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Generazione Italia, un altro mezzo, per lo stesso fine: costruire una destra europea

– Dopo tanti anni dal crollo della cosiddetta Prima Repubblica, il sistema politico italiano è ancora fluido. A destra come a sinistra ci si muove, si cerca, ognuno come può e come sa, di trovare una forma “solida” per i due poli di questo insicuro sistema bipolare. E al centro c’è chi spera nel fallimento di questi tentativi per tornare alla vecchia politica basata sulle oligarchie dei partiti e l’assenza di reale alternanza.

Oggi i riflettori, a causa soprattutto della debolezza – innanzitutto progettuale e di elaborazione politico-culturale – del Partito democratico, sono puntati sul PdL, dove perlomeno qualcosa accade. E accade soprattutto nell’area cosiddetta “finiana”. L’ultimo evento è rappresentato dall’annuncio della creazione di una struttura “aggregante” dentro al PdL: “Generazione Italia”.

Dovrebbe trattarsi di un’iniziativa per creare nuovi spazi di partecipazione e “militanza” per quanti sono interessati ad entrare nella vita del partito, soprattutto a livello locale; per quanti,  fino ad oggi, con un PdL ancora poco strutturato sul territorio e restio ad aprire spazi di democrazia ed un’effettiva partecipazione dal basso in grado di “pesare”, hanno avuto difficoltà a vivere il partito “dal di dentro”.

Questo a me pare che Generazione Italia voglia essere. Dunque, perché dovrebbe esserci un conflitto con una Fondazione, Fare Futuro, o con testate come FFwebmagazine e il Secolo d’Italia, che si occupano soprattutto di analisi e di elaborazione culturale, certo al “servizio della politica”, ma non di organizzare l’impegno di quanti vogliono, nelle diverse realtà italiane, partecipare e contribuire alla vita del PdL?

Credo che Generazione Italia sia un progetto importante, che persegue con mezzi diversi – e con una dimensione più direttamente organizzativa – lo stesso fine perseguito in questi anni da Fare Futuro, o da altre realtà, come Libertiamo: dare un contributo alla costruzione di una moderna destra europea. Le due dimensioni, quella dell’elaborazione e dell’organizzazione, dunque, non mi pare confliggano, ma credo che siano anzi destinate a divenire complementari.

Per questo,  le interpretazioni che circolano sulla stampa di un leader (Fini), pronto a lanciare qualcuno per emarginare qualcun altro, fanno sorridere. Fanno sorridere innanzitutto perché quest’area non è fatta di soldatini obbedienti, ma di persone che si sono ritrovate ad un certo punto della loro storia personale a condividere un’avventura culturale e politica.  In secondo luogo, perché non si capisce il motivo per cui, per dare forza alle proprie posizioni politiche e alla propria idea della politica, Gianfranco Fini non dovrebbe attingere a tutto ciò che di vitale lo circonda.

Dunque, che gli amici de Il Giornale stiano tranquilli: non sono previsti esodi da Fare Futuro verso lidi più à la page, nessuno sta “drizzando le orecchie” per capire dove sia più conveniente “trasferirsi”. Si continua a lavorare, per ciò in cui si crede.

Questo articolo esce in contemporanea su libertiamo.it e ffwebmagazine.it


Autore: Sofia Ventura

Nata a Casalecchio di Reno nel 1964, Professore associato presso l’Università di Bologna, dove insegna Scienza Politica e Sistemi Federali Comparati. Studiosa dei sistemi politici in chiave comparata, ha dedicato la sua più recente attività di ricerca ai temi del federalismo, delle istituzioni politiche della V Repubblica francese, della leadership e della comunicazione politica.

32 Responses to “Generazione Italia, un altro mezzo, per lo stesso fine: costruire una destra europea”

  1. Gianni ha detto:

    Per carità. Generazione Italia ha un unico obiettivo: Fini leader del PdL. Basta ascoltare Bocchino per rendersene conto. Quando sento parlare di una corrente clientelare di persone a cui è stato promesso una fetta della torta non mi viene affatto da ridere. Destra europea questa? Mi sembra piuttosto il PD pugliese di D’alema. Il problema di fondo è che Fini non è adeguato ad essere leader del centrodestra italiano. Gli elettori lo detestano. Non ha credibilità, non ha carisma e ha un passato a dir poco ridicolo, fatto di mille dietrofront. Proponete semmai Della Vedova leader del PdL e allora la cosa potrebbe anche avere una sua fondatezza politica. Ma Fini?? Ma andiamo. Il punto è che non ha assolutamente voti, anzi credo che ne faccia perdere. Il fatto stesso che si proponga Fini leader è la dimostrazione che Generazione Italia è un partito di soldatini senza alcun reale progetto politico se non il proprio tornaconto personale.

