– Domenica e lunedì si vota in 13 regioni. E a prescindere dalle idee politiche di ciascuno di noi e dal partito che già abbiamo deciso di votare, c’è qualcosa di trasversale che possiamo fare per cercare di dare un nuovo corso alle cose. Possiamo dare la nostra preferenza a un candidato giovane.

Perché? Perché la gerontocrazia sta ammazzando questo Paese. Perché ai giovani vanno date più opportunità. Perché è malsano che nelle stanze dei bottoni ci siano sempre e solo cinquanta-sessantenni. Perché è inaccettabile che alcuni consiglieri regionali stiano correndo in questi giorni per il loro terzo o addirittura quarto mandato: vuol dire che han già passato dieci o quindici anni in Consiglio regionale, vuol dire che le sedie han preso la forma del loro fondoschiena, vuol dire che sono legati a doppio filo a persone, enti, giornali e che questi legami sono cementati da anni o decenni di frequentazioni. Vuol dire che, salvo eccezioni, non hanno più nulla da dare alla politica in termini di idee nuove, innovazione, cambiamento.

Hanno solo un grande patrimonio di esperienza, che però potrebbero – se fossero un po’ meno egoisti – mettere a disposizione della società in altri modi, magari prendendo una posizione più defilata e supportando le nuove leve. Invece no. In Italia tutti restano abbarbicati ai posti di potere finché qualcuno non li obbliga a sloggiare.

Eppure sulla porta ci sono tanti giovani bravi, preparati, volenterosi che spingono per entrare, che vorrebbero avere la loro occasione, che potrebbero portare una ventata d’aria fresca in questo o quel consiglio regionale. Giovani che fanno politica ogni giorno, nella maggior parte dei casi a livello locale, con volantinaggi, banchetti, congressi cittadini, sul web; e che qualche volta fanno già i consiglieri comunali, o provinciali, e dedicano alla politica il loro tempo libero e il loro entusiasmo.

Le elezioni regionali hanno una particolarità rispetto alle politiche. Qui oltre alla crocetta sul partito si può mettere anche il nome del candidato preferito: è questa la “preferenza”. Potrete votare il vostro partito senza problemi, la crocetta basterà a quello. Ma non mettete, perfavore, il nome dei soliti noti, i 4-5 del vostro partito del cuore che monopolizzano le trasmissioni tv e le interviste nei telegiornali e che fanno capolino su ogni muro della città da costosissimi manifesti 6×3; e non lasciate la preferenza in bianco, perché se rinuncerete a dare la vostra, il vostro voto verrà automaticamente convogliato sul nominativo “capolista”, che solitamente è una cariatide e/o un consigliere regionale uscente. Con buona pace dei giovani, che ancora una volta verranno lasciati fuori dalla porta. Date la vostra preferenza a un giovane, a quello che vi sembra più capace, più sveglio, più serio.

Insieme ad Alessandro Rosina, professore di demografia e autore del bel saggio “Non è un paese per giovani”, e Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, autori del best-seller “Generazione mille euro”, per queste elezioni abbiamo cercato di fare la nostra parte. Abbiamo messo in piedi il progetto “Lombardia 2010 – SPAZIO AGLI UNDER 35“, realizzando nella redazione della Repubblica degli Stagisti 32 videointerviste a giovani di tutti gli schieramenti politici (9 della Federazione della Sinistra, 5 dell’Italia dei Valori, 4 del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, 4 del Partito Socialista, 4 del Partito Democratico, 2 del Popolo della Libertà, 2 dell’Unione di Centro, uno dei Verdi, uno di Sinistra Ecologia Libertà e uno di Forza Nuova – l’unico partito non rappresentato è la Lega) che sono in questo momento candidati alle regionali in Lombardia. Un progetto pilota, che per le prossime competizioni elettorali speriamo di riuscire a esportare anche altrove, magari in collaborazione con altri siti internet.

Questi 32 video sono stati visualizzati oltre 5mila volte in una sola settimana, dando alla maggior parte di questi candidati un’opportunità di far conoscere il proprio volto e le proprie idee che mai avrebbero avuto. La fase decisiva, però, è quella di domenica e lunedì, nel segreto dell’urna. E io ho deciso: il mio voto, stavolta, lo darò a un giovane. Spero che molti altri lo facciano, e che ad aprile nei consigli regionali entri qualche faccia giovane e nuova.