Sull’acqua oggi sfila la sinistra delle bugie e della paura

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL:

La sinistra che sfilerà oggi è quella delle bugie e della paura. La “privatizzazione dell’acqua” non c’è, è un falso storico messo in giro ad arte da chi vuole diffondere paura immotivata pur di cavalcarla.
Sulla riforma del servizio idrico si è sviluppato un dibattito strumentalmente ideologico, di quelli che galvanizzano la sinistra italiana. L’opposizione ha così inquinato una discussione che avrebbe potuto e dovuto prendere una piega molto diversa, soprattutto se consideriamo che anche il leader del PD – oggi silente – è stato in passato tra i fautori di una riforma del settore idrico che aprisse le porte alla concorrenza.
Il decreto-Ronchi non ha messo in discussione la proprietà pubblica della risorsa acqua, anzi l’ha ribadita, prevedendo solamente che la gestione del servizio sia affidata prevalentemente attraverso gara pubblica. La riforma potrà contribuire a ridurre le numerose sacche di inefficienza di cui soffre da decenni il settore, con intere province afflitte da carenza di offerta, problemi di depurazione, sprechi di enormi quantità di acqua. Quanto ne abbiamo parlato in passato, soprattutto riferendoci al Mezzogiorno?
Roma, 20 marzo 2010


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

12 Responses to “Sull’acqua oggi sfila la sinistra delle bugie e della paura”

  1. Gianni ha detto:

    Nel caso del settore idrico credo che sia difficile immaginare un regime di concorrenza. E’ già più facile con mille difficoltà immaginarlo nelle telecomunicazioni e nell’energia. Al massimo si potrebbe pensare ad un regime regolato in modo da garantire ai privati un certo ritorno sul capitale investito (vedi autostrade?). Il dibattito dovrebbe essere se questo sistema può essere più efficiente della gestione pubblica in base alle esperienze già fatte (autostrade?) e in vista delle esigenze di rimodernizzazione della rete e del reperimento dei capitali necessari. Non sono molto informato sul precedente della rete autostradale. Certo ho paura che ci siano state parecchie polemiche. Dall’altra parte per la sinistra l’opzione pubblica non costituisce mai alcun problema: a loro basta alzare le tasse e spendere.

  2. marcello ha detto:

    Io so che anche limitatamente alla gestione l’ente pubblico non può avere più del 30%. Vuol dire che almeno il 70% sarà gestito dai privati. Se non è una privatazzazione questa…

  3. marcello ha detto:

    E peggio avere delle imposte o dei prezzi alti, dove il criterio della progressività o anche della proporzionalità va a farsi benedire?

  4. Gianni ha detto:

    xmarcello
    Il discorso è che lo stato in genere spende in modo inefficiente. Gli esempi offerti dalla sanità gestita dalla sinistra è più che eloquente: mazzette e scambi di favori. Molto meglio il privato se è possibile instaurare la concorrenza come dovrebbe essere nell’ambito sanitario, dei servizi energetici e telefonici. Il discorso è più complesso per gli acquedotti e per le autostrade dove la concorrenza potrebbe essere impedita da motivi strutturali. In questo caso se lo stato vuole che i privati investano deve garantire delle tariffe che diano una certa remunerazione degli investimenti. Quindi ci sono due opzioni: quella privata e quella pubblica. In un caso abbiamo che gli investimenti iniziali vengono fatti da una società privata e i cittadini pagano nel corso del tempo tariffe più alte per remunerare anche il capitale. Dall’altra parte i comuni (e cioè i cittadini) si sobbarcano gli investimenti iniziali e i cittadini pagano tariffe più basse. In teoria i due casi sono equivalenti. Per esempio nel primo caso un cittadino ha inizialmente un risparmio fiscale che può investire magari nello stesso acquedotto. Questo capitale viene remunerato e così recupera la differenza tariffaria, finendo col pagare la stessa cifra. Tuttavia se l’opzione privata riesce a contenere le spese in modo migliore di quanto non possa fare il pubblico, allora l’equivalenza viene meno. Questo è il se da verificare, piuttosto che dedicarsi a manifestazioni a senso unico e viziate da strumentalizzazioni ideologiche di stampo sindacal-marxista.
    In secondo luogo il merito della progressività delle imposte è quanto mai dubbio. Personalmente ritengo che questa sia solo una palla al piede per l’economia di cui dobbiamo ringraziare sempre i nostri amici “ex” comunisti.

