Quindici giorni per spiegare il progetto PdL

di Benedetto Della Vedova, da Il Secolo d’Italia di sabato 13 marzo 2010 – Restano due settimane di campagna elettorale. La sinistra sindacale della CGIL ha consumato ieri lo stanco rito di uno sciopero politico di generica e inconcludente denuncia contro la crisi. Il centrosinistra sfilerà invece oggi, a Roma e in altri capoluoghi, contro il decreto “salva–liste” (e quindi contro il Governo Berlusconi ma inevitabilmente anche contro il Presidente Napolitano).

Il generoso tentativo di Bersani di concentrare la campagna elettorale sulla sua proposta “alternativa” alle politiche della maggioranza si è subito arenato e a prevalere sarà il movimentismo piazzaiolo del “popolo viola”, concentrato nel parossistico – e, diciamo così, non propriamente inedito – sforzo di delegittimare il Cavaliere “a prescindere”.

Alle piazze rosse risponderà il prossimo fine settimana la piazza azzurra del PdL. In una campagna elettorale sincopata come questa, l’esigenza di grandi manifestazioni nazionali è comprensibile: le elezioni regionali avranno un indiscutibile significato politico.

Proprio per questo è importante che la musica e il tono scelti dal centrodestra per quell’occasione non siano quelli della protesta, ma quelli della progettualità. Il centrodestra gode di una solida maggioranza ed ha davanti a sé tre anni di governo senza intermezzi elettorali e deve prima di tutto rassicurare che non saranno tre anni sprecati, ma utilizzati per le riforme di cui il paese ha necessità.

Cogliamo l’occasione per annunciare che si accelererà sulle riforme istituzionali, verso un sistema presidenzialista o semi-presidenzialista che ridisegni il ruolo delle Camere, ancora ingessate in un assetto del tutto superato. Per dire che alla fase di un governo fermo e rassicurante della crisi economica da parte dell’esecutivo, che con grandi meriti ha condotto in salvo la nave italiana nella tempesta finanziaria globale, seguirà una fase di interventi per consentire alle imprese recuperi di produttività e di competitività. Per ribadire che mentre l’economia ritroverà la via della crescita e dell’occupazione, un attento ridisegno degli ammortizzatori sociali eviterà che la disoccupazione si trasformi in una tragedia individuale ma diventi la ragione di un’assunzione comune di responsabilità. Per assicurare che si completerà il federalismo fiscale e si troverà il modo di ridurre tasse ed evasione; per fare capire che le privatizzazioni possono utilmente rappresentare non il passato ma il futuro di un paese zavorrato dal debito pubblico (magari a partire da quella della Rai, prima che sia tardi). Per assicurare che la risposta allo squilibrio creato dal protagonismo della magistratura sarà sì il rinnovo degli strumenti di tutela dei parlamentari, ma soprattutto una riforma liberale e di sistema che porti alla separazione delle carriere ed alla riforma del Csm. Per allontanare dai nostri tanti elettori la paura che la vittoria elettorale del PdL possa portare ad una stagione di leggi confessionali, che per altro nemmeno la grande maggioranza dei cattolici vorrebbero. E, last but nont least, per rivendicare i meriti dei Governatori del centrodestra, penso ad esempio a Galan e Formigoni, che hanno mostrato una efficace capacità di governo regionale fondata sulla sussidiarietà e la sinergia tra Governo e mercato.

Rinunciare ad insistere sulle rivendicazioni contro “magistrati e radicali” che avrebbero ostacolato la presentazione delle liste, significherebbe non sprecare una buona occasione per convincere che il centrodestra è e sarà meglio del centrosinistra nel governo delle regioni e del paese.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

6 Responses to “Quindici giorni per spiegare il progetto PdL”

  1. Silvestro Gallipoli scrive:

    Puro buon senso…

  2. Andrea scrive:

    Il popolo rosso, quello viola, il popolo verde e il popolo azzurro. Chi vince queste regionali avrà la palma di leader più populista?
    P.S. se esistesse un partito che facesse le cose dette da Della Vedova lo voterei subito. Ah se solo esistesse…

  3. Ho letto, poi ho riletto, poi mi son detta magari fosse…

    Se comunque stiamo per dar fuoco alle polveri, IO CI SONO!

  4. Luca Cesana scrive:

    piazze rosse, piazze azzurre al grido di “golpista”, “no, golpista tu!”: metafore di un inarrestabile declino
    forza Benedetto, forza Gianfranco; forse è troppo presto, non dimenticate che domani potrebbe diventare troppo tardi:)

  5. Gianni scrive:

    Non so quanto associare Della vedova a Fini faccia bene al primo. Della Vedova ha sempre avuto un comportamento onesto e ha sempre combattuto per le sue idee senza doppiogiochismi. Fini invece farebbe perdere le elezioni al PdL se solo sperasse di guadagnare qualcosa. Della vedova certamente sì. Fini certamente no.

  6. Luca Cesana scrive:

    bisognerebbe chiedere a Benedetto se gli faccia o meno piacere essere “associato” a Fini; da parte mia era un complimento (per entrambi)
    quanto al Pdl non mi strapperò i capelli quando perderà, come perderà, le regionali

Trackbacks/Pingbacks