Vladimir Putin, visiting professor

Due mesi fa, commentando un appello rivolto da alcuni dei maggiori dissidenti sovietici ancora in vita ai leader di governo europei, avevamo agevolmente previsto che l’allarme per l’evoluzione della “democrazia” russa sarebbe stato accolto da un silenzio negligente, neppure imbarazzato o infastidito.

La Russia che pesa e incombe sui confini orientali dell’Europa e condiziona le sue scelte energetiche e strategiche è anche una sconfitta europea, è la grande scommessa persa nel dopo ’89. Come ha scritto Andrè Glucksmann, parlando delle illusioni e disillusioni dell’Occidente, dopo la caduta del Muro:

…per uscire dal comunismo, contare fino a due. I popoli che con fatica si tirano fuori dal dispotismo totalitario ritornano nella Storia liberi di scegliere. Davanti a loro non si prospetta un solo avvenire, ma due. L’ Occidente si accorge dell’alternativa solo con ritardo e reticenza. Due strade dividono il dopo ‘ 89. Da una parte, quella simboleggiata da Walesa e Havel, da Solidarnosc e «Carta 77». Dall’ altra, quella incarnata da Milosevic e più tardi da Putin.

La Russia non è oggi né una democrazia politica, né uno stato di diritto. E’ un’altra cosa, con una sua invidiabile “efficienza” politica, ma mantiene una parentela più stretta con l’incubo sovietico che con il sogno americano. Ai liberali, che in genere indulgono al “fighettismo” dei diritti umani e dei checks and balances istituzionali, pensiamo che Putin non susciti entusiasmo, ma una ripugnanza, peraltro ampiamente corrisposta dall’ex ufficiale del KGB, che regge i destini della Federazione russa.

Sappiamo bene – e non stiamo scherzando – che Berlusconi non l’ha invitato come visiting professor all’Università del pensiero liberale perché davvero ne apprezzi il prestigio intellettuale o l’autorità morale.
Lo ha fatto per cortesia, per rendere un riconoscimento ad un ospite “strategico”, con lo stesso spirito con cui avrebbe regalato un mazzo di fiori alla signora di un cliente importante o con cui, già in precedenza, ha tributato omaggi inverosimili a Gheddafi o Lukashenko, quando è riuscito a stringere con loro accordi che gli sembravano utili per il Paese.

La personalizzazione/spoliticizzazione dei rapporti internazionali, che Berlusconi persegue con metodo scientifico e animo agnostico, impone di riservare il complimento migliore anche all’ospite peggiore. E così giunge a questi esiti da teatro dell’assurdo.

Per questo ci permettiamo di ribadire un interrogativo che avevamo già avanzato in tempi non sospetti:

L’assoluto “relativismo” della nostra diplomazia e la totale disponibilità del nostro governo a difendere l’indifendibile ci rende interlocutori più smart o partner meno affidabili sui più delicati dossier strategici? Occorrerebbe discuterne senza acrimonia, senza moralismi e senza cinismi. Ma forse sarebbe il caso di iniziare a discuterne.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

23 Responses to “Vladimir Putin, visiting professor”

  1. Dato che nel 2011 si dovrebbe formalizzare l’entrata della Serbia nella UE dopo che la stessa è stata inserita nella lista bianca di Schengen e visto che molti voci danno Mladic presente su territorio serbo, ancora nascosto, toccherà invitare anche lui, mi sa.

  2. Luigi Calabrese scrive:

    Discutere?
    Nel PDL?

    E’ cosa da pericolosi SOVVERSIVI!

  3. Vogliamo continuare a vergognarci, avremo tempo per rialzare la testa e ritrovare l’italica fierezza con il sublime Fini, l’illuminato, alla guida della Nazione.
    Ora fateci godere ancora un pò. Vogliamo Mladic il crociato a Villa Certosa! E poi basta con questa ossessione democratica, viva il realismo e il pragmatismo, viva i conti che tornano!

  4. Giannandrea Dagnino scrive:

    Non mi scandalizza il fatto di trattare con i peggiori dittatori – lo fecero anche Churchill e Roosevelt, ad esempio a Yalta – mi inquieta e mi preoccupa la pretesa di diventarne amici (intimi!) e la disponibilità ad arrivare a veri e propri atti di ossequio (baciamani!).