  2. davide43 ha detto:

    Fini il Presidente della VERA destra. La nuova destra europea e sociale, la destra del futuro. Mentre lui ha incontri con Cameron,Sarkozy e Obama, l’impresario brianzolo Berlusconi in Italia deve combattere per non essere processato… Poniamo fine a questo scempio! GRANDE FINI!! SIAMO CON TE!!!

  3. Liberale ha detto:

    Come non quotare Gianni. Non aggiungo altro, se non un senso di vuoto enorme, che verrà spazzato via dopo le regionali. Mi spiace per i liberali in buona fede. Saluti.

  4. Luigi ha detto:

    Straquoto Gianni, mentre Davide deve avere un po’ di confusione in testa se pensa che quella di Fini sia la vera destra, Fini e ancora di più i suoi lacchè di FareFuturo rappresentano la quintessenza del pensiero liberal-progressista (rigorosamente politically correct), Berlusconi avrà anche tutti i difetti di questo mondo, ma votare il PDL con lui come leader ha nonostante tutto senso, votare invece un eventuale PDL con a capo Fini di senso non ne avrebbe proprio per nulla, tanto varrebbe infatti optare per il PD, perchè come lo stesso Fini ricorda, tra l’originale e la copia è sempre meglio l’originale.

  5. nicknamemadero ha detto:

    Quello che mi sembra sfugga a molti è che il problema più urgente e attuale del Pdl, molto di più e prima, per intendersi, di trovare un sostituto alla leadership attuale e incontestata di Silvio Berlusconi, sia quello di creare le condizioni di un vero confronto di idee, di posizioni, di iniziative politiche all’interno del centrodestra italiano, dimostrare e permettere che il Pdl sia costituito da elementi pensanti e non solo da soggetti tenuti al semplice subordinamento a ciò che stabilisce il capo, in parole povere, che il Pdl diventi un partito vero. E un partito vero di centrodestra a cos’altro deve idealmente guardare se non alla destra moderna europea? Come si fa a ritenere questo un inutile orpello ideologico, un subdolo tentativo di indebolimento del Pdl, se non un basso tradimento motivato solo dal tentativo di spodestamento del leader attuale? Come si fa, seriamente, a pensare al futuro del centrodestra italiano solo come “partito dell’amore”?

    Io, veramente, non riesco a capirlo.

  6. bill ha detto:

    Lo spiego io come si fa: facendo quello che non si è fatto dall’inzio, e cioè un partito liberale di massa. Già che ci siamo, aggiungo quello che non si dovrebbe fare: un partito di destra. Perchè? Perchè oggi destra, europea o asiatica che sia, non significa niente, così come sinistra. Oggi, purtroppo, dobbiamo ancora fare quel passo epocale che fecero UK e USA negli ammi 80: stato leggero, fisco leggero, privatizzazioni in tutti i campi, ideologie di tutti i tipi fuori, gentilmente, dalle scatole.
    Parlando invece di cose più spicciole, Fini ha in mente, da vecchio politicante quale è. un partito delle tessere, tutto tessera e distintivo: l’esatto contrario del cosiddetto “partito leggero”. Roba vecchia, fatta di pseudo congressi con pseudo tesserati e coi signorotti delle tessere di democrista memoria. Coi suoi uomini, quelli delle tesserette, nei punti chiave. Questa manovra, mentre gli intellettuali si preoccupano di elaborare delle teorie europee, è già in atto ovunque. Chiedete ad Alemanno perchè è successo quello che è successo a Roma..
    Trovo poi profondamente ipocrita la lagnosa, stolida storiella della mancanza di democrazia interna, specie se portata avanti da uno che ha guidato AN come un caudillo dei poveri, emarginando chiunque non fosse uno yesman e, ma guarda un pò, facendo un congresso ogni morte di papa.
    Che poi, a ridosso delle elezioni, si inauguri una correntuzza fatta da quattro giannizzeri e otto sherpa, cosa che interessa esclusivamente ai media e a coloro che ci lavorano (molto, ma molto meno a chi li legge annoiatissimo), significa solo fare la fronda, e sperare che il centrodestra esca sconfitto da questo giro elettorale per candidarsi ad un ruolo. Ruolo che sia Fini che intellettuali del calibro di un Granata(del quale, prima che andasse a fare l’utile idiota da Santoro, non si sapeva neanche che esistesse) non sono in grado di sostenere.
    Ficcatevelo in testa: farete il partitino del 3%, e tanti auguri. Spero vivamente, a questo punto, che togliate il disturbo.
    PS: la destra sociale, nel 2010, è un concetto ridicolo (per non dire che lo è sempre stato). Mi riferisco ad un commento precedente.

