– Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL –

Le questioni sollevate dal Presidente della Camera pongono un problema per il presente e il futuro del PdL, che esige una discussione sincera del profilo culturale, programmatico e politico del partito, nei suoi rapporti interni e in quelli con la Lega Nord. Per un grande problema è possibile solo una grande soluzione. La costituzione di gruppi autonomi “finiani” in Parlamento non è un obiettivo, ma sarebbe la conseguenza di un problema irrisolto.
Voglio fare due esempi concreti, che non riguardano i temi economico-istituzionali, su cui è più forte l’ipoteca leghista, ma quelli “civili” dell’immigrazione e della famiglia, su cui il PdL ha il dovere di definire una proposta da “destra europea”.
Sugli stranieri il PdL non dovrebbe fare l’eco alla propaganda leghista, ma adottare una posizione concreta, legalitaria e non ideologicamente contraria alla “società multietnica”, cioè la posizione del PPE. Che è più complicata da gestire sul piano del consenso, ma più responsabile sul piano del governo, in vista non delle prossime elezioni, ma dei prossimi decenni.
Allo stesso modo, sui temi della famiglia, il PdL continua a regalare alla Lega e al suo “tradizionalismo opportunistico” l’egemonia culturale della coalizione (soprattutto contro le coppie gay), ma non è ancora riuscito a fare una sola cosa per rendere il fisco e il welfare italiano più a “misura di famiglia”: che è la cosa che conta davvero.

Roma, 17 aprile 2010