  5. elenasofia scrive:

    Roosvelt e Churchill si allearono con Stalin nella II guerra mondiale …

  6. angela piscitelli scrive:

    non condivido il taglio.in una libera università è assai interessante io credo,ascoltare il punto di vista di Putin.non mi scandalizzo neanche quando le università italiane invitano ex terroristi o vips.ascoltare è sempre utile.per quanto riguarda i rapporti personali,non sono affari nostri e se sono utili, ben vengano.ognuno ha il suo modo di trattare gli interlocutori e il modo di Berlusconi non è meno rispettabile degli altri.

  7. Zamax scrive:

    Al di là della questione concernente la disinvoltura berlusconiana, secondo me – secondo me, ovviamente – c’è un errore evidente in questa analisi, come in quella di Glucksmann e di molti altri in Occidente. La Russia di Putin può non piacere e per i nostri standard liberaldemocratici risulta assolutamente inccettabile. Ma non è una “anomalia”. Basti pensare che in Russia, pur nel quadro dei progressi straordinari avvenuti nel corso dell’ottocento, la servitù della gleba fu abolita solo nella seconda metà di quel secolo. Le prime timidissime riforme cripto-democratiche di inizio ‘900 furono travolte dalla guerra e dalla rivoluzione. E fin qui si parla di zarismo. Poi ci sono stati 70 anni di comunismo. Solo da vent’anni la Russia conosce qualcosa di simile alla democrazia e dopo il turbinio degli anni ’90 ha trovato un suo equilibrio nell’ “autocrazia” putiniana. E’ davvero impensabile ipotizzare un’armonia di fondo tra la temperie politica e culturale della Russia attuale e la filosofia di governo putiniana? Non stiamo cadendo nell’errore di avere un concetto astratto della democrazia e di vedere – con gli occhi dell’Occidente – solo quanto di negativo essa ci propone? E’ proprio rocciosamente negativa questa Russia putiniana, o nella sua stabilità riusciamo a cogliere anche qualche progresso, vedi certe aperture di Medvedev? Siamo certi che una Russia più “libera” ma instabile a lungo andare invece di progredire non vada incontro ad un altro collasso epocale?

  8. bill scrive:

    E per sapere, coi cinesi come ci dobbiamo comportare? E coi nipotini di Castro, stile Lula e Chavez? Col mondo musulmano poi, dalla via che fra quelli lo stato più liberale prevede la lapidazione?
    Pr i delicati dossier srategici, quante migliaia di soldati abbiamo in giro per il mondo, e purtroppo quanti caduti abbiamo avuto? Questo non basta?
    E’ vero, l’ingombrante presenza di certi soggetti può dare certamente fastidio, e può darsi che usare più sobrietà sarebbe meglio. A parità di risultati, però, perchè anche gli altri nostri partners fanno i comodacci loro..

  9. Maurizio scrive:

    Certo che non fa piacere sentire definire dal Capo del Governo “il mio caro amico” due personaggi come Gheddafi e Putin.
    Putin poi sembra veramente un killer professionista, anzi, magari lo è stato veramente.
    Ma tutto è cominciato quando un gruppo di politici in malafede, pseudoscienziati e demagoghi di varia origine, sostenuti acriticamente dai media, hanno fatto passare il referendum che ha cancellato l’energia nucleare dell’Italia.
    E così Berlusconi, che non vuole farci stare al freddo ed al buio, riceve Putin con la consueta italica genuflessione e le pacche sulle spalle, che verranno retribuite con il metano.
    Siamo ridotti come l’Ukraina. A quando i sommergibili russi alla Maddalena ?

  10. Angela, una curiosità. Premesso che tutti, ma proprio tutti, hanno la libertà di esprimere il proprio parere su un argomento.
    Detto ciò quando furono intervistati ex terroristi (qualcuno ha scritto anche un libro) gli stessi non hanno certo parlato di democrazia (contro la quale avevano agito) ma della loro esperienza e del periodo storico vissuto e di come lo avevano visto all’epoca dei fatti.
    Quanto si pensa VERAMENTE che una persona che è lontano anni luce da un principio (liberalismo) possa aggiungere qualcosa di “assai interessante” ad una discussione ? Cui prodest ?

