C’è un grande problema, serve una grande soluzione

– Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL –

Le questioni sollevate dal Presidente della Camera pongono un problema per il presente e il futuro del PdL, che esige una discussione sincera del profilo culturale, programmatico e politico del partito, nei suoi rapporti interni e in quelli con la Lega Nord. Per un grande problema è possibile solo una grande soluzione. La costituzione di gruppi autonomi “finiani” in Parlamento non è un obiettivo, ma sarebbe la conseguenza di un problema irrisolto.
Voglio fare due esempi concreti, che non riguardano i temi economico-istituzionali, su cui è più forte l’ipoteca leghista, ma quelli “civili” dell’immigrazione e della famiglia, su cui il PdL ha il dovere di definire una proposta da “destra europea”.
Sugli stranieri il PdL non dovrebbe fare l’eco alla propaganda leghista, ma adottare una posizione concreta, legalitaria e non ideologicamente contraria alla “società multietnica”, cioè la posizione del PPE. Che è più complicata da gestire sul piano del consenso, ma più responsabile sul piano del governo, in vista non delle prossime elezioni, ma dei prossimi decenni.
Allo stesso modo, sui temi della famiglia, il PdL continua a regalare alla Lega e al suo “tradizionalismo opportunistico” l’egemonia culturale della coalizione (soprattutto contro le coppie gay), ma non è ancora riuscito a fare una sola cosa per rendere il fisco e il welfare italiano più a “misura di famiglia”: che è la cosa che conta davvero.

Roma, 17 aprile 2010


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

10 Responses to “C’è un grande problema, serve una grande soluzione”

  1. Liberale scrive:

    Prego? ma le politiche economiche? le politiche sociali? Le politiche in campo energetico? Vogliamo credere che il problema dell’Italia oggi sia dar voto ai 16 enni????? ( Proposta Granata di qualche giorno fa ) In cosa il progetto Finiano segna discontinuità effettiva ed è sorgente di nuove proposte? Resto basito. Capisco I vari Ronchi, Moffa, Granata, Perina, Barbareschi, Bocchino, Urso, Mussolini..ma da altri mi aspetterei almeno una posizione più pragmatica….

  2. LucaF. scrive:

    “Voglio fare due esempi concreti, che non riguardano i temi economico-istituzionali, su cui è più forte l’ipoteca leghista, ma quelli “civili” dell’immigrazione e della famiglia, su cui il PdL ha il dovere di definire una proposta da “destra europea”.”

