Categorized | Diritto e giustizia

Calciopoli-bis: chi ha sbagliato con la Juve non si ripeta contro l’Inter

– Quella di Calciopoli oltre ad essere una delle vicende giudiziarie più ridicole degli ultimi anni, è anche uno di quei casi in cui la disinformazione dei quotidiani animata dal furore giacobino dei tifosi ha fatto maggiori danni.

Nel mio precedente articolo su Libertiamo.it, sbobinando le registrazioni dell’udienza registrata da Radio Radicale, avevo annunciato la possibilità di un tam tam mediatico su alcune intercettazioni riguardanti l’Inter ed altre società di Serie A, ma avevo volutamente dato poco spazio alla questione, proprio perchè temevo si travisasse completamente il senso del mio intervento. Queste stesse intercettazioni sono, in questo esatto momento, le vere protagoniste dell’udienza di oggi al processo di Napoli e con tutta probabilità smonteranno definitivamente l’impianto accusatorio dei PM Beatrice e Narducci.

Adesso che le notizie sulle intercettazioni si susseguono a ritmi frenetici è bene fare chiarezza su alcuni aspetti per evitare di commettere gli stessi errori del passato.

Cominciamo dalla sentenza della Giustizia Sportiva del 2006.

Dagli stralci del controinterrogatorio al Commissario Auricchio, che capitanava il gruppo di indagine da cui è sono stati tratti gli elementi processuali a carico della Juventus, è apparso evidente come quest’ultimo dimostrasse i teoremi sulle ammonizioni dolose senza controllare se le ammonizioni fossero o meno meritate; che Auricchio si preoccupasse di dimostrare che la Juve era aiutata da alcuni arbitri senza controllare se gli episodi avevano realmente favorito la squadra bianconera. Abbiamo letto che Auricchio veniva a conoscenza di presunti favori arbitrali dagli articoli della Gazzetta dello Sport senza preoccuparsi minimamente di un riscontro empirico. In sostanza, se dicessi al mio migliore amico che ho ucciso il Papa questo sarebbe sufficiente per condannarmi per omicidio: non serve mica controllare se il Papa è stato davvero assassinato.

Quella sentenza del 2006 fu fondata sulla Gazzetta dello Sport, tanto che qualcuno ha argutamente sottolineato che per Auricchio ‘Rigore è quando Gazzetta fischia’. E proprio la Gazzetta fu uno degli organi di stampa che cavalcò l’onda lunga del furore giacobino dei tifosi italiani.

Ma le anomalie di quella decisione furono soprattutto due: l’ormai noto ‘sentimento popolare’ inserito quale elemento motivazionale della sentenza e una innovazione giuridica senza precedenti: tante applicazioni dell’articolo 1 del vecchio codice di giustizia sportiva che equivalgono a un’applicazione dell’articolo 6. Il primo punto sarebbe già sufficiente per gettare totale discredito non solo sulla sentenza ma su chi si è reso autore di un testo che anche solo formalmente non si regge; il secondo punto richiede una ulteriore esplicitazione per chi non si fosse occupato della vicenda.

L’articolo 1 del testo di legge citato, infatti,  individuava un comportamento inopportuno e sleale, mentre l’articolo 6 individuava l’illecito sportivo.

Nella sentenza della giustizia sportiva si dice che la Juventus ha alterato il campionato senza alterare le singole partite. Al di là dell’aspetto paradossale di una simile enunciazione, la cosa assolutamente innovativa risiede nel fatto che, comportamenti ritenuti inopportuni e sleali, ovvero le numerose telefonate tra Moggi e i designatori, pur non configurando singolarmente un illecito sportivo (di cui all’articolo 6), tutte insieme possono costituire un illecito sportivo. Poco importa che non esista una prova della alterazione della singola partita. Il fondamento giuridico di questa argomentazione si capisce meglio (nei limiti di comprensibilità del “giuridichese”) dalle parole di Sandulli, Presidente della Corte Federale d’Appello, nella seconda sentenza:

“Logicamente, nessun diaframma è ragionevole interporre ad una doppia valutazione di rilevanza di una medesima condotta, sussumendola nei binari del generale disvalore deontologico e, in ottica diversa, concependola come ineliminabile tassello strumentale nella realizzazione dell’illecito ex art. 6, senza che ciò si traduca – a differenza di quanto sostenuto dalle difese nel corso della discussione orale –  in una (inammissibile) somma algebrica di singole condotte qualificate come antidoverose ex art. 1 e senza che l’operazione valutativa, di cui si dice, determini l’assorbimento di tali condotte nel paradigma dell’illecito sportivo con (insussistente) perdita della loro originaria natura e rilevanza (ed in questo senso va rettificata la motivazione di primo grado, senza effetti quoad poenam, in difetto di appello)”.

