Cronistoria di un contrasto tra Governo e maggioranza, in cui abbiamo perso tutti

– Una storia parlamentare iniziata male, avviata a finire su di un binario morto e purtroppo deragliata in una “guerra per errore” tra Governo e maggioranza (della Commissione Lavoro) assolutamente da evitare. Perché la vicenda è iniziata male ? La ragione è semplice: il relatore, ovvero chi scrive, ha ritenuto che non gli fosse precluso di realizzare alcune convergenze con l’opposizione, allo scopo di disinnescare l’operazione-immagine che il Pd aveva predisposto sotto elezioni, quella di sfidare il Governo sulla riforma degli ammortizzatori sociali.
Ma procediamo con ordine. L’opposizione aveva chiesto e ottenuto di avvalersi del regolamento per calendarizzare in Aula, prima delle elezioni,  un blocco (ben sei) di progetti di legge che prefiguravano una riforma degli ammortizzatori sociali. Chi scrive è nominato relatore in sede referente in Commissione Lavoro.  Fin dalle prime battute sono emerse subito degli ambiti di possibile convergenza. I deputati del Pd si sono resi conto che la loro posizione era insostenibile. Il progetto di riforma era tanto ampio ed oneroso da non avere alcuna possibilità di successo. Tuttavia, sono stati combattuti tra la tentazione di promuovere una mossa solo propagandistica e la ricerca di qualche soluzione de minimis.

La maggioranza dal canto suo ha cercato di non portare in Aula il pacchetto sia pure con un parere negativo prima delle elezioni, e, nello stesso tempo si è dichiarata disposta a  limitatissime iniziative. Su proposta del Pd vengono individuate alcune priorità: 1) trovare la maniera di corrispondere le competenze arretrate in aziende dove i lavoratori  non riscuotono da mesi lo stipendio (il caso Eutelia); 2) migliorare i trattamenti dei cococo; 3) raddoppiare la durata della cig ordinaria. Il sottoscritto, in funzione di relatore, si era  messo al lavoro ed era riuscito a trovare delle soluzioni condivise per i primi due punti.
Alla fine, quando ormai le circostanze lasciavano intendere che  era praticamente impossibile andare in Assemblea prima delle elezioni regionali, il relatore ha deciso di proporre un intervento anche sulla cig ordinaria, accogliendo per metà (altre 26 settimane in più) la richiesta dell’opposizione. La maggioranza era convinta, infatti, che la Commissione bilancio avrebbe chiesto chiarimenti determinando così il rinvio a dopo le elezioni del problema. Nello stesso tempo, però, la maggioranza realizzava un obiettivo non da poco: i sei bellicosi progetti dell’opposizione venivano distillati in soli 5 articoli messi a punto dal relatore, per di più votati all’unanimità in Commissione Lavoro. Il testo, poi, veniva inviato alle altre Commissioni per il parere di competenza.
L’operazione ha avuto un riscontro inatteso ed imprevedibile sui media e soprattutto ha incontrato una valutazione fortemente contraria da parte  del ministro Sacconi, il quale non ha esitato a rendere pubblico il suo dissenso. Sul piano del metodo è difficile dare torto al ministro. Il relatore non lo aveva informato della sua intenzione di intervenire sulla cig ordinaria (anche se gli uffici erano al corrente). Al momento del voto il rappresentante del Governo era atteso in Commissione  ma non gli era stato possibile partecipare. Chi scrive, tuttavia, continua a considerare non conveniente, tuttavia, aver espresso un’opinione contraria prima ancora che la Commissione bilancio si pronunciasse (e prima delle elezioni). In questo modo non ci ha guadagnato nessuno: la maggioranza della Commissione Lavoro è stata sconfessata dal ministro, il quale, a sua volta,  è stato esposto alle critiche dell’opposizione che ha avuto buon gioco a mettere in evidenza i problemi tra la maggioranza e il Governo.

Autore: Giuliano Cazzola

Nato a Bologna nel 1941. Laureato in Giurisprudenza, esperto di questioni relative a diritto del lavoro, welfare e previdenza, è stato dirigente generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Insegna Diritto della Sicurezza Sociale presso l’Università di Bologna. Ha scritto, tra l’altro, per Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Quotidiano Nazionale e Avvenire e collaborato con le riviste Economy, Il Mulino e Liberal. È stato deputato per il Pdl nella XVI Legislatura. Per le elezioni 2013, ha aderito alla piattaforma di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia.

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