Di questo parla Sofia Ventura in un’intervista a “L’Espresso”. La politologa, collaboratrice di Libertiamo e di Farefuturo, ragiona per esclusione. “Posso dire cosa non ci dovrebbe essere. Fini non deve cedere alle tentazioni reazionarie dei centristi. La reazione è in agguato per tornare alla prima Repubblica dei governi scelti dai partiti e non dagli elettori, le mani libere mascherate nobilmente da modello tedesco. Mi auguro che Fini non voglia unirsi a Casini e Rutelli nello smantellamento del bipolarismo”. E indica la via: “Ragionare sulle nuove regole del PdL. Soprattutto sulla più importante, che ancora non c’è. Come si individua il nuovo leader? Come si sceglierà il successore di Berlusconi?” È un tema accademico? O di attualità politica? “Berlusconi non è eterno, forse. E anche lui lo sa, forse”. In conclusione, rispondendo a una domanda sulle sorti del PdL dopo le regionali, la Ventura argomenta così: “È talmente incerto il futuro senza Berlusconi che tutti staranno molto attenti a rimettere in discussione il PdL per ritrovarsi in mare aperto. Ma in caso di sconfitta qualcosa potrebbe muoversi da subito”.