In sostanza la somma è ‘inammissibile’ per ammissione dello stesso Sandulli, eppure le singole condotte si configurano come ‘tasselli’ per arrivare alla violazione dell’articolo 6.

Della contraddittorietà e inconsistenza logica di questa motivazione, che incredibilmente è agli atti, non sono stati parecchi a stupirsene.

Ciò che apprendiamo, dunque, è che la Juventus è stata condannata per violazione dell’articolo 6,  risultante da somma di violazioni dell’articolo 1. Queste violazioni corrispondono alle telefonate tra Moggi e i designatori, a prescindere dall’influenza sulle singole partite.

D’altra parte, ascoltando le intercettazioni di Moggi, non viene fuori assolutamente nulla sul condizionamento delle partite di calcio e anche la famosa (una e una sola) telefonata riguardante le ‘griglie arbitrali’ non sembra affatto configurare un illecito dal momento che Moggi sembra più indovinare piuttosto che suggerire gli arbitri per le singole partite (infatti la griglia ‘proposta’ da Moggi, non sarà poi quella decisa dai designatori). E non era poi così difficile indovinare dal momento che il sorteggio arbitrale era ‘regolarmente’ pilotato.

Tutto ciò lascia pensare che il fantomatico ‘sentimento popolare’ abbia giocato un ruolo quanto mai cruciale in quella mostruosa sentenza, ma veniamo ai giorni nostri.

Negli ultimi giorni si sono rincorse con cadenza regolare le notizie su un presunto coinvolgimento dell’Inter in Calciopoli, dal momento che sono venute fuori alcune intercettazioni tra i dirigenti della Beneamata ed i designatori arbitrali.  Qui entrano in gioco, di nuovo, le eroiche figure dei PM Narducci e Beatrice.

Narducci ha sempre misteriosamente negato l’esistenza di queste intercettazioni tra i dirigenti dell’Inter e i designatori, che, sempre misteriosamente, furono messe da parte da Auricchio in quanto ritenute non rilevanti. Chiunque abbia ascoltato queste intercettazioni sa benissimo che si tratta di stupidaggini colossali, un presidente ed un designatore che discutono di arbitri: è una cosa perfettamente normale. Ma è bene sottolineare come i contenuti siano perfettamente sovrapponibili a quelli dei dialoghi tra Moggi ed i designatori: il nulla più assoluto. Nessun contenuto, come nel caso di Moggi, che possa costituire la prova di un illecito sportivo, semplicemente perché in entrambi i casi l’illecito non si configura. Ecco un dialogo tra Facchetti e Pairetto:

Pairetto: “allora, all’andata avete Paul Graham e invece a Milano avete Hauge, norvregese. Paul l’hai già avuto, mentre a Porto avete Paul …”

Facchetti: ” Norvegese, non l’ho mai avuto io …”

P: “Paul l’hai già avuto quest’anno, molto bravo.”

F: “Sì Paul, sì bene”

P: “Direi bene onestamente … tu? tutto bene?”

F: “Hai messo in forma Trefoloni?”

P: “Sì l’ultima volta era andato bene”

F: “Sì bravo sì”

P: “C’era stato qualche problemino”

F: “Ok, grazie grazie”

P: “Bene Giacinto, in bocca al lupo ci sentiamo”

F: “Grazie grazie”

P: “A presto mi raccomando eh, sai che sono sempre cose private eh, non si sanno, ecco queste cose qui”

F: “Sì si sono d’accordo”

P: “Proprio una cosa tra noi”

A giudicare da quanto sostengono i legali di Moggi, questa è solo una delle intercettazioni meno significative riguardanti designatori e dirigenti. Ora, nonostante non creda che Facchetti facesse riferimento al peso di Trefoloni chiedendo se Pairetto l’avesse ‘messo in forma’, sono portato a credere che queste intercettazioni al pari di quelle di Moggi non testimonino assolutamente alcun tipo d’illecito…tutt’al più un diffuso malcostume.

