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Regno Unito: gli scenari possibili in caso di hung parliament

– L’hung parliament – letteralmente Parlamento ‘appeso’ – è uno dei possibili esiti delle prossime elezioni politiche britanniche. Si avrebbe se nessun partito ottenesse dalla urne una chiara maggioranza, ovvero più della metà degli scranni della House of Commons. E’ una possibilità molto rara, verificatasi nel secondo dopoguerra solo una volta, nel 1974.Tutte le stime danno per quasi certo il fatto che saranno i Conservatori di David Cameron ad aggiudicarsi la palma di primo partito. Nessuno si azzarda però a scommettere una sterlina sull’entità della vittoria. Essendo 650 i collegi uninominali, ognuno dei quali assegnerà un seggio, la soglia per la maggioranza assoluta è fissata a 326 seggi: rispetto ai numeri del Parlamento uscente, per avere la maggioranza assoluta, i Tories dovrebbero guadagnarne 116 (ne hanno 193). Non sono pochi, anzi sono molti.

Se è molto probabile una massiccia riduzione di seggi per il Labour (rispetto agli attuale 346), è altrettanto prevedibile che la brillante campagna di Nick Clegg farà aumentare il numero di seggi dei Libdem, rispetto agli attuali 62. Se il successo di questi ultimi dovesse essere molto robusto, a farne le spese sarebbe proprio la possibilità del partito di Cameron di avere i numeri sufficienti per il consueto governo ‘monocolore’.

Gli scenari, nel caso di un parlamento appeso, sarebbero i più vari. Esclusa quasi per definizione una riedizione in salsa britannica della Grosse Koalition tedesca tra Tories e Labour, potrebbe esserci un’alleanza Labour-Libdem, anche se i due partiti dovessero finire secondo e terzo nel numero totale di seggi conquistati. In teoria è possibile, come è possibile che Clegg decida invece di ‘rispettare l’ordine’ e dichiararsi disponibile ad una coalizione solo con il partito di maggioranza relativa.

Oltre all’ipotesi della coalizione, è anche possibile l’opzione del governo di minoranza, che prevede una sorta di appoggio esterno di una formazione politica al governo di un’altra. In teoria potrebbe materializzarsi questo tipo di rapporto anche tra laburisti e liberaldemocratici, ma nei fatti tale scenario è più plausibile in caso di una vittoria relativa dei conservatori.

Ma per Cameron non c’è solo l’ipotesi del partito di Clegg per la coalizione o l’appoggio esterno. C’è la formazione dell’Ulster Unionist Party – che Cameron ha di recente ‘corteggiato’ – e che è accredita di qualche seggio. Se i Tories dovessero sfiorare di misura la maggioranza assoluta, l’ipotesi di un’alleanza con il piccolo partito nordirlandese (e magari con qualche deputato indipendente) sarebbe concreta.

Sullo sfondo di ogni possibile accordo inter-partititico, soprattutto se dovesse riguardare i Libdem, c’è il destino del sistema elettorale britannico…


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