    Vedi BDV il problema è tutto racchiuso in questa contradditoria frase che enuncia implicitamente la rassegnazione/confusione degli stessi liberali liberisti nel PDL nel proporre una propria visione e progetto sulle questioni economiche e financo istituzionali (di tipo miniarchico) da contrapporre a Bossi e alla Lega (e indirettamente a Berlusconi).
    Voler creare competizione e alternative interne solo sulla laicità e sui diritti civili (tematiche su cui ovviamente è necessario puntare sebbene queste non siano prioritarie per la situazione italiana e molto spesso tendano a forme di diritto positivo poco proficuo) dimostra l’incapacità di voler creare una vera e profonda divergenza di fondo culturale tra Bossi-Berlusconi e i dissidenti.
    Significa allora continuare il tutto come farsa e giochetto di palazzo rinunciando a vedere i veri problemi ed esigenze degli italiani!.
    Le questioni delle ultime ore lo stanno dimostrando, il PDL è diviso tra il personalismo e la normalizzazione di una situazione che comunque resta lontanamente tutto fuorchè logica e liberale come scopi e intenti di prospettiva futura.
    Libertiamo forse lo ha colto e capito, ma si limita a fare da spettatore di una contesa che vedrà poco i temi fiscali ed economici discussi e dibattuti da entrambe le parti.
    Non riesce a contribuire nonostante le sue simpatie finiane al dibattito, promuovendo e facendosi portavoce di tali istanze di cambiamento interno.
    La goldenshare leghisto-tremontiana in economia non è in discussione neppure su questo sito stando alla tua dichiarazione, neppure Fini l’ha mai sollevata come LA questione nodale del PDL e del suo declinante isolamento autoreferenziale nel Palazzo e in molti elettori.
    Guardare al futuro senza vedere il presente rischia solo di essere un tentativo di voler spostare in là il confronto e le vere questioni da sollevare.
    L’errore di Libertiamo è quello di voler rappresentare istanze liberaldemocratiche che poco entusiasmano la società e l’elettorato italiano anche di cdx.
    Il richiamo alla destra europea e al PPE è ulteriore fonte di contraddizione, in particolare per chi guarda poi ai comunque discutibili Tories di Cameron come modello.
    Cameron in Europa non è nel PPE ma nell’ECR, francamente la storia della destra europea di Merkel, Sarkozy e compagnia cantando poteva andar bene 4 anni fa (e infatti sono le stesse questioni sollevate dai RL) non oggi, non all’interno di un clima politico ed europeo mutato.
    Non ora che il PPE è una DC con Sarkozy in calo di consensi e la Merkel in difficoltà economiche oltrechè nel rispettare il programma.
    Della Vedova conosce l’ECR?.
    http://en.wikipedia.org/wiki/European_Conservatives_and_Reformists
    Parrebbe di no dato che il dogma culturale resta un PPE poco entusiasmante che è tutto fuorchè liberista e libertario nei temi.
    Il voler seguire Fini e il suo europeismo ecumentico-kantiano pare strada non solo contradditoria ma poco funzionale per il “futuro della libertà” economica degli italiani a fronte della questione default e della tecnoburocrazia dirigista europea in espansione.
    Manca allora una visione in questo cdx, un partito nato con premesse idealmente “americane” nei contenuti (“meno tasse per tutti”) e formali (PDL) e divenuto ormai il terreno di scontro tra una conservatorismo europeo (neppure anglosassone!) di tipo democristiano e una visione populista sudameriana del Leader.
    Dove è finita la visione americana?.
    Dove Libertiamo si pone come pensatoio liberista e libertario in favore del libero mercato e la proprietà se rinuncia a qualsiasi j’accuse contro l’economia e la visione dirigista dell’esecutivo attuale?.
    Come pensa di ottenere voti e consensi tra gli elettori di centrodestra a fronte di vecchie politiche copi-incollate dai settori sinistrorsi come i Radicali Italiani se non ir-ragionevolmente tendenti al socialdemocrazia PD?.
    Appare evidente che se la linea è solo questa (dei diritti civili anzichè a livello prioritario quelli economici) gli elettori del PDL e di centodestra preferiranno appoggiarsi anche in futuro alle promesse retoriche di Berlusconi e Bossi per i prossimi anni e voi finiani o Libertiamo rimarrete sempre più ai margini, isolati da ogni ruolo financo culturale nel PDL, non dico politico attivo (già oggi fuori dalle vostre possibilità).
    Porre una razionalizzazione delle proposte nel PDL non vuol dire rinunciare ai principi di una visione libertaria e conservatrice Old Right americana per promuovere invece un ibrido social-popolare (come appare essere quello di Fini),.
    Le buone ragioni critiche si svalutano da sè se a queste mancano di contenuti e di strategia culturale.
    Bisognerebbe semmai proporre dal punto di vista dei principi liberali classici e liberisti una visione che cerchi di rispondere alle paure e ignoranze popolari della gente votante Lega e Berlusconi con proposte di responsabilizzazione individuale e di mercato che possano ridestare fiducia presso la base che produce rovesciando sui primi le colpe della mancata realizzazione di tali riforme invocate da più di 15 anni!!!.
    Non negare i problemi puntando ai diritti civili e politici prima ancora che a quelli individuali in economia!.
    Più Einaudi e meno Croce, allora!.
    Se questo non avviene, se Fini non pare essere in grado di volerlo fare, se Libertiamo rinuncia ad ogni elaborazione culturale e critica non si comprende perchè mai gli elettori di cdx dovrebbero sostenere Fini, questo PDL o la sua scissione in prospettiva 2013.
    Saluti LucaF.

