Categorized | Diritto e giustizia

Su arbitrato e licenziamento meglio il ‘ni’ delle parti sociali che il ‘niet’ della Cgil

– Recentemente il dibattito in tema di lavoro e di apertura del  relativo mercato si è concentrato sulla nuova, e molto discussa, norma concernente l’arbitrato in tale delicata materia, contenuta nel disegno di legge n. 1167-B recentemente approvato dal Parlamento.

Non mi soffermo sugli aspetti tecnici: su di essi molto è stato detto nelle scorse settimane, soprattutto in un completo ed esauriente articolo di Giuliano Cazzola proprio su queste pagine, con il quale l’autore ha apprezzato gli aspetti innovativi della disciplina in questione, volta principalmente a ridurre l’intervento della magistratura nelle controversie lavorative e quindi garantire maggiore celerità nella risoluzione delle stesse (dal momento che l’incertezza è dannosa tanto per il lavoratore quanto per l’impresa) vista la situazione disastrata in cui versa la giustizia italiana.

Sostegno alla novità legislativa è giunto anche da Benedetto Della Vedova, che ha denunciato giustamente l’atteggiamento intollerabile della sinistra che, in tema di lavoro, è ancorata a vecchi schemi sempre rivolti alla protezione di chi già gode di tutti i diritti possibili e individua nella precarietà in sé stessa la causa del disagio di molte persone, giovani e non. Come se tale precarietà non derivasse proprio da un mercato del lavoro chiuso, refrattario ad ogni cambiamento e incapace di premiare chi lo merita. Considerazioni simili a quelle avanzate anche da Alberto Mingardi dell’IBL, il quale riconosce il valore dirompente di tale nuova norma e il suo carattere di scossa a un universo, quello della legislazione sul lavoro, spesso obsoleto e inadeguato ai tempi che corrono; quest’ultimo si spinge, inoltre, a dire ciò che molti pensano (compreso il sottoscritto) ma nessuno osa dire: che l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori andrebbe abolito e basta. Pur con tutte le difficoltà che tale battaglia potrebbe costare.

È sicuramente apprezzabile, mi permetto di aggiungere, il tentativo di ampliare le soluzioni alle controversie diverse dal semplice ricorso giurisdizionale, visto anche il sostanziale fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dall’ormai vecchio articolo 410 del codice di procedura civile, oggi novellato. A causa dei tempi lunghi della procedura presso le Direzioni Provinciali del Lavoro, soltanto una lite su 5 veniva conciliata, e l’obbligatorietà rendeva il  tentativo una scelta subita più che preferita dal lavoratore.  Un eventuale arbitrato deciso secondo equità, come ipotizzabile ai sensi della nuova normativa, può rappresentare una via rapida alla definizione di una lite in materia di lavoro: non è condivisibile l’opinione di chi, in modo superficiale, ritiene che ciò porterà ad abusi nei confronti dei lavoratori. È semmai l’incertezza dettata dai tempi ormai intollerabili della giustizia civile a creare una pesante distorsione nei rapporti tra dipendente e datore di lavoro. A cui si aggiunge il potere spesso eccessivo in capo alla magistratura, che può imporre soluzioni anche molto onerose a quest’ultimo sulla base di valutazioni che spesso non tengono in conto le legittime scelte imprenditoriali.

