La pratica della character assassination contagia Il Giornale. Quando si dice il fuoco amico…

– ‘Meglio gay che leghisti‘: letto il titolo de Il Giornale di questa mattina, noi di Libertiamo ci siamo chiesti se il vice-capogruppo vicario del PdL alla Camera, Italo Bocchino, si fosse bevuto un paio bicchieri di troppo prima dell’intervista con Klaus Davi.
Il fatto poi che l’editoriale a commento fosse di Nicola Porro, un giornalista liberale di cui (sui temi economici e non solo) ci fidiamo assai, ci ha fatto pensare al peggio, cioè ad un scivolone doppiamente volgare.
Nell’editoriale antifiniano, però, Porro scriveva che la sintesi del titolo – ‘Meglio gay che leghisti. L’outing dei finiani’ – “può sembrare forzata”.  Incuriositi, abbiamo deciso di sbobinare la parte incriminata di Klaus Conditio.
Sorpresa (?): nessuna “forzatura”, ma un’abile manipolazione giornalistica che non ha nulla – nulla! – a che vedere con quanto detto da Italo Bocchino.
Insomma, forse che la pratica della character assasination, di cui si accusano i giornali anti-Cavaliere, abbia finito per contagiare la stampa di centrodestra? Quando si dice il fuoco amico…

Klaus Davi: “Faccia un po’ di provocazione, ci deve aiutare. Lei ha detto: un premier leghista no, è improbabile… un premier invece omosessuale del PdL o votato dal popolo – se quand’anche Berlusconi andasse alla presidenza della Repubblica o comunque succedesse qualcosa a Berlusconi, non glielo auguriamo nè io nè lei – sì pero. Giusto?”

Italo Bocchino: “Ma guardi, io ho detto: un premier leghista mi pare assai improbabile, è difficile che un paese possa avere a capo del governo chi rappresenta solo un’area del paese. Il premier omosessuale, voglio dire… non può esserci alcuna discriminazione, io sono contro le discriminazioni dell’orientamento sessuale e quindi per me un omosessuale può fare quello che può fare un eterosessuale in questo paese”.

Klaus Davi: “Quindi ha più probabilità un premier omosessuale del Pdl o votato dalla gente che un premier leghista per un semplice fatto: che il leghismo rappresenta un’area. E’ corretto?”

Italo Bocchino: “Beh, detta così non è proprio uguale… sembra il titolo <Meglio…>”

Interruzione di Klaus Davi: “Beh, Gasparri ha già detto sì ad un premier gay, non è che stiamo…”

Italo Bocchino: “No, no, ma questo lo so bene…L’ho detto anche io, sì, ma non è che è più probabile rispetto al leghista… Il leghista è improbabile per una ragione…. il leghista è improbabile per una ragione di limite territoriale che ha la Lega. Come può governare l’intero paese chi ne rappresenta solo una parte. Invece il gay che è, diciamo, difficile dal punto di vista del costume e della cultura del paese… ma nel momento in cui ci fosse un candidato che è eletto, non ci trovo nulla di strano”.

Klaus Davi: “Grazie…”

Interruzione di Italo Bocchino: “Così dobbiamo ragionare, assolutamente aperti…”


20 Responses to “La pratica della character assassination contagia Il Giornale. Quando si dice il fuoco amico…”

  1. nicola porro scrive:

    Sono un fan di Libertiamo e non sto a dire quanto condivida il suo spirito. E proprio per questo vorrei spiegarmi evidentemente meglio, a beneficio dei tanti amici che qua circolano, di quanto evidentemente abbia fatto sul Giornale. La sintesi dei titoli è forzata e anche l’incipit del mio pezzo, ma qui non c’è alcuna assisanation. Bocchino nasconde, mica tanto poi, una sua certa allergia per un’ipotesi di scuola di premier leghista. Ovviamente è una posizione più che legittima. Mi sono limitato solo a scrivere (in modo poco chiaro evidentemente) che nelle sue dichiarazioni vi è un bella dose di ipocrisia e spocchia. Ipocrisia perchè ci si nasconde dietro alla categoria della e non già dietro a quella sottintesa del suo gradimento. E poi perchè non si capisce come possa un alto dirigente di un partito di governo ritenere una formazione politica, che esprime numerosi ministri. non eligible per la premiership. Forse non dovrebbe stare neanche al governo di questo paese? Anche questa è ovviamente posizione più che legittima, ma perlomeno singolare se detta da Bocchino.

  2. nicola porro scrive:

    saltate virgolette: succede nei blog
    dietro alla categoria della” imporbabilità di un evento” e non già dietro….

