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Se il diavolo Bonino rischia di vincere, forse non basta gridare ‘Viva il Papa’

– Che il tema dell’aborto, per la sua fortissima sostanza simbolica, si presti ad un uso “trasversale” – ben oltre i confini della riflessione biopolitica – lo ha dimostrato in questi giorni la discussione della riforma sanitaria obamiana, che ha trovato in Congresso gli ultimi e decisivi voti della minoranza democratica anti-abortista, grazie ad un compromesso sui limiti al finanziamento federale degli interventi di interruzione di gravidanza.

Da questo punto di vista, l’intervento di ieri del cardinale Bagnasco è tutt’altro che eccezionale o imprevisto. La Chiesa fa il suo gioco e la politica pure. Sull’aborto e in genere sulla difesa della vita la Chiesa ritiene che si esprima oggi, più che su altri temi, la “differenza” cattolica. E su questo piano la politica (non solo quella del centro-destra) sa di dovere offrire alla Chiesa dei compromessi onorevoli, contando che su tutto il resto (il welfare, l’immigrazione, la scuola…) la Chiesa propone ma non pretende, convinta che la sua partita si giochi, pressoché unicamente, sul piano culturale e “antropologico”.

Che questo sia l’approccio della Chiesa, lo dimostra anche il tema della famiglia: le gerarchie ecclesiastiche ritengono “scandaloso” il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, ma non denunciano con il medesimo sdegno che la riforma del welfare familiare – una delle vere “emergenze sociali” del paese – continui ad essere rinviata a tempi migliori.

Il negoziato che la Chiesa intrattiene con la politica sui cosiddetti valori “non negoziabili” impone  ai politici molta obbedienza e deferenza, ma pochissime spese e nessuna riforma. Perfino sull’aborto, la Chiesa ha sopportato che, proprio sotto il governo “amico” di Silvio Berlusconi, in Italia venisse dato il via libera all’utilizzo dell’RU486. Tutto quello che la Chiesa esige, in fondo, è che ministri e sottosegretari continuino a stracciarsi le vesti contro la kill-pill, senza istituire blocchi normativi rischiosi, che, per fermare la pillola abortiva, potrebbero far saltare gli equilibri consolidati della legge 194.

Il problema, che nel PdL molti non capiscono e alcuni fanno finta di non capire, è che questa alleanza con la Chiesa non garantisce ai candidati del centro-destra un facile accesso al serbatoio del cosiddetto “voto cattolico”. Il fatto stesso che si cerchi ora, in ogni modo, di scongiurare la vittoria del “diavolo” Bonino, che solo due mesi fa sembrava impossibile, dimostra che una cosa solo le elezioni, un’altra i wishful thinking.

Per aiutare una candidata sfortunata, azzoppata dagli errori dei “suoi” e riluttante alle guerre di religione, come Renata Polverini, potrebbe non essere utile e forse perfino dannoso continuare a gridare “Viva il Papa”.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

11 Responses to “Se il diavolo Bonino rischia di vincere, forse non basta gridare ‘Viva il Papa’”

  1. bill ha detto:

    E’ vero, non basta. Come non serve che Filippo Rossi partecipi a quella meravigliosa iniziativa che Santoro officerà dal Paladozza di Bologna. Chissà che prestigioso contributo di idee, da quella sede..

  2. Liberale ha detto:

    eh eh bill..ma come..non sei aggiornato? La maggior democrazia all’interno del Pdl, i parallelismi trasversali, le piattaforme programmatiche bipartisan, il futuro del pd—-l. Sembrerebbe quasi che tu appartenga a quel 99,9 periodico % dell’elettorato PDL che non aspetta altro che Farefuturo esca dal PDL..sei proprio un anti-Democratico :)

  3. Marco Maiocco ha detto:

    Comunque faccio presente, che voi votate con Bagnasco contro il diavolo Bonino.
    O tempora, o mores…

  4. Simona Bonfante ha detto:

    @ bill + liberale
    rossi ha spiegato che da santoro non ci va.

    @ carmelo
    condivido e aggiungo.
    nessuno tra i prolife del nostro paese ha mai riflettuto sul fatto che fare politica per la vita significa innanzitutto mettere le donne in condizione di mantenere se stesse e il figlio, anche se si è minori, povere, single, straniere…
    prima di vietare alle povere quello che le ricche possono procurarsi da sé – ovvero cliniche compiacenti, pillole abortiste, ecc – bisognerebbe fornire servizi e benefit adeguati, dalla maternità ad -almeno – il compimento della maggiore età.
    in germania, ad esempio, è così funziona. ma i nostri, invece, come dici tutti preferiscono stracciarsi le vesti, tanto non costa nulla!

  5. bill ha detto:

    1)Apprendo con piacere che Rossi non parteciperà a quell’evento. Sarebbe stato il colmo..
    2)Sono d’accordo sul secondo punto del post di Simona Bonfante. Anche se non è da oggi che c’è chi chioede un ruolo diverso per i consultori.
    Io non sono per l’abolizione della 194, ma perchè l’aborto sia l’ultima scelta a disposizione di una puerpera sì. Se è permesso dirlo, i milioni di aborti praticati in Europa assomigliano più ad un genocidio che ad una conquista civile.
    Ma questa è un mio opinabilissimo parere. Di motivi per non votare la Bonino ce ne sono almeno un altro migliaio, a cominciare dai suoi compagni di viaggio e dai disastri che combinerebbero. Quando mi si presenta questa candidatura come cambiamento, scusate, ma non vi sembra una contraddizione in termini? Cambiamento da cosa, se al suo fianco ha quelli che sono stati al potere fino ad oggi (e sappiamo come)? Essù..le beghette da capatàz di partito le capiscono tutti; almeno non prendiamoci in giro qui.