  7. Liberale ha detto:

    Nickmemadero ok cercherò per l’ennesima volta di spiegare concetti già espressi da me e da altri qui dentro:

    Te affermi: “Quello che mi sembra sfugga a molti è che il problema più urgente e attuale del Pdl, molto di più e prima, per intendersi, di trovare un sostituto alla leadership attuale e incontestata di Silvio Berlusconi, sia quello di creare le condizioni di un vero confronto di idee, di posizioni, di iniziative politiche all’interno del centrodestra italiano, dimostrare e permettere che il Pdl sia costituito da elementi pensanti e non solo da soggetti tenuti al semplice subordinamento a ciò che stabilisce il capo, in parole povere, che il Pdl diventi un partito vero”.
    Non sfugge proprio a nessuno, anzi ribaltando la questione è proprio questo che sfugge a molti dei neoFiniani qua dentro. Non ritengo nel merito , e tantomeno nello strumento quella di FareFuturo, Generazione Italia, Fare Ambiente e chi più ce n’ha più ce ne metta delle iniziative atte a creare un partito vero. Ritengo altresì che molto più prosaicamente sia nient’altro che un’OPA sulla Leadership e sulla classe dirigente del partito ( del resto le parole di un politico NON scaltro e furbo come Bocchino sono chiare in proposito e lasciano trasparire questo intento ). Ritengo, MAGARI SBAGLIANDO si intenda, che le cosiddette “idee” e “proposte per andare al di là” non siano altro che subdoli strumenti per raggiungere tale scopo. Non ho padroni nè tantomeno capi, e come me la stragrandissima maggioranza dell’elettorato del pdl e spero la si finisca con questo accenno francamente un pò offensivo e ripetitivo( che sa molto di propaganda radical chic di sinistra all’amatriciana ).
    Vedi, io posso anche in linea di principio esser d’accordo con il cercar di dar di nuovo slancio alla proposta riformista del centro destra in Italia. Il dare per scontato la leadership Finiana è però proprio all’origine di questo malinteso. Non trovo democratico ( nella accezione che te vuoi dare a questo termine ) nè tantomeno propositivo e costruttivo il voler dar per scontato questo aspetto ovvero la leadership, anche tralasciando le considerazioni sull’opportunità politica quando si è maggioranza di volersi smarcare comunque vada dall’azione legislativa e governativa. Oltretutto non trovo FORMALMENTE corretta la posizione del Presidente della Camera. Trovo alquanto fastidioso e francamente poco leale, questo suo ergersi a “super-partes” di giorno, creando correnti e fondazioni “partigiane” di notte. Infine, e concludo, sarei molto interessato nel sapere da quando FareFuturo abbia sposato le istanze liberali in economia. Finora io ho sentito per lo più proposte inerenti l’immigrazione, i temi etici. Sinceramente le paventate riforme che dovrebbero snaturare l’ormai vetusto tessuto socio economico Italiano sono rimaste nella mente di Benedetto e tutti gli altri Liberal-Conservatori mentre nulla è trapelato da queste fondazioni. Anzi, se proprio la vuoi saper tutta ho timore che molti gruppi di potere abbiano tutto l’interesse alchè tutto cambi, perchè niente cambi..magari anche cavalcando la buonafede di tutti quei bravi e onesti cittadini di centro destra che ritengono che un futuro diverso per l’Italia sia possibile.

  8. Premessa: perdonate un malato delle cose concrete.

    Lascio ad altri il compito alto della redazione di manifesti e dichiarazioni ideologiche. A me interessa una cosa sola: dove sono le proposte? Fini, o chi per lui, crea una corrente. Bene. Siamo liberali, ci mancherebbe che non vogliamo stare a sentire diverse posizioni. Ma dove sono le proposte? In cosa questa nuova “organizzazione” differisce dalle linee del PdL? Nel fatto che vogliono Gianfri anzichè Silviuccio al comando? Queste sono baggianate. Oggi ci sono loro, domani ci saranno altri. Le linee politiche riguardo l’energia, le infrastrutture, le comunicazioni, il lavoro, il territorio eccetera eccetera dove sono? Perchè sono QUESTE le cose che interessano agli elettori, le cose che si possono tradurre in programmi fattivi.

    Io, noi aspettiamo, senza fretta. Avete tre anni. Stiamo a vedere.

  9. Stefano Iuretich ha detto:

    Sono molto preoccupato. Scrivo in prima persona, senza nickname, perchè voglio assumermi la responsabilità di quello che sto per dire.
    Non passa giorno senza che la stampa non parli dei contrasti all’interno del PDL, a tratti descritti come insanabili e come destinati ad esplodere dopo il voto per le regionali. Apprezzo che Sofia Ventura provi a gettare acqua sul fuoco e a smentire voci di presunte scissioni o di correnti intenzionate a logorare l’attuale leadership. Tuttavia trovo i commenti di cui sopra segnale evidente della confusione attorno al partito in questione. E, aggiungo, del profondo disagio di chi, come il sottoscritto, si ritiene un liberale.
    Ho sentito Fini al convegno del 27 febbraio di Libertiamo. In parte l’ho apprezzato, ma non mi ha convinto del tutto. Che non sia un liberale era cosa nota. Ma dopo averlo sentito sono giunto alla conclusione che a lui le proposte spesso sostenute su queste pagine interessino poco. Spero di sbagliarmi, comunque. Temo una deriva populistica del PDL con il continuo controcanto dei cosiddetti “finiani”. Ma così ci perdono tutti.
    Mi auguro che Libertiamo non diventi mai una copia di farefuturo o altre cose simili, perchè sarebbe un errore clamoroso, da liberali, sostenere Fini a prescindere, viste le enormi diversità di vedute tra quest’ultimo e la nostra area di riferimento. Se poi egli dovesse davvero lasciare il PDL le conseguenze sarebbero devastanti per tutta la politica italiana nel complesso: lo nega ogni giorno, e io voglio confidare nella sua buona fede, ma un piccolo dubbio mi rimane sempre. Assieme all’altro dubbio sulle reali capacità di Fini come leader del PDL nel suo complesso. Scusate la franchezza, ma la vedo così.

