Elio Germano, un berlusconiano premiato a Cannes

– Si poteva buttarla in politica. Si poteva, visto il milieu, perfino farlo con la protervia del “fighetto”. Ma rifugiarsi nel qualunquismo provinciale proprio no, soprattutto se hai trent’anni e sei all’apice del tuo successo. Ecco, Elio Germano a Cannes l’ha fatta, l’unica cosa sbagliata possibile, offrendo dell’Italia un’immagine peggiore di quella da cui voleva affrancarla.

A trent’anni, con diciotto di carriera alle spalle, l’attore romano a Cannes ha sprecato due occasioni in una. La prima, personale, di consacrare la propria maturità artistica uscendo dal personaggio del giovane incazzato visto in pellicole come Mio fratello è figlio unico o Che ne sarà di noi. Quei personaggi lì erano dispensati dal raziocinio, dalla mediazione del buon senso e dall’assunzione di responsabilità, anche politica. Ma quando a trent’anni vinci uno dei premi cinematografici più prestigiosi al mondo devi renderti conto che hai consumato il credito di giovanilismo che ti era concesso e sei “iniziato” a tutti gli effetti al mondo reale. E qui finisce la prima e comincia la seconda delle occasioni sprecate da Germano, quella della maturità civile di un artista. Dire che la classe dirigente del paese da cui provieni è scadente è troppo scontato, ed è populista almeno quanto l’affermazione che addebita al cinema italiano la responsabilità di offrire una pessima immagine dell’Italia nel mondo.

E’ nascondere la complessità di un paese, dire che esso è migliore di chi lo governa, perché non è vero. Il Paese non è sempre migliore di chi lo governa; semmai chi lo governa oggi non riesce ad essere migliore dei suoi istinti peggiori, che invece cavalca e asseconda. La frase di Germano, pertanto, è uguale e contraria a quella pronunciata da Berlusconi su Saviano ed è speculare alla mancanza di stile dimostrata dal ministro Bondi non partecipando a Cannes.

Juliette Binoche, appena premiata come migliore attrice per la recitazione nel film Copia Conforme dell’iraniano Abbas Kiarostami, riferendosi al regista dissidente Jafar Panahi arrestato dal regime degli ayatollah lo scorso marzo, ha dichiarato: “C’è un uomo la cui colpa è di essere un artista. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l’anno prossimo. È una lotta difficile. Il paese ha bisogno di noi artisti”.

Ecco, fossi stato al posto di Germano, avrei pronunciato quasi pari pari le parole dell’attrice francese: “C’è un uomo la cui colpa è di essere un ministro assente. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l’anno prossimo. È una lotta difficile. Il paese ha bisogno di noi artisti”. Buttarla in politica si poteva, forse si doveva. Ma c’è modo e modo.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

10 Responses to “Elio Germano, un berlusconiano premiato a Cannes”

  1. Antonio scrive:

    “… hai consumato il credito di giovanilismo che ti era concesso e sei “iniziato” a tutti gli effetti al mondo reale.”
    Non è forse “reale” quello che ha detto??

    “Buttarla in politica si poteva, forse si doveva. Ma c’è modo e modo.”
    Appunto, c’è modo e modo, il tuo titolo non la butta in politica, no!!

  2. Lucio Scudiero scrive:

    Ciao Antonio,
    grazie del commento.

    Ti rispondo. No, non è “reale” quello che ha detto, per lo meno non sempre. Questa classe dirigente è espressione della media del Paese. C’è di meglio, certo, ma anche di peggio. E in ogni caso da Germano, che è un’artista, mi sarei aspettato un’invettiva un po’ più pungente, meno banale.
    Quanto al mio buttarla in politica, bè sì, l’ho buttata in politica, ma Libertiamo.it esiste per questo, lo fa di mestiere.

    A presto,
    Lucio

  3. Beh, che dire, il qualunquismo della critica di E.G. è anche comprensibile visto la sua giovane età. Ha ritirato un premio di grande valore, dinanzi ad un’importantissima platea e capisco se si sia ridimensionato nell’esprimersi e l’abbia buttata là più come uno sfogo che come una sagace freddura. Che sempre al governo sarebbe andata, Lucio, perchè non ci si poteva aspettare che Germano salisse sul palco e dicesse: “nel calderone dobbiamo buttarci Bondi, Berlusconi e la Lega, ma salviamo Fini e qualcun altro…” Gli artisti, soprattutto quelli che vengono dal teatro, hanno una forte coscienza civile, perchè il loro mestiere lo comporta e in questo momento sono incazzati neri col governo che ha tagliato fondi e risorse all’arte, invece di investirci. Aspettiamoci anche qualche frase banale allora, che non è poco, pronunciata in quel contesto. Non tutti avrebbero avuto il coraggio di farlo! Poi non è vero che ci fa fare brutta figura: le brutte figure le determinano le situazioni imbarazzanti in cui versiamo e non chiacchiere (tantopiù se qualunquiste) ormai fin troppo ripetute.