  5. marista ha detto:

    Non sono sicura affato che alla fine non si arrivi ad una surrettizia privatizzazione dell’acqua. Sta di fatto che , e non solo per ‘acqua, si è lasciato che privati, spa, gente che non ha responsabilità di governo, ma solo di utili per se a per gli azionisti, gestisca i beni pubblici. Sto per mia disgrazia nel LAZIO, la mia cittadina è disastrata, e tra le disgrazie più grosse abbiamo: Ato 2. truffa legalizzata. Agenzia Entrate, equitalia gerit: funzionano speventosamente, siamo letteralmente vessati da richieste pazze,di cartelle non controllabili nei fatti, dobbiamo pagare, ma che gente è, in che mani siamo? Non belle di sicuro. Gestore contatori enel : stendiamo un pietoso velo. Non ce la facciamo più. Pure non interessa a nessuno: sulla carta ed a parole, va bene così. La distanza tra il cittadino vessato ed il politico che fa belle teorie e vita comoda, cresce sempre più. Per me e per molti nella mia città, chiunque vinca è indifferente, totalmente indifferente, chi si interessa? Chi spera di guadagnare qualcosa.. e andrà sempre peggio , imbarcherete gente da poco.

    Quando la capirete il significato della parola GOVERNARE, che non vuol dire prendere uno stipendio e demandare agli affaristi legalizzati? Volate alto, volate alto che noi restiamo giù sotto il calcagno delle malavite e le cose vanno sempre peggio!!

  6. filipporiccio ha detto:

    Sarebbe meglio privatizzare e liberalizzare tutto, ma “privatizzare” a mio avviso significa creare una società per azioni di proprietà dei cittadini, che poi eventualmente possono vendere le loro quote ad altre società. Non significa che l’ente pubblico si appropria di una risorsa (pubblica non significa di proprietà dell’ente pubblico) e la vende in barba ai cittadini, come invece succede adesso.

    Tra l’altro l’amore delle amministrazioni per le gestioni private potrebbe dipendere da un motivo molto semplice: visto che fare qualsiasi cosa di utile in Italia ormai comporta pesanti responsabilità civili e penali, a causa delle norme bizantine su contratti di lavoro, sicurezza, eccetera, gli amministratori si “lavano le mani” della questione trovando appunto un privato, o una società mista pubblico-privato, che faccia da parafulmine contro qualsiasi aggressione giudiziaria nei confronti dell’attività. Questo spiegherebbe perché molte gestioni per es. di musei vengano date in gestione ad associazioni costituite apposta allo scopo, tanto per dirne una.

  7. Gianni ha detto:

    x marista
    Vorrei farti notare Marista che la tua opinione benchè rispettabile, non manca di lasciare molti dubbi. Lo gestione statale dei beni pubblici manca di quei feedback virtuosi che nel privato possiamo trovare. Le questioni di tangenti e di abusi nelle amministrazioni locali sono all’ordine del giorno e riguardano in buona parte amministrazioni di sinistra. Quindi la tua semplificazione STATO=BUONO, PRIVATO=MALE è abbastanza naive. Anche semplificazioni di verso contrario lo sono. Governare significa anche saper rinunciare (dove è opportuno) al potere e alle tangenti associate con il controllo di attività pubbliche. Poi che ci siano state privatizzazioni condotte in malo modo, questo è un argomento che la sinistra stessa dovrebbe conoscere a fondo.

  8. marista ha detto:

    x Gianni
    Davvero non mi riesce nella realtà attuale di scorgere nella conduzione dei beni pubblici da parte del privato alcunchè d virtuoso.

    Certo io parlo per quello di cui ho esperienza diretta: vivo nel Lazio sulla costa vicino a Civitavecchia vi assicuro che viver qui è penoso, di virtuoso non vedo nulla, di eroico si. Eroi sono certi impiegati che vivono male il contatto con lo sfascio e col sopruso legalizzato e no. Destra, sinistra, qui almeno non ha senso. In questi Paesi il potere è diviso solitamente sempre fra le stesse famiglie.Specie di clan tribali in cui si fa in modo che in ogni famiglia che ha necessità di fare politica per i propri affari, ci siano rapresentanti nei vari partiti, cordate, comitati. Niente è affidato al caso, spesso nemmeno le cartelle delle tasse sbagliate. Che ne sapete delle ditte appaltate e sub appaltate che gestiscono servizi spesso mediocremente ed a caro prezzo? Perchè si lascia che impunemente vengano pretese somme non corrispondenti ai consumi? Lo sanno anche i sassi qui, ma non si fa niente quando succede, e da noi succede spesso, se denunci.. tutto cade nel sonno. un Muro di gomma . Non mi sembrno feedback virtuosi quando ti chiedono bollette dell’acqua di fantasia e tacciono se gli dimostri che appunto sono di fantasia, aspettano un po’ e te le ripropongono, quando addirittura non te lo dicono in faccia che puoi ricorrere e vincere che tanto loro te le faranno pagara lo stesso. Non mi sembrano feedback virtuosi, piuttosto malavitosi direi.