  10. Rico ha detto:

    Ma vi piace come è strutturato il PDL ???
    Sarò io che avrò qualche problema ma il PDL mi pare tutto tranne che un partito.
    Mi sembra un contenitore vuoto…privo di idee e lo dimostrano i fatti….da quando è nato nn ha prodotto nulla di nuovo come contenuti..come idee.
    Sinceramente mi aspetto di più da un partito che ha un consenso del 36%.
    Credo che da questo nuovo strumento, l’associazione “Generazione italia”, se nasce per fare gli interessi del partito e nn di una singola persona come i “promotori della libertà”, il PDL può solo trarne un vantaggio.
    Perchè il problema principale di questo partito di plastica è che nn ha un futuro.
    Non si può concepire la costruzione di un partito, come il PDL, legandolo solo all’immagine del suo leader, finendo così di far dipendere l’esistenza del PDL stesso alla “vita” politica di Berlusconi.
    Non vedo nessun progetto politico dietro a questo contenitore del 36%..così come è nato sembra che “servi” solo a una persona.
    Infatti se domani il presidente del consiglio decidesse di abbandonare la politica il PDL nn esisterebbe più.
    Io mi auguro ke Berlusconi provi con Fini a dare un futuro a questo “partito” dimostrando ke con la nascita del PDL ci sia stata qualcosa di più ke un’annessione di AN in FI.

    Per quanto riguarda la fondazione FareFuturo mi sembra che sia il tentativo di creare un pensatoio sociale e culturale di “destra”, fino a ieri assente in Italia, dove per la prima volta ci sono intellettuali simpatizzanti di una destra europea/moderata che affrontano varie tematiche immaginando l’italia del domani.
    Una fondazione che cerca di dimostrare che certi valori sono patrimonio di tutti e che certe battaglie nn appartengono solo a un’area politica.
    Quindi con la fondazione Frefuturo si guarda all’esterno del partito, alla società, con l’intento di abbattere quella egemonia culturale di sinistra presente nel paese….minando il campo del PD.
    Mentre l’associazione “Generazione Italia” vuole essere uno strumento nel e per il partito.
    Sulla leadership nn c’è teso…finchè c’è Berlusconi è inutile parlarne.
    P.S: Cerchiamo di nn confondere il servilismo con la lealtà.

  11. Liberale ha detto:

    Consiglio a Rico di leggersi l’articolo di uomo di destra come Veneziani sul Giornale di oggi.

  12. bill ha detto:

    E pperò mi sfugge cosa sia “guardare la società”. perchè se il tutto si riduce a assumere posizioni progressiste sui temi cosiddetti etici, francamente, serve a pochino.
    PS: vedo che non compare un mio commento postato ieri sera. Me ne diapiace, anche perchè era polemico e non offensivo.

  13. Giordano Masini ha detto:

    La questione spinosa, e si evince da tutti i commenti, non è tanto la nascita di un’associazione politica, cosa che non credo turbi i sonni di nessuno, ma la natura e il futuro del PdL. Ovvero, tra qualcosa che ci piace (il partito liberale di massa come dice Bill?) ma che forse nella realtà non è mai esistito, almeno alla prova dei fatti, e qualcosa che ci piace meno, come un partito di destra organizzato alla francese, in cui i liberali potrebbero trovare un loro spazio (e la consistenza di tale spazio deriverebbe dalla loro reale capacità di attrarre consenso).
    Non è cosa da poco.