Ma allora perchè Auricchio e Narducci hanno tenuto nascoste queste conversazioni? Sarebbe scorretto avanzare ipotesi non suffragate dai fatti e ricadremmo nello stesso assurdo errore dei magistrati della giustizia sportiva e di chi ha svolto le indagini, pertanto è bene lasciare cadere qui la questione.

Il fatto è che se dovesse essere trovato un numero sufficiente di intercettazioni, quale lo sa solo Sandulli, l’Inter rischierebbe di trovarsi nella stessa situazione della Juventus: tante violazioni dell’articolo 1 (che consistono, in soldoni, nel parlare con i designatori), potrebbero condurre alla violazione dell’articolo 6 (illecito sportivo), per lo meno se la giustizia è uguale per tutti.

Adesso è bene chiarire un paio di punti: questa storia che più violazioni dell’articolo 1 conducono alla violazione dell’articolo 6 è una delle cose più raccapriccianti che si possano sentire, così come è assurdo che un dirigente non possa parlare con un designatore senza alterare il corso di una partita. Personalmente credo che, se dovessero venire fuori tutte queste intercettazioni di cui si parla tra dirigenti dell’Inter e i designatori, far valere lo stesso principio che è valso per la Juventus in passato significherebbe – sì – applicare il medesimo principio per tutti, ma anche commettere un’altra assurda ingiustizia.

La più ragionevole delle conclusioni, sul piano sportivo, è un passo indietro radicale su quanto è stato fatto nel 2006 con la restituzione dei due titoli alla Juventus e l’eliminazione della squalifica a Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Sul piano penale sembra ormai chiaro a tutti che l’impianto accusatorio di Narducci crolla su stesso anche quando vengono interrogati i teste dell’accusa, e pertanto non richiede ulteriori discussioni.

Eppure ciò che mi aspetto è ben diverso. Mi aspetto una nuova tangentopoli del calcio sul piano della giustizia sportiva; mi aspetto un’Inter in serie B solo perchè qualcuno non vorrà ammettere le proprie colpe; mi aspetto giustizia sommaria per accontentare il tifo, proprio come fu fatto nel 2006. Perchè questo è il paese in cui quando sei troppo forte devi essere anche un criminale, o in cui se non ti si riesce a battere sul campo si prova a farlo in tribunale. Una cultura della giustizia ‘malata’ non solo in ambito sportivo.

Abbiamo voluto un capro espiatorio nel 2006, abbiamo condannato Moggi e la Juventus perchè troppo forti; abbiamo stabilito che l’Inter meritava la vittoria a tavolino di uno scudetto vinto sul campo dalla Juventus in virtù di un fantomatico ‘requisito dell’onestà’. Abbiamo visto Moratti scandalizzarsi perchè Moggi parlava con i designatori, e abbiamo sentito Moratti  e  i suoi dirigenti parlare con i designatori e dire esattamente le stesse cose. Eppure non sarà il doppio gioco di Moratti a farmi pensare che sia giusto condannare l’Inter per delle colpe che non esistono. Certo, sono indignato per l’atteggiamento purista che la società interista ha mantenuto durante tutti questi anni; umanamente rattristato da una doppiezza morale che rende sempre valido il vecchio adagio ‘fate quel che dico, non quello che faccio’, persino un po’ vergognato per chi ha avuto il coraggio di accettare uno scudetto a tavolino appellandosi ad un inesistente ed assurdo requisito di onestà. Eppure non ritengo che questo possa bastare per una condanna. Dovrebbe pagare chi ha commesso il primo errore: i giudici sportivi.

Bisogna stare attenti a non commettere gli stessi errori del passato. Ma non sarà difficile commetterli, se, come temo, si cavalcherà l’onda di un ‘sentimento popolare’ questa volta schierato contro una Inter forte e vincente, dunque antipatica.


