‘Vedo rischi di arretramento’ – Della Vedova intervistato da Il Sole 24 Ore

Intervista a Benedetto Della Vedova su Il Sole 24 Ore di domenica 16 maggioLa legge annuale sulla concorrenza è frutto della sua determinazione. Benedetto Della Vedova, ex-radicale, deputato del Pdl vicino al presidente della Camera Gianfranco Fini, è tra i più convinti sostenitori della necessità di riprendere il cammino delle liberalizzazioni.
Ma la concorrenza va ancora di moda?

I tempi che viviamo richiedono un aggiustamento dei conti pubblici ma anche una ripresa della crescita che significa più competizione, più efficienza, più produttività. La crescita non si fa per decreto, come i tagli di spesa, ma ci sono interventi che non si possono rinviare. Anche perché costano.

Vede in giro una gran voglia di cimentarsi su questi argomenti?
Se ci si investe politicamente, la legge annuale per la concorrenza può divenire uno strumento rilevante e strategico per l’economia italiana. Su questo terreno non si può stare fermi: se non si va avanti, si rischia di scivolare indietro. Segnali in questo senso vengono anche dalla maggioranza di cui faccio parte: anziché correggere gli errori delle lenzuolate di Bersani si tende a tornare al punti di partenza. Il caso delle professioni è evidente. Con il ripristino delle tariffe minime per gli avvocati si rischia di dare un segnale di arretramento corporativo. E l’Antitrust l’ha prontamente fatto presente.

Su quali settori punterebbe?
Quelli segnalati dall’Antitrust: poste, ferrovie, autostrade, aeroporti, servizi pubblici locali. Poi c’è l’energia dove il governo vive un evidente conflitto d’interessi: è l’azionista di riferimento della maggiori società e quindi vuole incassare elevati dividendi, ma deve promuovere la concorrenza a beneficio dei cittadini. Sull’energia elettrica si sono fatti passi avanti apprezzabili, sul gas molto meno. Anche le recenti norme sugli stoccaggi vanno incontro alle esigenze di qualche grande energivoro ma sono distanti dagli obiettivi iniziali.

Chi potrebbe essere il ministro dello Sviluppo economico in grado d’imprimere un’accelerazione?
Ci vuole una persona con “licenza di uccidere”, con la forza politica, la capacità, l’investitura di tutto il governo per avviare la riduzione degli spazi di rendita. Bisogna creare le condizioni perché le imprese crescano. Aggiungerei che “piccolo è bello” quando le dimensioni aumentano e diventa più facile mantenere elevati livelli di produttività. Intendiamoci: l’Italia non è la Grecia, ci sono punte di eccellenza nel settore produttivo. Ma dai servizi pubblici locali in su, fino all’Eni, si vive troppo di rendita.


2 Responses to “‘Vedo rischi di arretramento’ – Della Vedova intervistato da Il Sole 24 Ore”

  1. filipporiccio scrive:

    A me questa presa di posizione sembra decisamente morbida. Il fatto che l’Italia abbia una grande carenza di efficienza e produttività è evidente, ma è altrettanto evidente che questo governo non sta facendo assolutamente nulla per arginare il problema, e mi viene da aggiungere “per fortuna”, visto che ogni nuova idea è seguita da un delirio burocratico ammazzalavoro (produttivo). Sul tema della malaburocrazia che sta distruggendo il tessuto produttivo italiano il silenzio purtroppo è totale, al di là delle solite prese di posizione; ma della ditta che oggi per fatturare deve chiedere il permesso all’INAIL, nessuno parla, perché certo serve per combattere il lavoro nero… come no!

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