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“Lourdes” di Jessica Hausner: un miracolo laico?

– Il film “Lourdes” della regista austriaca Jessica Hausner ha ricevuto molti premi importanti; e fra gli altri, due premi contraddittori: il premio Signis, attribuito da un’organizzazione cattolica internazionale per il cinema; e il premio Brain, attribuito dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
I giurati del premio Signis hanno ritenuto “Lourdes” un film fortemente allusivo a un “intervento divino”; mentre i giurati del premio Brian hanno apprezzato “l’approccio razionalista al tema del miracolo”.
Il film racconta con minuzia un pellegrinaggio a Lourdes, organizzato per invalidi e malati gravi: dalla mensa in albergo, alla gita nelle grotte, alla messa nel santuario, fino alla festa d’addio: tutto organizzato con cura dalle suore e dalle ragazze volontarie che le affiancano.
Nel corso del viaggio, sembra verificarsi un miracolo: una ragazza tetraplegica, una notte, nella sua camera d’albergo, prima muove le braccia, poi si alza in piedi dal letto.
In un primo momento, si può pensare che la giovane stia soltanto sognando. E invece no, la guarigione, progressiva, si manifesta anche durante le ore diurne, ed è attestata, sia pure all’inizio con scetticismo, dai medici.
Il film vuol dirci allora che la Madonna di Lourdes fa davvero i miracoli?
Per rispondere, consideriamo, tanto per cominciare, come la Madonna appare nel film: perlopiù attraverso alcune statuette di plastica tutte uguali, vendute in ingenti quantitativi in un negozio di souvenir di Lourdes. Una di queste statuette viene posata sul comodino della camera d’albergo che la ragazza tetraplegica divide con la madre anziana. E sotto la luce fredda, al neon, della camera, su quel comodino scuro e spoglio, quella Madonnina di plastica, con gli occhi convenzionalmente rovesciati verso il cielo, rende quella camera ancora più fredda e più anonima.
L’organizzazione del pellegrinaggio, dicevo, è inappuntabile. E le suore predicano con fervore ai malati di aspirare alla guarigione dello spirito, prima ancora che a quella del corpo.
Ma quell’organizzazione tanto efficiente, ha qualcosa di impersonale e di meccanico. Quella predicazione tanto astratta sembra incapace di raggiungere e di confortare anche solo per un attimo il dolore intimo dei malati.
E a un certo punto, prima del “miracolo”, la ragazza tetraplegica, per disperazione e per rifiuto contro tutto ciò che la circonda, nel bel mezzo della hall dell’albergo, cade in una specie di sonno catatonico, con un filo di saliva che le cola dalle labbra.
Come mai allora, in un contesto simile, accade un miracolo? Il film tenta di spiegarlo?
Va detto che fanno parte degli accompagnatori dei malati, alcuni soldati dell’ordine dei Cavalieri di Malta. Le volontarie dell’organizzazione, con uno spirito sovversivo non si sa quanto consapevole, in certi momenti trascurano i pazienti per andare dietro a loro.
E si dà il caso che uno dei militari rivolga in più occasioni alla ragazza tetraplegica alcune parole gentili, che almeno una volta suonano come un esplicito corteggiamento. La ragazza ne è manifestamente felice.
Il miracolo allora non lo fa la Madonna, ma lo fa il soldato?
Attenzione: “Lourdes” è un film allusivo, che attraverso un’esposizione accurata dei fatti – dei fatti esterni, ma anche di ciò che accade nell’interiorità dei personaggi, della protagonista in particolare – lascia libero lo spettatore di trarre le proprie personali conclusioni.
Certo però  che tra un coro di religiosi che invocano una felicità tutta ultraterrena, e predicano un Amore con la a maiuscola che sembra incapace di unire davvero le persone – i malati appariranno invidiosi della guarigione di una ragazza che oltretutto non è per nulla una fervente cattolica – la possibilità di un amore concreto tra due persone, una prospettiva di felicità terrena per chi che sembrava dovesse esserne per sempre escluso, hanno un impatto dirompente; un impatto, forse, salvifico.


Autore: Gianfranco Cercone

Laureato in Lettere (con specializzazione in materie dello spettacolo) presso l'Università La Sapienza di Roma. È redattore della rivista "Cinema Sessanta" e collabora con la Biblioteca del Cinema "Umberto Barbaro". Cura per Radio Radicale la rubrica di critica "Cinema e cinema".

One Response to ““Lourdes” di Jessica Hausner: un miracolo laico?”

  1. Helene Bronner ha detto:

    ma è proprio sicuro d’aver visto il film?

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