Autore: Carlo Ludovico Cordasco

PhD student in Political Theory all'università di Sheffield. Fondatore di European Students For Liberty, autore di articoli scientifici su diritto e ordine spontaneo. Ha in corso di pubblicazione un libro dal titolo "Hayek: ordine, istituzioni e regole".

22 Responses to “Calciopoli-bis: chi ha sbagliato con la Juve non si ripeta contro l’Inter”

  1. Nicola R ha detto:

    Concordo al 100%.
    La cultura giustizialista è insita nel profondo dei sentimenti, figuriamoci cosa succede nella pancia dei tifosi di calcio.
    Le sentenze del 2006 furono scandalose, per chi non è offuscato dal sacro fuoco (e dal relativo fumo) del tifo.
    Ora verrebbe da sperare in un pan per focaccia, ma in fondo ha ragione Carlo, sarebbe solo la somma di due ingiustizie.

  2. mark ha detto:

    Sono perfettamente daccordo….non ho altro da aggiungere….la sua opinione è perfettamente uguale alla mia non una virgola di più non una in meno…semplicemente PERFETTO! se Moggi ha sbagliato e la juve ha pagato E DURAMENTE! non vedo perchè l’inter non debba pagare alla stessa maniera…gli interisti stanno cercando di restituire lo scudetto di “cartone” tutti dicono non lo sentiamo nostro è giusto adesso che debba essere restituito…NON CI STIAMO! lo scudetto non interessa più adesso..perchè la paura di andare in serie B è forte e no cari miei adesso dovete RETROCEDERE anche voi gli scudetti di cartone che avete collezionato vi saranno revocati e la serie B a -15 vi aspetta…se la GIUSTIZIA E’ UGUALE PER TUTTI è così che dovrà finire….

  3. Riverside ha detto:

    VERGOGNATI

    Chi ha sbagliato DEVE pagare, da tifoso bianconero PRETENDO il risarcimento del danno di essere etichettato come ladro, e per la società il risarcimento patrimoniale per la retrocessione in serie B e le cessioni di giocatori a prezzi di saldo che hanno indebolito la squadra e hanno invece rafforzato le rivali, una su tutte la squadra che si vantava linda e onesta.

  4. Carlo ha detto:

    Gentile Riverside,
    credo lei abbia travisato le mie parole. Anche per me il risarcimento è dovuto, non solo per l’appellativo di ‘ladro’, ma anche per il danno patrimoniale che la juventus ha subito. Ma dire che Moggi è innocente e volere l’Inter in B non ha molto senso!!!

  5. Riverside ha detto:

    Forse ancora i fatti non sono chiari: PRIMA del 2006 parlare con i designatori non era da considerarsi illecito, come ben ha detto l’Avv. Morescanti, dopo il processo farsa è stato modificato il codice di giustizia sportiva per inserire queste fattispecie.
    Il punto è però un altro, l’allora presidente degli onestoni parlava con gli arbitri (De Santis http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/inter/2010/04/07-63057/Ecco+l'intercettazione+Facchetti-De+Santis) e questo si che è un illecito..
    Come mai nel suo brillante articolo non vi è un accenno a questa intercettazione?

  6. Carlo ha detto:

    Intanto non è illecito sportivo (art 6), ma violazione dell’art.1, e in secondo luogo, come può notare dal taglio dell’articolo, non voglio soffermarmi su questioni formali. Io non credo che Moggi, Facchetti, o chiunque altro abbia alterato quei campionati. Credo siano stati vinti meritatamente dalla Juventus…credo inoltre che Moggi sia stato ingiustamente perseguitato da chi lo riteneva troppo bravo per sconfiggerlo sul campo, e magari fatto fuori da chi, nella sua società, non lo vedeva troppo di buon occhio…

  7. Riverside ha detto:

    No no, chiamare con gli arbitri costituiva un illecito, ed era punibile anche con la retrocessione, si documenti..

  8. Carlo ha detto:

    Gentile riverside,
    io mi documento, se lei legge il vecchio codice di giustizia sportiva il semplice colloqui con un arbitro è violazione dell’articolo 1 non dell’articolo 6

  9. @Carlo e Riverside: chiuderei qui la questione, di fronte al testo del codice non c’è molto da aggiungere.