  14. Gianni ha detto:

    Non è compito di un partito generare idee. Compito di un partito è dare voce alle istanze dell’elettorato. La scelta di quali istanze accettare determina l’orientamento politico di un partito. La generazione delle idee è propria dei partiti totalitari. Inoltre vorrei farti notare che l’egemonia culturale della sinistra di cui parli, non esiste. Forse lo stesso Pasolini si farebbe quattro risate amare a sentire i tuoi discorsi. La cultura non viene generata dai partiti. Esiste semmai una cerchia pseudo culturale di giornalisti televisivi e della carta stampata con orientamento a sinistra. Ma forse è proprio questo che tu intendi come cultura. Quindi non mi trovo d’accordo con te sul fatto che il PDL sia un contenitore vuoto. Il PdL risponde alle esigenze del suo elettorato in modo tutto sommato soddisfacente o almeno meglio di quanto non faccia il PD. Questo è quello che deve fare un partito. Si può discutere su come migliorare il servizio reso ai cittadini in modo che risultino più soddisfatti. Per esempio a mio parere si potrebbe spingere maggiormente su un’offerta liberista in economia e nella società civile. Ma generando “idee” non rispondi alle esigenze dell’elettorato: al massimo sprechi i soldi del contribuente in attività inutili. E un’altra cosa per quanto mi riguarda non è vero che sulla leadership non ci sia testo. Per quanto mi riguarda penso che Berlusconi abbia un grande carisma. Ma ritengo che un Della Vedova potrebbe essere un ottimo leader del centro destra italiano. Quello che veramente non auspico è un leader come Fini, che segnerebbe la fine del PdL. Questo tanto per rispondere al tuo post scriptum. Forse, Rico, per trovare il servilismo dovresti guardare in FareFuturo: potresti avere più fortuna.

  15. Gianni ha detto:

    Specifico che il mio ultimo commento si rivolge a quello precedente di Rico.

  16. Luca Cesana ha detto:

    sottoscrivo alla lettera il post di Rico; non se se una eventuale leadership segnerebbe la fine del PdL
    so per certo che segnerebbe la nascita di un centro-destra analogo a tutti i centro-destra dei maggiori Paesi europei (Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna); se poi comportasse pure la fine di QUESTO Pdl tanto meglio

  17. Marianna Mascioletti ha detto:

    @bill: Sostiene che il commento cui allude fosse “polemico” e “non offensivo”? Bene. Da oggi in poi, se qualcuno si offenderà ad essere chiamato da me “cialtrone” e “povero demente” (termini utilizzati nel Suo commento, il primo in particolare contro alcuni giudici del CSM), saprò che sbaglia lui ad offendersi.

  18. Rico ha detto:

    @Liberale: ho letto l’articolo di Marcello Veneziani…credo che con Fini ci sia qualcosa di personale probabilmente di quando lo stesso Veneziani collaborava per il Secolo d’italia, mentre sul pensiero politico di quest’ultimo posso dire che ha una visione e interpretazione della destra che a me nn piace..
    La destra nn è solo tradizione ma è anche passione,libertà,azione e coraggio.
    La destra e’ la cultura del fare…delle idee che diventano azioni..e le idee, che sono sinonimi di innovazione, camminano di pari passo con la crescita della società e dell’uomo, esse si evolvono con gli anni, si modellano in base alle esigenze dalla società ed è qui, in questo caso, che bisogna sollecitare la nostra mente a un ragionamento anche critico, vero e profondo su ciò ke è stato e nn fermarsi solo alle tradizioni…ma cercare di andare oltre.
    Rispetto l’opinione di Veneziani ma credo che nn sia più tempo di apologie e tantomeno di ritorno indietro, e senza mai cancellare dalla memoria quei valori e quei ricordi che formano un individuo bisogna guardare al futuro, muovendosi con lo sguardo rivolto in avanti.

  19. Claudio ha detto:

    A chi fa loro presente quanto certe posizioni politiche siano simili ed indistinguibili da quelle del centrosinistra i finiani, come un disco rotto, non si stancano mai di ripeterci che loro si ispirano alla destra europea, purtroppo qualche sprovveduto che poco conosce la realtà politica estera ci casca… ma in realtà questi paragoni sono ridicoli, innanzitutto perchè la destra europea non è un monolite, ma è al contrario piuttosto variegata, ergo dire di ispirarsi alla destra europea può voler dire tutto e niente, inoltre se Fini e soci rappresentano la destra europea, allora possiamo tranquillamente affermare che a questa destra si ispira anche metà PD, viste le posizioni (e la retorica) comune.

    Ad ogni modo diverse posizioni di Fini, che pure hanno suscitato discussioni nel PDL, possono benissimo avere legittimità anche a destra, mi riferisco in particolare (ma non solo) alle sue esternazioni in materia di laicità, che in effetti sono largamente condivise anche dai partiti del centrodestra europeo (mediamente non certo bigotti e vaticanisti come il PDL).
    Tuttavia se analizziamo tutti i vari posizionamenti finiani, non potremo non notare come insieme rappresentino nel loro complesso la tipica linea politica di qualsiasi partito liberal-progressista moderato.