  11. Dante scrive:

    Effettivamente, le parole Putin e Università del Pensiero liberale rappresentano un ossimoro niente male. Però condivido il pensiero di Zamax. La democrazia in Russia è ai primi passi e Putin rappresenta, comunque lo si veda, un grande passo avanti rispetto a chi c’era prima dell’89. D’altra parte, lo stesso concetto di democrazia liberale o riformista, in Occidente, non è che goda di tanta salute.
    La democrazia che ha bisogno di leaders carismatici (e che non ha “partiti” strutturati sul territorio quali cinghie di trasmissione tra politica e società civile) è una democrazia debole, malata. S’introduce un’elemento di semplificazione che può essere molto pericoloso per lo sviluppo delle libertà individuali e dei popoli.

  12. Liberale scrive:

    Visto che ormai Libertiamo sta diventando una brutta e non originale copia di FareFuturo ( se possibile )allora vi servo con le vostre stesse armi. Pensiamo che uno dei futuri leader della “destra moderna” e senza bava alla bocca possa essere BOCCHINO ? Pensiamo che l’incravattato presidente della camera ( volutamente minuscolo ) abbia da ministro degli esteri 2 legislature fa perseguito meglio gli interessi del nostro paese rispetto all’attuale Presidente del Consiglio?. Forse in un momento di crisi economico finanziaria come l’attuale, con la Grecia che sta per affogare ed il Portogallo pure dovremmo ringraziare il cielo di avere primi ministri ( lascio perdere il parallelo Tremonti – Baldassari perchè si va alla pura fantascienza ) come l’attuale che invece di fare “seminari di zizzania” e di riempirsi la bocca di nulla ( salvo smentirsi con pochi giorni dopo), agiscono per far si che Enel-Impregilo-Agip-Telecom etc etc acquistino fette di mercato straniero sempre più preponderanti…

  13. Carmelo Palma scrive:

    @ Zamax: Non sono affatto un esperto di relazioni internazionali né di cose russe, ma tendo ad avere una naturale diffidenza di autocrazie nazionaliste e manesche e di sistemi politici che non consentono agli elettori di sanzionare gli eccessi dei governi, ma ai governanti di riversare all’esterno (e all’estero) casini e tensioni.
    Non so inoltre se il gioco delle parti Putin/Medvedev sia quello poliziotto cattivo/ poliziotto buono o inauguri una qualche dialettica istituzionale. Al momento scommetterei sulla prima ipotesi. Comunque, il problema non è questo: posto che la Russia non possa far meglio di così, fare del liberalismo putiniano un modello accademico è un’ipotesi surreale, che non dice molto di Putin, ma dice abbastanza di Berlusconi e della sua politica estera.

  14. Vittorio scrive:

    Forse anche Berlusconi sogna di imprigionare un petroliere e nazionalizzare la sua compagnia e chiede consiglio a chi ne ha esperienza. Io penso semplicemente che certe amicizie gli facciano comodo soprattutto per gli interessi delle sue aziende.

  15. fare del liberalismo putiniano un modello accademico è un’ipotesi surreale, che non dice molto di Putin, ma dice abbastanza di Berlusconi e della sua politica estera.

    il direttore, come sempre, coglie dritto nel segno della questione…

  16. Beh, checché se ne dica, bisogna pur riconoscere che Putin è però riuscito, per ora, a congelare l’operazione “Scudo Stellare”, che il buon Obama intendeva sbolognare all’Europa ad un prezzo folle!
    E di questo, c’è poco da fare, tocca essergli grati, ci piaccia o meno…

  17. @ Alessandro Meli Lupi di Soragna

    bhè, se per questo pure a Mussolini dobbiamo esser grati (sistema pensionsitico in primis) o a Hitler con le prime riforme del lavoro (formazione delle ferie pagate annuali per gli operai tedeschi) o a Stalin che tranne che per qualche purghetta ha fatto tutto per il sociale