  4. Patrizia Franceschi scrive:

    Io sono veramente stufa di questi attori, attrici, registi dove in questi vari Festival del Cinema, l’unica cosa che sanno fare (pur ricevendo soldi dallo stato nel quale vivono BENE), sputano sempre nel piatto dove mangiano e criticano buttandola in politica, perchè altrimenti nessuno terrebbe in considerazione ciò che dicono. Solo così riescono a finire su tutti i giornali e tv del mondo. Non mi piacciano per nulla anche se come attori lavorano discretamente.

  5. Massimo scrive:

    “La frase di Germano, pertanto, è uguale e contraria a quella pronunciata da Berlusconi su Saviano ed è speculare alla mancanza di stile dimostrata dal ministro Bondi non partecipando a Cannes.”

    ma dici sul serio?…

  6. @Patrizia Franceschi:
    complimenti, è riuscita ad essere più qualunquista di Elio Germano a Cannes! qui non si vincono palme d’oro però ;)

  7. andrea scrive:

    “Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre al cinema di parlare male della nostra nazione, volevo dedicare questo premio all’Italia e gli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente”.

    Ognuno valuti a modo suo queste parole, preparate con cura da chi le ha pronunciate.
    Personalmente, credo che Germano si sia voluto far portavoce del riscatto, in un’occasione di grande caratura internazionale, di un ceto intellettuale che è sotto tiro da un pò di tempo (vedi Brunetta, Bondi e Berlusconi) da politicanti che vivono di propaganda e che hanno perso l’onestà intellettuale. I refrain degli anti italiani (che solitamente sono gli italiani migliori; era anti italiano anche Leopardi allora), delle Cassandre (“la crisi economica non c’era”) e dell’autonomia intellettuale che deve venir meno perchè si dispone di fondi pubblici (alla faccia del liberalismo), hanno nauseato.
    Sulla scorta di tutto questo nasce la dedica agli italiani che “fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore”.

    Mi rammarica che l’autore non abbia colto il contesto nel quale è maturato lo sfogo dell’attore.
    Relativamente all’analogia con la Kiarostami, bè, spero di non dover sentire un giorno da un attore italiano che il suo paese ha tremendamente bisogno di una “Resistenza” degli intellettuali.

  8. Lucio Scudiero scrive:

    @ Andrea: “La frase di Germano, pertanto, è uguale e contraria a quella pronunciata da Berlusconi su Saviano ed è speculare alla mancanza di stile dimostrata dal ministro Bondi non partecipando a Cannes”. Ti pare che non ho colto il contesto in cui è maturato lo sfogo di Germano?
    Inoltre l’analogia non era con Kiarostami (che è un regista ed è un uomo), bensì con la Binoche, ed era, ovviamente, una provocazione chiedere a Germano che pronunciasse pari pari quella frase, posto che se l’avesse fatto sarebbe stato più efficace e anche più apprezzabile. Per lo meno da me.

  9. Elisa scrive:

    Bene…vi propongo un diversivo: digitate Berlusconi su google.com e contate quante volte viene ripetuta la parola imbarazzante.
    E’ questo il nostro contesto.
    Purtroppo.
    Come ha scritto Luciano “le brutte figure le determinano le situazioni imbarazzanti in cui versiamo e non chiacchiere (tantopiù se qualunquiste) ormai fin troppo ripetute.”
    Le parole di Germano,semplicemente,ricordano all’opinione pubblica che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e ,a noi (giovani) italiani,che dovremmo svegliarci dal torpore di rassegnazione in cui siamo caduti.

  10. simone scrive:

    dovremmo essere uniti invece di fare sofismi. Germano ha detto qualcosa di molto profondo. Invece di massacrare le sue parole e affermare la tua bravura da giornalista assecondando cosi’ il sistema, Lucio, dovresti caricare il significato che Elio ha cercato di lanciare… Abbiamo bisogno di giornalisti bravi e brillanti capaci di contrastare la feroce furbizia berlusconiana. Sempre se tu sia uno di quelli…

    Vorrei dire due parole anche a @Patrizia Franceschi: nel cinema non si guadagna, la maggior parte delle persone che lavorano nel cinema vivono di “passione” e fanno fatica a pagare l’affitto. Elio Germano e’ stato uno di questi, ora e’ la persona giusta che puo’ veramente rappresentare gli italiani che hanno difficolta’ a farsi ascoltare dalla classe dirigente…

Trackbacks/Pingbacks