– La vita delle persone e delle nazioni è un processo in continua evoluzione e non un dato statico.

La maggior parte delle persone ritiene che molti dei conflitti che attraversano attualmente le nostre società derivino da una contrapposizione tra i fautori della globalizzazione e i difensori del “localismo”. In realtà non esistono i “bianchi” ed i “neri”, i “nomadi” e gli “stanziali” come entità definite per sempre ed in maniera assolutamente distinta: la vita degli esseri umani non è un  dato statico ma un “processo” in continua evoluzione.

Non ha senso, a seconda delle convenienze ideologiche o per semplice comodità espositiva, contrapporre i “buoni” ed i “cattivi”, i “vincenti” con i “perdenti” e via discorrendo.

Esistono posizioni diverse, ognuna con  le sue rispettabilissime ragioni. E’ interessante notare che come il “processo della vita” attraversa tutti gli esseri umani, facendo in modo che cambino idea, modo di pensare e di vedere le cose col passare degli anni, l’accumulo di esperienze, di conoscenze…, così il cambiamento attraversa come un fiume carsico gli stessi movimenti di pensiero.

Chi lo avrebbe immaginato solo qualche decennio fa che gli ultimi propugnatori della “segregazione razziale” sudafricana rifugiatesi in enclaves come la città di Orania rilanciassero allarmi su un tipo di “progresso” sbagliato tratti da documenti dell’ONU che nel passato aveva messo sotto accusa proprio il Sud Africa dell’”apartheid”?

Chi lo avrebbe detto ancora all’inizio degli anni ’80 che la Cina avrebbe in pochi decenni superato il PIL di stati come l’Italia e la Francia, mantenendo tuttavia le profonde contraddizioni di un regime assolutista dal punto di vista politico?

Chi avrebbe solo potuto immaginarla, ancora negli anni ’90, una così rapida acquisizione dei più moderni strumenti della tecnologia informatica e telematica da parte di persone come i fanatici islamisti membri di organizzazioni terroristiche?

Insomma è francamente fuorviante considerare da una parte come arretrati, antiquati, fuori dalla storia ecc determinati modi di pensare e dall’altra parte considerare come privi di ogni senso morale e privi di “radici” movimenti che considerano positivamente stati di fatto come la “globalizzazione”.

Non saranno propriamente “stinchi di santo” coloro che sono dietro agli “hedge funds” che stanno sconquassando le borse di mezzo mondo. Ma hanno dovuto “mordere” perché i responsabili europei delle finanze si rendessero conto del baratro in cui stava cadendo l’Europa. Con spese pubbliche a gogò e sprechi di risorse pazzeschi, scaricati sui nostri figli e nipoti. Possibile che ci siamo dovuti affidare agli  “avvoltoi”, agli  “speculatori” internazionali per “mettere in riga” governi spendaccioni e per combattere efficacemente la dilagante corruzione che ci sta dilaniando da decenni ormai?

Non solo elementi di novità, di “attualizzazione”, sono presenti sia in movimenti “tradizionalisti” così come in quelli “riformatori”, ma tali movimenti sono in continua evoluzione così come lo sono gli esseri umani.

L’approccio corretto a mio parere consiste nell’evitare di chiudersi a riccio  e nell’ adattarsi progressivamente come persone, e come nazioni, allo stato di “movimento” come stato “naturale” innato degli organismi viventi. Anche tramite l’ausilio di avanguardie che abbiano la natura di un “movimento attualizzante con brio”, del tipo di quello che ho suggerito in un precedente articolo su Libertiamo.it .E’ molto difficile adattarsi al “tutto scorre” del mondo, e ciò a causa dei blocchi mentali che ognuno di noi ha, compresi i “globetrotter” più incalliti. Non a caso esistono in tutto il mondo compagnie di relocation, come quella che dirigo, proprio per aiutare gli “expats” a superare i problemi che sorgono durante i loro trasferimenti internazionali.