    Più in generale, rifletto su come il calcio sia sempre più lo specchio della società, oltre che una spettacolare metafora della politica.

  10. Carlo ha detto:

    Verissimo Piercamillo. Non solo una metafora. Questo evento ha chiarito per l’ennesima volta che la presunzione d’innocenza e la cultura garantista continuano ad essere un optional poco gradito da moltissimi italiani. Soprattutto da molti giornalisti…

  11. Giovanni Annunziata ha detto:

    incollo qui una mia risposta ad una nota in cui sono stato taggato su FB. Racchiude il mio pensiero su calcipoli, che a quanto vedo è condiviso dall’autore dell’articolo di cui sopra:

    calciopoli, in sè, è una farsa..un sistema Accettato da tutti (sbagliato ovviamente), ma a cui nessuna società si sottraeva, dove ha pagato quello che probabilmente era il più furbo..ma che non è servito a fare pulizia, ma anzi a rovinare il calcio italiano e a creare solo tanti imbarazzi e polveroni a venire. Ora voglio vedere in che modo verrà fatta “giustizia”, semmai sarà..
    il danno è fatto, il calcio italiano pagherà economicamente come già sta facendo per almeno altri 6-7 anni questo incredibile quanto scenografico ribaltone.
    Lo scandalo di 4 anni fa, si vedeva da lontano, era stato fatto nelle aule dei tribunali..purtroppo

  12. Desy ha detto:

    ma che dite?!?! se l’Inter ha sbagliato (e non rubato) deve essere punita ma la Juve ha sbagliato quindi non bisogna ridargli proprio niente!!! e non fate gli Italiani!!! avete dimenticato dei rolex a natale, degli arbitri chiusi negli spogliatoi, minacce, etc?!?! ma non mi fate ridere… -_-” dobbiamo togliere lo scudetto all’Inter che ha sbagliato per darlo alla Juve che ha fatto lo stesso (e molto peggio)?!?! incoerente no?! Moggi ingiustamente perseguitato?! mah…

  13. Carlo ha detto:

    “e non fate gli Italiani!!! avete dimenticato dei rolex a natale, degli arbitri chiusi negli spogliatoi, minacce, etc?!?! ”

    Fare gli italiani è esattamente: ignorare che i Rolex li distribuiva sensi, che Paparesta ha negato in tutte le sedi di essere stato chiuso nello spogliatoio e non vi è nessuna prova per avvalorare una storia inventata dai giornali e dalle tv. Questo è essere italiani, purtroppo.

  14. z3ruel ha detto:

    Carlo, ancora una volta perfettamente d’accordo. Lo sarei anche sullo scenario futuro da te preventivato, ma a quanto ne so, anche se la FIGC volesse riaprire il caso, si potrebbe solo riottenere lo scudo del 2006 (o quantomeno scucirlo dalla maglia dell’Inter della stagione successiva), visto che la prescrizione non permetterebbe alla giustizia sportiva di aprire un procedimento a carico dell’Inter o di altre squadre (nelle “nuove” intercettazioni c’è dell’altro).

    La cosa che più mi incuriosisce è l’attesa di conoscere come si muoverà la Juventus degli Elkanoidi nel caso di assoluzione di Moggi. Come faranno a chiedere di essere risarciti dopo aver calato le braghe nel processo sportivo ed evitato di ricorrere alla giustizia amministrativa?!?!?

  15. Carlo ha detto:

    Io non sono così convinto che sia tutto prescritto. Innanzi tutto, per dimostrare le reiterazione bastano anche intercettazioni ‘minori’ del 2006…e questo permetterebbe provvedimenti disciplinari per l’Inter…sugli Elkann ho evitato di proposito di esprimermi…ma non sono più juventino da quando hanno ritirato il ricorso. Non è un problema di capacità o risultati; ma abbandonare un uomo che io ritengo innocente e che ha fatto la storia della juventus è stato vergognoso.

