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Biotestamento: la Lega detta la linea dura, PdL recuperi posizione moderata

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Nonostante gli sforzi del relatore Di Virgilio, dalla Commissione affari sociali della Camera esce un disegno di legge sul fine vita massimalista sul piano ideologico, fragile su quello normativo e perfino più contraddittorio di quello licenziato dal Senato. Ora spero che nell’aula della Camera, in una discussione più pubblica e aperta, ci sia spazio, tempo e modo di discutere e di cambiare una proposta che, approvata in questa forma, farebbe più danni di quanti si propone di evitarne.
Visto che, come è emerso in Commissione, è ormai la Lega, anche su questo, a dettare la “linea dura”, spero che sia il PdL nel suo complesso, e non solo una sua componente o minoranza, a recuperare una posizione moderata e ragionevole, uguale o almeno analoga a quella sostenuta dalle forze liberal-conservatrici europee.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

6 Responses to “Biotestamento: la Lega detta la linea dura, PdL recuperi posizione moderata”

  1. Mario Seminerio scrive:

    Il tentativo della Lega di ammorbidire le posizioni della Cei sul federalismo fiscale è ammirevole, bisogna ammetterlo…

  2. Luca Cesana scrive:

    sperare non costa nulla Ben:0))

  3. e’ sorprendente come quelli della lega x ideologia facciano di tutto pur di non concedere l’eutanasia, quando sarebbero i primi a voler lasciar morire un radicale in sciopero della fame x una battaglia come l’eutanasia stessa

  4. Adriano Teso scrive:

    La pretesa di certa politica di essere padrona della nostra persona è quanto di più dittatoriale e meno liberale esista. Fortunatamente se uno vuole suicidarsi e lo sa fare, non ci sono leggi che tengano. Negli altri casi, compreso quello di farsi assistere nel dolore e per una morte dignitosa ed evitare il mantenere un corpo che non può definirsi vita, dobbiamo batterci per il rispetto delle volontà dell’individuo e nelle disposizioni da lui lasciate in caso di futuri impedimenti. Noi siamo solamente nostri e per noi siamo noi che decidiamo. Nessun altro.

  5. Domenico Bilotti scrive:

    Il fatto è che altre forze di orientamento liberale e conservatore in Europa hanno reti di alleanze più omogenee. L’elettorato leghista avrà sulla sua classe dirigente molte più responsabilità che i sostenitori di qualunque altro partito: perché lo si è corteggiato nel valore dello slogan muscolare, dell’ignoranza di posizioni più complesse e meno scontate. E ora (o presto o tardi e meglio tardi che mai) dovrà reclamare che per rappresentarlo degnamente servono scelte più significative, meno urlate, più incisive e meno aprioristiche. Penso che il PdL potrà essere in interlocuzione diretta con questo elettorato.

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