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Sul rapporto Berlusconi-Fini ha ragione Ferrara

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Nella PdL c’è chi fa il tifo perché la dialettica politica interna sia soffocata nello scontro tra Fini e Berlusconi e tra finiani e berlusconiani. E’ un errore da cui mette giustamente in guardia oggi Giuliano Ferrara nel suo articolo su Panorama. Che il PdL non possa essere né anti-finiano né anti-berlusconiano è inscritto nelle stesse ragioni che hanno portato alla sua costituzione.

Il futuro del partito non potrà essere costruito sul sospetto e sul redde rationem permanente, ma su di una competizione di idee aperta e su di una unità sostanziale di intenti, di cui sia il Presidente del Consiglio che quello della Camera sono protagonisti oggi e dovranno rimanerlo domani.  Anche perché, se salta questa logica, non vince nessuno, ma muore il progetto e la realtà politica del PdL.

Roma, 19 marzo 2010


12 Responses to “Sul rapporto Berlusconi-Fini ha ragione Ferrara”

  1. Gianni ha detto:

    Non so se la dialettica interna possa venire soffocata da uno scontro Berlusconi-Fini. Di sicuro verrebbe soffocata da un “accordo” fra Fini e Berlusconi sulla testa degli elettori. Fini è un mediocre, privo di carisma e la maggior parte degli elettori non lo sopporta. E’ inadatto sotto ogni aspetto ad essere il successore di Berlusconi. Dov’è la competizione in un accordo che si concluda in una staffetta Berlusconi-Fini? E chi dice che “Fini e Berlusconi sono protagonisti oggi e DOVRANNO rimanerlo domani”? Sarebbe questa la libera dialettica? Nel PdL ci sono molti candidati alla successione di Berlusconi che sono molto ma molto meglio di Fini. Lo stesso Della Vedova sarebbe già un ottimo candidato di gran lunga migliore di Fini. Cosa vuol dire un patto fra Berlusconi e Fini? Se Berlusconi non si vuole ricandidare come premier nel 2013, si faccia in modo che la base elettorale elegga un successore adeguato: che siano non le tessere ma gli elettori veri a decidere. Questa è una vera dialettica. Non gli accordi a porte chiuse.

  2. Luca Cesana ha detto:

    Ciao Ben, anch’io preferirei te come leader del PdL, ma sono realista, come lo sei tu (prerogativa della quale molti tra quelli che intervengono spesso e volentieri su questo sito, scarseggiano assai):)
    Viva Fini (con, non al suo posto, Della Vedova)!
    Poi sarà pure un mediocre, come dice il caro Gianni: a me pare esattamente il contrario, ma attendo con ansia un’auto candidatura di chi ritiene di essere un politologo di serie (un sartori alle vongole…)
    Fini non avrebbe carisma? Ma fammi il piacere!?!?

  3. Gianni ha detto:

    Credo che una persona carismatica in politica sia una persona capace di conquistare l’elettorato. Fini sicuramente è capace di conquistare amici interessati. Ma questo non si chiama carisma, ma credo che si chiami clientelismo. Dalla mia esperienza personale invece Fini non conquista affatto gli elettori: forse la mia cerchia di conoscenze è limitata e provinciale. Ma se non sbaglio l’ultima volta che egli ha parlato davanti ad un pubblico di semplici elettori di centro destra, si è guadagnato un bel po’ di fischi. No? Certo questa non è una prova definitiva. Comunque io devo ancora trovarli questi votanti centro destra entusiasti per Fini. Magari esistono anche persone non legate da motivi di clientela che adorano Fini. Io non dico che non esistano. Fatto sta, secondo me, che quelli che davvero non riescono a soffrire Fini per vari motivi sono molto molto numerosi. Solo questo fatto mi giustifica nel dire che Fini è assolutamente inadatto a guidare il PdL. I ritorni elettorali sarebbero disastrosi. Fini è una persona che divide, non è una persona che unisce. Per questo dico che ci sono candidati molto più adatti: Della Vedova è sicuramente uno di questi. Amico Luca, penso che sia sciocco negare l’evidenza che Fini è malamente sopportato da moltissimi elettori. E trovo quindi sciocco il sostenere a spada tratta Fini. Ed è quindi inevitabile pensare che i motivi che animano i sostenitori di Fini siano altri e che le loro proposte “politiche” spesso siano semplici foglie di fico per questo altro.

