Vota PdL, non Lega. Bossi fa il suo gioco, noi facciamo il nostro

– Il voto del 28 e 29 marzo ci dirà tante cose. Tutte importanti, nessuna, probabilmente, “definitiva”. In primo luogo dirà se la maggioranza uscirà forte o malconcia da una campagna elettorale agganciata, come al solito, alla cronaca giudiziaria e sganciata, più del solito, dai dossier politici che attendono il Paese al bivio delle riforme.

In secondo luogo, il voto chiarirà se gli equilibri della maggioranza saranno in grado di sostenere un processo riformatore che, nel prossimo triennio, dovrà comunque procedere a tappe forzate.

La ricerca, a dire il vero intempestiva, di un capro espiatorio della possibile sconfitta (Fini e con lui i finiani “disallineati”) farebbe pensare che i problemi del PdL stiano, in buona parte, dentro il PdL e che questi peseranno nel voto e dopo il voto. Questa interpretazione, che in molti accreditano e che il direttore del Giornale ufficializza, è però peggio che sbagliata. E’ tristemente consolatoria.

I principali problemi del PdL stanno dentro la maggioranza, ma fuori dal partito: nella Lega Nord. Comunque finiscano gli scontri decisivi di Piemonte, Lazio e Puglia, la Lega potrebbe fare il pieno di voti, superare il proprio massimo storico e crescere a danno del PdL. Il Carroccio potrebbe perfino beneficiare delle sconfitte – vedendo crescere il valore della propria golden share – mentre sul PdL ricadrebbero per intero i risultati negativi, anche dove questi fossero da addebitare proprio alla sovra-rappresentazione del peso leghista negli equilibri della coalizione.

Lo schiacciamento sul Carroccio – che la maggioranza ha subito e non scelto – rischia di produrre due effetti indesiderati elettoralmente molto pesanti. In primis, avvicinare al Carroccio una parte dell’elettorato berlusconiano, persuaso dalla sostanziale indifferenza tra un voto al PdL e uno alla Lega. Secondariamente, allontanare dal PdL un’opinione pubblica liberale per cui la Lega è – e deve rimanere – un alleato utile, non un’ “avanguardia rivoluzionaria” autorizzata ad usare le truppe elettorali e parlamentari altrui come propria massa di manovra.

Per questo il voto per il PdL è decisivo. Non solo per consolidare la distanza che separa il primo e il secondo partito del Paese. Ma per segnare la differenza tra il primo e il secondo partito della maggioranza. Soprattutto al Nord. Bossi non è “uno di noi” e non lo vuole neppure diventare. La sua competition è spregiudicata, per quanto accrediti furbamente un’immagine “buona” da guardia svizzera del berlusconismo. E i suoi interessi non coincidono affatto con quelli del PdL. Lui sopravviverebbe alla grande al fallimento della legislatura, mentre i cocci rimarrebbero al partito del premier.

Sarebbe sciocco contrapporre al rischio della subalternità verso la Lega un atteggiamento di ostilità o –  peggio –  di rottura, che non farebbe certo l’interesse di una forza, come il PdL, responsabile degli equilibri politici del Paese. Semplicemente, mentre la Lega fa il suo gioco, noi dobbiamo fare il nostro.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

22 Responses to “Vota PdL, non Lega. Bossi fa il suo gioco, noi facciamo il nostro”

  1. Simone Berti ha detto:

    Benedetto, che cosa è rimasto al PDL di liberale?… forse la tua presenza.Non è poco ma io non ci casco ….voto radicale.

  2. Gianni ha detto:

    Non capisco bene cosa abbiano di liberale i radicali, visto che si alleano con lo schieramento che va dal PD alla CGIL. Se a uno piacciono le tasse e si augura un aumento della spesa pubblica e uno stato oppressivo che arriva a tassarti anche i buchi nel calzino, allora voti pure i radicali.

  3. gianpaolo@liberista ha detto:

    Caro Simone non penso che votare radicale, adesso come adesso, sia una scelta liberale. La Bonino è amica della Cina (mentre vuole far crederci che è pro-tibet), ha abbassato l’età pensionabile, facendoci sborsare un sacco di soldi, ha alzato le tasse,ecc,ecc…. Sicuramente sono molto più affidabili i radicali nel centro-destra come Della Vedova e Capezzone, oppure i liberisti come Martino. Un grosso in bocca al lupo ai liberali nel Pdl,sperando che battano i leghisti!:-) Saluti!

