Così la Rai finisce come l’Alitalia

articolo pubblicato su “Italia Oggi” di martedì 8 giugno 2010 di Marco Castoro – Il deputato è in prima linea per liberare la tv di stato dai partiti e rilanciarla sul mercato. Della Vedova (Pdl): presto la proposta per privatizzarla.

La Rai non deve fare la fine dell’Alitalia. «Magari diamola a Murdoch piuttosto che lasciarla così in balìa dei partiti». Il deputato Benedetto Della Vedova, ex radicale, Pdl della squadra dei finiani, la pensa così e si sta adoperando per liberare la tv di stato, finita ostaggio dei partiti. E detto da un Pdl non è cosa da poco, soprattutto in questo periodo in cui la maggioranza è saldamente in mano al centro-destra. «Stiamo lavorando per formalizzare una proposta che dia il là a un’iniziativa politica sulla privatizzazione della Rai. La base di partenza? Ci stanno lavorando gli analisti, tuttavia a naso penso che potrebbe essere come la capitalizzazione di Mediaset». Quanto può rendere una Rai privatizzata? «Molto. Ci sono tre reti, il digitale, le frequenze radio, l’archivio: c’è un patrimonio che può trasformare un’azienda da zero redditività in una macchina da guerra»Quindi darla a Murdoch era solo una provocazione? «Una forzatura per scuotere l’ambiente. Così come è oggi, questa Rai, non è possibile risanarla e soprattutto non è possibile liberarla dai partiti. Continua a essere ostaggio delle scorrerie dei politici, non può permettersi una linea editoriale autonoma a scapito della qualità dell’informazione e contro qualsiasi logica industriale vengono addirittura cancellati programmi che vanno benissimo. Non si può continuare così, anche perché non vorremmo trovarci presto a un nuovo fallimento come quello dell’Alitalia, con la conseguente vendita a due soldi di quello che resta di buono in azienda e con lo stato costretto ad accollarsi tutti i debiti».

Ma quando ci sarà il bando, Berlusconi e Murdoch non dovrebbero partecipare, altrimenti si rischia duopoli pericolosissimi. «Quando verrà reso noto il bando, ci sarà la vigilanza di tutti gli organismi competenti, a cominciare dall’Antitrust». E dei tagli a ingaggi e maxi stipendi che cosa pensa? «Siamo davanti al gatto che si morde la coda. Non si può essere competitivi sul mercato contro concorrenti agguerritissimi che non badano a spese. Non si può rinunciare a un Fiorello per poi perdere ascolti, pubblicità ed essere costretti ad aumentare il canone. È come partecipare alla Champions League con una squadra col tetto di ingaggi. Alla fine non si vince mai».


2 Responses to “Così la Rai finisce come l’Alitalia”

  1. luigi zoppoli scrive:

    Privatizzare la RAI sarà sempre tardi. Perpetuare l’oligopolio attuale sarebbe deleterio. Al di là delle favolette sulle moltiplicazione dei canali digitali e delle opportunità, è l’intero mercato a dover essere ridefinito e reso concorrenziale.
    Su questo tema è scandaloso che le frequenze del dividendo digitale vengano regalate e non vendute ai gestori telefonici come accade in Germania, ed altrove. In Germania la vendita ha fruttato 4,7 miliardi.

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