  4. bill ha detto:

    Il problema di Fini è che lui il carisma lo aveva, ma se lo è giocato. Mi spiego: ognuno è libero di evere idee, cambiarle, proporle. E basta andare indietro di qualche anno: la fondazione di AN fu un atto meritorio, che scongelò una larga fetta di elettorato da un isolamento politico trentennale. Era una cosa da fare, e sanciva un cambiamento che l’elettorato di AN aveva già compiuto e metabolizzato: il MSI-DN non era più, di fatto, un partito neofascista da un pezzo.
    In quel momento, e per diverso tempo in seguito, Fini aveva carisma per diversi milioni di italiani.
    Poi, ha assunto posizioni diverse, a cominciare dall’esperienza del primo governo berlusconiano. Perchè ce le ricordiamo, vero, le liti con Tremonti, i vari vertici di maggioranza, il tempo perso e fatto perdere coi giochetti con Casini, la non-campagna elettorale alla fine del quinquennio, facendo perdere una tornata elettorale che si poteva e doveva vincere, con la conseguenza di avere fatto sorbettare all’Italia quella sciagura dell’ultimo governo Prodi?
    Prima, grave caduta di credibilità.
    Secondo, marchiano errore: non avere aderito da subito al PdL (la famosa uscita delle “comiche finali”), salve andare a Canossa dopo poco tempo. Non ha dimostrato, mi pare, un fiuto particolarmente sviluppato..
    Terzo erroere: le posizioni, molto simili a quelle dei progressisti e dei radicali, rispetto ai temi etici (ma questo è legittimo, anche se un presidente della camera magari non arriva a dire che una legge approvata dal parlamento è da modoficare perchè a lui non piace..), ma soprattutto sull’immigrazione.
    L’elettorato su cui Fini esercitava il suo carisma, a questo punto, non lo segue più. Perchè, mi spiace tanto, la cittadinanza breve non è una soluzione particolarmente sentita, e al contempo il fatto che non ci siano più ondate di clandestini che entrano quotidianamente nel paese (per fare un esempio: il centro di accoglienza di Lampedusa è vuoto!) fa sì che la politica del governo in questo campo sia apprezzata dai più.
    Ultimo punto: il ruolo da difensore delle istituzioni, quelle stesse che per una vita aveva detto di volere cambiare profondamente, non gli giova affatto.
    Tutto ciò per dire che, a mio avviso, Fini oggi non rappresenta che una minoranza non dico del PdL, ma della vecchia AN; non vedo folle entusiastiche che seguono Fare Futuro, e disposte a fare un salto nel buio per fare non si sa che.
    Se Fini davvero esercitasse una funzione di stimolo perchè il PdL, e di conseguenza il governo, accellerino verso la promessa “rivoluzione liberale”, io apprezzerei eccome. Ma, purtroppo, non vedo nulla di questo nella sua azione.

  5. Gianni ha detto:

    Sia che questo carisma Fini l’abbia avuto o che non l’abbia mai avuto, il punto comunque è che non sembra essere la persona più adatta a prendere la leadership. Per questo quando sento Ferrara parlare di accordi a due, staffette o quant’altro, mi innervosisco. E anzi mi meraviglio di Ferrara. Berlusconi oggi mantiene la leadership e riesce a mantenere unito il PdL per il suo carisma e per l’estrema sintonia che ha instaurato con gli elettori. Su alcuni temi sembra essere solo lui a difendere la classe media dall’avidità di una sinistra tassa e spendi che va dai sindacati al Pd. E in forza di questa fiducia è all’interno del PdL una sorta di monarca assoluto. Ma la fiducia della gente non si trasmette con accordi sottobanco o con staffette. Quando Berlusconi si farà da parte nel PDL si dovrà effettuare una scelta per un leader che abbia la fiducia dell’elettorato e non semplicemente delle tessere. Fini sotto questo punto di vista è messo male, perchè parecchi, a torto o a ragione, oggi non lo sopportano. Mi sembra che ci siano candidati decisamente migliori.