    Faccio poi presente a chi sostiene che Fini si ispiri ai vari Sarkozy, Cameron ed Aznar che da questi leader non udirete mai la stessa retorica immigrazionista finiana e che il moderato Cameron ha recentemente proposto di diminuire nel suo paese gli ingressi di extra-comunitari di ben il 75% (se qualcuno lo proponesse in Italia sarebbe subito accusato di leghismo), per quanto riguarda poi la cittadinanza agli immigrati, si può osservare come sia più rigorosa, restrittiva ed in ultima analisi di buonsenso la proposta del laburista Gordon Brown (una sorta di cittadinanza “a punti”) piuttosto che la “Granata-Sarubbi” “benedetta” da Fini.
    Per non parlare poi di Sarkozy, considerato il massimo esponente della destra europea, che non molto tempo fa, facendo insorgere le sinistre, ha aperto in Francia un dibattito (durato diversi mesi) incentrato sull’dentità nazionale, inutile ricordare come invece questo argomento Fini se lo sia scordato dopo le ultime elezioni politiche (probabilmente deve essere troppo poco politically correct per lui).

    P.S. Infine ricordo di aver letto tempo fa sul webmagazine di FareFuturo un’entusiastica recensione di “Welcome”, film francese in cui facendo leva sul pietismo si critica pesantemente le politiche dell’immigrazione di Sarkozy, politiche che in quello stesso articolo venivano definite dall’autore reazionarie ed autoritarie, alla faccia di chi sostiene di ispirarsi alla destra europea…

  20. Rico ha detto:

    @Gianni..
    Credo che tu stia facendo un po di confusione tra partito e fondazione.
    Non ho mai detto ke un partito deve generare cultura.
    Il fatto che un partito costruisca il suo consenso solo sulla figura di una persona dimostra quello che dico….che è un “partito” di plastica.
    Il fatto che in due anni questo “partito” nn abbia fatto nessuna proposta per l’azione di Governo dimostra che è un partito privo di idee.
    Tu sostieni che un partito nn debba produrre idee ma debba dare voce solo alle istanze dell’elettorato….e ke la generazione delle idee è propria dei partiti totalitari.
    Ma consentimi di dire due cose:

    1)Un partito deve presentare qualcosa a questo elettorato..e ciò ke presenta nn è altro ke l’elaborazione di idee ke danno come prodotto il programma elettorale….
    Ma nn basta che un partito presenti solo il programma elettorato….durante i cinque anni legislativi la società va avanti e i problemi aumentano e il programma elettorale, ke va rispettato, è ormai preistoria….e il popolo chiede risposte celeri.

    2) Quando parlo di idee mi riferisco a proposte, a discussioni costruttive che hanno lo scopo di produrre soluzioni ai problemi di oggi e alle tematiche del domani. Se avessi voluto intendere altro avrei parlato di ideologie con l’intento di indottrinare come facevano i partiti totalitari.

    Sulla mia frase “con la fondazione Frefuturo si guarda all’esterno del partito, alla società, con l’intento di abbattere quella egemonia culturale di sinistra presente nel paese”; che ha scatenato la tua reazione ti rispondo con una domanda..
    Perché la cultura di destra in Italia è stata e tuttora è priva di figure di grande spicco, di personalità catalizzanti, di pensatori leader, di scrittori di talento, di cantautori, di case editrici di prestigio, di centri di dibattito di qualità..etc ???

    Tu hai citato Pasolini…io ti cito Gianpaolo Pansa che con le sue affermazioni risponde in parte alla domanda di sopra.
    Pansa nel parlare di egemonia culturale di sinistra, descrive una struttura difficile da sgretolare. E che resiste quasi intatta a ogni crisi. E ammette che è vero che conta meno di un tempo. Però seguita a rimanere in piedi.Assomiglia a un gigante sempre più confuso, ma tuttora in grado di far pesare la propria forza.

    Infatti dice :
    “Eppure l’egemonia culturale rossa resiste ancora.
    Perché è un’egemonia proprietaria. E sta in piedi grazie a quel che possiede e usa di continuo.
    L’elenco delle sue proprietà è lungo.
    Le cattedre di storia contemporanea in molte università.
    L’insegnamento della storia nelle scuole medie superiori.
    Una catena di case editrici.
    I tanti festival del libro, a cominciare dal rosso Salone di Torino che esclude quasi sempre autori invisi alla sinistra.
    I premi letterari.
    I convegni culturali in centri grandi e piccoli.
    Tanti giornalisti.
    E parecchi quotidiani.
    A cominciare da Repubblica: un giornale-partito, dalla pedagogia autoritaria, importante per numero di copie diffuse e per il pensiero unico che fa circolare e riesce ancora a imporre.
    Ha dalla sua anche una quota della televisione pubblica: la Rete 3 della Rai, il suo telegiornale, i suoi programmi culturali.”

    Il mio post scriptum era riferito all’intervento di Liberale sulla lealtà di Fini..ti cito una frase tratta da un’articolo di Alessandro Giuli sul – IL FOGLIO .it – del Direttore Giuliano Ferrara.
    “Urlare al tradimento non serve, in primo luogo per la platea berlusconiana: il mondo della destra agisce a cielo aperto, traffica ma non ordisce trame, prepara piuttosto un contenitore…un luogo nel quale valorizzare la nomenclatura degli enti locali e stabilire ulteriori gemellaggi con gli omologhi europei.”
    Sul servilismo preferisco soffermarmi sul PDL e su quei politici che preferiscono lavorare per il manovratore e nn con il manovratore per il partito.