  4. Marco Maiocco ha detto:

    Concordo con Simone Berti, e ti chiedo – Benedetto – di avere coraggio, esattamente come la hai dimostrato nel 2006 quando hai rotto con i Radicali. Devi avere il coraggio di ammettere la sconfitta politica della scommessa che hai fatto.
    Più passa il tempo, più emerge nel PdL il peggio della politica e si smarrisce qualunque barlume di liberalismo. Il PdL non ti rappresenta, non rappresenta più gli elettori liberali. Il PdL è il partito di Milioni, dei nani (2) e delle ballerine, non di BdV!

  5. Luigi ha detto:

    l’intervento di gianpaolo@liberista mi ha convinto: voterò i radicali.

  6. Giorgio Frabetti ha detto:

    Articolo di grande acume politico.
    Personalmente, però, sono convinto che il futuro (almeno per questo triennio che ci separa dalla fine della legislatura) sarà ancora di Berlusconi, per i motivi che qui di seguito sono a spiegare.
    Diciamocelo chiaro: cos’è stata la PDL? Nè più, nè meno di un ‘listone’ tipo quello di Mussolini del 1924.
    Intendiamoci non voglio dare a Berlusconi del fascista, nè tanto meno prossimo … ad un ‘diciotto brumaio’ tipo quelli che paventa (o spera?) ‘Repubblica’ e scagnozzi (come cultura politica Berlusconi è un sincero liberale). Eppure le analogie ci sono.
    mutatis mutandis la situazione è simile a quella di Mussolini alla vigilia del 3 gennaio: tanto schiamazzo, tanti dissidenti, ma alla fine è berlusconi che tiene in mano il gioco.
    Solo lui è e resta il perno di tutti i giochi politici: non sarà fini a scombinare il governo non ha i numeri e poi deve fare i conti con l fatto che i suoi uomini (eletti in liste bloccate) devono l’elezione a silvio: in questo senso, ritengo che la PDL svolga una funzione simile al ‘listone’ di Mussolini del 1924: anche allora Giolitti, orlando e salandra tentarono di rovesciare il governo passando all’opposizione, ma non potevano andare fino in fondo: perchè godevano dello status di parlamentare grazie a Mussolini per la paura di perdere lo scranno parlamentare e di consegnare il palramento alle sinistre, in caso di nuove elezioni! Oggi i deputati PDL e i finiani devono la loro elezione alla cooptazione realizzata da Berlusconi con le liste bloccate: per questo, alla fine, Fini risulterà logorato sulla via della dissideza, come furono logorati Giolitti e co. nel 1924; per questo, non potrà l’opposizione PD-IDV (come l’Aventino nel 1924) contare sulla saldatura con i fiancheggiatori della maggioranza (ieri liberali, oggi berlusconiani).
    Di qui, la mia conclusione: anche se le regionali dovessero registrare un risultato elettorale negativo, la PDL ne sarà comunque rafforzata (almeno nel medio periodo e forse anche nel lungo) proprio per la mancanza di vere alternative e per la paura del ‘salto nel buio’ di elezioni anticipate cui non crede nemmeno il PD (che spera in una soluzione istituzionale/tecnica che traghetti verso nuove elezioni).

  7. Luka ha detto:

    Non ho capito il senso del post. Poi dire che il problema del Pdl è la Lega è un po’ nascondere i rifiuti sotto lo zerbino. La Lega semplicemente intercetta (per fortuna) voti di ex Pdl (e non solo) delusi che altrimenti si asterrebbero. Il Pdl in queste elezioni deve farsi molti mea culpa: candidature sbagliate in Lazio e Puglia, pasticci stranoti ma soprattutto l’acer troppo alzato la voce. Chi comanda deve avere l’aplomb di mantenere i nervi e evidenziare le cose fatte, l’aver alzato i toni subito invece non ha fatto che complicare le cose. Per es. l’aver voluto subito fare un decreto salva lista (che poi è risultato totalmente inutile e molto dannoso a livello di immagine: danno e beffa) senza aspettare l’ovvio ripescaggio del tar.

    Poi di liberale nel Pdl non ce n’è molto. Il principio base del liberale sono i meriti: mi sembra che in questo ambito la Lega batta tutti, persone nuove che escono dopo anni di gavetta per i propri meriti (con poche eccezzioni che cmq confermano la regola): Maroni, Zaia, Cota, Abelli e tanti piccoli amministratori.

  8. Antonluca Cuoco ha detto:

    semplice verità che NON SI CAPISCE COME MAI non è condivisa dal 90% del Pdl…
    mah.
    tafazziani!