  3. GM scrive:

    Son un fan di Nicola Porro, ma oggi non mi è piaciuto.
    La Lega, finchè sarà un partito territoriale che prende voti solo in metà delle regioni, non potrà governare l’Italia. E’ una roba banale. Potrei citare il caso CSU in Germania, ma credo sia inutile per un giornalista bravo come Porro. Che continuerò a leggere. Quando tornerà a scrivere di economia.
    Certa foga “antifiniana” de “Il Giornale” la trovo spesso esagerata, a volte divertente. Stavolta non mi sono divertito: sarà che non mi piace la pratica della character assasination, non solo quando la fa “Il Fatto” o robe simili.
    Saluti e grazie a Libertiamo per aver fatto chiarezza. Bravi! GM

  4. adriano falanga scrive:

    “La sintesi dei titoli è forzata e anche l’incipit del mio pezzo”

    A che pro? Perchè? Perchè forzare il titolo? Un lettore “superficiale” si ferma ad esso, non sempre va oltre.
    Una cosa è lo stile volutamente provocatorio, che stimola alla lettura del testo integrale. Ma un titolo così non è provocatorio, ma fuorviante.

    Mia modesta opinione.

  5. Giovanni scrive:

    Compro il Giornale tutti i giorni da parecchio tempo e sebbene mi senta sempre più vicino all’area cosiddetta “finiana” continuerò a comprarlo perché senz’altro offre la visione più vicina al premier Berlusconi. Però devo dire che questa volta mi pare si sia montato un caso sul nulla, e sono completamente d’accordo col senso delle parole di Bocchino. Il punto infatti è che la Lega esprime i sentimenti e le pretese di un’area del Paese, punto. E’ chiarissimo quello che voleva dire Bocchino. Sinceramente mi sembra troppo parlare di assassination, però mi rammarico e non poco della piega che il Giornale ha preso ormai in modo irreversibile.
    L’ottimo Nicola Porro taccia Bocchino di fighettismo e di spocchia e secondo me non si accorge di cadere nello stesso difetto che imputa ai finiani. Ed è sbagliato come fa lui, ricordare la ghettizzazione in cui per 50 anni di storia repubblicana fu relegato l’MSI perché questo accadde davvero mentre la Lega non è stata ghettizzata se non dalla sinistra (fino a quando D’Alema non affermò che essa ne era una costola e Bossi aderì ai governicchi tecnici post 1994). Vero che nel 1994 Berlusconi si alleò al Nord con Bossi e al Sud con Fini, ma quest’ultimo è sempre stato espressione di una forza politica nazionale. Questo e solo questo è il punto di discussione. Farne l’ennesima polemica è un segnale, segnale che evidentemente il Pdl subirà dei grossi rivoluzionamenti e non certo soltanto per volere di Fini. Sono di Bologna e se non fosse stato per il radicamento sul territorio della ex AN, avremmo potuto dire addio a 3 consiglieri regionali su 4 invece ne abbiamo salvati 2, entrambi ex AN. Se dobbiamo morire leghisti (al Nord), non sarà certo per colpa di Fini ma per colpa di un gruppo dirigente pidiellino disancorato dal territorio. Berlusconi è bene che lo sappia, a prescindere da quello che gli raccontano i suoi luogotenenti.

  6. NB scrive:

    Perchè un titolo forzato vende di più. D’altronde le “regole” del giornalismo odierno indicano chiaramente che il lettore deve essere attratto più che informato.

  7. nicola porro scrive:

    Sono appassionato delle discussioni e finalmente lo si può fare tra amici e con toni garbati. Dunque continuo, sperando di non rompervi troppo. Trovo pazzesco che Bocchino possa escludere un premier leghista per motivi puramente geografici, così come trovavo pazzesco escludere il Mis dall’arco costituzionale per un motivo “fascsistico”. Sia ben chiaro entrambe le “accuse” avevano e hanno alcuni fondamenti. Ma erano e sono fatte con pregiudizio. Ragazzi la Lega se la batte con il Cav al nord, in termnini di consenso. Nel resto dell’Italia spesso non ha semplcimente presentato simbolo e liste, altrimenti avrebbe portato a casa molto fieno. Insomma che argomento è? loro sono una partito territoriale. Al contrario potremmo forse dire di non volere un ex aennino come premier perchè rappresenta la componente sudista del Pdl?
    Piuttosto perchè gli amici di Libertiamo (che ci metto la mano sul fuoco, in questo la pensano come me) non dicono le cose come stanno: Non vogliamo un esponente politico neostatalista, contro gli ogm, il nucleare e semiconfessionale come possibile futuro premier? Ecco se la critica è rivolta al neosocialismo che alcuni epsonenti leghisti sembrano abbracciare mi troverete d’accordo. Figurarsi. Non sarebbe questo un argomento politico più forte?

