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Per un nuovo Israel day

– Apprezzo la decisione del Governo italiano di non prestare il fianco a quella che, in tutta evidenza, si andava delineando come l’ennesima farsa onusiana: un’inchiesta sulla vicenda dell’abbordaggio della Mavi Marmara sotto regia e sceneggiatura dei nemici di Israele e dei paesi del medioriente e del mondo arabo, tutti, senza eccezioni, accomunati dall’ostilità alla democrazia israeliana e alla democrazia tout court, e disponibili a pronunciare una sentenza già scritta, di dura condanna della “violenza di Stato” sionista.

Considero il nostro un Paese alla deriva con una classe dirigente mediocre e sostanzialmente irriformabile. Ciò detto, l’onestà intellettuale mi porta ad applaudire le rare scelte che condivido assunte dal nostro Governo. Faccio con piacere questa premessa, non solo per prevenire le critiche imbecilli di chi ritiene che le perplessità su di una politica estera troppo disinvolta e indifferente ai problemi di diritto o di libertà – su cui l’esecutivo ha meritato spesso giusti rilievi – nascondano in fondo un atteggiamento disfattista e anti-italiano.

Vado oltre e riprendo – per sostenerla – la proposta lanciata sulle colonne del Riformista da Peppino Caldarola per un nuovo Israel day, dopo quello promosso dal “Foglio” nel 2002. 
Cito testualmente alcune parole dell’ottimo Caldarola:

Molti hanno preso spunto da un’azione militare errata per riproporre alcuni lughi comuni contro lo Stato ebraico. Non tutti i critici di Israele sono antisemiti ma dobbiamo sapere che in questi giorni e nei prossimi il rischio che vecchi slogan anti-ebraici prendano il sopravvento è sempre incombente…Ecco perchè io penso che gli amici di Israele non possano assistere a questa involuzione del clima politico chiamandosi fuori. Va impedito il processo a Israele.

Caldarola è, sia pur in modo molto critico ed autonomo, vicino al PD? Embè?
 Mi piacerebbe molto se con gli amici di Libertiamo o di FareFuturo o di Generazione Italia o di altri spezzoni del centro-destra disponibili ad una scoperta militanza anti-antisionista, tutti insieme prendessimo in mano questa bandiera, facendoci carico di organizzare un’iniziativa politicamente così scorretta e necessaria.

Gli errori, i fallimenti, le ingenuità e le colpe del governo e dei servizi di sicurezza israeliana si possono discutere, solo se discuterli non significa gettare la benzina sul fuoco dell’intolleranza e del pregiudizio, che ha ripreso straordinario vigore a causa della vera e propria catastrofe mediatica in cui purtroppo Israele è incappato. Per parlare con franchezza agli amici dei loro errori, bisogna prima evitare di confondersi con i loro nemici. Per questo, anche per questo, un Israel day potrebbe servire.


Autore: Luca Cesana

42 anni, libero professionista; è stato per circa vent’anni segretario dell’associazione “Radicali Lecco”, poi tra i fondatori dei Riformatori Liberali ed attualmente è presidente di “Lecco Liberale” nonché portavoce del circolo "Generazione Italia - Lecco liberale".

One Response to “Per un nuovo Israel day”

  1. Luca Cesana scrive:

    ottimo, veramente ottimo
    ahahah, trattasi di auto-ironia (onde evitare fraintendimenti…)

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