Mediaset all’attacco di Sky, la guerra è (anche) politica

– da Il Secolo d’Italia del 5 maggio 2010 –

Gli scontri che oggi oppongono Mediaset e Sky hanno una ragione industriale e una conseguenza politica. Ieri è partita l’offensiva Mediaset: da una parte Fedele Confalonieri dice che quelli di Sky cercano di opporsi alla concorrenza, ma volgiono cose che sono al di là di quello che è giusto; dalla’altra Pier Silvio Berlusconi minaccia di chiedere i danni alla piattaforma stellitare di Rupert Murdoch per i mancati diritti dei campionati di calcio. Nel mercato pay, usando piattaforme diverse, il dtt e il satellite, Mediaset e Sky si fanno una concorrenza vera, sia sui contenuti, sia sui prezzi, che Mediaset “straccia” per erodere quote di mercato alla corazzata Murdoch. L’era del duopolio Rai-Mediaset vedeva due concorrenti più attenti a presidiare i rispettivi mercati che a invadere quelli altrui. Ora la situazione è cambiata.

Dal punto di vista “politico”, gli schieramenti in campo non vedono Mediaset e Rai contrapposte, ma alleate contro Sky, in una partita che non vede l’esecutivo del tutto neutrale. La politica del governo (con l’aumento dell’Iva sulla pay tv dal 10 al 20 per cento) e le “mosse” della concessionaria del servizio pubblico (con la migrazione dalla piattaforma Sky dei canali Rai Sat, decisa dai vertici di Viale Mazzini, che hanno così rinunciato a 57 milioni l’anno) sono apparse tutt’altro che amichevoli nei confronti delle tv di Murdoch, che, peraltro, come ha ricordato Tarak Ben Ammar, sono entrate nel mercato italiano non “contro”, ma “grazie” a Berlusconi.

Ieri, nel corso della quinta conferenza sulla tv digitale, Confalonieri ha ribadito le sue accuse nei confronti di Sky, sia per la richiesta di News Corp di partecipare nel 2011 al beauty contest per l’assegnazione delle frequenze digitali, sia per la mancata cessione a Mediaset dei diritti tv dei Mondiali sudafricani. Al momento Sky opera sul digitale con un solo canale free, Cielo, diffuso dal Gruppo L’Espresso. L’ingresso di Sky sul digitale è subordinato a una decisione di Bruxelles, su cui il governo sta cercando di influire, come si comprende dalle dichiarazioni del viceministro Romani, che, dopo avere incontrato il commissario alla Concorrenza Almunia, ha dichiarato di attendersi uno stop alla “intempestiva richiesta di Sky di entrare anticipatamente nel digitale terrestre”.

Quando nel 2003, con la fusione Stream e Telepiù, Murdoch varò Sky la Commissione Europea stabilì infatti che News Corp fino al 2012 non sarebbe potuta entrare nel digitale come operatore di rete o fornitore di contenuti a pagamento. E’ difficile però sostenere che oggi Sky sia un monopolista, visto che proprio grazie a Mediaset il mercato della pay tv ha cambiato volto. In base al principio di neutralità tecnologica, la posizione di mercato di un fornitore di contenuti non dipende dalla piattaforma utilizzata. Sky ha 4,7 milioni di abbonati e Mediaset Premium 4,3 milioni di tessere attive. Rimane una differenza enorme di fatturato, circa 3 miliardi per Sky, dieci volte meno per Mediaset Premium, ma questo indicatore fotografa soprattutto differenze sensibili nelle politiche di prezzo. News Corp ha dunque chiesto un market test e attende un riscontro presumibilmente favorevole.

L’altro scontro che oggi oppone Mediaset e Sky riguarda i mondiali di calcio che Sky ha acquistato a fine 2008 dalla Rai pagando 130 milioni e cedendo alla tv pubblica i diritti in chiaro per le Olimpiadi di Vancouver 2010 e Londra 2012. In questo accordo, Sky ha riconosciuto alla Rai il diritto i trasmettere in chiaro 25 partite. Mediaset ritiene che Sky non avrebbe potuto comprare diritti per piattaforme diverse dal satellite e ritiene che News Corp “debba” quindi rivenderle quelle per il terreste. A questo fine si è rivolta alla corte di arbitrato di Parigi, anche se ancora non si conosce se e quale offerta sia giunta dagli uffici Mediaset a quelli di Sky.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “Mediaset all’attacco di Sky, la guerra è (anche) politica”

  1. Antonello scrive:

    che palle questi scontri però, eh?! ma perchè dobbiamo sempre subire noi queste liti fra i grandi ‘capoccia’ del tubo catodico? non esiste più la libera concorrenza? non posso scegliere io quali programmi vedere, quali canali reputo interessanti senza rischiare ogni volta che mi oscuri un segnale, che mi si disturbi la visione?

    come diceva il buon vecchio Totò: “E io pagoooo!!”

    (scusi il linguaggio un pò ‘arrabbiato’ ma davvero è diventata noiosa questa situazione)

  2. massi80 scrive:

    Bravo Antonello è proprio vero! Alla fine paghiamo soltanto noi! Hai saputo della storia di Tivùsat? Leggi questo articolo http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=%27%27Visibile+gratis+solo+con+Tiv%C3%B9Sat%27%27%3A+Mediaset+beffa+i+telespettatori&idSezione=6984

  3. barbino scrive:

    Io so solo che il digitale terrestre fa schifo! Ho cambiato l’antenna e ancora non si vede!!!

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