Detto ciò, è giusto tuttavia ascoltare anche voci in (parziale) dissenso, soprattutto se autorevoli e comunque non affatto ostili a riflessioni sul punto: mi riferisco al professor Pietro Ichino, richiamato peraltro in un’interessante analisi di Mario Seminerio,  che sul Corriere della Sera del 7 marzo 2010 ha messo in luce una serie di punti sui quali sarebbe il caso di soffermarsi. Intanto egli fa notare che la normativa in sé potrebbe avere effetti limitati, potendosi applicare principalmente quando prevista dai contratti collettivi e solo in casi marginali al di fuori di tale disciplina. Inoltre la portata del cambiamento rischia di essere decisamente ridimensionata vista la permanenza di un mercato del lavoro “duale”, dove i garantiti rimangono tali (i lavoratori protetti dall’art. 18 e quindi pressochè illicenziabili) e per gli altri poco cambia; ciò lascerebbe intatto, a suo modo di vedere, l’incentivo perverso per i datori ad utilizzare lavoratori tramite lo strumento della partita IVA fittizia, in modo da evitare i vincoli caratteristici di un rapporto di lavoro. Argomenti senz’altro fondati, a mio avviso, che dovrebbero spingere il governo verso una maggiore riforma della materia. Tanto più che, proprio in concomitanza con l’approvazione del testo, sindacati e imprenditori (con l’esclusione dell’irriducibile CGIL, che di arbitrato non vuole nemmeno sentire parlare) convenivano di escludere il licenziamento dalle materie oggetto di possibile clausola compromissoria. Scelta molto discutibile, perché il licenziamento è probabilmente la controversia per eccellenza in materia lavorativa; ciò ridurrebbe ancora di più la portata innovativa di tale modifica legislativa.
Un ulteriore affermazione di Ichino va, infine, presa molto sul serio: a suo dire la legge in questione si presenta troppo confusa e mal formulata. È indubbio che, in un ottica liberale, la redazione delle disposizioni di legge deve improntarsi a criteri di sistematicità e chiarezza, anche cercando di unificare le norme in testi coesi e non contraddittori. A maggior ragione in materie, come quella del lavoro, dove sulla scelta di un giudice entrano spesso in gioco considerazioni di carattere extragiuridico e “sociale”: se si vuole ridurre l’arbitrio della magistratura, non basta rivolgersi ad un arbitro ma è quanto mai necessario avere leggi che non si prestino a facili manipolazioni.

lig tv

ligtv

maç izle

canlı maç

футбол онлайн

трансляция футбол

смотреть онлайн футбол

смотреть футбол

soccer live

soccer tv

live soccer streaming

stream soccer

online football

watch football

football match

football streaming

live streaming

watch football

live football

football tv

futbol vivo

partido en vivo

juegos futbol

futbol online

futbol gratis

roja directa

jogos de futebol

jogo de futebol

futebol online

assistir tv

atdhe

foot en direct

jeux de foot

jeux football

calcio diretta

calcio streaming

giochi calcio

live ποδόσφαιρο

podosfairo live

αγωνεσ ποδοσφαιρου

video sepak bola

game bola sepak

Siaran Langsung Sepakbola

bola siaran langsung

futbol juegos

partidos en vivo

bóng đá online

xem bóng đá

bóng đá trực tuyến

bóng đá trực tiếp

ฟุตบอล online

ฟุตบอลสด

บอล online

ดู ฟุตบอล สด

ถ่ายทอด สด

online futball

live fussball

fussball live stream

live stream fußball

bundesliga live stream

fußball live

bundesliga fußball

piłka nożna na żywo

piłka nożna online

fotbal live

fotbal online

fotbal živě

fotbal zive

fotbollskanalen

fotball live

fotball på tv

футбол онлайн

футбол трансляція

футбол канал

live voetbal

live voetbal

voetbal kijken

voetbal online

фудбал уживо

fudbal uzivo

live fudbal

futbal online

live futbal

live footy

مباريات كرة القدم

مباشر كرة القدم

بث حي مباشر

مباشر مباريات

כדורגל שידור ישיר

שידור חי כדורגל

بث كرة القدم

football forum


Autore: Stefano Iuretich

Nato a Gorizia nel 1984, laureato in Giurisprudenza nel 2008 presso l'Università degli Studi di Trieste. Nel 2011 ha superato l'esame di abilitazione per la professione di Avvocato. Attualmente vive in Svezia e frequenta il Master in European Business Law presso l'Università di Lund. Da sempre orgogliosamente liberale e liberista.

Comments are closed.