  3. Carmelo Palma scrive:

    Scusa Luca, posto che una dichiarazione-stampa non è la summa politica del pensiero del suo autore (a meno che l’autore non abbia un pensiero stretto che sta in 10 righe, ecco: ci sta quello di Di Pietro e basta, oggi, anche quello di Bossi è più “lungo”)…posto questo, Luca, da cosa deduci che parlare di famiglia e immigrazione segni la rinuncia alla “lotta liberista”?

    Non ti risulta che Libertiamo sia stato la unica (ripeto: l’UNICA) associazione di area PdL ad avere recentemente promosso (un mese e e mezzo fa) un convegno provocatoriamente liberista-mercatista, che si intitolava non a caso: “Passata la bufera, torniamo al libero mercato”
    http://www.radioradicale.it/scheda/298416

    Un convegno a cui abbiamo invitato anche Fini, che non ha fatto finta di essere un discepolo di Milton Friedman, ma ha discusso in modo interessante e interessato con noi di queste posizioni “eretiche”.

    Non ti pare che qualche centinaio di pezzi e comunicati di questo magazine dimostrino che non è affatto vero che sia mancato “un j’accuse contro l’economia e la visione dirigista dell’esecutivo attuale”?

  4. ottima dichiarazione.
    forse però fuori tempo massimo.
    non so se è solo l’impressione ma pare che Fini abbia perso la sua battaglia e quindi rientrerà nei ranghi , con la fine chissà per quanti anni della possibilità di una Destra liberale e liberista.
    spero di sbagliarmi.

