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Arrivano le donazioni ‘samaritane’, ma i dubbi rimangono

– E’ di martedì scorso la notizia che anche in Italia sarà possibile donare un organo da vivi a favore di destinatari sconosciuti: è la cosiddetta “donazione samaritana”. Si legalizza così un atto di generosità estrema e, in teoria, totalmente disinteressata, e, sul piano del sistema, si istituisce un ulteriore incentivo alle donazioni.

Dopo il parere positivo del Comitato nazionale di bioetica, infatti, è arrivato quello del Consiglio Superiore di Sanità, che ha autorizzato le “donazioni samaritane”, ma con alcune regole. “Il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso un parere articolato sul tema delle donazioni degli organi da parte dei Samaritani, in cui ritiene ammissibile questa pratica nel quadro normativo esistente”. Lo ha annunciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, nel corso della presentazione della XVIII edizione della Giornata Nazionale per la donazione e trapianto di organi e tessuti, che si terrà in tutta Italia il 30 maggio. Il Css, dopo la discussione, ha stabilito alcuni criteri rigidi: la gratuità della donazione in primis, la valutazione psicologica del donatore, il rispetto della privacy e l’assenza di contatti tra donatore e ricevente, l’indagine motivazionale e la valutazione clinica per verificare l’idoneità fisica del candidato, e ancora l’inserimento successivo del donatore nel registro unico dei follow-up dei donatori e dei riceventi.

A spiegare i meccanismi e’ stato lo stesso Fazio: “Il possibile ricevente si procura un donatore. Se questi non è compatibile, può ricevere, sempre nel totale animato, l’organo da un donatore samaritano e l’organo che viene donato può andare a un altro ricevente. Così c’è un’altra donazione”. Il parere del Css precisa inoltre che “per i primi 10 casi la donazione samaritana deve rientrare in un programma nazionale”, la cui gestione è affidata al Centro Nazionale Trapianti. Secondo le linee guida il donatore “samaritano” va inserito prioritariamente nel programma di trapianti con modalità cross-over (in cui i potenziali beneficiari, per così dire, si scambiano i donatori, per soddisfare i rispettivi requisiti di compatibilità) e – qualora non fosse possibile – occorre tenere conto della provenienza regionale del donatore. L’accertamento dell’idoneità del donatore dovrà essere effettuata non solo dalla struttura interessata, ma anche da una “parte terza” estranea all’organizzazione medica, che effettuerà l’espianto-trapianto, come già avviene per i “trapianti da donatori viventi”.

Ad oggi, in Italia, sono tre i casi di persone che hanno espresso la volontà di donare il proprio rene “per spirito di liberalità e gratuità in mancanza del ricevente identificato”, due in Lombardia e una in Piemonte. Poco convinto dell’innovazione è Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo. “Negli Usa mi sono sempre rifiutato di eseguire trapianti da donatori samaritani, che comunque venivano effettuati, pur di rado, negli istituti che ho diretto. Ho invece sempre sostenuto, eseguito ed incentivato i trapianti da donatori viventi legati da vincoli di affetto. Non sono convinto che sia giusto sottoporre una persona non legata da vincoli affettivi al rischio di un intervento chirurgico. Non arriverei a proibirli ma non mi convincono, né come percorso etico, né come soluzione alla drammatica lunghezza delle liste d’attesa, soprattutto nel caso del trapianto di rene”.

“Il punto – ha affermato Marino – e’ incentivare le donazioni da viventi legati da vincoli d’amore o d’affetto, da noi drammaticamente basse e largamente diffuse in altri paesi. Se le persone sapessero che si può donare un rene ad una persona cara condannata alla dialisi, i trapianti di rene potrebbero aumentare del 30-50%. Le persone in lista d’attesa oggi sono circa novemila. L’informazione per un familiare sulla possibilità di donare un rene dovrebbe avvenire come procedura ordinaria in tutti i centri trapianti. Dobbiamo renderci conto che in Italia su circa 1700 trapianti di rene eseguiti nel 2009 sono solo alcune decine quelli da donatori viventi. In altri paesi, a partire dagli Stati Uniti, il numero di trapianti di rene da donatore vivente ha invece superato da diversi anni il numero di trapianti da donatore cadavere”.

Queste dichiarazioni aprono lo spazio a diverse riflessioni. Senza entrare nel merito dei pro e dei contro legati alla scelta di usare come donatore una persona legata da vincoli di affetto oppure uno sconosciuto, c’è chi sostiene che, a prescindere dalle considerazioni bioetiche, le “donazioni samaritane” favoriranno le mafie degli espianti, e si presteranno a fini e pratiche estorsive, oppure allo sfruttamento dei soggetti più in difficoltà, come i poveri o gli immigrati. E c’è addirittura chi sostiene che questo sarà il primo passo verso un “mercato libero” degli organi. Dall’altra parte, è molto diffusa anche l’idea che ci sia un interesse economico da parte dei nefrologi e soprattutto dei centri privati per mantenere i pazienti in dialisi per molti anni, in alternativa ad un trapianto che sarebbe più probabile se la disponibilità di organi fosse maggiore.

Forse intanto l’Italia, per tenersi al passo con i tempi, ma soprattutto con le scelte dell’Europa e degli altri paesi del mondo, dovrebbe cominciare a sensibilizzare e ad educare i cittadini alla cultura della donazione. E poi dovrebbe aprirsi ad una valutazione di prospettiva sulle possibilità di utilizzo di organi transgenici e sull’uso riparativo delle cellule staminali.


Autore: Simona Nazzaro

Nata a Roma nel 1980. Laureata in Scienze della Comunicazione, a La Sapienza, ha curato le campagne politiche e di comunicazione dell’Associazione Luca Coscioni. Collabora con diversi settimanali e quotidiani. La sua grande passione è il basket, e da anni concilia questa con il lavoro: conduce infatti una trasmissione radiofonica di approfondimento sportivo.

2 Responses to “Arrivano le donazioni ‘samaritane’, ma i dubbi rimangono”

  1. norma cirilli scrive:

    anch io vorrrei donare un organo a persone che stanno veramente male.
    la vita non va mai negata a nessuno se si puo dare una mano a chi soffre….io sono disponibile.

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