Il caso Del Turco dimostra che occorre riformare la giustizia, non le intercettazioni

Quanto è avvenuto lunedì scorso, nell’ambito dell’udienza preliminare sulla cosiddetta “sanitopoli abruzzese”, dimostra con chiarezza esemplare che l’abuso delle intercettazioni telefoniche è un problema vero e che la legge in discussione in Parlamento non ne rappresenta, neppure lontanamente, la soluzione.

A guidare il legislatore sembra essere l’idea, che solo eufemisticamente potremmo definire “astratta”, secondo cui per limitare l’abuso di uno strumento di indagine occorre restringerne l’uso. A guidare la “resistenza”, anche quando la legge venisse approvata, sarà una cultura della giustizia e dell’informazione, che giustificherà un maggiore abuso a fronte di un minore uso e legittimerà un’interpretazione ancora più larga e estensiva della rilevanza processuale del “privato” degli imputati.

Del Turco è stato arrestato due anni fa con l’accusa di avere taglieggiato un imprenditore della sanità abruzzese. A distanza di due anni la Procura di Pescara si è presentata all’udienza preliminare con intercettazioni a sfondo sessuale, che rileverebbero ai fini processuali perché le “amanti stipendiate,” il “sesso telefonico sulle linee della Regione”,  “gli uffici dell’ente trasformati in alcova” dimostrerebbero “come funzionava l’Abruzzo, con Ottaviano Del Turco governatore”. Insomma, non potendosi provare la colpevolezza di Del Turco, si prova perlomeno la fondatezza logica e morale dell’imputazione, non potendosi dimostrare che l’ex governatore ha preso i soldi che il suo accusatore lo accusa di avere preteso, si dimostra che però ha fatto un uso censurabile della sua carica, del budget a sua disposizione, dei suoi telefoni “istituzionali”… Se non si può provare l’accusa, si può comunque sputtanare l’accusato.

La nuova legge, di per sé, non impedirebbe che quanto è avvenuto lunedì scorso a Pescara si ripeta. Il reato ipotizzato a carico di Turco è ovviamente “intercettabile”. Nulla esclude che nei tempi (irragionevolmente compressi) in cui saranno consentite le intercettazioni, i magistrati possano catturare “telefonate hot”. Nulla impedisce che queste prove (di che?) vengano cucinate nell’udienza preliminare, servite nel dibattimento, delibate e infine digerite da un’opinione pubblica naturalmente interessata alle pruderie, più che alla giustizia.

La nuova legge, insomma, forse impedirà che gli inquirenti riescano a dimostrare un’accusa, ma di certo non scongiurerà il rischio che usino con larghezza di mezzi e di modi intercettazioni gustose, che non provano niente, ma sputtanano tutti, e a cui pm e giudici, uniti da una comune “cultura della giurisdizione”, daranno ampio spazio e pubblicità. Per smontare la gogna mediatica, occorre riformare la giustizia, non “proibire” le intercettazioni.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

4 Responses to “Il caso Del Turco dimostra che occorre riformare la giustizia, non le intercettazioni”

  1. Francesco scrive:

    Io credo che per violare la privacy di una persona occorrano motivazioni adeguatamente importanti, e se consideriamo pure quanto di più si è intercettato in Italia rispetto agli altri stati, direi che un provvedimento al riguardo più restrittivo rispetto alle situazioni e ai tempi fosse necessario, al di là delle conseguenze paventate, che in verità non trovo particolarmente convincenti.

  2. Maralai scrive:

    sono quasi d’accordo; peccato quel “proibire le intercettazioni” che non corrisponde al vero, perchè si vogliono regolamentare (finiani permettendo) e non proibire. sulla riforma della giustizia peraltro ci vogliono decisioni (che non arrivano) e non proclami(di cui ne abbiamo piene le palle). te lo rilancio -col tuo assenso-nel mio blog. http://www.maralai.ilcannocchiale.it
    mn

  3. Carmelo Palma scrive:

    Che il ddl non proibisca le intercettazioni lo so ed è vero, tanto è vero che l’espressione stava tra virgolette, ad indicare una logica, non un fatto.
    Ok per ripubblicazione.

  4. Maralai scrive:

    perchè, caro carmelo, non modifichi il titolo che non è il linea con il contenuto del testo? es.: “Il caso Del Turco dimostra che occorre riformare con le intercettazioni, soprattutto la giustizia”. questo è il titolo che assegno nel mio blog.
    ciao
    mn

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