La redistribuzione del debito, la rete del debito, la bolla del debito

– Riprendiamo un passaggio di un’analisi molto lucida di Michele Boldrin su NfA a proposito della crisi finanziaria:

Trasformare debito greco in debito degli altri non cambia l’esposizione totale della zona euro. Scordiamoci pure la questione “rischio morale”, facciamo solo delle addizioni. Se coloro che si accollano questo debito addizionale ne avessero pochissimo di loro, andrebbe bene. Ma se, come in questo caso, sono anche loro pieni di debiti, accollarsi quello degli altri li spinge solo più vicini al baratro. Se il Portogallo si prende cura di una fetta di debito greco, il Portogallo rischia di diventare insolvente. Se per salvare il Portogallo poi passiamo anche il suo debito agli altri, la Spagna rischia di diventare insolvente … il domino è banale. Son certo che qualsiasi operatore finanziario ci arriva. Morale: la Germania e la Francia NON possono farsi carico del debito europeo. È necessario che ogni paese faccia la propria parte. Spagna, Italia, Portogallo e Grecia NON stanno facendo la loro parte.

Se c’è un campo in cui i paesi europei sono davvero integrati, questo è probabilmente il debito pubblico. L’immagine riportata qui sotto, ripresa dal New York Times, è oltremodo chiara. Più del 40 per cento del debito di Grecia, Portogallo e Spagna è in mani tedesche e francesi. E se la crisi dovesse lambire le coste irlandesi, e soprattutto quelle italiane, gli investitori di Germania e Francia andrebbero nel panico.

rete_debito

Una ragione per robusto intervento di salvataggio, come oggi tanti invocano, o piuttosto la spia che trasformare debito greco in debito di altri paesi potrebbe solo accelerare il contagio della malattia?

Per chi ha un po’ di tempo, consigliamo la lettura dell’ottimo articolo “The sovereign debt bubble” di Leigh Skene.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

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