  6. Giovanni Agretti ha detto:

    Che Gianni abbia ragione mi pare evidente: lo ha dimostrato con garbo e dettagliando a iosa e che Fini non abbia carisma bastante ai suoi progetti è un fatto, non una opinione. Basta leggersi il suo palmares e le sue numerose sconfitte. Una partito o un movimento di opinione non crolla come un edificio, ma si vuota a poco a poco della sua sostanza finché non ne resta più che la scorza. Questo è l’unico progetto a cui può aspirare Fini. Non sarà mai il sostituto di Berlusconi, perchè è un mediocre. La sua espressione mentre parlava nel fuori onda con un magistrato a lui sconosciuto del pentito Spatuzza, da Fini definito una “bomba atomica” per Berlusconi, quel sorriso felice, denotano una miserevole personalità, per chi sa cosa lui deve a Berlusconi. Fini ha iniziato una lunga marcia verso il nulla! E così sia.

  7. Luca Cesana ha detto:

    sostenere che, per esempio, il sottoscritto abbia qualsivoglia tipo di interesse, se non politico, nell’appoggiare Fini è, a dir poco, ridicolo
    quanto al carisma mi risulta sia sempre tra i più votati nei sondaggi; ceh poi non piaccia ai berlus-chines non fa che rafforzare le mie convinzioni
    se a voi piace questo centro-destra clerico-reazionario, statalista e e assolutamente non riformatore, buon per voi: a me questa favoletta del “meno peggio” ha francamente rotto le palle, chiedo scusa ma non li voto più

  8. Daniele Priori ha detto:

    Bravo Benedetto. Confronto di idee. E’ la chiave per continuare a far camminare il progetto meraviglioso che è Il Popolo della Libertà, un innesto potenzialmente a metà tra l’Ump francese e il Partito Repubblicano Americano. Purtroppo, però, quello che manca in Italia, ahimé, specie nell’ala neoberlusconiana, sono proprio le idee. Me ne sono convinto una volta di più, posto che ce ne fosse bisogno, dopo il deprimente comizio peronista di Berlusconi andato in scena sabato a San Giovanni.
    Martino, Marzano, Rivolta, Melograni, Francesca Scopelliti… Le idee del 1994 e un minimo ancora del 2001 di Forza Italia erano tra quelle e altre valide persone infuocate di idee e di libertà (vera non populisticamente vuota come quella di sabato in piazza). Persone che oggi non mi pare, purtroppo, siano più nell’entourage del premier.
    Noi stessi che potevamo rappresentare l’ultimo refolo libertario di Berlusconi siamo stati lentamente scacciati, Fini accusato di tradimento, la fondazione FareFuturo e adesso la nuova (ma ancora misteriosa) Generazione Italia tacciate di separatismo pidiellino. Se questi sono i presupposti, mi chiedo sinceramente come e, per quanto Ferrara abbia ragione, quanto spazio in effetti ci sia per un confronto di idee che, purtroppo, pare in realtà essere attaccato, come una specie di ultima spiaggia, solo all’esito delle Regionali su cui, a partire dal 29 marzo, comunque vadano, sarà in ogni caso necessario aprire un dibattito.

