Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Ho sempre ritenuto grave e pericoloso che l’Ordine dei Giornalisti si ergesse a difensore della “qualità” dell’informazione e a censore dell’attività dei giornalisti, secondo criteri arbitrari e discrezionali, che si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici. La condanna di Brachino e Spinuso per il servizio contro il giudice Mesiano nella trasmissione Mattino 5 non fa che confermarmi nella mia opinione. Il “dileggio” nei confronti di un personaggio pubblico, giudice o politico, non può essere difeso in nome della libertà di satira e di pensiero in un caso e censurato come una scorrettezza professionale in un altro. A tutelare i cittadini dagli “oltraggi” dell’informazione basta e avanza la giustizia ordinaria. Non è questo il contributo migliore che l’Ordine dei Giornalisti può offrire alla causa della libertà dell’informazione.

Roma, 15 marzo 2010