La Germania fa il poker, ma per il Corriere.it c’è solo un gol ‘tedesco tedesco’

Scrivendo dell’esito dell’incontro Germania-Australia di ieri sera, la redazione online del Corriere della Sera pubblica quel che segue:

i gol «tedeschi tedeschi» sono solo uno su quattro: il terzo (68′) del giovane Thomas Müller. I primi due sono stati realizzati dalla premiata coppia d’attacco «polacca» Podolski (al 9′) e Klose (27′). Il poker viene servito al 71′ dal «brasiliano» Cacau.

Nella contabilità etnica in uso presso il Corriere.it, un “tedesco tedesco” è evidentemente colui che avrebbe avuto diritto alla cittadinanza tedesca se fossero ancora in vigore le cosiddetti Leggi di Norimberga sulla razza del 1935 (“Cittadino del Reich può essere solo colui che abbia sangue tedesco o affine…”). Al contrario, per calciatori come Klose, Podolski e Marin – emigrati in Germania da bambini con le rispettive famiglie – o come Khedira, Ozil, Aogo e Tasci – nati e cresciuti sul suolo tedesco – e infine come Cacau, che della Germania ha fatto la sua patria d’elezione, pare opportuno ai giornalisti in questione segnalare il marchio o la macchia di origine.

La prassi è consueta anche presso gli studi della Rai Tv, dove la terza partecipazione di Miroslav Klose ad una Coppa del Mondo con la selezione tedesca e la seconda di Lukas Podolski non impediscono a Marino Bartoletti di sottolineare che non di teutonici, ma proprio di polacchi trattasi. Chi scrive, scommette sul fatto che altre eventuali vittorie della Mannschaft lungo il cammino mondiale stimoleranno a riguardo commenti simili, conditi da un retrogusto di fastidio.

Al prossimo Mondiale, o a quell’altro ancora, faranno presumibilmente capolino nella nazionale italiana diversi giocatori che la redazione di Corriere.it – considerati i criteri adottati con la Germania – non potrebbe definire «italiani italiani» e che già oggi vestono la maglia delle rappresentative giovanili. Al buon Balotelli, carattere permettendo, si aggiungeranno presumibilmente Okaka, Ogbonna, Acquafresca, El Shaarawi. Ragazzi italiani, che per giocare con gli azzurri avranno (o hanno) anche rifiutato la tentazione di giocare con le selezioni dei paesi di provenienza dei propri genitori.

Si dedicheranno i commentatori a scomputare anche per l’Italia le marcature spurie – africane, arabe, slave o quel che sarà – da quelle etnicamente cristalline?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

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