  16. Beppe ha detto:

    Non dimentichiamo (specie i santarellini dell’ inter) gli scandali passaporti, fideiussioni false (x vari anni), contratti con giocatori ke nn ne erano a conoscenza, fino ad arrivare ad ora con queste telefonate ke prima loro negavano l’esistenza (al tempo il presidente Telecom era Rossi,stipendiato da Moratti… e ki vuol capire capisca)

  17. libertyfighter ha detto:

    Per annullare la sentenza di Farsopoli, la prescrizione non conta.
    Casomai lo sarebbe per eventuali punizioni in più. Ma l’annullamento di una sentenza ingiusta non ha prescrizione.

  18. alessandro ha detto:

    Caro Carlo voglio risponderti con un articolo di Scalfari che domenica scorsa portava ad esempio un film di Dino Risi In nome del popolo italiano la trame è questa :
    Il giudice istruttore Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi), prototipo del magistrato inquirente profondamente amareggiato dalla corruzione, che egli percepisce prima di tutto nella pubblica amministrazione e più in generale nella società italiana, e l imprenditore Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman) ) archetipo del capitano d’industria disonesto, elargitore di tangenti ai politici , potrebbe essere implicato nella morte della giovane Silvana Lazzorini (Ely Galleani), una ragazza che spesso accompagnava persone ricche e facoltose a cene e festini per conto di una sedicente agenzia di pubbliche relazioni.
    Alla fine riesce a mandare l’imprenditore sotto processo
    Casualmente il magistrato riceve degli effetti personali della ragazza tra cui il suo diario dove alla fine scrive di volersi suicidare per amore … Allora invece di scagionare Gassman prende il diario e lo brucia…
    Qualcuno ha voluto punire fortemente la juventus nascondendo le telefonate che facevano anche gli avversari che se rese pubbliche non avrebbero punito solo la squadra bianco nera..
    Alessandro

  19. Giustizia sia fatta ha detto:

    Beh, da questa situazione se ne esce solo

    – con punizioni proporzionate al 2006, a ciascuno il suo e quindi retrocessioni a raffica

    – con il risarcimento danni alla Juve per iniquo processo

    Alternative non c’è ne sono.

    Se cercano di imporci un’altra Farsopoli bis la risposta dovrà essere
    il boicotaggio integrale del sistema calcio. No stadio, no tv, no giornali.

    Siamo 12 milioni o 14 milioni ci devono ascoltare.

    Non chiediamo punizioni da tifoso di altre squadre, non vogliamo vendette.

    Vogliamo solo equità di trattamento. Nient’altro.

    L’equità è un principio cardine del Diritto, nel momento in cui si determina una situazione storica eclatante, qual’è Calciopoli, che fa emergere lacune ed incongruenze nel diritto sportivo (le prescrizioni) mai verifcatesi prima, la politica può e deve intervenire per sanare le mancanze giuridiche e ripristinare l’equità.

  20. miki foggia ha detto:

    Piaccia o non piaccia…………
    Riportatao:
    La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
    Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
    ”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”.

  21. Massimiliano ha detto:

    non ho letto tutto l’articolo, mi basta il titolo.

    con la juve non si sono sbagliati. nel senso che era proprio quello che voleva moratti.
    perchè quello stronzo faceva gli auguri di buone feste a moggi e intanto da anni tramava alle sue spalle per incularlo.

    “Il campo, quello su cui rotolava la palla rotonda, diceva questo: c’erano due squadre invincibili, la Juventus della triade (Moggi, Giraudo, Bettega) e di Del Piero e Ibrahimovic e il Milan di Berlusconi e Galliani, di Kakà e Maldini che spadroneggiavano in Italia e in Europa. Poi c’era l’Inter di Moratti, una squadra campione solo nei triangolari d’agosto cui da anni andava male tutto quel che poteva andare male.”

    e adesso? viene fuori che l’inter faceva lo stesso e anche di peggio? viene fuori che i giudici che hanno condannato la juve dicono «Nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. è stata una condanna etica» oppure «Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla lunghezza d’onda».

    non è che siccome con l’inter è venuto fuori più tardi (e solo grazie a moggi, perchè altrimenti stavamo freschi), con l’inter siamo più clementi.
    quelli che ormai diversi anni fa hanno deciso di tagliare le gambe alla juventus che vinceva, dovrebbero tagliare la testa all’inter che vince adesso.

    la juve probabilmente non tornerà a vincere comunque. ma almeno la legge sarà uguale per tutti.

Trackbacks/Pingbacks