Martedì 16 marzo è stata presentata un’interrogazione parlamentare dal senatore Pietro Ichino sul caso dei superstage della Regione Basilicata scoperto dalla Repubblica degli Stagisti.

Il consiglio regionale della Basilicata, infatti, ha avviato un programma di tirocini formativi per 1.000 cittadini inoccupati o disoccupati. Il bando prevede stage di 12 mesi per un totale di 1.430 ore di attività formative, di cui quasi il 90% da svolgersi presso 250 enti locali lucani, con un’indennità di partecipazione per gli aderenti di 770 euro al mese. Per realizzare questo progetto la Regione spenderà oltre 15 milioni di euro, prendendoli dal Fondo per lo sviluppo europeo 2007-2013.

Un’iniziativa apparentemente meritoria e stimabile, se non fosse per alcuni dettagli balzati all’occhio attento di Eleonora Voltolina e del suo giornale online, la Repubblica degli Stagisti: primo fra tutti la durata abnorme e contra legem di questi stage. Dodici mesi sono il limite massimo (proroghe incluse) concesso dal decreto ministeriale 142/1998 per i tirocini e questo termine non vale per la categoria suddetta: disoccupati e inoccupati. Infatti questa categoria di soggetti può partecipare a stage per un tempo dimezzato a non più di sei mesi.

Per non parlare dell’aspetto morale che questa iniziativa può innescare nei partecipanti: il miraggio di essere assunti. Aspettativa  che verrà per forza disattesa considerando che negli enti pubblici si viene assunti solo tramite concorso, salvo provvidenziali (e costosi) interventi ex-post del consiglio regionale. Insomma, una chimera questo bando della Regione Basilicata che a due settimane dalle elezioni regionali, assume contorni ancora più ambigui.