  8. Marco Faraci scrive:

    Io troverei un po’ strano che un dirigente del primo partito d’Italia non rivendicasse la premiership per il proprio partito. In tutta Europa, laddove (come quasi ovunque) sono presenti governi di coalizione, il governo lo guida il primo partito della coalizione e non il junior partner.
    Un’eccezione è stata spesso rappresentata proprio dal centro-sinistra italiano che cerca sovente di un mascherare dietro la leadership di un esponente di un partito minore centrista (Prodi, Rutelli, domani Casini) la propria impresentabilità. Nel centro-destra, invece, si è sempre detto, giustamente, che il governo spetta a chi prende più voti, cioè finora a Berlusconi.
    Sono peraltro anche un pochino sorpreso della richiesta del partito di Bossi, perché tipicamente i partiti territoriali sono abbastanza cauti nel ricercare potere nei governi centrali in modo da tenersi maggiormente le mani libere nella difesa “sindacale” degli interessi del territorio di cui sono emanazione.

  9. Gianmario scrive:

    Bocchino ha detto “un premier leghista mi pare assai improbabile”. Non ha detto che un leghista non può. E’ difficile, certo.
    Che la Lega prenda voti al Sud è un’opinione. Fino ad oggi non è accaduto. Ergo…
    Quanto al paragone con il MSI, non sta in piedi per una serie infinita di motivi. E poi AN era un partito nazionale. Prendevamo più voti al Sud, certo. Come FI.
    Diciamo che il titolo fa il 90% del pezzo. E che Porro, una delle mie penne preferite, non ha fatto il titolo. Lo spero, almeno.
    PS: io tutte ‘ste critiche contro il neostatalismo del Governo e del mio partito su il Giornale non le leggo. Su Libero, invece… Saluti.

  10. Mario Seminerio scrive:

    Mi trovo d’accordo sia con Nicola che con Gianmario. Sul primo punto, Libertiamo critica la Lega da sempre sugli argomenti segnalati da Porro: fobia anti-ogm, statalismo localistico e paganesimo sincretistico e opportunista. Ma con Gianmario sono d’accordo circa il fatto che il Giornale potrebbe sforzarsi maggiormente di rilanciare queste critiche alla Lega. Invece, io ho letto solo un articolo molto critico di Porro sullo statalismo della Polverini (che ho peraltro pienamente condiviso), e null’altro su questa falsariga “liberista”. Forse alla direzione del Giornale di questi temi non importa nulla, o importa soprattutto quando intende randellare una precisa e minoritaria componente del Pdl. O sbaglio?

  11. Non entro nello specifico del dibattito, intervengo solo per rispondere alla sollecitazione di Nicola Porro: come lui, noi di Libertiamo non vogliamo un esponente politico neostatalista, contro gli ogm, il nucleare e semiconfessionale come possibile futuro premier. Nella Lega Nord, purtroppo, ormai imperversano queste posizioni: ergo, non vogliamo un premier leghista.

  12. Luca Di Risio scrive:

    Io vorrei semplicemente un premier eletto direttamente dagli elettori.
    Tutto il resto mi sembrano chiacchiere. Lascerei agli elettori la possibilità di decidere il capo dell’esecutivo. Ma proprio questo mi pare non essere voluto da quanti invece sono primariamente impegnati nelle consuete pratiche partitiche correntizie e “successionistiche” (si badi bene non secessionistiche) degne del peggio della Prima Repubblica. E con tutto il rispetto, non mi pare che Fini e Bocchino siano dei campioni di antistatalismo. E purtroppo sono ben accompagnati.

  13. Giorgio Aldighieri scrive:

    solidarietà piena ed assoluta adf Italo Bocchino che ha detto cose di senso e con la consueta moderrazione ed intelligenza. I commenti del GIORNALE sono solo volgari e bassi tentativi di portare discredito ad un’area che si distingue per vivacità e voglia di proporre idee al posto del solito bailame cui la politica ci ha purtroppo abituati, un invito a Bocchino a proseguire su questa via

  14. Concordo con Luca Di Risio quando parla di una elezione diretta del premier, ma faccio parte di quelle strane persone che vorrebbero anche poter eleggere i loro parlamentari invece di barcamenarsi con una legge elettorale a dir poco vergognosa. A parte questo, vista la bravura oggettiva di Porro, sono convinta che le forzature fatte non siano certo frutto di una “distrazione giornalistica” ed indipendentemente dalla condivisione o meno dell’idea di Bocchino, estremizzare il suo pensiero non mi sembra corretto.

