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Rilancio dell’economia e sfiducia nel mercato: un ossimoro di governo

– Due iniziative, la Banca per il Mezzogiorno e il fondo per le PMI, hanno subito un’accelerazione in questi giorni di tensioni sui mercati finanziari. Entrambi i provvedimenti affrontano problemi cruciali per il rilancio dell’economia: il mancato sviluppo del Mezzogiorno è un problema irrisolto da decenni e la ridotta dimensione media delle imprese italiane sta trasformandosi rapidamente da elemento di forza a collo di bottiglia per un rilancio complessivo della competitività. Problemi giusti, e correttamente individuati, dunque. Ma soluzioni quanto meno discutibili.

Entrambe le iniziative dimostrano quanto sia scarsa, nel nostro paese, la fiducia nel mercato. I policy maker dovrebbero chiedersi come mai ricette che altrove funzionano, da noi abbiano scarso appeal. Se le aspettative di crescita del Sud fossero realistiche, sicuramente ci sarebbero istituti bancari (parlino essi inglese o italiano) disposti ad investire e a ricercare nel Mezzogiorno un attrattivo mercato da servire. E per le PMI, non esistono forse in tutto il mondo fondi di private equity disposti a investire in realtà promettenti bisognose di capitali per crescere? Non esiste la possibilità di quotarsi in borsa e raccogliere sul mercato i capitali necessari per affrontare le sfide che la competizione globale impone?
Un governo dovrebbe impegnarsi seriamente per creare le basi affinché i meccanismi di mercato funzionino, non per sostituirsi agli operatori privati che il nostro paese non riesce ad incentivare o attrarre. Ma ciò sarebbe sicuramente difficile e politicamente costoso, nel breve periodo.

Se nel Sud non si è formata alcuna grande realtà bancaria (e gli esiti di molte vicende di grandi realtà bancarie operanti nel sud nel passato sono note), è perché le prospettive di crescita sono scarse. Lì occorre lavorare.
Se le piccole e medie imprese non riescono a crescere occorre capire le cause del fenomeno e affrontarle. Troppo alti i costi per quotarsi? Scarse le garanzie e le prospettive per i capitali stranieri (che infatti affluiscono sempre meno nel nostro paese)? Lì occorre lavorare.

Creare una merchant bank statale laddove non si è in grado di attrarre i privati o creare un fondo per le PMI per supplire alla mancanza di capitali terzi può essere, al massimo, un’utile aspirina per abbassare la febbre in un momento di crisi. Ma curando malattie croniche con dosi massicce di aspirina, senza individuare l’origine del male, non è una buona cura. Anzi, nel lungo periodo può fare molto male.


Autore: Gabriele Guggiola

Laureato con lode in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino, ha conseguito un M.Sc. in Economics all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona e un Ph.D. in Economics all’Università degli Studi di Torino. È professore a contratto e assegnista di ricerca in scienza delle finanze all’Università dell’Insubria e collabora stabilmente con il Centro Einaudi di Torino. Si è occupato, per una primaria società di consulenza, di tematiche legate alla corporate governance.

One Response to “Rilancio dell’economia e sfiducia nel mercato: un ossimoro di governo”

  1. Ghino di Tacco scrive:

    Ottimo articolo, molto chiaro e preciso. Dette così, le cose dovrebbero apparire evidenti ad un bel pezzo di opinione pubblica.

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