E Forza Italia, per essere liberi… e Forza Italia, per fare e per crescere…

– Stasera, quando scenderà in campo la nazionale di calcio, qualcuno preferirebbe sbandierare la bandiera delle Fiandre. Faccia come crede.
Il problema è che la storia di un Paese, a differenza della propaganda di un partito, non si “inventa” e l’Italia non è il Belgio. La fantasia secessionista nostrana può partorire un’ascendenza celtica, una religione pagana, una cultura nordista anti-italiana… Ma non può inventare una libertà politica, culturale e civile del Nord pre-esistente al percorso unitario e una sua identità “profonda” alternativa rispetto a quella italiana.
L’Italia è oggi spaccata e divisa da differenze (reddito, efficienza, legalità) soprattutto – ma non solo – lungo la frontiera Nord-Sud. Impedire che questa spaccatura si cronicizzi è una priorità nazionale, proprio perché l’alternativa non esiste (la Grecia dimostra l’assoluta interdipendenza tra paesi europei, figuriamoci tra regioni italiane). E non si dà, come alternativa, neppure quella più radicale, e vagheggiata con irresponsabilità, di un Nord insieme anti-italiano e anti-straniero, che anziché affrontare le sfide del mondo, alza i ponti levatoi e si rinchiude nella cittadella assediata.

Il fatto che il centro-destra della Seconda Repubblica sia nato da un partito che si chiamava Forza Italia non è stato casuale e nessuno dovrebbe dimenticarlo, correndo appresso ai pifferai e agli apprendisti stregoni del Carroccio. Ad un’Italia forte non serve un meridionalismo ipocritamente piagnone, ma tantomeno un nordismo stupidamente vittimista, che cerca in un passato che non è esistito il proprio futuro.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “E Forza Italia, per essere liberi… e Forza Italia, per fare e per crescere…”

  1. daniele burzichelli scrive:

    L’Unione Europea è la prima entità politica nella storia che ha preso vita, non per l’identità culturale del popolo di cui era espressione o per il dominio militare di un popolo su di un altro, ma per ragioni squisitamente economiche. Non è un caso, d’altronde, che il tentativo di dare all’Unione una maggiore caratterizzazione ideale è clamorosamente naufragato a seguito dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi sulle modifiche alla Costituzione Europea. In buona sostanza, gli Europei stanno insieme, non perchè si sentono uguali, ma perchè gli conviene.
    Credo che la Lega stia facendo applcazione inversa di questo principio (che in Europa, bisogna riconoscere, ha funzionato): “saremo anche culturalmente uguali a terroni, però stare insieme non ci conviene”.
    Io non sarei così sicuro che il progetto della Lega non diventerà realtà. C’è sempre una prima volta nella storia (l’Unione Europea ce lo insegna).

  2. Che la Lega fosse egoticamente eversiva era chiaro a tutti, anche a coloro che se ne sono via via serviti, servendola. Nessuno escluso.
    Che il suo obiettivo di fondo fosse quello della “piccola patria dei propri piccioli”, senza se e senza ma, lo era altrettanto. Che avrebbe fatto di tutto e di più per conseguire i suoi fini anche.
    Secessione, devoluzione, federalismo altro non sono che momenti tattici di un disegno dissolutore della unità nazionale. Ed anche se la stessa fu frutto di un malagire estero diretto ed anche se questa si è dipanata in un susseguirsi di miti tartufi a nascondere la realtà di cittadini trattati come sudditi dai poteri forti di turno e da chi per essi, l’unità della forma stato è il solo bene che questo popolo, che non sa ancora compiutamente di esserlo, può opporre all’aggressione altrui, sia che si tratti di frutto di globalizzazione politica che di globalizzazione economica.
    Fermateli, se potete, anche i leghisti fiamminghi non vi daranno certo una mano.

  3. Antonino scrive:

    On. Della Vedova, al Centro- Destra Italiano servirebbero piu`persone come lei…
    E´una vergona avere come alleato politico la Lega, ma e`ancora piu`vergognoso che il PDL non condanni fermamente certe sparate che rappresentano un vero e proprio insulto all`unita´nazionale.

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