– Mercoledì, in Commissione Affari Sociali della Camera, è stato approvato dalla maggioranza un emendamento della Lega Nord al ddl sul testamento biologico, in cui viene stabilito che per essere valide, le dichiarazioni anticipate di trattamento devono essere redatte in forma scritta e con firma autografa. Con questa norma, nessuna dichiarazione di intenti o orientamenti espressi al di fuori delle forme e dei modi previsti dalla legge resterebbe valida. Tutte le altre espressioni di volontà, come quelle audio-video, per esempio, sarebbero ritenute prive di valore. L’emendamento ha subito provocato le proteste di Pd e Radicali, secondo i quali con questa norma ai disabili gravi verrà preclusa la possibilità di manifestare la propria volontà “biotestamentaria”.

La deputata radicale Maria Antonietta Coscioni ha rievocato l’esempio di Paolo Ravasin, malato di Sla, che nello scorso luglio aveva redatto il suo testamento biologico tramite un “documento” audio-video pubblicato poi su youtube e sul sito dell’Associazione Coscioni.

Il video è stato registrato nella casa di cura in cui si trovava Ravasin, alla presenza dei medici e dei tecnici audiovisivi. “Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale – dichiara Ravasin davanti alla telecamera – Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà”. E in conclusione afferma: “Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco il valore di espressione della mia autentica volontà alla videoregistrazione nel corso della quale ho dato lettura di questo testo, al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti.”. Con l’emendamento leghista approvato alla Camera, la possibilità di esprimere in questa forma le dichiarazioni anticipate di fine vita è stata annullata.

Secondo la presentatrice dell’emendamento, l’onorevole Laura Molteni, la modifica approvata introduce “una doppia garanzia, di certezza e tutela del rispetto da un lato delle volontà espresse con la Dat e dall’altro del rispetto della decisione e scelta individuale di non voler esprimere una volontà sul proprio fine vita. Volontà anche questa che deve essere rispettata. Si tratta di un emendamento laico di tutela e garanzia delle reali volontà espresse dal cittadino e del rispetto della scelta dello stesso di non esprimerle. Tutto ciò secondo una logica di garantire un equilibrio nel rispetto delle differenti”.

Poco dopo Livia Turco, del Pd, ha denunciato la rigidità della regola che di fatto finirà per escludere molte persone dalla possibilità di sottoscrizione di una Dat. “I malati di Sla, i non vedenti e molti disabili, – ha chiesto l’esponente democratica – per esempio, come potranno fare le Dat? Così la maggioranza è riuscita in un colpo solo a vanificare la deontologia medica e a escludere molte persone disabili dalla possibilità di sottoscrivere le dichiarazioni anticipate di volontà che sono l’unico mezzo per risalire alla volontà della persona”.

“Sono strumentali e in malafede le dichiarazioni dell’onorevole Livia Turco sull’articolo 9 della legge sul biotestamento”. Questa, invece, la risposta del sottosegretario Roccella, che ha proseguito ricordando che “avevamo già chiarito la questione in commissione ed il semplice buon senso porta a capire che la questione non esiste”.

Il sottosegretario, citando ancora l’articolo 9 della legge, spiega che nel quadro normativo generale si rimanda a specifici regolamenti sulla gestione delle modalità per esprimere le dichiarazioni anticipate di volontà anche nei casi specifici come per chi ha disabilità.
A questo punto i moltissimi testamenti biologici registrati da malati in tutta Italia, che hanno seguito l’esempio di Ravasin, sono destinati a rimanere semplici video d’archivio per youtube. Di certo, questo emendamento ha eretto ulteriori paletti che comprimono l’autodeterminazione individuale.

(Di seguito, proponiamo l’audio dell’intervento in Commissione Affari Sociali di Benedetto Della Vedova, che evidenzia alcune contraddizioni contenute in questo emendamento)
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