Pedofilia uguale omosessualità. La Chiesa esce dall’angolo rispolverando un pregiudizio infame

– Quello del prete pedofilo è divenuto purtroppo uno “stereotipo denigratorio”, che sarà usato con larghezza di mezzi, contro e anche dentro la Chiesa, per regolamenti di conti e campagne diffamatorie ad hoc e ad personas.

La “caccia alla streghe” che si è inaugurata dopo lo scandalo, uguale e contrario, di un silenzio coltivato per anni rischia, nelle mani di una giustizia disinvolta e militante, di mietere più vittime di quante potrà risarcirne e di produrre più fango di quanto saprà sgombrarne.

La Chiesa non deve rispondere delle violenze compiute, ma della responsabilità di avere sottratto gli accusati all’imputazione giudiziaria. E’ un terreno insidioso, in cui troppi si sforzano di dimostrare ciò che, oltre ad essere indimostrabile, è falso – che la Chiesa sia stata non solo reticente, ma complice, non solo omissiva, ma indifferente agli abusi compiuti dagli ecclesiastici.

Era prevedibile che la strategia difensiva avrebbe comportato il momento del contrattacco, perché dalla gogna mediatica è difficile uscire con una assunzione di responsabilità dolorosa. Il contrattacco è evidentemente partito. Nel modo peggiore.

Allo stereotipo del “prete pedofilo”, si intende sostituire quello, assai più maneggevole, del “prete frocio”. Su questo piano, la Chiesa può dimostrare di essersi mossa per tempo, di avere fatto da anni piazza pulita dentro i seminari, impedendo le ordinazioni sacerdotali degli omosessuali e di avere abbandonato ogni condiscendenza sul piano dottrinario, fino a spingersi alla legittimazione di una relativa discriminazione giuridica, sulla base di un giudizio – diciamo così –  psico-antropologico che equipara l’omosessualità al disordine mentale.

La correlazione tra celibato e omosessualità in un contesto  “monosessuale” e maschile come quello dell’ordine sacerdotale si presta a diversi e interessanti livelli di lettura, storica e sociologica, prima che religiosa. Ma nè il celibato nè l’omosessualità c’entrano, in sè, nulla con gli abusi sessuali compiuti da uomini persi, che nascondono la propria “sessualità”, etero o omo, ma comunque malata, dentro la tonaca ecclesiastica e dietro la maschera celibataria.

Propalare invece un nesso eziologico fra omosessualità e la pedofilia – dieci, cento, mille, un milione di volte falso –  per smentire quello tra celibato e pedofilia è forse, nell’immediato, conveniente, ma moralmente infame, come ogni pregiudizio facile e popolare – ancora più infame, proprio perchè popolare.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

8 Responses to “Pedofilia uguale omosessualità. La Chiesa esce dall’angolo rispolverando un pregiudizio infame”

  1. iulbrinner ha detto:

    Indubbiamente, per asseverare le proprie affermazioni il Card. Bertone ha parlato di risultanze scientifiche (psichiatriche e psicologiche, sostiene) in modo abbastanza indeterminato e senza citazioni delle relative fonti.
    Limitarsi a dire “no, non è vero” potrebbe essere insufficiente, come controargomentazione scientifica, per arrivare, poi, a qualificarla addirittura come “infamia”.

  2. Lorenzo Pastori ha detto:

    In effetti ci vuole sempre una contro-argomentazione scientifica, anche per dimostrare che il mondo non è governato da una lobby ebraica, che non è in corso un’invasione aliena, che non esiste il sistema imperialista delle multinazionali… La scienza ci vuole, come no.

  3. iulbrinner ha detto:

    Di fronte ad argomentazioni scientifiche che sembrano inadeguate a spiegare qualcosa servono sempre – ai fini della loro verifica, o falsificazione, da Popper in poi – delle controargomentazioni scientifiche.
    Altrimenti quello che si fa è solo ideologia….dice Popper.
    Concordo con Karl Popper.

  4. Andrea ha detto:

    Lorenzo Pastori ha già dato una risposta più che soddisfacente. Aggiungo che evidentemente per iulbrinner le affermazioni di Bertone sono corrette, peccato solo che non abbia citato le fonti.

  5. Flavio Ciabattoni ha detto:

    la cosa che mi scandalizza non e’ tanto Bertone, quanto le persone che chiedono una contro-argomentazione, come se fosse plausibile che quello che ha detto Bertone possa essere vero
    quando Hitler infamava gli ebrei, non penso che una persona che controbatteva avrebbe dovuto portare contro-argomentazioni concrete

  6. iulbrinner ha detto:

    @Carmelo Palma

    Non credo che Popper sarebbe contento (vado a naso).
    Portare un versante delle tesi ignorando le altre (quelle del Card. Bertone, nel caso) di segno opposto non è, in effetti, una procedura scientificamente corretta.
    Se, poi, se ne vuole fare materia di fede è un altro discorso.

Trackbacks/Pingbacks