  6. Luca Cesana ha detto:

    Carmelo, hai perfettamente ragione, dal punto di vita ideale e da quello più pragmatico.
    Mi domando se sia da intollerante e illiberale chiedere a certe presenze fisse su queste pagine che ripetono paro paro la medesima litania un giorno sì e l’altro pure se non ritengano di dover riflettere sul fatto che il loro “pensare” è ben chiaro a tutti e forse sarebbe più utile, per loro stessi, andare a diffondere il “verbo” in altre sedi ove magari non sono ancora stati illuminati da certe profonde e articolate Verità…

  7. Marianna Mascioletti ha detto:

    @ Luca Cesana: il sospetto è che cerchino di “illuminare” noi e che non se ne andranno prima di aver suscitato in ogni collaboratore del sito una reazione alla John Belushi nei Blues Brothers (cfr. “Ho visto la luce“). In tal caso, però, ho paura che l’attesa sarà molto, molto lunga.

  8. bill ha detto:

    Tanto per sapere: volete fare il clubbettino del “tutti d’accordo”?
    Mi pare che questo sito si chiami “Libertiamo – la politica nel Popolo della Libertà”. Magari discutere fa bene anche a chi pensa di avere capito tutto, perchè in realtà chi cerca di “illuminare” mi pare sia qualcun altro. E dalla via che pare sia in minoranza fra chi, anche obtorto collo talvolta, si ritrova a votare PdL, forse dovrebbe cercare di convincere il prossimo delle sue articolate verità e di fargli passare i dubbi che certe situazioni, interviste a due giorni dal voto, affermazioni etc etc creano. O no?

  9. Marianna Mascioletti ha detto:

    Il rilievo di Cesana credo sia sulla ripetitività di alcune argomentazioni, più che sul contenuto. Repetita iuvant, d’accordo, ma a un certo punto può anche bastare.
    Questo naturalmente lo dico come lettrice, non come moderatrice. Come moderatrice, seguo il principio voltairiano del “Non sono d’accordo con le vostre idee ma mi batterò perché possiate esprimerle”, solo, però, integrato da un altro principio: “…finché sono esprimibili senza che il direttore editoriale di Libertiamo.it finisca in galera.”

    Conflitto di interessi? Probabile.

  10. Botto Paolo ha detto:

    Cose che non riesco a comprendere di voi:
    In un momento di schieramenti assolutamente atipici
    – scegliere di stare con Giovanardi, con la Russa, con il voltagabbana Cicchitto, dalla stessa parte di Borghezio e Berlusconi, senza mai dire una sola parola di precisazione e di presa di distanza (questo è il punto di incomprensione) quando costoro se ne escono con le loro idee fisse (diciamo stravaganti per essere educati e liberali!) …
    – essere liberali ma votare per impedire che si possa essere tassisti con facilità, essere liberali ma votare perchè la lobby dei farmacisti possa continuare ad esistere forte e irriducibile,
    – essere liberali ma operare politicamente con quanti vogliono impedire a Silvio Viale di svolgere il proprio lavoro e mai dire una parola a sua difesa contro i soprusi del Ministro Fazio,
    – credere che sia giusto che la Rai per difendere gli interessi di un presidente del consiglio sia diretta da un personaggio che non ha il senso dell’efficienza economica ne forse il curriculum per tale ruolo,
    e mille altre cose dall’accetazione e il rispetto degli altri, dei diversi, al ruolo del liberalismo nelle radici dello stato Italiano (ma dove erano le radici Cattoliche nel risorgimento Italiano che ha generato lo Stato Italiano, in Cavour, in Garibaldi, in Mazzini, in Cattaneo, in Vittorio Emanuele II eccetera tutti i miei liberali ZITTI ad ascoltare le sciocchezze o l’ignoranza di Giovanardi, di Gelmini, di Gasparri, di Calderoli, di Berlusconi stesso)
    E poi oggi tutti a VOTARE CONTRO Bonino contro Silvio Viale per eleggere una Sindacalista (che non è poi così distante da Epifani come vorrebbero farci credere) o un avvocato proibizionista per ideologia e convinto che qualcuno per nascita e geni sia piu “uguale di altri” meno fortunati…..
    Non vi comprendo….
    Più onesto il Presidente FINI che “distinguo” ne esprime parecchi, quando gli paiono necessari, o meglio ancora Casini che rinuncia al potere ma si smarca ….
    Non vi comprendo… se vi spiegaste forse aiutereste me e tanti (o pochi che siano) altri…..

  11. Carmelo Palma ha detto:

    Botto, faccia lei, se non ha visto distinguo o critiche alla “linea” non è che possiamo riassumergliele. Poi è vero che noi non pensiamo di vivere nella fogna politica che lei descrive, ma questo è un altro discorso. Non ci dia però anche le colpe degli altri. A pretendere la non candidatura di Silvio Viale tra i radicali in Piemonte, a difesa del quale (e delle cui posizioni sull’RU486) potrà leggere una mezza dozzina di “nostri” pezzi negli ultimi 2 anni, non è stato Giovanardi, ma Mercedes Bresso.

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