Geopolitica putiniana – AUDIO

– Non ha destato allarme l’incontro semi-formale a Milano tra Berlusconi e Putin, ma gli accordi che rilanciano la cooperazione italo-russa sul fronte energetico sono stati segnalati dalla stampa internazionale come notizia degna di interesse.

L’agenzia moscovita Itar-Tass pubblica un resoconto del contenuto degli accordi sottoscritti dai due governi (protocolli di intesa controfirmati dal Ministro Gelmini e dal Vice ministro russo alla Istruzione e Ricerca Sergei Mazurenko), sottolineando poi la natura operativa della partnership tra Enel ed Inter Rao Ues per la costruzione del reattore termonucleare Ignitor presso la centrale russa di Kaliningrad.

The Voice of Russia interpella in merito Vladimir Averchev, membro del Consiglio per la Politica Estera e di Difesa, il quale sottolinea come l’Italia sia il primo paese partner del progetto:

“With Italy we have good and rich experience of cooperation in energy sector. But the agreement on the construction of nuclear plant in Russia jointly with an Italian company is not quite usual thing. In fact – spiega Averchev – Russia is experienced enough to act independently. But this kind of cooperation is a new element in our energy cooperation with Italy. We have been working together in oil and gas sector and now the nuclear sector will be added.”

Insomma, tra Italia e Russia c’è una “special relationship”. Tuttavia, precisa l’esperto, la cosa importante della faccenda “non è tanto la relazione personale tra Putin e Berlusconi, quanto la convergenza di interessi e la reciproca comprensione tra i due stati.”

Itar-Tass segue gli sviluppi della vicenda energetico-diplomatica tra Russia e paesi europei, e così martedì 27 lancia la notizia dell’avvenuta cessione da parte di Eni e Gazprom del 10% di South Stream alla francese EDF, che entra così ufficialmente nell’affare. Riportando le dichiarazioni di Putin in occasione della conferenza stampa milanese, si sottolinea come l’operazione di arruolamento dei francesi sia avvenuto in perfetto coordinamento tra le due compagnie italiana e russa.
L’agenzia russa sottolinea inoltre come Putin abbia confermato che, dopo gli accordi siglati lo scorso week-end in Austria, il progetto South Stream abbia ormai piena legittimità legale. I lavori dunque procederanno secondo i tempi previsti per concludersi nella seconda metà del 2015. Ed allora – garantisce il primo ministro – la pipeline “will increase safety of Russian gas supplies to Europe.”

Dell’ingresso di Edf nell’affare italo-russo parla anche il quotidiano economico francese La Tribune, mentre Le Figaro si felicita del fatto che in conferenza stampa Berlusconi abbia citato la Francia come modello da portare ad esempio all’opinione pubblica italiana per convincerla della irrilevanza degli allarmismi suscitati dal nucleare.

Della vicenda si occupa anche il Wall Street Journal, che nella sua edizione online descrive l’ambito del progetto nucleare italo-russo, inquadrandolo all’interno del più ampio spazio delle relazioni economiche già aviate dai due paesi nel settore energetico. Si ricorda cioé come, oltre al reattore sperimentale di Kaliningrad, Italia e Russia stiano cooperando anche alla costruzione di South Stream, la pipeline che porterà energia dal Mar Nero all’Europa (Austria e Italia), coinvolgendo una serie di paesi (Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia) ma non l’Ukraina.

Si sottolinea quindi come bypassare l’Ukraina voglia dire molto, essendo il paese una specie di simbolica linea di confine geopolitica tra lo spazio euro-atlantico e quello euro-asiatico. Come noto, tuttavia, la pipeline alternativa sponsorizzata da Ue ed Usa , Nabucco, che avrebbe dovuto fare di Kiev il nodo strategico per gli equilibri geopolitici della regione, è naufragata nel mare tempestoso delle difficoltà politiche oltre che economiche lasciando così ampi margini alla soluzione rivale, South Stream, ormai sulla dirittura d’arrivo, come ha precisato lo stesso Primo Ministro Putin alla conferenza stampa di Villa Gernetto.

Proprio in Ukraina, oltretutto, nei giorni degli accordi italo-russi è successo qualcosa di non trascurabile valenza simbolica. In cambio di un prezzo di favore sul gas fornito da Gazprom, Kiev ha accordato a Mosca il diritto di prolungare di ulteriori trent’anni la permanenza della sua flotta nel porto ukraino di Sebastopoli. L’accordo, reso possibile grazie all’arrivo al potere del filo-moscovita neo presidente Viktor Yanukovych, ha sollevato scompiglio in Ukraina e, da lì, nel mondo atlantico.

Il Times di Londra si è interrogato sulla vicenda, mettendola in relazione al contemporaneo successo della diplomazia economica putiniana nel cuore dell’Europa – gli accordi con Francia e Italia ed il coinvolgimento sempre più interessato delle rispettive compagnie energetiche. La conclusione che il quotidiano britannico ricava è che “il Cremino sta colmando il vuoto lasciato in Europa dagli Stati Uniti.” E che questo sia un cattivo presagio, l’autore dell’articolo non lo dice ma lo lascia intendere.

Di seguito, un’intervista al presidente di Libertiamo, Benedetto Della Vedova, sul tema “Putin maestro di liberalismo”.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

Comments are closed.