    Non esprimo pareri o simpatie, dico quello che vedo, dico quello che nel mio paese in molti subiscono e non credo che sia l’unico Paese d’talia in cui succede, sono propensa piuttosto a sospettare che sia l’unico in cui c’è chi ne parla.
    Ed invito tutti gli altri a parlare, perchè quelli non si contentano e pretendono sempre di più, l’appetito vien mangiando.
    d’altra parte si può capire in qualche modo se nel Lazio l’AMA ditta che dovrebbe ritirare la mondezza,anche se ne abbiamo strade e campi ricolmi, per dirne una ha un credito con i vari ministeri che non pagano la Tarsu ,di qualche milione di euro, mi sembra 4 o 5 per un solo anno . Col solito concetto italiota del condominio, vanno a pretendere di più dagli imbecilli che pagano. Acqua, gas, luce, rifiuti diventano un furto legalizzato per molti, una risata per altri.

    Per me questa è malavita, senza ricamarci sopra, mala amministrazione della cosa pubblica da una parte e malavita dall’altra e noi in mezzo.

    Solo che così si ammazza un Paese. altro che feedback positivi: tutti i parassiti a calci dove dico io ed a pulire boschi e strade.

  9. Gianni ha detto:

    Io vivo al nord, Marista, quindi non so come sia la situazione in Lazio. In alcuni servizi è molto difficile se non impossibile introdurre l’effetto calmierante del mercato per motivi strutturali. Per esempio la gestione degli acquedotti è uno di questi. E’ chiaro che in questi casi se si apre al privato devono esserci delle autorità che regolamentano sia le tariffe che le procedure di erogazione. Negli Stati Uniti servizi come la gestione di acquedotti sono regolamentati in questo modo. Queste società sono effettivamente dei monopoli ma sono sotto il controllo di autorità di vigilanza. Se il grado di servizio scade sotto un certo livello le autorità locali (dei singoli stati) possono revocare la concessione. In genere quindi gli amministratori di queste compagnie cercano di mantenere un buon grado di servizio, se non altro per non finire in bancarotta. Ripeto che non so cosa sia successo in Lazio e chi siano i responsabili della situazione di cui ti lamenti. Ma non mi stupirei se il problema in questo caso sia da far risalire a una pessima classe dirigente nelle pubbliche amministrazioni regionali, piuttosto che al libero mercato.

  10. marista ha detto:

    Esatto Gianni, il Lazio è in pessimo stato, credo da sempre, e gli ultimi 15 anni sono stati terribili. Presto un minimo di aiuto alla delegazione lazio Nord dello Adusbef, non è il centro del mondo,comunque siamo in contatto pur trattando soprattutto di banche, con il Nord e tocchiamo con mano le differenze , soprattutto in fatto di costi delle utenze e di sgoverno burocratico, due mondi diiversi anche dal Nord capitano lamentele di utenti delle spa, ma restano due mondi diversi, uno vivibile, con difette, ma dove la speranza non è morta, ed uno di oppressione medievale e malaffare polverizzato. Qui la speranza è morta, lo stato è lontano , come nel sud del tempo che fu. Perchè il ridicolo è che ne sud ci sono rare sacche di efficenza, ma qui se ci sono, non è facile individuarle

  11. marcello ha detto:

    Quando parlavo della progressività in questo caso era riguardo al fatto che i prezzi di un bene, ma anche per es. il biglietto ferroviario, diversamente dalle imposte, non solo non è progresivo ma neanche proporzionale al reddito, quindi alla fine paga di più chi ha un reddito basso. Però alcuni si indignano solo per le imposte, ma sui prezzi schizzati da molti anni senza che ci fossero dei controlli e delle liberalizzazioni serie che dovevano conseguire alle privatizzazioni poco (non qua devo dire) ho sentito.

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