  5. LucaF. scrive:

    Ciao Carmelo spero di non esser sembrato troppo logorroico nel post, capisco la vostra non facile posizione all’interno del PDL ma francamente ritengo anche il tuo tentativo di rovesciare la questione e il tavolo di dibattito come ulteriore attestazione della difficoltà di dare una risposta alle questioni fondamentali richieste dalla base liberista degli elettori PDL o più in generale di orientamento cdx.
    Sulla rete i pidiellini liberisiti e libertari storici sono alquanto delusi da questo PDL e in gran parte dei toni e delle proposte di Libertiamo (è bene che lo sappiate).
    Eravate partiti con l’idea del caucus libertario nel grande partito americano e ora vi ritrovate nel ruolo di spettatori o di promotori-dispensatori di battaglie e proposte che non hanno peso e voce in capitolo entro il PDL.
    Io lo avevo anche scritto fin dall’epoca dei RL nei vari post e articoli del primo Neolib.
    Comunque conta poco dirlo ora.
    Il quasi rientro ai ranghi di Fini in meno di 24 ore e i vostri articoli poco chiari in merito alle posizioni venutese a creare nel PDL non rendono facile neppure presso i vostri lettori abituali come la pensiate sulla questione, nè da che parte volete definitivamente schierarvi qualora la rottura sia inevitabile tra Berlusconi e Fini.
    Avendo letto di BDV dall’epoca dei RL commenti e opininoni stampa aventi per soggetto sempre il PPE, Merkel, Sarkozy e Racoij (ora quest’ultimo sostituito da Cameron) e la questione dei diritti civili, mi pare che la laconicità delle dichiarazioni parlino da sole.
    E’ o non è un think tank questo?.
    Tirar in ballo gente cerebrolesa come Di Pietro e Bossi onestamente non è una buona scusante che può darvi automaticamente ragione o una posizione di superiorità nei consensi e nella base (vedi risultati urne), nè un motivo per capire esattamente quali siano le vostre distintive prospettive nel PDL e in Parlamento e quale sia in sostanza la vostra posizione politica e culturale all’interno del contenitore oltrechè nei confronti dell’enunciazione della vostra piattaforma sul piano concreto (prova nè è l’articolo pro-Tory e uno pro-Libdem, insomma vi destreggiate in termini molto centristi e democristiani sia come autori che come fazione). ;)
    Da gente liberale e di cultura francamente pretenderei analisi più inerenti alla questione d’attualità in grado di dare una chiara e trasparente visione delle proprie idee.
    Non vedo nè un chiaro programma vostro, nè una carta di principi o valori in cui vi riconosciate inserita nel sito e di facile consultazione (può essere che non la trovi io, chiedo numi a te).
    Devo desumere che le vostre posizioni siano soggettive e individuali per autori, nonostante il vostro essere fazione nel PDL?.
    In ogni partito e fazione di partito estera vi è un manifesto dei valori e chiari principi e punti programmatici, guardando Libertiamo un neofita non capirebbe cosa siete se non dopo ore e ore di letture.
    Non è un buon modo di presentarvi nè di accrescere la vostra popolarità sulla rete.
    Non dico trattati o summe, ma almeno capire con qualche papers e principi vi riconsociate e soprattuto quali posizioni-proposte avete in cantiere nei prossimi 3 anni di legislatura (tralasciando per il momento anche le faide in corso).
    Ovviamente anche tale mancanza questo potrebbe essere riflesso dovuto alla non volontà dei coordinatori PDL e del Leader ad avere correnti e fazioni interne propositive ma questo dimostrerebbe solo la vostra utopia nel restare nel PDL e la mera funzione di “specchi per le allodole” a fronte di ben altri programmi e intenzioni governative (e non solo contingenti) per il futuro.
    Devo inoltre aggiungere che ho apprezzato i tuoi recenti interventi-articoli in questo sito sul PDL e sulle questioni interne identitarie e sulla Lega come un buon inizio per una discussione seria e ragionata sulle questioni e i problemi irrisolti che incombono e peggioreranno sempre più in divenire.
    Per quanto riguarda famiglia e immigrazione la questione in generale tende ad essere trattato molto spesso su un piano puramente sociologico non economico forse questo è dovuto agli autori degli articoli ma molto raramente tende a delineare chiare proposte e soluzioni di mercato (anche presso gli stessi autori).
    Con questo non voglio dire che esistano statalisti, ma solo come l’importanza dell’aspetto economico non sia troppo menzionato o privilegiato come punto focale utile nel discorso.
    Sull’immigrazione devo far notare come al cattivismo leghista si sia risposto molto spesso con del buonismo finiano in favore di cittadinanza e integrazione molto spesso con tattiche e modalità di spiegazione poco convincenti almeno per il mainstream non socialdemocratico.
    Ora io non dico che non siano questioni da porre per il futuro ma non sono una priorità nell’immediato in particolare se prima non si effettuerà la riforma dell’età pensionabile al rialzo come primo passo verso un vero sistema a capitalizzazione privata.
    La concorrenza a Berlusconi e Bossi la si fa sull’economia e con proposte che interlaccino tali problematiche da un punto di vista liberista non con intenti di conservatorismo morale o con il tentativo di erodere la già erosa sinistra.
    Invocare ora le questioni civili in un momento di crisi economica onestamente pare solo una furberia utile per ripianare
    i debiti dell’INPS mediante la cittadinanza facile con il pagamento delle attuali pensioni degli italiani mediante il lavoro dei lavoratori immigrati acquisiti e integrati.
