Ogm: la disobbedienza civile di Fidenato, i buoni frutti del pragmatismo e le bacche velenose degli ambientalisti

– L’avete capito ormai. Libertiamo è favorevole alla ricerca biotecnologica, così come diffida da tutti i pregiudizi e le superstizioni nei confronti dell’innovazione ogm. L’uomo modifica geneticamente le piante da migliaia di anni, ora ha imparato a farlo con cognizione di causa, in modo più sicuro e con meno rischi. Gli ogm consentono di ridurre l’uso di pesticidi in agricoltura, aumentano la resa dei terreni (un tema non banale per i paesi in via di sviluppo e per la tutela dell’ambiente) ed aprono le porte al miglioramento della qualità del cibo e allo sviluppo di varietà di piante sempre più utili per la salute umana.

E avete anche capito che a noi piace il dibattito, è il sale della politica. Giorgio Fidenato, Agricoltori Federati ed il Movimento Libertario hanno messo oggi ‘in campo’ – è il caso di dirlo – una forma di disobbedienza civile che costringe l’opinione pubblica e la politica a discutere degli ogm. Già si sono alzate le voci scandalizzate degli ambiental-ambientalisti, che gridano all’attentato alla salute, all’ambiente, alla legge.

Quella di Fidenato & company è probabilmente una extrema ratio, condivisibile o meno, certamente stuzzicata – e non poco – dalla crociata ideologico-protezionista di Luca Zaia, già ministro dell’agricoltura. Ora al posto del leghista c’è Giancarlo Galan, che ha mostrato fin da subito un atteggiamento pragmatico nei confronti delle biotecnologie. Dal dibattito tra persone concrete, anche quando è stimolato da un’iniziativa splendidamente folle, si possono ricavare buoni frutti, dalla furia ideologica dei verdi-rossi solo bacche velenose.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

3 Responses to “Ogm: la disobbedienza civile di Fidenato, i buoni frutti del pragmatismo e le bacche velenose degli ambientalisti”

  1. Bravissimo Piercamillo e bravissimo Fidenato.
    L'”ambientalismo” come ha saputo spacciarsi per decenni e come oggi i più lo conoscono ed i meno lo subiscono è uno dei tanti frutti amari dell’assalto “gramsciano” alla struttura ed alle logiche della società borghese di impianto liberale ottocentesco. Le loro Associazioni non sono altro per lo più che ingranaggi di quella grande catena di trasmissione che agiva per evertere il consolidato “borghese”.
    I danni che hanno fatto e che potrebbero ancora fare sono strategici e di sistema, come il nucleare in Italia e come ora questa menata degli OGM.
    Andrebbe forse spiegato come e perché la posizione della Lega e per essa di Zaia contro gli OGM ne dipinga l’intrinseca “democristianeità”.
    Poiché Coldiretti – pilastro DC per decenni – è strutturalmente contraria agli OGM in quanto visti come il cavallo di Troia della multinazionali del seme al fine dello strangolamento delle dinamiche del piccolo mercato frazionato della agricoltura italiana – frutto folle anch’esso della riforma agraria della DC e della Coldiretti il cui risultato finale è stato il crescere a dismisura del votificio rappresentato dai Consorzi Agrari e dalla fu Federconsorzi – la Lega che, in fondo, specie nell’egoista e minimalista Veneto, della DC dei Bisaglia e consimili è naturale erede, pesta la scarpa sul tavolo da par suo.
    La scienza e la tecnologia sono come l’acciaio che, opportunamente lavorato, diviene strumento d’uso. Il bene ed il male non sono caratteristiche intrinseche né del materiale né dello strumento. Sono il portato dell’uso che se ne fa.
    Invece di strillare a fini solo bassamente elettorali lo Zaia avrebbe potuto mettere a sistema le tante, splendide forze di ricerca e sperimentazione che sono presenti diffuse nel nostro Bel Paese in vari luoghi ove in silenzio si opera e non si strilla e lavorare per modernizzare e rendere, in progressione e con lungimiranza strategia, il nostro mondo agricolo follemente iperassistito un motore di sviluppo di economia competitiva e di promozione e restauro dell’ambiente.
    Sanno bene i geologi quanta e quale parte ha avuto nel dissesto generale idrogeologico del territorio italiano in genere l’abbandono colturale specie della media e bassa collina dovuto proprio alla mancanza di una azione di sistema che incentivasse e supportasse la formazione di aziende agricole dimensionate e tecnologiche. La coltura arboricola, anche di specie a rapido accrescimento a vocazione magari energetica, è la sola che possa radicare opportunamente e, quindi, consolidare suoli e generare deflussi governati dei carichi e dei bacini imbriferi in genere.
    Sarebbe forse il caso – è un suggerimento che mi permetto sottomettere alle teste “libere e forti” di Libertiamo e dintorni-di fare dell’argomento “agricoltura”, cenerentola economica degradata ed arretrata, una battaglia di sistema per la modernizzazione e la razionalizzazione di essa.
    Quanta forza ed intelligenza e voglia di fare – anche immigrata – potrebbe essere sottratta alla strada ed alla malavita ed indirizzata verso un futuro di dignità e di vita, ove solo si ponesse a sistema modernizzandolo questo mondo dell’agricoltura, con profitto di strategico per il Paese tutto?
    Sarebbe interessante uno studio in tal senso.

  2. Leonardo Facco scrive:

    Graie mille per la segnalazione

  3. Roberto scrive:

    non sono contrario agli OGM a priori, come non lo sono al nucleare, restano però punti aperti, sugli OGM, che non vedo affrontati in questo breve articolo, e la cosa mi da da pensare dal momento che si inneggia alla battaglia non ideologica e piuttosto razionale, cosa corretta, si dovrebbero, se non qui in altri articoli che forse non ho letto, affrontare tutti i punti pro e contro.
    il primo punto è di sostanza e cioè se non sia necessario in qualche modo considerare che l’OGM va a insistere in un ambiente con biodiversità già presente e creata in millenni e potrebbe tendere a modificare, più o meno radicalmente e rapidamente, l’ambiente e le interazioni fra le forme di vita presenti, e se così è quali sono i prevedibili o imprevedibili rischi a cui espone l’ambiente in cui viene utilizzato.
    il secondo punto è invece di metodo e cioè se si è opportunamente considerato che l’utilizzo degli OGM è “non neutro” da un punto di vista di profitti economici, e che quindi sia spinto non tanto da una necessità produttiva legata a bisogni reali dei paesi poveri o comunque dell’umanità, quanto alla necessità di multinazionali di trovare nuovi mercati in cui fare profitto.
    Quest’aspetto è inoltre legato alla questione se sia o meno lecito concedere brevetti sulle forme di vita e quanto questo abbia a che fare con una visione realmente libertaria e liberale.
    Credo che siano punti che in un’analisi razionale della cosa debbano essere considerati con il giusto peso

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