  18. Beh, e che c’è di male? Se davvero furono loro, di questo, dovremo allora esser grati a loro, no?
    Stà di fatto che, senza l’intervento di Putin, adesso, oltre ai 100 miliardi di € per il salvataggio della Grecia, ci sarebbe toccato pure sborsarne altri 200, almeno (per tacere dei monumentali costi annui di manutenzione, formazione del personale, ecc…), per l’acquisto di quell’inutile baracca, che risale ai tempi della presidenza Reagan! Ti pare poco, in un momento critico come questo? Beh, a me no. Per cui, rinnovo la mia gratitudine, e son disposto a rinnovarla per altri 200 miliardi di volte.
    Speriamo solo che “qualcuno” non ne renda invece assolutamente indispensabile l’acquisto, ad esempio permettendo a “qualcun altro”, assai poco affidabile “ad hoc”, di sviluppare armi nucleari, sia pur tempestandolo di tutte le “proteste diplomatiche” del caso…

  19. Beh, e che c’è di male? Se davvero furono loro, di questo, dovremo allora esser grati a loro, no?

    “di questo”….appunto…..ma forse sarebbe il caso di lasciare la questione “gratitudine” solo a “questo” pronome dimostrativo e non anche a “quello” eventuale altro, avendo cura di tracciare un solco molto profondo tra i due pronomi dimostrativi, o no ?

  20. Senza dubbio, per carità!
    Ma, per restare a bomba (e mai metafora fu da intendersi in modo più letterale, ahinoi…), cioè a Putin, cosa ne pensi/pensate della faccenda dello scudo stellare, e del possibile coinvolgimento degli attuali vertici iraniani in quella che sembra quasi una vera e propria rapina a mano armata nei confronti della povera, anzi, ricca, ma imbelle Unione Europea?
    Guarda caso i vettori scud (di fabbricazione russa) di cui l’IRAN attualmente dispone, hanno una gittata appena sufficiente a rappresentare una minaccia per noi europei (si consideri che, essendo le testate nucleari un pò più leggere di quelle convenzionali, la gittata, in questo caso, aumenta leggermente…)…

  21. Guarda caso, proprio ieri, il leader dell’IRAN s’è scagliato, in sede ONU, contro i missili nucleari americani a medio raggio dislocati in Italia (tra l’altro, a soli 120 Km da casa mia).
    Secondo me, la prossima mossa, sarà una delle seguenti 2:
    – Obama coglierà l’occasione per rimuoverli, lasciando quindi lo scacchiere europeo totalmente privo di deterrenza nucleare strategica, generando quindi un forte “bisogno di Scudo Stellare”, onde far fronte alle probabili future minacce da parte dell’inaffidabilissimo dittatore che stà per dotarsi di quella capacità nucleare di cui verremo privati.
    – Verranno lasciati lì dove sono, onde fornire l’alibi giustificativo a ventilare la seria possibilità che le future armi nucleari iraniane vengano impiegate per colpire L’UNICO BERSAGLIO STRATEGICO DEL “SATANA AMERICANO” raggiungibile dai vettori a media gittata disponibili.
    In entrambi i casi, finiremo, temo, coll’implorare in ginocchio i cari cuginetti americani di venderci il loro miracoloso Scudo Stellare, unica medicina, a questo punto, in grado di restiturci sonni tranquilli! Scommettiamo?

  22. Luca Cesana scrive:

    per la precisione: Putin è STATO un killer, oggi è un mandante di omicidi su commissione (da Antonio Russo in poi)

  23. Stefano Parravicini scrive:

    Carmelo Palma ha ragione. Non so quanto l’Italia possa giovarsi di questa politica amicale nel gestire insieme e pariteticamente ad altri Paesi temi scottanti o di interesse strategico.
    Però credo che l’approccio di Berlusconi ai problemi importanti, insieme agli altri statisti, sia diverso e serio e la parte amicale e folcloristica rappresenti la fase iniziale di un negoziato che tende a mettere a proprio agio l’interlecutore ed aleminare in via pregiudiziale le asprezze e spigolosità delle diverse posizioni ed interessi.
    Se la notizia è vera ho letto che il commissario europeo, donna e svedese, ritiene che l’Europa debbe adottare nei confronti della Libia un accordo per l’immigrazione simile a quello siglato dall’Italia con la Libia ed ha chiesto al Governo italiano assistenza in merito.
    Ecco che l’atteggiamento amicale nei confronti del dittatore Gheddafi ha contribuito in qualche modo a raggiungere un accordo importante e utile.

    Per quanto riguarda Putin sono d’accordo che sia un dittatore, ma questo passa il convento e chi amministra un Paese deve parlare con lui.

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