degli stadi sudafricani colori e folklore coreani rallegrano le prestazioni di Park Chu-Yong e compagni, che con i loro risultati consolidano la posizione della Corea del Sud come potenza calcistica asiatica.
Oltre il 38esimo parallelo l’aria è molto diversa. La Corea del Nord giocherà venerdì la terza ed ultima partita del suo Mondiale, contro la Costa d’Avorio. Dopo un buon inizio, con una sconfitta per 2-1 con il Brasile sotto gli occhi di finti sostenitori nordcoreani allo stadio (in realtà cinesi ingaggiati per fare il tifo), con il Portogallo è arrivata una disfatta di dimensioni catastrofiche, 7-0 per i lusitani e coreani matematicamente eliminati.

E pensare che il risultato reale dell’incontro con i verdeoro (secondo qualche osservatore, i media di regime ne avrebbero diffuso anche uno fittizio, 1-0 per la Corea del Nord) aveva convinto il dittatore Kim Jong Il che la Coppa del Mondo potesse essere una interessante operazione di propaganda. E così, dopo la prima partita trasmessa in differita di 17 ore, in ottemperanza alle ferree norme sull’uso della tv, il governo di Pyongyang aveva straordinariamente autorizzato la diretta dell’incontro con il Portogallo. Tra la felicità dei cittadini, che in tv guardavano un giocatore piangere cantando l’inno e ascoltavano il c.t. della nazionale Kim Jong Hun prodigarsi in elogi al Caro Leader: “Kim Jong Il ci dà regolarmente consigli tattici durante gli incontri, usando telefonini cellulari che non sono visibili ad occhio nudo”.

Ma Cristiano Ronaldo e compagni – e probabilmente anche l’accondiscendenza del c.t. alle pressioni del dittatore affinché la squadra giocasse sfacciatamente in attacco contro i lusitani – hanno rovinato lo spot di regime.

Cosa accadrà ora? Difficile dirlo. C’è chi parla di punizioni per i calciatori al loro ritorno in patria e di epurazioni per i dirigenti. E mentre la Corea del Sud prova a diventare una grande del Mondiale, nel Nord è addirittura a repentaglio il futuro del calcio. Dopo una sconfitta per 3-0 contro i cugini del Sud durante le qualificazioni mondiali del 1994, il regime decise di non far partecipare la squadra alle eliminatorie del 1998 e del 2002. La sconfitta con il Portogallo, la diretta tv e le affermazioni circa i ‘consigli tattici’ hanno messo pesantemente in imbarazzo il governo, al punto che – dopo il triplice fischio della gara con il Portogallo – i media locali hanno intrapreso una scientifica operazione di oblio e mistificazione della realtà.

Tutto questo pone un pesante interrogativo. Consentire alla rappresentativa nordcoreana di partecipare alla Coppa del Mondo aiuta la Corea del Nord o piuttosto legittima la dittatura di Kim Jong Il? La FIFA, che invita pilatescamente a tenere fuori la politica dallo sport (come se fosse davvero possibile e come se non fosse politica pura quella di Blatter, Platini e compagnia), ha da assumersi le sue responsabilità: non si dovrebbe giocare con i dittatori e non si dovrebbe permettere loro di appropriarsi del gioco. Da venerdì sera, dopo l’ultima apparizione della Corea del Nord a Sudafrica 2010, dovremo tenere gli occhi aperti su quanto accadrà ai giocatori, ai tecnici e al gioco del calcio in Corea del Nord. E, finito il campionato del mondo, bisognerà riflettere su quali paesi hanno diritto a partecipare alla più importante manifestazione sportiva del mondo libero e quali no.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

6 Responses to “La Corea libera esulta, quella schiava pagherà caro anche il Mondiale di calcio”

  1. Jean Lafitte scrive:

    la solita raccolta di bufale ogni volta che si parla di Corea del Nord.

    i cinesi ingaggiati per il tifo (falso), il “regime” che diffonde notizie false (falso), il ct che si fa fare la formazione dal dittatore (falso), il classico evergreen delle “punizioni” ai calciatori, e l’accusa per gli altri di falsificare la realtà quando a falsificare è proprio il sig Falasca che non contento vorrebbe escludere i paesi liberi come la Corea del Nord da una competizione mondiale che come tale è di tutti.
    ad ogni modo anche gli Usa sono fuori. Tiè.

    (ma “l’analisi sociologica” sul motivo dell’eliminazione degli americani il brillante Falasca non ce a concederà

  2. @Jean Lafitte: potevi aspettare la fine dell’incontro degli Stati Uniti per il tuo commento. Big mistake, huge.
    Mi spiace aggiungere, inoltre, che nell’articolo non c’è collegamento alcuno tra le prestazioni sportive e la libertà individuale. Personalmente non farò mai alcuna equazione tra le due cose.

  3. filipporiccio scrive:

    @Jean Lafitte

    Infatti. Tutti dovremmo seguire il luminoso esempio di progresso sociale della Corea del Nord, un paese in cui i lavoratori scelgono liberamente i loro governanti, un paradiso di cui noi vediamo solo la falsa immagine della propaganda imperialista… ma per favore!

  4. Jean Lafitte scrive:

    come volevasi dimostrare…

    altro che censura nordcoreana. Voi siete infinitamente peggio!

  5. Lafitte, composto e moderato. Si ricordi che la teniamo solo perchè folcloristico

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  1. […] da LC in attualità, politica. Taggato con:attualità, politica. Lascia un commento Io dico no. Vi dico di starvene fuori. La politica deve starsene fuori dallo sport. Da venerdì sera, dopo […]