  9. Salvio Di Maio ha detto:

    Purtroppo Benedetto, questa argomentazioni non possono convincere persone come me che continuano a rimanere poco attratti dal PDL così come dal PD.
    Almeno si potrebbe suggerire il voto per alcune persone: ad esempio, chi in Lombardia Libertiamo suggerisce di votare? Torniamo a parlare di persone e di progetti. Qui a Segrate l’esponente più visibile è tal Del Giudice che imbratta tutti i muri della città con i suoi manifesti: dovrei votare per uno così? Mai. Peraltro come assessore allo sport sembra non abbia combinato proprio un bel nulla…

  10. Liberale ha detto:

    Non capisco da dove deriva questa frenesia. Se anche ci fosse un pò di travaso dal PDL alla Lega sarebbe fisiologico ( specie per la natura regionale delle elezioni e la natura territoriale del partito di Bossi). Ritengo altresì dal punto di vista politico la Lega sia stata obbiettivamente più capace di imporre l’agenda politica degli ultimi 2 anni, e questo sia rispetto al PDL sia rispetto ad una sinistra ormai da molti anni orfana del bacino elettorale classico e diventata un coacervo di burocrati statalisti messì su da una mediocre classe intellettuale fatta di saltinbanchi, giornalisti, magistrati in politica o politici in magistratura etc… Proprio per questa ragione,ovvero la pochezza dell’alternativa, voterò convintamente PDL a queste elezioni, sapendo che l’alternativa soviet-salottara ( con i soldi degli altri sempre e comunque ) porterebbe l’Italia nella situazione di Spagna o Grecia.

  11. il PdL ormai ha cominciato a sgretolarsi verso fenomeni locali(Lega e partito del Sud) ed al suo interno l’area statalista(tremonti) e clericale(quasi tutti) è sempre più dominante.

    I pochi liberali rimasti dovrebbero preparare per tempo le valigie perchè finchè c’è Berlusconi il PdL rimarrà in piedi ed anche loro avranno un minimo di visibilità ma quando Berlusconi finirà la legislatura verranno distrutti da Formigoni e Tremonti con appoggi esterni di Casini o Bossi.

    Fini e DellaVedova farebbero bene a preparare per tempo la scissione e trovare sponda nei Radicali.

  12. Enrico Bianco ha detto:

    In Veneto e Piemonte gran voto disgiunto!! Chi vive immerso fino al collo nel mezzo dell’ondata leghista sa come questi si comportano una volta al governo…
    Mi spiace per Zaia, che tutto sommato rappresenta la faccia buona di questo movimento, ma al pensiero di tutte le figure che dovrà nominare in ASL, Veneto Sviluppo, in SAVE ecc… mi viene il voltastomaco.
    Oltretutto non si rende conto che lui sarà sempre nelle rendini dei lombardi, che non a caso lo hanno fatto allontanare da Roma perchè hanno paura del consenso che può muovere, e può offuscare quelli della prima guardia. Al solito i veneti cornuti e mazziati, non fa una piega! Almeno Galan non le mandava a dire…

    E che a Roma debbano imparare la lezione, non esiste che a Venezia decida sempre Roma o, in questo caso, Varese: ne abbiamo le scatole piene!

  13. Marco Galliano ha detto:

    Non capisco come Della Vedova possa includersi nel PDL. Se è rimasto quello che mi ricordo che era direi che c’èntra come il cavolo a merenda col PDL e col Berlusconismo.
    Sarebbe stato meglio un articolo che esaminasse la situazione regione per regione e allora, magari, nel Lazio sarebbe stato interessante vedere se per Della Vedova sia più liberale la Bonino o la Polverini.

  14. Giorgio Frabetti ha detto:

    cmq dobbiamo considerare che la lega, anche se alle elezioni regionali aumenterà, non credo abbia interesse a far cadere il governo: ha il federalismo fiscale da completare, non può lasciarlo interrotto. In questo modo, credo che berlusconi disponga di una carta decisiva per logorare politicamente Bossi, non dobbiamo scordarlo. E poi secondo me, un Bossi forte non indebolirà politicamente Berlusconi, anzi lo rafforzerà, rendendo agli occhi degli Ex-An (di estrazione per lo più romana e meridionale) indispensabile la sua presenza in termini di mediazione e contrappeso a Bossi; perchè se va a “catafascio” la PDL muore … per tutti specie per gli Ex-An c’è solo la prospettiva del “salto nel buio”!

  15. Sono profondamente convinto che il piano della Lega nel medio – e, forse, ora anche nel breve periodo – è e resti la sostanziale scissione dell’Italia unitaria risorgimentale in un qualcosa di profondamente diverso dove le località siano premianti sugli aggregati. Ed alla Lega interessano le sue località, non quelle degli “altri”.(leggi il rifiuto, premiato, di tener fede alla promessa elettorale di abolizione delle provincie che ci costano in spesa corrente circa 7,2 miliardi di euro/anno)
    E’ follia pura incentivarli e supportarli. Lo fa Berlusconi, terrorizzato dalla aggressione della magistratura, lo fa il PD incapace di una vera politica che faccia piazza pulita del suo passato ingombrantissimo. Ma lo fa anche Fini col suo velleitarismo; lo fa Casini con le sue democristianerie, lo fanno i “poteri forti” col loro sussiegoso egoismo di brevissimo orizzonte.
    In una realtà profondamente marchiata dal Concilio di Trento e conseguenze varie, di liberali ve ne sono stati sempre pochini e non mi pare che il loro areale sia, nei fatti, aumentato, né qualitativamente né quantitativamente.
    La presenza di Libertiamo è, per altro, stimolante ed interessante, a prescindere. I miei complimenti.

