Nasce Paa, per promuovere la cultura della trasparenza nella sanità, incluse le lobby

– La Public Affairs Association ha dato il via ai suoi lavori. Lo ha fatto con la prima assemblea degli associati, martedì scorso. L’associazione, nata per promuovere la cultura delle relazioni istituzionali nel comparto sanitario,  si pone l’obiettivo di favorire la comunicazione tra pubblico e privato con l’intento di costruire un dialogo sereno, franco e trasparente tra Pubblica Amministrazione, Sanità e cittadini.

“Contribuire tutti in maniera sussidiaria a rendere il sistema sostenibile rinnovando la qualità dell’interlocuzione” questo è l’obiettivo dichiarato dal Presidente della Public Affairs Association, il Prof. Claudio Cricelli.
Per eliminare il cono d’ombra sull’attività di relazioni istituzionali l’associazione punta su un modello etico forte.

Accanto al Comitato Etico presieduto dal Sen. Tomassini – Presidente della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato- e composto da membri sia di maggioranza che di opposizione è stato costituito un Comitato di garanti formato da esponenti del mondo farmaceutico.

La ricerca di principi etici professionali è richiesta a gran voce non solo dai portatori di istanze, ma soprattutto da tutti i soggetti che professionalmente svolgono attività di contatto e relazione nell’ambito istituzionale.
Promuovere la professionalità per raggiungere con efficacia i propri obiettivi è la soluzione che offre l’Associazione.

“La trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo,  garantita dalla l. 241/90, viene inficiata se  non vi è chiarezza e trasparenza tra gli interlocutori” sostiene Giovanni Leonardi, Direttore generale delle risorse umane e professioni sanitarie del Ministero della Salute.

Istituzionalizzare e regolamentare le interazioni tra portatori di interessi e decisori pubblici è funzionale anche al superamento dell’atavico divario che separa l’autorità dal cittadino, invertendo i ruoli e ponendo l’amministrazione al servizio del cittadino.

Un’idea moderna di partecipazione non può scindersi da un effettivo coinvolgimento di tutti, non solo per ragioni di legalità formale quanto per esigenze sostanziali dettate dal bisogno di assicurare una maggiore “qualità” amministrativa.

La decisione discrezionale è il frutto di una complessa attività valutativa, consistente in un confronto continuo tra opposte ragioni ed interessi.
L’azione dei gruppi di interesse, se trasparente e legittima, può essere impiegata per incrementare il benessere sociale, attraverso la soddisfazione di interessi generali.

L’esigenza di disciplinare l’attività di lobbying per garantire trasparenza nel rapporto con il legislatore e la Pubblica Amministrazione è sempre più sentita nel nostro Paese, soprattutto in ambito sanitario, anche a tutela degli attori del processo decisionale pubblico e degli stessi professionisti che svolgono tale attività.

La Sanità è da sempre al centro delle politiche governative e svolge un ruolo chiave nelle scelte sociali ed economiche.

E’ necessario consentire un’interazione tra il mondo farmaceutico, il mondo della medicina e il cittadino.

L’associazione, politicamente trasversale, ricomprende tutta la filiera salute.

“La Public Affairs Association vuol dar vita ad un percorso che mette in primo piano il paziente. E’ necessario garantire un accesso egualitario e rapido a tutte le terapie” puntualizza il Sen. Tomassini.

Gli fa eco il Dott. Paolo Siviero, Direttore del Centro studi AIFA, che rimarca la necessità di un accesso rapido ed egualitario al farmaco al fine di garantire accesso alle cure.

Il rinnovamento della qualità dell’interlocuzione in termini etici è lo strumento che la Public Affairs Association propone al mondo sanitario per ridare fiducia ai pazienti e agli operatori.

Ancora una volta emerge con chiarezza, in sede istituzionale, la necessità di colmare il vuoto normativo creato dall’assenza di regolazione in materia di Relazioni Istituzionali.

E’ necessario prendere atto che l’attività di lobbying, oggi, non è più fenomeno interstiziale, ma componente essenziale dell’intermediazione democratica che può porsi come pietra angolare, concreta, per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.


Autore: Patrizia Sterpetti

Nata a Catania nel 1980, laureata in Giurisprudenza, con tesi in Diritto Costituzionale. Ha conseguito una specializzazione in “Comunicazione e gestione delle Relazioni istituzionali”. Dal 2010 si occupa di Relazioni Istituzionali.

One Response to “Nasce Paa, per promuovere la cultura della trasparenza nella sanità, incluse le lobby”

  1. Trasparenza, vale a dire etica, e produttica, vale a dire razionalità organizzativa e gestionale della filiera, dei processi, dei prodotti e dei prodotti/servizi, sono due facce della stessa medaglia. Inscindibili. Ove – l’Italia anche in questo è un caso di scuola – li si forzino in una situazione di irrazionalità e di opacità il danno di sistema è profondo e vasto.
    La sanità italiana affoga moltissime delle sue indubbie eccellenze in una brodaglia di bassa politica se non di vero e proprio malaffare. Plaudo, nel mio piccolo di cittadino utente del SSN, alla iniziativa ove questa non restasse solo la moda di un momento.

Trackbacks/Pingbacks