“Tutto sc…sc…scientifico!” argomentava Vittorio Gassman, alias Peppe er Pantera ne “I soliti ignoti”, tentando di esporre agli scalcinati e dubbiosi compari i suoi traballanti teoremi.

Ed è appunto molto “sc…sc…scientifico” l’approfondito dibattito dal titolo “Ogm, cui prodest? apparso sul sito del Ministero delle Politiche Agricole del quale apprezziamo prima di tutto lo sforzo messo in campo per reperire ben 10 relatori che ripetono sostanzialmente la stessa cosa (“repetita juvant” sarebbe stato il titolo più appropriato che il dotto latinista estensore dell’opera avrebbe potuto utilizzare).

Si va dall’attivista indiana Vandana Shiva che ci spiega (non fa mai male di questi tempi) che gli Ogm sono all’origine del riscaldamento globale e che gli agricoltori biologici guadagnano 10 volte più degli altri (sarà un errore di stampa?), al presidente di Slow Food che ripete fin dal preambolo le stesse esatte parole riportate sull’Espresso dal collega Petrini a proposito dell’idea “giusta” e “sbagliata” di progresso (quella di Slow Food naturalmente è l’idea giusta) e su come gli agricoltori, grazie agli Ogm, diventerebbero schiavi delle famigerate multinazionali non potendo più fare ciò che non fanno ormai da settant’anni, cioè selezionare le sementi in azienda.

Anche il ministro Zaia dà il suo contributo (“Non lo permetteremo!” afferma impavido) insistendo nel volerci difendere dalle multinazionali con le quali lavoriamo da decenni senza che nessuno si sia mai fatto male. Lo ringraziamo di cuore. Chiude il coro l’intervento della Fondazione Diritti Genetici, a firma tra gli altri del suo presidente Mario Capanna (proprio lui!).

Ma è con Pietro Perrino, ricercatore del CNR di Bari (alcuni cervelli sono in fuga, altri, purtroppo, no) che si raggiungono altezze vertiginose:

I dati dimostrano inoltre che dove si coltivano Ogm in maniera massiccia, come nel sud est asiatico, molti agricoltori si suicidano.

Il bizzarro argomento era stato usato anche dalla Shiva in una recente intervista alla Stampa. La novità qui è che Perrino se la prende anche con i media, colpevoli di ignorare il problema a vantaggio di altre notizie, evidentemente marginali:

Quando si verifica uno tsunami la cui colpa non è direttamente attribuita all’uomo, i media si fanno grande concorrenza.

E prosegue:

I cibi transgenici provocano neoplasie di ogni genere: allergie, tumori, cancri, abbassamento delle difese immunitarie, riduzione della fertilità, aumento della mortalità  e ciò per diverse generazioni.

Perrino si lamenta del fatto che le riviste scientifiche specializzate si rifiutano di pubblicare i suoi dati (naturalmente la colpa è delle multinazionali), ma per fortuna il sito del Ministero delle Politiche Agricole si è messo a disposizione per colmare tale imperdonabile lacuna. Poi conclude:

I dati ventennali di numerose realtà agricole su tutto il globo hanno dimostrato che l’agricoltura biologica produce tanto quanto l’agricoltura industriale nei paesi sviluppati e molto di più  nei paesi in via di sviluppo, e procura un maggiore reddito agli agricoltori (…)
Lo stesso studio ha dimostrato che se tutte le aziende agricole del mondo si convertissero in aziende biologiche la produzione potrebbe sfamare oltre nove milioni di persone, cioè una popolazione di qualche miliardo superiore all’attuale

Non me n’ero accorto, nonostante la mia azienda sia biologica dal 2002. Ma devo essere stato disattento, non c’è altra spiegazione…