    Insomma poco differente da una visione ottocentesca sudista o da una sinistra; il problema non viene risolto a monte (INPS) e si scaricano le colpe e le forme di welfarismo sui nuovi italiani aumentando le tensioni interne alla società.
    Insomma bisognerebbe prendere spunto da Hoppe nella visione anti-welfarista per tutti evitando le cesure più provocatorie e di parte dell’autore (non so se mi sono spiegato).
    Sulla famiglia ho letto alcuni articoli sul quoziente famigliare ma francamente a me pare la solita visione da “figli della lupa democristiani” che penalizzerà i single, i divorziati e le giovani famiglie e le coppie etero e non.
    Anche qua invece di una flat tax e di un sistema di riduzione delle tasse individuali (a tutti gli individui) si vede sempre l’ombra del sussidio e dell’assistenzialismo.
    O perlomeno è questa la mia sensazione.
    Libertiamo avrà pure organizzato questo convegno e ve ne dò atto ma quanta influenza ha avuto entro le scelte decisionali dell’esecutivo?.
    Nessuna (a differenza di altre riunioni), Tremonti-Lega continueranno a pontificare il loro regolismo e la loro speranza autarco-protezionista come “sol dell’avvenire” per il Paese.
    E anche su questo il Fini della costituzione e delle istituzioni nazionali non pare gran oppositore anche a fronte della necessità di decentralizzare e realizzare un vero federalismo (non un hamiltoniata!).
    E’ vero o non è vero che siete l’unica fazione a non essere ascoltata dentro al PDL, non so se mi spiego?.
    E guarda lo conferma pure BDV nel suo richiamo all’economia e alle riforme istituzionali.
    Ora va bene pure il think tank ma dato che siete in un partito di maggioranza e di governo si dovrebbe perlomeno vedere anche un approccio di effettivo riformatorismo liberale di legislatura nelle sedi competenti hic et nunc non “quando saremo tutti defunti”.
    Il problema è che non avete peso, numeri nè voce in capitolo nel governo.
    Che fine ha fatto il friedmaniano Martino?.
    Certo non è rothbardiano ma monetarista ma vuoi mettere rispetto a Tremonti!?!.
    Non mi pare di aver letto suoi articoli in questo sito da quando ha ventilato una rottura poi anch’essa rientrata (devo presumere che la tua allusione la dica lunga anche sulla tenuta dentro alla fazione liberale e liberista nel PDL?).
    Torno comunque a ripetere che capisco che siete in un “cul de sac” ma questo comunque in altri Paesi non ha impedito a gente come Ron Paul (sempre poco citato sul vostro sito forse per non dar Phastidio? ;) ) nel GOP nell’ultimo decennio di fare opposizione dura all’interno del GOP anche nei confronti del suo stesso governo Repubblicano.
    I frutti stanno divenendo maturi anche oggi a livello di sondaggi nell’era obamiana.
    La sensazione è che qua il miniarchismo tenda poco al libertarianismo ma solo come una manifestazione di buoni consigli inascoltati che attestano la vostra impotenza in ogni questione del dibattito politico.
    Di fatto poco più di una visione liberaldemocratica, non libertaria.
    Ovviamente molto dipende dal tipo di forma partito assunta dal PDL e dalle idee del suo Leader che rendono difficili l’attuazione o la promozione di azioni serie di critica libertaria; ma anche dagli autori che partecipano al progetto (alcuni dal dubbio orientamento libertario).
    E qui si ritorna alle ragioni iniziali della questione, passando dalla vostra erronea retorica ideale di scelta e presenza nel PDL (come Libertiamo) alla cruda realtà attuale (della vostra posizione al suo interno).
    Non siete gli unici nel PDL non è comunque una consolazione o una scusante dato che il futuro nel PDL resta per voi una incognita comunque.
    Tanto vale che ve lo giochiate con più coraggio!.
    In mezzo resta il misunderstanding tra quel che poteva essere e non è stato (e ciò che potrebbe essere ma non sarà).
    La cosa diventa ermeneutica e non se ne uscirà bene in futuro.
    Per concludere io potrei anche comprendere la vostra garbata “lotta liberista” sin qui portata avanti ma gli italiani e molti blogger e navigatori liberali e liberisti no e si sono già in parte rassegnati nel giudicarvi addirittura preferendo taluni Berlusconi o la retorica dei suoi compari entro il gioco della torre.
    Gli astenuti delle ultime regionali (che hanno penalizzato il PDL) difficilmente chiudono un occhio su quanto sino ad ora fatto dal governo e francamente se pensate di racccogliere da questi consensi con simili proposte state sbagliando valutazione.
    Se ne fanno poco degli articoli e delle opinioni presenti su questo sito quando arriva la fine del mese(e guarda te lo dico con franchezza a maggior ragione visto che ne parlo con molta gente di cdx liberista avente questo parere, nella rete).
    Se la funzione di Libertiamo doveva dare a loro risposte e proposte tali da accontentarli devo farti presente che in parte sono state deluse dato che anche il vostro finismo appare ulteriore segno di debolezza.
    A titolo personale il sito pare più un web giornale alla Neolib che una fazione politica attiva entro un partito questo non è un insulto ma la constatazione di un vostro irrisolto problema di funzione e ruolo-connotato esercitato entro il PDL anche nel contingente (anche come dissidenza e minoranza interna).
    Dando per scontanto che resta comunque ancora da capire in che direzione ideologica e culturale questo “Popolo della “Libertà”” (e il suo Leader) intenda cambiare il Paese.
    Un problema che però Libertiamo dovrà molto presto affrontare (non aspettando il 2013 che comunque arriverà inesorabilmente).
    Ciao da LucaF.

