Lavoro: Sinistra schiava dell’ipocrisia, rigidità pagata da giovani

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

La norma sull’arbitrato in materia di licenziamenti individuali può essere discussa. Ma non può essere rappresentata per quello che non è da una sinistra politica e sindacale schiava dell’ipocrisia, che finge di non comprendere che la rigidità è interamente pagata dagli outsider del mercato del lavoro (giovani, precari, sotto-occupati e lavoratori in nero) e che la chiave della riforma è quella di distribuire in maniera più equa le garanzie.
Occorre che, anche a sinistra, si ammetta con sincerità che la tutela reale del posto di lavoro, così come l’abbiamo conosciuta dagli anni 70, non è più una tutela, ma un costo per i lavoratori e che quanti ogni volta si stracciano le vesti impediscono di correggere e migliorare un mercato del lavoro insopportabilmente duale.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

One Response to “Lavoro: Sinistra schiava dell’ipocrisia, rigidità pagata da giovani”

  1. Fabrizio ha detto:

    Concordo pienamente con l’affermazione che all’origine di tutto il precariato lavorativo attuale sia da ricercare nell’esistenza dell’articolo 18.
    Penso poi che potrebbe essere utile uno scambio politico tra la decadenza dell articolo 18 e la scomparsa di forme contrattuali atipiche come il tempo determinato, le collaborazioni, i contratti a progetto ecc. fatte salvi naturalmente quei comparti come turismo e agricoltura che di stagionalità vivono.
    Saluti

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