Gli uomini di oggi e la privacy di domani nel primo libro dell’Istituto Italiano Privacy

– Il 30 marzo scorso, presso la Camera dei Deputati, l’Istituto Italiano Privacy ha presentato la sua prima pubblicazione, ‘Next Privacy’. Tra il diritto e le tecnologie informatiche, passando per il design, la politica e la cultura, il volume affronta i nodi aperti dalla virtualizzazione dell’economia, della società, dei governi, cercando una soluzione pragmatica che sappia tutelare l’anelito liberale alla riservatezza e le esigenze di sviluppo del mercato e della tecnica.
Libertiamo.it, da sempre sensibile a questi temi, pubblica alcuni estratti della bella introduzione scritta da Luca Bolognini e Pietro Paganini.

“La disciplina scientifica che si occupa di privacy appoggia le sue basi sul sacrosanto diritto soggettivo della scelta individuale: l’opportunità che ogni individuo responsabile dovrebbe avere di decidere che cosa fare di tutte quelle informazioni sensibili o comuni che riguardano la propria persona. Come individui dobbiamo poter scegliere se e a chi “cedere” le nostre informazioni. La privacy è, dunque, uno straordinario strumento di libertà soggettiva.”

A patto, però, di esserne consapevoli. “Una domanda per il lettore: quante informazioni che riguardano la nostra persona cediamo in qualsiasi momento e contro la nostra volontà? Non ricordiamoci solo delle telecamere messe agli angoli delle vie per “scoraggiare” il crimine o la violenza, o delle intercettazioni telefoniche che hanno ridotto l’Italia, e non solo, a un Grande Fratello generalizzato. Pensiamo a che cosa succede quando facciamo la spesa tutti i giorni. Quando compriamo un biglietto aereo, passiamo i controlli all’aeroporto o facciamo una ricerca on line. Quando effettuiamo una visita medica. Che siano gesti quotidiani o azioni complesse – il cui scopo sia anche quello di migliorare la nostra esistenza –, essi hanno un impatto sulle informazioni che riguardano la nostra persona: la carta di credito o la carta a punti del supermercato, il referto medico o un semplice telefono connesso in Rete sono fattori che rivelano dati personali. Vogliamo condividere queste informazioni? Vogliamo “consegnarle” a soggetti terzi affinché le usino per migliorarci la vita, fornendoci servizi e prodotti migliori? Siamo proprio sicuri che saranno impiegate correttamente per gli scopi proposti o che non saranno cedute a terzi o addirittura fatte proprie furtivamente?”

La chiave di lettura della ‘Next Privacy’ sta dunque in tre principi di base. “Tra questi, in primo luogo: a) che la cessione di informazioni riguardanti la persona è e deve essere una nostra scelta; b) che tali informazioni hanno un valore economico, per cui parliamo di economia delle informazioni personali; c) che la protezione dei dati personali – conseguenza del principio precedente – non è un limite per l’economia, al contrario ne è uno strumento di sviluppo”.

Una privacy di mercato, nel quale la “libertà di scelta” si materializzi “oltre il semplice atto soggettivo” in quello che è “lo spazio delle opportunità. (…)Ecco il ruolo del mercato e della tecnologia: fornire l’opportunità, realizzare la libertà soggettiva, consentire all’individuo di compiere una scelta”.

Perciò, in conclusione, “invece di parlare di tutela, dovremmo parlare di valore delle informazioni personali. La privacy – nella società dell’informazione – è un diritto individuale, ma è anche una chiave per il libero mercato e quindi per l’innovazione e la prosperità economica che del libero mercato sono la diretta e concreta conseguenza. Non ha senso sfuggire alle informazioni personali o chiuderle necessariamente in una cassaforte per chissà quale paura”


One Response to “Gli uomini di oggi e la privacy di domani nel primo libro dell’Istituto Italiano Privacy”

  1. francisc scrive:

    molto illuminante parlare di valore e non più di tutela

    consiglio al gestore del sito di mettere l’opzione di ricevere una email in caso di nuovi commenti, o risposte, in modo tale da rendere piu interattivo con i lettori

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