  16. Claudio ha detto:

    Penso che se molti elettori del PDL finiranno purtroppo a votare Lega la responsabilità principale sia delle posizioni ultra-politically correct assunte da Fini & C., in particolare su immigrazione e cittadinanza.
    Credo sia un’idiozia ripetere ciò che sostengono ad oltranza i finiani, ovvero che molti voteranno Lega perchè il PDL è divenuto troppo simile ad essa, al di là del fatto che non è affatto vero,è bene ricordarsi che Forza Italia e specialmente AN in materia di immigrazione (pur evitando certi eccessi) hanno sempre avuto in passato posizioni non troppo dissimili da quelle della Lega.
    Il centro-destra (FI e AN prima, PDL ora) ha sempre raccolto i voti di coloro (direi una buona parte degli italiani) che considerano l’immigrazione di massa un fenomeno con aspetti positivi ma anche negativi e che debba quindi essere rigorosamente regolamentata, senza però cedere ai beceri e rozzi eccessi (più verbali che altro) di certi esponenti leghisti.
    Ebbene penso che le continue prese di posizione retoriche e politically correct di Fini possano disorientare ed allontanare dal PDL una parte di questi elettori, e non credo che basti mettere sul proprio sito un banner in cui è rappresentato il peggio della Lega per invertire questa tendenza…

  17. Gianni ha detto:

    Io ho votato per il PdL. Ma non avrei comunque alcuna difficoltà a votare Lega. Certo se fosse per Fini voterei sicuramente Lega. A proposito il banner sulla Lega è veramente di cattivo gusto perchè mi sembra diretto contro una forza politica che si è dimostrata un fedele alleato del PdL. Vi consiglio di toglierlo perchè spinge persone come me per reazione a votare Lega piuttosto che votare PdL.

  18. Liberale ha detto:

    Bravo Gianni..ho votato PDL con convinzione, sicuro che la linea Fini sia a tutti gli effetti minoranza. Dovete accettare questo fatto, la stragrande maggioranza degli elettori PDL si sentono più vicini alle istanze della Lega e vorrebbero che il PDL assumesse sembianze da partito di popolo piuttosto che di salotto bene. Certo forse questo ad alcuni puristi dello snobbismo intelletuale liberale ad uso e consumo dei loro corrispettivi radical chic di sinistra, può non piacere. Posso anche accettare la buona fede ed il dibattito interno ( sebbene la tempistica durante le elezioni induca al sospetto di “secondi Fini” ). Tuttavia vorrei che qui dentro si partisse da una analisi concreta e pragmatica delle problematiche della società italiana e di come mai molti elettori sono attratti dalle risposte della Lega e PDL per come è ora piuttosto che da Fini e co . In amicizia, un elettore PDL.

  19. Gianni ha detto:

    Sì però attenzione. Secondo me il PdL non dovrebbe assumere posizioni identiche alla Lega. Quello che distingue il PdL dalla Lega sono le posizioni marcatamente anti tasse, anti spesa pubblica e liberiste. E queste posizioni dovrebbero essere valorizzate senza creare guerre distruttive con gli alleati. Ma in una certa armonia concordata. Quello che a mio parere di Fini ha dato fastidio, è il fatto che le sue prese di posizione sono sembrate insincere e strumentali a una lotta intestina tutta interna al PdL. Per esempio la cittadinanza ai figli degli immigrati che vivono qui tutto sommato si può anche concedere, non mi sembra scandalosa. Ma è il modo in cui tutto questo è stato fatto: le fondazioni, i club di “intellettuali”, i vari granata che sembrano andare più d’accordo col Pd che con il centrodestra. E una cosa che ha dato molto fastidio è anche come una sinistra ipocrita e pro tasse abbia cercato di approfittare dei dissidi interni per screditare ogni cosa fatta dal governo. Fini in fondo ha ( spero involontariamente) fatto il gioco dell’opposizione.

  20. Liberale ha detto:

    IL BENE trionfa sempre ;)

  21. Diego ha detto:

    No grazie, io voto orgogliosamente Lega Nord e non cambierò voto ne ora ne mai.

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