  15. Federico scrive:

    Scusate: ma per quale motivo chi rappresentasse un’area che vale il 40% del Paese (e molto più se si guarda il Pil) non avrebbe titolo a diventare premier, mentre chi invece rappresenta (se non erro) il 5% delle preferenze sessuali avrebbe titolo? C’è qualcosa che non capisco in questa orgia di politically correct.
    L’argomento di Falasca è diverso: la Lega non va bene perché è statalista. Condivido. Ma non è che i gay in quanto gay siano liberali, e la Lega è stata tutto e – ahimé – è ancora pronta a tutto. Esattamente come certe alte cariche dello Stato che oggi stanno pittandosi di liberalismo.

  16. bill scrive:

    Ma è tutto il discorso che è ridicolo.
    1) ha un senso paragonare un leghista ad un gay? Da quando in qua un gay rappresenta una linea politica?
    2) ha senso parlare oggi di un capo del governo del 2013? Qui è Bossi che ha posto il tema alquanto fuori tempo, ma anche Bocchino scava le trincee un pò in anticipo..
    3) d’accordo sul neolaburismo della Lega, ma che Fini rappresenti l’area liberista della coalizione è semplicemente ridicolo e fuori dalla storia e dalla cronaca. Di tutti i suoi quotidiani distinguo dal governo, mai uno che riguardasse l’economia, le tasse, le liberalizzazioni..Solo argomenti o marginali (se qualcuno mi dimostra che la cittadinanza breve è un problema particolarmente sentito, anche dagli stranieri stessi, gli dico bravo), o etici, dove non può essere certo un partito a dettare le convinzioni di una persona.
    4) oggi si è visto dove vuole andare Fini, e ancora meglio lo si vedrà nei prossimi giorni. E devo dire, avendo il PdL vinto le elezioni un quarto d’ora fa, questa pagliacciata in politichese purissimo dei gruppi autonomi alla camera e al senato, che però madama la marchesa non faranno mai mancare la fiducia al governo, fa addirittura ribrezzo. Poi dicono che la gente non va a votare.
    Ma ci prendono tutti per cretini, ‘sti due pagliacci con quattro voti?

  17. bill scrive:

    Siccome poi sono di Bologna pure io, vorrei dire che il feudo degli ex-AN non vincerà mai in una città dove si potrebbe benissimo vincere, visti i disastri che il PD ha combinato. Hanno occupato il partito: bene, bravi, bis. Dopodichè, la Lega avanza e loro perdono voti. Certo, si fanno il loro bel feudino locale. Peccato che serva solo ai loro giochetti, tipo il dialogo con Cofferati sulla sicurezza (roba da sbellicarsi dal ridere), e a nient’altro.

  18. gianpaolo@liberista scrive:

    Devo dire che il dibattito che si è sviluppato mi ha incuriosio molto. soprattutto per il fatto che si parta da temi non politici per atrrivare a etemi concreti e legati ad ideali.
    Stimo il giornalista Nicola Porro e lo condivido spessissimo, e anche se stavolta ha riportato una frase non vera, ha esplicitato un concetto vero : i “finiani” come Bocchino criticano la Lega soprattutto perche razzista o perchè partito del Nord, ma tali problemi quando sono saliti al governo insieme sembravano non esserci. Dichiara Fini nel 1995 :”Mai più un caffè con Bossi”, poi invece del caffè ci ha condiviso la poltrona più volte. Ma lasciando stare questi pettegolezzi riprenderei il discorso affrontato in parte da Bill. Non ho mai sentito parlare Bocchino o i “finiani” di privatizzazione, di abbassamento delle tasse, di sistema maggioritario, di premierato forte all’americana,ecc.. Quindi la domanda sorge spontanea : la loro posizione è veramente improntata sul mercato???Per “finiani” non intendo chi ha esrpesso simpatie per Fini,intendiamoci; qui a Libertiamo ci sono finiani e sinceramente mi fiderei ciecamente di loro, così come di Della Vedova. Ma non mi fido degli ex-aennini ora filo-Fini, che non hanno mai e poi mai improntato la politica verso il libero mercato (es. Italo Bocchino).
    Con qusto auguro un buon lavoo a tutta la redazione di Libertiamo e un buonlavoro al giornalista Nicola Porro

  19. Antonluca Cuoco scrive:

    …La Lega è diventata l’Udeur del Nord.

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