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Non trasformare voto regionale in nuovo referendum su aborto

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

E’ del tutto comprensibile l’appello della Cei a polarizzare lo scontro elettorale sull’aborto. Sarebbe del tutto sbagliato, da parte del centro-destra, trasformare in Lazio, come altrove, il voto regionale in una riedizione del referendum sull’aborto cercando di cavalcare elettoralmente le parole del cardinal Bagnasco.
Le elezioni si possono vincere per qualche “voto cattolico” in più, ma si possono anche perdere per qualche “voto laico” in meno. Unire le forze per la riduzione degli aborti è un obiettivo inclusivo che rafforza il PdL. Lasciar intravedere la possibilità di mettere in discussione la 194 – unica prospettiva di una ambiziosa e coerente politica antiabortista in Italia – rischierebbe di alienare il sostegno moderato e liberale, che resta decisivo per una forza politica che punta al 40% dei voti degli italiani.

Roma, 22 marzo 2010


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “Non trasformare voto regionale in nuovo referendum su aborto”

  1. elenasofia ha detto:

    Condivido quanto sostiene Della Vedova, tranne ciò che afferma all’inizio:

    >>>> E’ del tutto comprensibile l’appello della Cei a polarizzare lo scontro elettorale sull’aborto. <<<<

    Infatti, il comportamento dei vescovi sarà pure comprensibile, però secondo me non è tollerabile la loro sistematica, pesante invasione di campo nelle vicende politiche italiane.

  2. Silvana Bononcini ha detto:

    Questi vorrebbero tornare a tempi antichi, in cui le donne ipocritamente erano abbandonate al loro destino per risolvere una maternità responsabile ( e qui talascio perchè ci sarebbe da fare un discorso incomprensibile per personaggi dediti alla sofferenza ed all’espizione e non alla reale comprensione di un dramma purtroppo tutto e molte volte solo femminile ) chi poteva andava all’estero e le altre sui tavolacci delle mammane rimettendoci anche la vita.
    Credo sia comparsa da qualche parte una foto di Emma con una pompa da gonfiare le bici come dimostrazione della nostra bassezza, del nostro esser streghe!
    Non hanno capito in passato e non capisono oggi la lacerazione dell’anima per chi deve affrontare la decisone di non far nascee quel figlio, non realizzano che a volte una si dice ” mi piacerebbe farlo nascere, ma non posso ” non capiscono che tra un figlio castigato ed uno scelto c’è un mare di sofferenza.
    Stanno facendo la stessa battaglia retrograda sull’RU 486, sul testamento biologico e sull’eutanasia senza rendersi conto che la maggioranza degli italiani è contraria alle loro posizioni ed in privato faranno altro da quello che dettano col loro magistero.
    Ma è meglio così, saranno voti in più per Emma Bonino!

    Ps: fossi stata elettrice nel Lazio IO AVREI VOTATO per Emma, anche se da quello che evinco da Benedetto e da Libertiamo è altro.
    Credo però che per il Lazio e la sua gente sia meglio che vinca Emma, da cui mi distanziano alcune convinzioni (il nucleare,l’aver accettato l’appggio di Di Pieto e del’estrema sinistra, non mi convince ” il caso Italia “) ma che tuttosommato oserei dire …” di lei ci si può fidare ”
    Spero che i tradimenti sian perdonati!

  3. elenasofia ha detto:

    Se le alte gerarchie ecclesiastiche avessero veramente a cuore la vita umana, si preoccuperebbero anche del rispetto delle persone, una volta nate.

    Non sembra che la condotta vergognosa dei preti pedofili abbia indignato i vescovi e i cardinali più di tanto, visto che hanno coperto i colpevoli.

    Anche la “politica” dell’astinenza come controllo delle nascite, nei paesi sottosviluppati, è un insulto alle persone: a parte l’assurdità di far precipitare le coppie nella nevrastenia per potere osservare l’astinenza,
    il clero si rende conto che i milioni di bambini che nascono in mancanza di forme di vera contraccezione, sono destinati a morire di fame?

    Mi sembra che gli ex radicali confluiti nel PdL abbiano perso la voce.

  4. daniel ha detto:

    Che commenti senza senso!

    Non cè logica ad uccidere un bambino per non fargli fare una “brutta” vita.
    Intanto lo hai ammazzato e non cè niente di peggio, molto piu grave che fargli fare una brutta vita.

    E poi se proprio non lo vuoi lo lasci in ospedale che ci sono migliaia di coppie in attesa di adozione.

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