  6. Liberale scrive:

    Credo che la risposta alla tua domanda Carmelo stia tutta nella considerazione di Luca e di molti altri qua dentro di come allo stato ATTUALE il matrimonio tra Finiani-FareFuturisti e Libertiamo sia unicamente di interesse e non abbia nulla ( ripeto nulla ) di ideale. Il voler ripetutamente colorare di tinte liberiste-mercatiste-“americane” le scelte unicamente strategiche di ricollocamenti Finiani è stato ed è fin dall’inizio una forzatura evidente che offende in primis quanti ( ed escludo per onestà il sottoscritto ) credono veramente nella battaglia liberista tout court. E’ evidente che in politica questi atteggiamenti siano concessi, ma è altrettanto evidente come allora certe critiche ipocrite ad atteggiamenti e metamorfisi simili in altri schieramenti ( Lega Nord e il suo ondivagare in temi etici ed economici e Tremontismo-Berlusconismo )suonino stonate ed unicamente fatte ad uso e consumo di quanti ( Finiani ) in questo matrimonio di INTERESSE con gli amici di Libertiamo non sanno nulla di battaglie Liberali ma sono solo interessati ( legittimamente ma molto più prosaicamente ) a ricoloccarsi su posizioni di potere e visibilità migliori. Qualcuno qua dentro in conclusione mi deve spiegare COME MAI da qualche tempo a questa parte gente come la Mussolini, Bocchino, Moffa,Perina, Tremaglia, Ronchi ( di cui a titolo di esempio ricordo la battaglia che condivido sul crocefisso dello scorso anno:
    http://www.asca.it/news-UE_CROCIFISSO__RONCHI__NON_SI_TOCCHERA__IN_NESSUN_LUOGO-871889-ORA-.html )etc
    siano diventati dei più seri, coerenti e preparati interlocutori di battaglie liberiste ( e anche etiche ) rispetto al resto della classe dirigente pdiellina.

  7. Liberale scrive:

    Postilla comico faziosa:

    Non posso esimermi dal constatare la tragicomeddia del pranzo “retromarcia” dei cosiddetti Finiani del senato, che il giorno prima ( Bocchino ) si lamentavano di decisioni non collegiali sulle riforme prese a cena ad Arcore ( salvo esser smentiti dai fatti )…e il giorno dopo si ritrovano ( in 8! ) ad un ristorante della capitale per decidere cosa? Che “Tenemo Famiglia!”…Evviva le rivoluzioni liberali all’amatriciana!

  8. Liberale scrive:

    Articolo da leggere quello di Veneziani su Il Giornale di oggi 19 Aprile

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  1. […] te non andavano bene, l’ho intuito anche nell’unico commento da te lasciato in questo articolo in risposta ad un mio poche ore primea della […]