  9. Alberto Rota - Lecco ha detto:

    Sono d’accordo con Benedetto: il PdL dovrebbe costruirsi, organizzarsi su di un libero, aperto confronto di idee, progetti che dovrebbero risolversi, trovare una sintesi in una sostanziale unità di intenti. Protagonisti di questo dibattito dovrebbero essere non solo Berlusconi e Fini ( ovviamente ) ma tutti gli iscritti al Partito ( ai diversi livelli ) che sentano la responsabilità di portare alla discussione i propri progetti seri che ritengano degni di interesse generale. Il successore di Berlusconi dovrebbe essere scelto, nella massima trasparenza, da tutti gli iscritti, attraverso votazioni formali e controllate ( sull’esempio delle primarie americane). Fini ha un carisma molto inferiore a Berlusconi, mi sembra alquanto un “arrivista”, più interessato a prendere il posto di Berlusconi ( e poi a diventare Capo dello Stato – come prospettato da Feltri ) che non al bene del PdL. Se così non fosse non si capirebbero le sue critiche, piuttosto pretestuose al governo; il suo continuo insistere nel proporre il voto agli immigrati e la cittadinanza breve, dopo solo 5 anni, come se fossero necessità urgenti per l’Italia. Queste ultime proposte non erano previste nel programma elettorale del 2008, sono le ultimissime cose di cui il Paese avrebbe bisogno, non sono bene accolte dalla grande maggioranza degli elettori del PdL, porterebbero un aumento di voti alla Lega ai danni dello stesso Pdl. Comunque di Fini apprezzo la sua difesa della laicità delli Stato e spero che contribuisca molto a rafforzare la componente laica all’interno del Partito.

  10. Daniele ha detto:

    Continuo a pensare che questo schema politico, e soprattutto larga parte della classe dirigente che lo impersona, abbia ormai fatto il suo tempo. Fini, Berlusconi, D’Alema, Prodi & c. hanno palesemente dimostrato: di non aver minimamente modificato i moti inerziali degenerativi propri della cultura italiana ( e nel ’94 partirono con ben altre premesse e promesse ) ; di non essere in grado di incidere sulle dinamiche economiche lobbystiche e settarie di questo paese; di non aver saputo generare un assetto istituzionale e politico che sopravvivesse a loro stessi; di non aver agganciato l’Italia ai grandi paradigmi politici Europei… Rimango quindi della mia idea: meglio la terza repubblica e mi auguro che possa essere liberale, libertaria e liberalista. Ah, dimenticavo Bossi. Ma meglio così….

  11. bruno ha detto:

    Divulga
    CAMBIAMENTE

    Caro Giuliano Ferrara la ringrazio per quello che sta facendo aiutando il cavaliere a rimanere al potere. Devo anche ringraziare il Presidente Silvio Berlusconi, per quello che sta facendo con il suo modo di vivere che rispecchia chi lo ha votato, ma anche chi non lo ha votato. Non credo che Berlusconi sappia quale importanza avrà nella storia di questo paese. Più lui rimarrà al potere, più la gente si sveglierà dal suo immobilismo individuale. Berlusconi paradossalmente bisogna solo ringraziarlo – anche se oggi potrà sembrare assurdo- perchè come vediamo in questi giorni, sono sempre gli uomini forti, e potenti, che svegliano la gente dalla paura, altrimenti la gente continuerebbe a dormire anni e secoli nella loro ignorante inconsapevolezza. E’ sempre il male a svegliare il bene, come è sempre responsabile lo schiavo se esiste il padrone. ll padrone esiste perché è lo schiavo che glielo permette. Più il Padrone darà da mangiare e comodità allo schiavo, più lo schiavo sarà legato al padrone è arriverà perfino ad adorarlo e morire per lui per quanto bene gli ha fatto dandogli sicurezza, comodità, in cambio di fedeltà è obbedienza ceca. Ma se il padrone non si comporta bene con lo schiavo, più lo schiavo sarà trattato male, lo schiavo prima o poi si sveglierà perchè il limite della sopportazione sarà la sua salvezza attraverso la ribellione per le ingiustizie subite, e lo schiavo non guarderà più il suo padrone con gli occhi del bisogno, ma lo guarderà con gli occhi della verità, e per il padrone sarà la fine come la storia tragicamente insegna. Grazie Ferrara. Grazie Berlusconi. La Vita libera di oggi è quella di domani vi ringrazia per aver contributo senza saperlo al cambiamento delle coscienze.

    La Vita libera

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