  21. filipporiccio ha detto:

    Sì tutto bello ma… dove stanno le idee liberali? Il diluvio di commenti sui post che parlano delle beghe interne al PdL e il deserto su quelli che parlano delle idee non fa ben sperare. Il PdL ormai sembra la corrente di sinistra della DC. Vista l’offerta politica io alle regionali andrò ad annullare la scheda e mi auguro che molti altri cittadini facciano altrettanto.

  22. Liberale ha detto:

    Come non essere d’accordo con Claudio che giustamente ancora una volta ci fa notare quanto sia provinciale e piccola la politica autoreferente Italiana, specie quando cerca di darsi la patente di “modernità” definendosi “Europea”, e giocando sull’ignoranza della maggior parte delle persone su ciò che avviene effettivamente in Europa a livello politico. Sfido chiunque a trovare nelle politiche di gestione dell’immigrazione di Aznar – (ZAPATERO) – Sarkozy – Merkel ( e trallascio per pietà tutti quei partiti conservatori nord europei ed est europei che possono esser considerati una via di mezzo tra la lega e forza italia ).

  23. Liberale ha detto:

    at filipporiccio: hai ragione sulle proposte liberali. Tuttavia a differenza di molti qua dentro io non ho problemi alcuni a ritenermi soddisfatto mediamente dalla politica economica di questo governo, che di certo non può definirsi liberale, ma con altrettanta certezza finora ci ha evitato il tracollo di altri stati europei. Abbiamo 3 anni per capire se la ripresa ( il cui livello deve ancora però esser chiaro agli stessi operatori figuriamoci ai politici )verrà messa al servizio delle riforme liberali oppure al servizio delle lotte lobbistiche tra spezzoni della maggioranza e non solo.

  24. Liberale ha detto:

    Un consiglio ai gestori del Sito..sarebbe bello se, come avviene in altri forum, si potesse modificare parte del contenuto del messaggio inoltrato almeno nei primi minuti dopo l’esecuzione del post. Permetterebbe così di evitare errori grammaticali, aggiustamenti di periodi un pò troppo lunghi ed eventuali slanci passionali che potrebbero essere edulcorati ad una seconda lettura e almeno parzialmente corretti.

  25. Pier Giuseppe Baroncini ha detto:

    Da uomo di destra da più di quaranta anni dico che il Sig. Gianfranco Fini (che ho votato tante voltre) oggi non dice più niente di Destra. Quali sono i suoi programmi e dove vuole arrivare non lo so e non lo capisco. Ritengo che ovunque egli voglia arrivare gli necessiteranno i voti degli italiani di destra ed allo stato attuale, considerando quello che sento in giro, penso che ne avrebbe molto pochi.

  26. Gianni ha detto:

    x Rico
    Ci sono evidentemente due concezioni della politica. La tua concezione (che è quella di Fini e dei suoi sodali) vede il partito e le “fondazioni” periferiche come generatrici delle “idee” e delle “proposte” da presentare all’elettorato e da implementare nell’azione di governo. In quest’ottica il sistema partitico diventa autoreferenziale, senza contatto con il paese reale e succube degli interessi particolari di sindacalisti e di gruppi industriali. Un centro destra di questo tipo trova come gemello un centro sinistra uguale e contrario. Il PD è già la realizzazione di questo schema. E infatti i cittadini ne sono generalmente schifati come nel centro destra moltissimi sono schifati da Fini e le sue “fondazioni”. E in questo contesto francamente è difficile distinguere fra fondazione e partito.
    L’altra concezione della politica è quella di un partito che non sia autoreferenziale, ma che sia al servizio dei cittadini. Le proposte devono andare incontro ai desideri della gente, non devono essere elaborate da individui che si autodefiniscono uomini di “cultura”. Queste persone farebbero meglio a cercarsi un lavoro piuttosto che gravare sulle tasche dei contribuenti. La base elettorale deve essere al centro dell’azione propositiva di un partito. E l’azione esecutiva di un governo deve ispirarsi allo stesso criterio. Il consenso dell’elettorato per quanto imperfetta è finora l’unica misura valida per giudicare l’azione di un governo che non si presti a manipolazioni e distorsioni interessate. In base a questa concezione forse non dovremmo parlare tanto di partiti ma di movimenti. Ma è mille volte meglio un movimento fluido e magari transeunte che una struttura partitocratica e autoreferenziale come il PD. Quanto poi ai partiti della destra europea mi associo completamente al discorso fatto da Claudio. Fra l’altro io ritengo che se proprio si deve guardare a dei modelli esteri, allora molto meglio guardare all’esempio statunitense piuttosto che ai fallimentari esempi dei nostri cugini europei.

