– Interessante inchiesta di Italia Oggi sull’uso di mangimi ogm da parte dei consorzi agrari aderenti alla Coldiretti, l’alfiere della lotta agli ogm. Nell’articolo pubblicato oggi dal quotidiano economico-finanziario, a firma di Alberto Grimelli e Luigi Chiarello, si evidenzia come anche nella filiera agricola di più alta qualità le linee di produzione con mangimi no-ogm (che rispettano il limite di contaminazione ogm dello 0,9 per cento, come da normativa comunitaria) e quelle completamente ogm-free siano una rara eccezione. E questo soprattutto perchè creare linee no-ogm significa dedicare apposite linee di produzione, con costi elevati che vanno ad incidere significativamente sul prodotto finale, tanto da trasformarlo automaticamente in un prodotto di nicchia. Senza ogm – questa è la conclusione a cui giungono gli autori, dopo aver sentito l’opinione dei maggiori fornitori di mangimi italiani – non esisterebbe la zootecnia nazionale.

Sarebbe il caso che la Coldiretti, con un salutare bagno di umiltà e onestà, la smettesse di predicare male, essendo già costretta dalla realtà a razzolare bene.