Il Tar libera Sky e La7, ma la Rai rimane ostaggio di una par condicio ideologica

– Prima di descrivere, per l’ennesima volta, i giudici del Tar del Lazio come parrucconi del “giuridicamente corretto” al servizio dei nemici del popolo, sarebbe il caso che il PdL riflettesse sul fatto che, in questo incomprensibile gioco delle parti, i nemici della par condicio – cioè i berlusconiani  ­– sono diventati sostenitori di una posizione che neanche i “comunisti” si erano sognati di imporre all’elettorato in piena campagna elettorale.

Fino ad un anno fa, tra i berlusconiani doc le decisioni della Vigilanza, del Cda Rai e dall’Agcom avrebbero suscitato sdegno e quella del Tar entusiasmo. E tutti avrebbero sostenuto le scelte giudiziarie delle televisioni libere – in questo caso i ricorsi di Sky e La7 – contro una regolamentazione invadente, non proposto di uniformarne i palinsesti a quelli politicamente “sorvegliati” della Rai. Oggi invece il PdL difende la logica dell’informazione-zero, in nome dell’applicazione ottusa di una legge che dice di avversare.

Come il comunismo perfetto si faceva banditore di un’uguaglianza sociale “a prescindere”, poco curando di comprendere se i governati divenissero uguali nella miseria o nel benessere, così la par condicio ideologica ha realizzato la perfetta uguaglianza dei telespettatori, che per non essere condizionati da una televisione faziosa,  sono tutti privati, in misura totale, ma “uguale” e quindi “giusta”, dell’informazione politica.

Visto che l’Italia, dopo gli ultimi eventi, si è scoperta essere, oltre che un Paese di santi, poeti e navigatori, anche una terra di amministrativisti – tutti in grado di destreggiarsi con competenza tra ricorsi, richieste di sospensiva e giudizi di merito ­– non mancherà chi saprà scovare, anche in questa decisione del Tar, un qualche irrimediabile vizio di forma. Noi, che abbiamo già discusso le decisioni della Vigilanza e quelle dell’Agcom, questa volta andiamo dritti al sodo. Siamo pronti a scommettere che se nei prossimi 15 giorni si decretasse un anarchico “liberi tutti” sull’informazione Tv ­– e su quella Rai in particolare ­– si renderebbe un ottimo servizio non solo al Paese, ma anche al centro-destra, che da questi pasticci stupidi e furbi non ha proprio nulla da guadagnare.

Chi dice di volere abolire la par condicio, perché è una brutta legge, ­­ma ne difende l’interpretazione se non illegittima, comunque peggiore, non rende più credibile l’intenzione riformista per il futuro, ma più chiara la scelta opportunista per il presente.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Il Tar libera Sky e La7, ma la Rai rimane ostaggio di una par condicio ideologica”

  1. bill ha detto:

    E’ vero: una legge stupida da adito a comportamenti stupidi. Ma la prima, vera provocazione ultradecennale è la spartizione velinara del servizio pubblico. Che andrebbe smantellato subito e che invece rimane lì, in mano non a dei giornalisti, ma a degli attivisti. Ed è per questo che a me, se per due settimane non vanno in onda delle pseudo assemblee con un pubblico di minorati attivisti che fischiano o applaudono a comando, non viene alcuna nostalgia.

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