  27. Liberale ha detto:

    Buondì, colgo l’occasione per suggerire questo interessante articolo su “Il Tempo” riguardante il progetto “Generazione Italia”.

    http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2010/03/17/1138468-finiani_rivolta_contro_fini.shtml?refresh_ce

  28. Rico ha detto:

    Ma chi dice che nn deve esserci nessun contatto con il paese ??
    E’ proprio il contrario.
    Se è emerso, dai giornali, quello che hai scritto tu allora la cosa è allarmante..c’è molta disinformazione.
    Le critiche che Fini rivolge,da mesi, al PDL è proprio su questo…infatti per la mancata presenza sul territorio ha definito il partito un ologramma.
    Più volte ha sponsorizzato una commissione come quella francese,la “Commissione Attali”,una commissione indipendente incaricata di stilare un rapporto in grado di fornire proposte per il rilancio della crescita economica del paese.Essa avrebbe dovuto essere composta di esperti competenti nelle diverse materie (economiche, giuridiche e sociali) ritenute utili al conseguimento dell’obiettivo prefissato.
    Tutto questo senza mai perdere il contatto con il territorio.
    Lo sviluppo delle idee,infatti, sono legate all’analisi continua del territorio cercando di nn perdere mai il contatto con le persone per coglierne le eseigenze e le reali problematiche.

    Ecco..quello che mi aspetto da un partito del 36/40% è organizzazione.
    In poche parole mi aspetto un partito più vicino e più presente tra i cittadini.
    Oggi tutto questo nn c’è…attenzione a nn confondere la straordinaria capacità comunicativa del suo leader, Berlusconi, con la presenza sul territorio.
    C’è purtroppo un appiattimento del PDL solo sulle capacità del suo leader ke ha provocato un immobilismo del partito stesso.
    La speranza è ke il partito si strutturi e si organizzi meglio sul territorio, modello Lega, che marginalizzi i “pretoriani” di entrambe le correnti e ke punti sulla meritocrazia per la formazione di una nuova classe dirigente del domani e ke abbia radici forti sul territorio.
    C’è un allarmismo nel PDL che nn condivido, nn capisco questa alzata di scudi su questa associazione interna (G.I) quando su na proposta analoga, ma peggiore, come i “promotori della libertà” c’è stato il silenzio.
    Sul gruppo di lavoro di FareFuturo…finchè ci sono proposte..ben vengano è sempre un arricchimento, anche il solo discuterne è segno di crescita e conoscenza.
    Questo nn vuol dire che bisogna per forza condividerle..io personalmente mi trovo in disaccordo su molte cose.
    Infine…
    Verissimo quando si dice che la destra europea è variegiata ma tutte guardano al futuro e che, per l’appunto, invece di riprendere, ripresentare, i logori schematismi del conservatorismo tradizionale, invece di alimentare fobie e chiusure, invece di appollaiarsi sulle fortune accumulate dai “padri”…investe nella modernità della politica. È la destra che conferma la centralità della persona e dei valori.

    P.s: Uno slogan usato da Sarkozy, in campagna elettorale, sul tema per l’immigrazione è stato: “La Francia..a chi ama la Francia”.

  29. Gianni ha detto:

    xRico
    Scusa Rico, ma mi sembra davvero ridicolo che si dica che sia Fini a sollecitare un maggior rapporto col territorio. L’ultima volta che Fini ha messo il naso fuori dalle aule delle commissioni e delle fondazioni, si è preso una bordata di fischi dagli elettori di centro destra. Nella stessa occasione Tremonti e Feltri hanno ricevuto ovazioni. Tutte i miei conoscenti che so votare PdL o Lega non possono sopportare Fini. Francamente mi sembra veramente paradossale che i finiani si lamentino dello scarso collegamento con la base. Il fatto è che voi avete la stessa concezione di partito che ha il PD di D’alema: un partito autoreferenziale e aperto solo alle sollecitazioni di particolari gruppi di interesse. La Lega ha successo non certo perchè è un partito burocratico e organizzato, ma perchè sa ascoltare la gente. Un partito come quello che Fini ha in testa sarebbe un salto nel passato che quasi nessuno vuole. Inoltre il modello francese che continuate a rivangare sinceramente mi sembra abbastanza bacato. Almeno a giudicare dall’insoddisfazione dei francesi verso Sarkozy. Se proprio volete un modello almeno usate quello del partito repubblicano statunitense che mi sembra già molto più vicino agli elettori di qualsiasi altro centro destra europeo.

  30. Luca Cesana ha detto:

    Ciao Marianna, a volte ho come l’impressione che qualcuno abbia scelto il sito sbagliato per esporre le sue brilanti teorie…
    Che ne dici?

  31. Marianna Mascioletti ha detto:

    Signor Cesana :-) , più d’uno, se è per questo. Ma non voglio mettermi a contestare, perché è abbastanza inutile.

  32. Liberale ha detto:

    Wow…Ora più che mai mi rendo ancora più conto che “La Libertà non è uno spazio libero”…

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